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lunedì 1 aprile 2019

Visita del Papa Francesco in Marocco


Rabat – Su invito del Re Mohammed VI, il Papa Francesco ha effettuato una visita ufficiale nel Regno del Marocco nei giorni 30-31 marzo 2019.
Sulla base dello statuto religioso e della responsabilità spirituale, assunti da Amir Al-Mouminine e la Sua Santità il Papa, l’incontro storico tra loro contribuirà a promuovere i valori di fraternità, di pace e di tolleranza tra i popoli e le nazioni e consolidare il dialogo, la comprensione e la coabitazione interreligiosa.
Al suo arrivo all'Aeroporto internazionale di Rabat-Salé, Bergoglio è stato accolto dal Re e due bambini in abito tradizionale con un omaggio floreale. Il Re era accompagnato dal Principe Ereditario Moulay Hassan, e dal fratello, il Principe Moulay Rachid.
Poi il Papa Francesco è stato ricevuto con tutti gli onori dal Re Mohammed VI alla storica spianata Hassan a Rabat dove è stato l’incontro pubblico.
Le autorità marocchine sono molto interessate a questa visita che guarda allo “sviluppo del dialogo interreligioso”. Il dialogo con l'Islam è un tema molto caro anche al Pontefice.
Nel suo discorso davanti al Papa, il Sovrano ha evidenziato l'importanza dell'istruzione, l'unica via per affrontare i radicalismi, che si basano “sulla non conoscenza dell'altro, l'ignoranza dell'altro, l'ignoranza tout court". “Per affrontare i radicalismi, la risposta non è né militare né finanziaria; ha un solo nome: Istruzione”, indicando che il dialogo tra le religioni d’Abramo è ovviamente insufficiente nella realtà d'oggi.
Il Re, come Comandante dei credenti, ha invitato a ridare alla religione il posto che è suo, nell'ambito dell'istruzione, aggiungendo che “ciò che tutti i terroristi hanno in comune non è la religione, è precisamente l'ignoranza della religione”.
Dopo aver sottolineato che la religione è Luce, Sapienza, Saggezza e sinonimo di pace, il Sovrano ha rilevato che “è tempo che la religione non sia più un alibi per questi ignoranti, per quest'ignoranza, per quest'intolleranza”. E ha rilevato che la visita del Papa in Marocco interviene in un contesto di sfide per la Comunità delle nazioni, la Comunità di tutti i Credenti, lanciando appello a combattere i mali di altri tempi che si nutriscono del tradimento e della strumentalizzazione del Messaggio divino raccomandando il diniego dell'Altro ed altre teorie scellerate”.
In questo mondo in ricerca di riferimenti, il Regno del Marocco non ha mai cessato di insegnare e vivere al quotidiano la fraternità dei figli di Abraham pilastro fondatore della ricchissima diversità della civilizzazione marocchina, ha osservato Amir Al Mouminine. l'unione di tutti i Marocchini, al di là delle confessioni, è “un esempio eloquente”. Questa simbiosi, che è la realtà del Regno, si concreta con moschee, chiese e sinagoghe che, da sempre, si costeggiano nelle città del Regno.
“Io, Re del Marocco, Amir Al Mouminine, ci porto Garante del libero esercizio dei culti. Sono il Comandante di tutti i Credenti”. “come Comandante dei credenti, non posso parlare di Terra d'Islam, come se vi vivessero soltanto musulmani. Veglio, effettivamente, al libero esercizio delle religioni del Libro e lo garantisco. Proteggo gli ebrei marocchini ed i cristiani di altri paesi che vivono in Marocco.
Mohammed VI ha sottolineato che l’incontro con il Papa consacra “una convinzione condivisa: i valori della religione monoteistica contribuiscono alla razionalizzazione, alla riconciliazione, al miglioramento dell'ordine mondiale”.
“Come Comandante dei Credenti, insorgo, come voi, contro l’indifferenza in tutte le sue forme e plaudo al coraggio dei Leader che non rifuggono dalle grandi questioni del nostro tempo”, aggiungendo: “Stiamo seguendo con interesse e considerazione gli sforzi compiuti da Sua Santità al servizio della pace mondiale, così come i Suoi continui appelli all’istruzione, al dialogo, alla cessazione della violenza e alla lotta contro la povertà, la corruzione, il cambiamento climatico, i mali che affliggono le società”.
I nostri messaggi sono tanto attuali quanto eterni. Invitano le persone ad abbracciare i valori della moderazione, a realizzare gli imperativi della co-conoscenza e a cogliere la consapevolezza dell’alterità.
Nel suo discorso il Papa ha espresso “gratitudine che si trasforma in importante opportunità per promuovere il dialogo interreligioso e la conoscenza reciproca tra i fedeli delle nostre due religioni.
“È indispensabile opporre al fanatismo e al fondamentalismo la solidarietà di tutti i credenti, avendo come riferimenti inestimabili del nostro agire i valori che ci sono comuni”, ha poi sottolineato Bergoglio.
Il Papa ha poi visitato l'Istituto “Mohammed VI per Imam, predicatori e predicatrici, voluto da Vostra Maestà, allo scopo di fornire una formazione adeguata e sana contro tutte le forme di estremismo, che portano spesso alla violenza e al terrorismo e che, in ogni caso, costituiscono un'offesa alla religione e a Dio stesso. Sappiamo infatti quanto sia necessaria una preparazione appropriata delle future guide religiose, se vogliamo ravvivare il vero senso religioso nei cuori delle nuove generazioni”.
Dopo il suo primo discorso, sulla spianata del Tour Hassan, il Papa si è recato al Mausoleo di Mohammed V (nonno di Mohammed VI), per una visita alle tombe di Mohammed V e di Hassan II, offrendo un omaggio floreale e ha firmato il Libro d’Oro. Al termine della visita, il trasferimento in auto al Palazzo Reale per la visita di cortesia al Re Mohammed VI con la presenza della famiglia Reale.
Appello congiunto per preservare lo stato di Gerusalemme come città santa
Il Papa Francesco e il Re Mohammed VI hanno firmato un appello per preservare lo stato di Gerusalemme come città santa. “Noi riteniamo importante preservare la Città santa di Gerusalemme/Al Qods Acharif - si legge del testo dell’appello- come patrimonio comune dell'umanità e soprattutto per i fedeli delle tre religioni monoteiste, come luogo di incontro e simbolo di coesistenza pacifica, in cui si coltivano il rispetto reciproco e il dialogo.
A tale scopo devono essere conservati e promossi il carattere specifico multi - religioso, la dimensione spirituale e la peculiare identità culturale di Gerusalemme/Al Qods Acharif. Auspichiamo, di conseguenza, che nella Città santa siano garantiti la piena libertà di accesso ai fedeli delle tre religioni monoteiste e il diritto di ciascuna di esercitarvi il proprio culto, così che a Gerusalemme/Al Qods Acharif si elevi, da parte dei loro fedeli, la preghiera a Dio, Creatore di tutti, per un futuro di pace e di fraternità sulla terra”.



lunedì 11 dicembre 2017

La cinese “Build Your Dreams” BYD si basa in Marocco dopo Renault, Peugeot, Boeing, Nissan e Fiat

Il Marocco sostenuto dalla sua posizione geografica strategica, dalla infrastrutture stradali e portuari, la stabilità, la sicurezza, la competitività e l’apertura sul mondo sta raccogliendo i risultati positivi, in questo caso, nell’industria dell’automobile. Dopo Renault, Peugeot, Boeing, Nissan e Fiat si installa in questo paese africano anche il produttore cinese “Build Your Dreams” (BYD), leader mondiale dell'automobile elettrica. Grazie alla firma avvenuta sabato di un accordo tra il governo marocchino e il gruppo cinese “BYD Auto Industry”, nel palazzo Reale di Casablanca, dove il Re Mohammed VI ha ricevuto lo stesso Wang Chuanfu.
Al termine del ricevimento svolto in presenza di Fouad Ali El Himma, Consigliere del Re, e di Moulay Hafid Elalamy, ministro dell'Industria, il Sovrano ha presieduto la cerimonia di presentazione del progetto di realizzazione in Marocco da parte del gruppo cinese di un ecosistema di trasporto elettrico.
Il protocollo d’accordo è stato firmato da Mohamed Boussaid ministro dell'Economia e delle Finanze, Moulay Hafid Elalamy ministro dell’Industria, e da Wang Chuanfu presidente di BYD.
Attraverso questo partenariato strategico, per la prima volta in Africa, il settore del trasporto elettrico avrà la luce, di cui la produzione sarà destinata sia all’esportazione che al mercato locale. Il protocollo di accordo prevede, inoltre, la costruzione tre altre fabbriche: una di batterie elettriche, l'altra di autobus ed autocarri elettrici e l'ultima dei treni elettrici e garantirà 2.500 posti di lavoro diretti nella futura “Cité Mohammed VI Tangeri Tech”, inaugurata a marzo scorso, questa città industriale realizzato appunto dal gruppo Haite cinese promette la creazione di circa 100.000 posti di lavoro diretti.
Moulay Hafid Elalamy ha fatto sapere che è stato reso possibile, grazie a molti fattori, in particolare alla visita del Re Mohammed VI in Cina, nel maggio 2016, durante la quale molti accordi di cooperazione bilaterali sono stati firmati, che permettono oggi agli investitori cinesi, di prevedere serenamente la loro installazione in Marocco. Questo nuovo progetto risponde alla volontà ferma del Re Mohammed VI di dinamizzare e modernizzare le infrastrutture nazionali e di variegare i partenariati con attori mondiali di peso, in particolare quelli della Cina. È un esempio di relazioni bilaterali fruttuose politiche ed economiche con la Cina.
Da parte sua il presidente del gruppo BYD, Wang Chuanfu, ha detto: “BYD è felice di cooperare con il Marocco su questo progetto, e condividere la sua esperienza sviluppata in molti paesi durante questi ultimi anni nello sviluppo degli ecosistemi di mobilità elettrica”. E “Desideriamo di beneficiare della situazione geografica del Marocco, come porta d'entrata all'Europa ed il mercato africano”.
Piazzandosi ormai come una piattaforma competitiva dell'industria automobilistica, il Marocco, sotto la condotta illuminata del Re Mohammed VI, aspira a diventare uno dei produttori di automobili inevitabili del pianeta ed è così determinato a fare di questo settore un motore di crescita della sua economia.

Leader mondiale del trasporto elettrico, BYD conta 220.000 dipendenti, distribuiti su oltre 30 siti industriali nel mondo. Con un fatturato di 17 miliardi di dollari, BYD rappresenta il 13% dei veicoli elettrici venduti nel mondo e 30% del mercato cinese primo mercato mondiale d’automobile elettrica.

lunedì 27 novembre 2017

Cooperazione Marocco - Costa d’Avorio si rafforza con le visite del Re Mohammed VI

La visita di lavoro e di amicizia del Re Mohammed VI del Marocco in Costa d’Avorio iniziata domenica conferma l'impegno africano del Sovrano e costituisce una nuova prova della solidità e della profondità delle relazioni bilaterali trasformando l'asse Rabat - Abidjan in un modello di successo di cooperazione e di partenariato Sud-Sud promettente.
I due paesi, alleati da una lunga data, sono arrivati a mettere in moto una cooperazione reciprocamente vantaggiosa, animata dalla convergenza di vedute rispetto alle grandi questioni del Continente relative alla pace, la stabilità, lo sviluppo e l'integrazione economica.    
Dal 1962, anno in cui sono stabilite le relazioni diplomatiche tra la Costa d'Avorio ed il Regno del Marocco, la cooperazione bilaterale si è progredita annualmente prima di prendere, in questi ultimi anni, un versante notevole grazie alla volontà comune dei due capi di Stato, Re Mohammed VI ed il Presidente Assan Ouattara.
In modo concreto, sono firmati e attivi più di 140 accordi di cooperazione bilaterali tra Rabat e Abidjan, questo numero è in crescita con le visite del Re a Costa d'Avorio. Infatti, durante l'ultima visita del Sovrano di febbraio scorso, quattordici convenzioni di partenariato economico sono state firmate in occasione della presentazione dei lavori del Gruppo d'Impulso Economico Costa d'Avorio – Marocco. L'aspetto religioso era presente durante questa visita reale, una posa della prima pietra di una moschea che il Sovrano ha voluto offrire alla Comunità musulmana, testimonia suo interesse particolare che il Sovrano al miglioramento condizioni di compimento da parte dei musulmani del loro culto ed alla diffusione dei valori nobili e dei principi dell'Islam moderato.
Gli accordi non solo firmati e avviati ma anche monitorati ed è in questo quadro che il segretario di Stato presso il ministro marocchino degli Esteri e la Cooperazione Internazionale, Mounia Boucetta era nel luglio scorso ad Abidjan, su ordini reali, per fare il punto, con la parte ivoriana, sull'avanzamento dell'applicazione degli accordi di sviluppo convalidati durante le visite del Sovrano.
Le relazioni sono all’avanguardia, rinforzate da una solidarietà tangibile come illustra il sostegno dato al Marocco, per riprendere suo posta all’Unione Africana, dalla Costa d'Avorio accanto ad altri paesi del continente. Si aggiunge, inoltre, la posizione costante delle autorità di Abidjan a favore della questione dell’integrità territoriale marocchina e del Sahara Marocchino.
Nel quadro della solidarietà, il Marocco fu uno dei primi paesi nel mondo ad inviare un contingente di più di 700 soldati delle Forze Armate Reali (FAR) in Costa d'Avorio nel quadro della missione dell'ONU di mantenimento della pace.
In seguito all'attentato terroristico che ha colpito Grand Bassam nel marzo 2016, il Marocco è stato il primo paese a mandare, su istruzioni reali, un gruppo dell'Ufficio Centrale delle Indagini Giudiziarie (BCIJ) per aiutare i servizi ivoriani competenti nel lavoro d'indagine condotte su quest'atti terroristici.
Fondamentalmente, questa solidarietà attiva e tradizionale trova la sua storia nei legami millenari che collegano i due paesi dai tempi dei defunti il Re Hassan II e del Presidente, Felix Houphouet Boigny.
Ciò significa che per il Marocco e la Costa d'Avorio, la cui cooperazione può giustamente fungere da modello di cooperazione Sud-Sud, in questo quadro l'impegno è sempre rinnovato per operare insieme a favore di una Africa prosperosa e padrone del suo destino.
Il Re Mohammed VI parteciperà al vertice tra l’Unione africana e l’Unione europea che si terrà il 29 e 30 novembre nella capitale economica del paese africano, Abidjan.


martedì 7 novembre 2017

MAROCCO. IL RE MOHAMMED VI: IL SAHARA RESTERÀ SEMPRE MAROCCHINO

In occasione del 42mo anniversario della Marcia Verde – di 350mila partecipanti venuti da tutto il Marocco, ordinata nel 1975 dal Re Hassan II per liberare il Sahara allora sotto il colonialismo Spagnolo - il Re Mohammed VI del Marocco ha indirizzato un discorso alla nazione. “Questa commemorazione – ha ricordato il Sovrano – cade a qualche settimana dal 60mo anniversario del discorso del defunto Mohammed V a M’Hamid El Ghizlane, in Sahara. Con la Marcia Verde quest’evento costituisce un momento cardine che simbolizza il patto dell’unità nazionale, sigillato tra il trono alawita ed il popolo marocchino, patto la cui chiave è Sahara Marocchino.
Il discorso storico del M’Hamid El-Ghizlane del 1958 è pregno di significato segna una tappa fondamentale nel processo di completamento dell’integrità territoriale del nostro paese e sottolinea una sola verità incontrastabile: la marocchinità del Sahara e l’attaccamento del popolo marocchino alla sua terra”.
“Dal momento in cui il Marocco ha avuto la sua indipendenza e ben prima che la questione di Sahara fosse consegnata alle Nazioni Unite nel 1963, quando nessuna rivendicazione veniva mossa per il Sahara ad eccezione delle richieste legittime del Marocco, o meglio ancora, ben prima che l’Algeria diventasse indipendente, anteriormente a tutti questi fatti, rivolgendosi ai chioukh (notabili) ed ai rappresentanti delle tribù sahrawi venuti a presentargli fedeltà, nostro nonno aveva sottolineato i diritti storici e legittimi del Marocco sul suo Sahara”.
Il Sovrano ha inoltre ricordato questa dichiarazione di suo nonno Mohammed V: “Proclamiamo solennemente che proseguiremo la nostra azione per il ritorno del nostro Sahara, nel quadro del rispetto dei nostri diritti storici e conformemente alla volontà dei suoi abitanti …”. Quindi il Sovrano attuale ha ribadito che il Sahara resterà marocchino fino alla fine dei tempi, e che seguirà le tracce del suo nonno Mohamed V e di suo padre Hassan II.
“Abbiamo a cuore, ora che la terra è liberata, di operare con lo stesso impegno per garantire alla popolazione di queste province condizioni di vita degna e favorire lo sviluppo. Siamo altresì determinati a liberare i nostri figli trattenuti nei campi (a Tindouf in Algeria)”, ha aggiunto Mohammed VI.
D’altra parte il Sovrano ha sottolineato che il Marocco mantiene suo impegno d’adesione al processo voluto dal Segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ed a cooperare con il suo Inviato personale. “Sarà così finché saranno rispettati i principi ed fondamenti della posizione marocchina”, ha insistito il Sovrano. Tali principi sono:
– Nessun regolamento della questione di Sahara è possibile al di fuori della sovranità piena ed intera del Marocco sul suo Sahara, ed al di fuori all’iniziativa d’autonomia, la cui comunità internazionale ne ha riconosciuto la serietà e la credibilità;
– Spetta alle parti all’origine del conflitto di assumersi interamente la loro responsabilità nella ricerca di un regolamento definitivo;
– Il pieno rispetto dei principi e fondamenti approvati dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu per il trattamento di questo conflitto regionale artificioso; essendo l’organo dell’Onu, di fatto, la sola istanza internazionale incaricata di supervisionare il processo di regolamento;
– Il rifiuto categorico di ogni superamento, di ogni tentativo di portare danno ai diritti legittimi del Marocco ed ai suoi interessi, di ogni proposta obsoleta volta ad allontanare il piano di regolamento dai parametri referenziali approvati, dell’inserimento tendenzioso di altri argomenti, i quali sono trattati dalle istituzioni competenti;

Il Re Mohammed VI ha anche insistito sul lavoro da effettuare all’interno del paese: “Lo ho più volte sottolineato, non resteremo con le braccia incrociate ad attendere che sia trovata la soluzione auspicata. Proseguiremo piuttosto l’azione al fine di stimolare lo sviluppo delle nostre province del sud e garantire alla loro popolazione le condizioni di una vita libera e degna”. Su questa base il Sovrano ha annunciato il proseguo di realizzazione del modello di sviluppo specifico per queste province, in parallelo con l’attuazione della regionalizzazione avanzata, cosa che dovrebbe permettere agli abitanti della regione di garantire la gestione democratica dei loro affari e contribuire allo sviluppo della loro regione.

sabato 14 ottobre 2017

Marocco. Il Re Mohammed VI decide di creare un ministero per Africa e invita a completare la regionalizzazione avanzata

Il Re Mohammed VI del Marocco ha sottolineato nel suo discorso, venerdì 13 ottobre, in occasione dell’apertura del secondo anno legislativo della decima legislatura, l’occorrenza di installare una nuova politica ispirata dalle aspettative dei cittadini in sintonia all’evoluzione che conosce il paese, una politica mirata per i giovani, il completamento della regionalizzazione avanzata e la creazione di un ministero per l’Africa.
Sull’avvio di un nuovo modello di sviluppo per il paese, il messaggio Reale è stato chiaro: Governo, Parlamento e tutte le istituzioni concernenti sono urgentemente invitati ad associare il modello marocchino di sviluppo con le evoluzioni sul campo e le esigenze quotidiane dei cittadini.
È imperativo di riconsiderare il modello di sviluppo per metterlo in fase con le evoluzioni che conosce il Marocco. È in questo spirito che il Sovrano sottolinea la sua volontà di raddrizzare la situazione e di correggere le disfunzioni constatate nell’amministrazione, nei consigli eletti e nelle collettività territoriali che impediscono l’evoluzione del modello di sviluppo marocchino.
 “Contribuiremo così a destare una presa di coscienza della necessità di fare evolvere le mentalità che fanno ostruzione alla realizzazione dello sviluppo globale che desideriamo”, ha fatto valere il Sovrano.
L'attuazione di queste azioni implica ovviamente un'applicazione piena ed effettiva del principio costituzionale di correlazione tra responsabilità e resoconto, la sola garanzia per la concretizzazione di una gouvernance ottimale.
Questo discorso Reale fondato sulla nozione di responsabilità traccia i contorni di una nuova marcia del Marocco di domani. Il nuovo Marocco che vuole costruire il Re Mohammed VI è ben un paese dove regnano l'uguaglianza e la giustizia sociale a profitto di tutti i Marocchini. Un paese dove non esistono più disparità in materia di sviluppo umano, sociale e territoriale.
L'altra dimensione del discorso Reale è quella che elabora una diagnosi precisa ed inequivocabile delle necessità pressanti dei cittadini con un accento molto particolare per le giovani generazioni favorendo loro le condizioni di una vita dignitosa che passa inevitabilmente da una formazione di qualità, un'integrazione adeguata nel mondo del lavoro ed un'abilitazione a prendere iniziative per esprimere i suoi talenti e contribuire alla dinamica dello sviluppo.
Cosi, il Sovrano ha invitato all'attuazione di una nuova politica integrata dedicata ai giovani sulla quale opererà in particolare il Consiglio Consultivo della Gioventù e dell'Azione Associativa. In questo slancio di riforme, l'Amministrazione è chiamata a mettersi all’armonia delle evoluzioni in corso, come lo ha ribadito il Sovrano, con priorità assoluta la realizzazione della giustizia sociale facendo dalla buona gouvernance un principio cardinale e non un semplice auspicio.
Il Re Mohammed VI ha, tuttavia, dato le sue istruzioni alla Corte dei Conti di dedicarsi al controllo e la valutazione dei progetti pubblici iniziati nelle varie regioni.
Su questa stessa linea, il governo è invitato a predisporre un programma rigoroso per il completamento del processo della regionalizzazione avanzata per gestire meglio gli affari locali. È il motivo per cui i consigli eletti hanno il dovere di assumersi pienamente le loro responsabilità con una più grande prossimità con le popolazioni.
Ministero marocchino per Africa:
La decisione del Re Mohammed VI di creare un ministero delegato presso il ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale incaricato degli Affari Africani, costituisce una consacrazione dell'orientamento del Marocco verso l'Africa ed il suo attaccamento alle sue radici africane, traduce, tra l’altro, un grande interesse del Regno alla cooperazione Sud -Sud e tra popoli africani, come pure il suo impegno nella risoluzione delle problematiche africane, tenendo conto delle specificità del continente e gli interessi dei suoi popoli. Negli ultimi cinque anni sono stati firmati oltre 600 accordi di cooperazione tra Marocco e il resto dell’Africa, cosi sono aumentati a più di mille convenzioni bilaterali.
 “A tale scopo, abbiamo deciso la creazione di un ministero delegato presso quello degli Affari Esteri, incaricato degli affari africani, ed in particolare dell'investimento, come pure la predisposizione di due cellule di controllo, una al ministero dell'Interno e l'altra al ministero delle Finanze”, ha indicato il Sovrano. Quest'istituzione già stata creata anche negli anni sessanta del secolo scorso in cui il Marocco era il mecca dei movimenti di liberazione africani, ed era guidata dal defunto Abdelkrim El Khatib.
Da notare che la stessa decisione, che interviene in una congiuntura segnata da una dinamica rinnovata nella Storia delle relazioni marocco-africane, consolidata dal ritorno del Marocco alla sua famiglia istituzionale e le visite storiche del Sovrano nei vari paesi africani, riflette gli sforzi marocchini per promuovere la situazione socioeconomica del continente e superare le grandi problematiche affrontate.
La presenza marocchina in Africa che rappresenta una forza regionale molto credibile e stimata dai vari paesi, illustra l'importanza della creazione di un ministero, avente il compito di rafforzare le relazioni marocco-africane e garantire il proseguimento delle questioni relative agli affari africani, la pace e la sicurezza, la migrazione ed il terrorismo.


domenica 5 febbraio 2017

Conclusa la visita di Re Mohammed VI in Sud Sudan: Firmati accordi di cooperazione e azioni di solidarietà



Il Re Mohammed VI del Marocco si è recato nella giovane Repubblica del Sud Sudan in una visita ufficiale nei giorni 1 e 3 febbraio scorso per stringere accordi di cooperazione e di solidarietà.
Il viaggio del Sovarno è arrivato a pochi giorni dal rientro nell’unione Africana del Marocco e permetterà di portare in Sud Sudan il “know-how” marocchino accumulato nel corso degli anni in diversi settori, come quelli dello sviluppo, della sicurezza e della lotta contro il terrorismo. Il Sud Sudan entrerà così nel quadro della cooperazione Sud-Sud, che il Re sta cercando di estendere a tutta l’Africa.
Nel paese africano il Re ha incontrato il presidente Salva Kiir Mayardit con il quale ha sottolineato il ruolo importante delle organizzazioni regionali sub-sahariane, cioè l’Autorità Intergovernativa per lo Sviluppo (IGAD) e la Comunità dell’Africa dell’Est (EAC), in particolare nell’attuazione delle strategie dello sviluppo sostenibile nella regione dell’Africa dell’Est.
I due capi di Stato hanno espresso soddisfazione per il processo d’integrazione iniziato da questi due gruppi locali, e Salva Kiir ha mostrato interesse per il grande potenziale del Marocco volto a contribuire allo sviluppo e alla stabilità dell’Africa orientale.
Il comunicato congiunto di fine visita di tre giorni, indica inoltre che “Considerando che la questione di Sahara è diversa nella sua genesi e la sua natura giuridica e politica di quella del Sud Sudan, il presidente Salva Kiir Mayardit riconosce gli sforzi delle Nazioni Unite volti di arrivare ad una soluzione politica al conflitto regionale sul Sahara. Il presidente saluta gli sforzi seri e credibili del Marocco”. Nello stesso documento si legge che il présidente di Sud Sudan ha salutato la visione del Re Mohammed VI per rafforzamento della cooperazione interafricana e Sud-Sud e gli sforzi del Sovrano  per la salvaguardia della pace, della stabilità e per la promozione della prosperità del continente.”
Salva Kiir Mayardit ha tenuto a congratularsi con il Sovrano per “la reintegrazione del Marocco nell’Unione africana e si è rallegrato per il voto in assemblea che ha visto una schiacciante maggioranza dei favorevoli”, cosa che premia “il ruolo del Marocco ed il suo contributo effettivo per lo sviluppo, l’unità e la stabilità del continente”.
La visita di Re Mohammed VI indica l’impegno del sovrano e del presidente della Repubblica del Sud Sudan per il consolidamento dei valori del panafricanismo, della solidarietà e della fraternità, e testimonia la forte volontà del Marocco di contribuire alla stabilità e al processo di costruzione della pace in Sud Sudan.
Da parte sua Mohammed VI si è detto soddisfatto per l’appello lanciato di recente dal presidente Salva Kiir per il dialogo nazionale, “un’iniziativa coraggiosa che consegue l’obiettivo dell’Unione Africana di far tacere le armi entro 2020”, nonché per la creazione di un Sud Sudan stabile e prospero.
Nel corso della visita i due capi di Stato hanno presieduto la cerimonia di firma di nove convenzioni e di memorandum d’intesa in settori chiave. Si tratta della convenzione relativa alla costruzione della nuova città a Ramciel. Le altre convenzioni e memorandum d’intesa coprono i settori dell’agricoltura, dell’energia, delle miniere, degli idrocarburi, dell’industria, dell’investimento, della lotta all’evasione fiscale, della formazione professionale e del partenariato economico,.
Mohammed VI e Kiir hanno poi hanno visitato l’ospedale militare da campo aperto dalle Forze Armate Reali marocchine (FAR) il 23 gennaio scorso a Juba che ha assistito dal 23 gennaio al 1 febbraio 4.583 pazienti e registrato 7.936 consulenze, di cui 1.259 casi d’urgenza.
I due capi di Stato hanno poi avviato la distribuzione di 267,5 tonnellate di doni umanitari alla popolazione di questo paese offerti dalla Fondazione Mohammed VI per lo Sviluppo.
Infine hanno visitato mausoleo di John Garang, padre dell’indipendenza della nazione sud-sudanese.

mercoledì 26 ottobre 2016

Tanzania. Avvio per la costruzione della Moschea Mohammed VI a Dar Essalam

Rabat – 26 ott. 16 - Il Re Mohammed VI in presenza del Primo ministro tanzaniano Kassim Majaliwa, ha dato, ieri, l’avvio alla costruzione di una nuova moschea a Dar Essalam che sarà battezzata “Moschea Mohammed VI”.
L’iniziativa del Sovrano avviene come risposta alla richiesta del Mufti Aboubakr Ben Zoubeir Ben Ali, presidente del Consiglio Nazionale dei Musulmani di Tanzania, che ha espresso la necessità pressante per questa moschea in questa città.
Questo edificio religioso e culturale di una superficie di 7400 metri quadrati è composto di una sala di preghiera in grado di accogliere più di 5mila fedeli, una biblioteca, una sala di conferenze, un padiglione culturale e amministrativo, un parcheggio e spazio verde.
In quest’occasione, il Re Mohammed VI ha fatto un dono di 10mila copie del Santo Corano al Consiglio Nazionale dei Musulmani di Tanzania.
Aboubakr Ben Zoubeir, presidente del consiglio nonché membro del Consiglio Superiore della Fondazione Mohammed VI degli Ulema Africani con sede a Fes, ha espresso i sinceri ringraziamenti e gratitudine.

Successivamente il ministro marocchino di Habouss e degli Affari Islamici, Ahmed Taoufiq, e il mufti Aboubakr Ben Zoubeir, hanno firmato un accordo di cooperazione nel campo degli affari islamici, finalizzato a formare gli imam locali all’Islam moderato sul modello marocchino aperto e tollerante.

sabato 14 maggio 2016

Marocco – Cina. Partenariato strategico globale di grandi prospettive

La visita ufficiale del Re Mohammed VI di Marocco in Repubblica Popolare cinese nei 11 e 12 maggio ha permesso alle relazioni tra i due paesi di passare alla velocità superiore nel quadro di un partenariato strategico globale.
Questa visita, che è stata l'occasione della conclusione di trenta convenzioni di partenariato pubblico - pubblico e pubblico-privato tra i due paesi, è stata segnata dalla firma, il mercoledì da parte del Re ed il Presidente cinesi Xi Jinping della dichiarazione congiunta che riguarda l’istituzione di un partenariato strategico tra i due paesi, un partenariato che apre nuove prospettive di futuro alle relazioni politiche tra Pechino e Rabat e permette di rafforzare la cooperazione bilaterale in settori a forte potenziale di creazione di posti di lavoro e di valore aggiunto.
Uno dei momenti forti di questa visita storica è la decisione del re di eliminare i visti d’ingresso in Marocco per i cittadini cinesi a partire dal mese del giugno prossimo.
Questa decisione, che viene a confermare la visione del Sovrano e la sua volontà di approfondire e diversificare le relazioni sino-marocchine, traduce la volontà d'apertura da parte del Regno e di sviluppo degli scambi umani, culturali, economici e politici tra i due paesi amici.
È una visita ben riuscita secondo numerosi osservatori, dedica così la scelta strategica operata dal Marocco di diversificare i suoi partenariati, in linea con il discorso del Re, il 20 aprile scorso a Riad, al vertice Marocco - paesi del Golfo, nel quale il sovrano aveva sottolineato che pur restando attaccato alla preservazione delle sue relazioni strategiche, il Marocco cerca in quest'ultimi mesi, di differenziare i suoi partenariati, sia a livello geopolitico che al piano economico.
Infatti, questa visita, che interviene alcuni mesi dopo quella effettuata dal Sovrano in Russia, ha permesso di indurre le relazioni politiche tra il Marocco e la Cina, fondate sui principi d'amicizia, di comprensione e di solidarietà, come su una volontà condivisa di differenziare i campi di cooperazione bilaterale, in una prospettiva portatrice di sinergia e reciprocamente benefica.
Così, oltre al rafforzamento della cooperazione nel settore giudiziario, culturale, turistico, energetico, infrastrutture e consolari, questa visita ha permesso di potenziare il partenariato economico tra i due paesi, in particolare nei settori delle finanze, delle infrastrutture, dell’automobile, del tessile, dell'aeronautica, della logistica e delle energie rinnovabili.
Ha anche tracciato la strada alle imprese cinesi affinché si stabiliscano maggiormente in Marocco e che trasformino il Regno in una piattaforma di sviluppo delle loro attività in Africa ed in Europa.
Nel suo messaggio a termine della visita, il Re Mohammed VI ha rinnovato i suoi sinceri ringraziamenti e la sua alta gratitudine al Presidente cinese, Xi Jinping per l'accoglienza calorosa e l'ospitalità generosa che sono state riservate al Sovrano e alla sua delegazione e ha espresso la sua soddisfazione profonda per la convergenza di vedute che si è liberata nei colloqui tra i due Capi di Stato sulle varie questioni d'interesse comune e che si sono tradotte in importanti convenzioni riguardanti i progetti di sviluppo promettenti in vari settori, che devono permettere di marcare una dinamica rinnovata alle relazioni bilaterali distinte e di rafforzare i legami d'amicizia solida e di considerazione reciproca che esistono tra i due paesi.
Infine, il Sovrano si è detto persuaso che gli acquisti realizzati durante questa visita benedetta costituiranno un impulso forte del partenariato strategico avviato tra il Regno del Marocco e la Repubblica Popolare Cinese, in concretizzazione della volontà comune dei capi di Stato di costruire un modello di cooperazione Sud - Sud, efficace, solidale e multidimensionale, che benefica ai due paesi amici e contribuendo all'irradiamento della sicurezza, della pace e della stabilità nel mondo.

mercoledì 16 marzo 2016

Il Regno del Marocco decide una “riduzione significativa” di componenti civili della MINURSO (comunicato)

Rabat, Martedì, il 16 marzo, 2016 – Dopo le dichiarazioni “inaccettabili” del Segretario Generale dell'ONU, Ban Ki-moon, ed ai suoi atteggiamenti “inammissibili” durante la sua recente visita in Algeri e Tindouf, il governo del Regno del Marocco ha deciso “le misure immediate” particolarmente “una riduzione significativa, tra i giorni che vengono, da una grande parte della componente civile ed in particolare il segmento politico della Missione ONU per il Sahara (MINURSO), l'annullamento del contributo volontario che accorda il Marocco al funzionamento della stessa missione e l'esame delle modalità di ritiro dei contingenti marocchini impegnati nelle operazioni di mantenimento della pace”.
 “Il Regno del Marocco si riserva il diritto legittimo di ricorrere ad altre misure, che potrebbe essere portato a prendere, per difendere, nel rispetto rigoroso della Carta delle Nazioni Unite, i suoi interessi superiori, la sua sovranità e la sua integrità territoriale”, sottolinea martedì un comunicato del Ministero degli Esteri e della Cooperazione.
Dalla stessa fonte, si segnala che “su Altissime istruzioni di Sua Maestà il Re Mohammed VI, il capo della diplomazia marocchino, Salaheddine Mezouar si è reso, il 14 marzo 2016, a New York, per incontrare il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon.
In quest’occasione, precisa il comunicato, il ministro ha consegnato una lettera al Segretario Generale “che espone nei dettagli le proteste ufficiali del Governo marocchino sulle sue dichiarazioni inaccettabili e sui suoi atteggiamenti inammissibili durante la sua recente visita nella regione”.
Nel corso di questo incontro, Mezouar ha fatto parte al segretario generale “della denuncia ferma e del rifiuto totale da parte del Regno del Marocco, del suo popolo marocchino e tutte le sue forze vive, alle sue propositi inammissibili e le sue azioni condannabili sulla questione di Sahara Marocchino, durante la sua recente visita in Algeria”.
Ed insistere: “Le autorità marocchine considerano che tali atteggiamenti sono incompatibili con le responsabilità e la missione di Segretario Generale che lo costringono ad un dovere d'obiettività e d'imparzialità ed al rispetto del referenziale stabilito dagli organi dell'ONU”.
Si è ricordato in particolare a Ban Ki-Moon che il termine “occupazione” utilizzato per qualificare la presenza del Marocco in suo Sahara è “una inezia giuridica ed un errore politico grave”. Infatti, ricorda il comunicato, “nessuna risoluzione del Consiglio di Sicurezza ha utilizzato tale terminologia. L'utilizzo di questo riferimento costituisce così un insulto al popolo marocchino e ad una Nazione che ha acconsentito pesanti sacrifici per recuperare gradualmente la sua indipendenza ed ha difeso la sua integrità territoriale”.
Inoltre si prosegue, “il ricorso al referendum evocato per risolvere questa vertenza regionale è stato spazzato dalla Storia ed scartato dal Consiglio di Sicurezza. Il documento ricorda,  in questo argomento, che dal 2004, “il Consiglio sostiene esclusivamente la ricerca di una soluzione politica negoziata, sulla base del “realismo e dello spirito di compromesso”.
“I tentativi inaccettabili di mascherare lo statuto della zona all'est del dispositivo di difesa, come pure il trattamento selettivo e l'atteggiamento compiacente in relazione alla situazione umanitaria nei campi di Tindouf sono stati anche evocati”, indicano il comunicato, aggiungendo che Mezouar ha ribadito, nel corso di questo incontro, “l'urgenza per il Segretario Generale di non versare nei tentativi svelati e che mirano ad attaccarsi all'iniziativa marocchina d'autonomia che conserva tutta la sua preminenza nelle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza”.
 “A lui è stato chiesto di chiarire pubblicamente le sue posizioni per restaurare un clima di fiducia e di rispetto reciproco”, precisa la stessa fonte.
“Ma, anziché rispettare gli impegni espressi nel corso di questa riunione, il comunicato pubblicato dal Segretariato Generale aggiunge all'offesa iniziale, un nuovo oltraggia al popolo marocchino che non aveva fatto che esprimere spontaneamente il suo rifiuto di fronte a tanti slittamenti e irresponsabilità”, deplora il comunicato del MAEC.
 “Il Regno del Marocco si indigna di vedere il Segretario Generale contestare il diritto legittimo e democratico di un popolo e delle sue forze vive, ad esprimere liberamente le loro opinioni e le loro reazioni”, sottolinea la stessa fonte, interrogandosi “in che modo l'esercizio di un diritto individuale e collettivo consacrato dalla costituzione marocchina costituirebbe un'offesa alla persona del Segretario Generale, soprattutto quando si tratta di una reazione fondata ad propositi ed atti che toccano profondamente ogni cittadino marocchino da nord a sud?”.
Il comunicato si è ugualmente interrogato “come si può a questo livello di responsabilità ridurre l'Organizzazione delle Nazioni Unite all'affetto personale del segretario generale?”, sottolineando che di fronte a questa “deriva pericolosa”, il governo del Regno del Marocco ha deciso di prendere le misure immediate cioè “una riduzione significativa, tra i giorni che vengono, da una grande parte della componente civile ed in particolare il segmento politico della MINURSO, l'annullamento del contributo volontario che accorda il Marocco al funzionamento della MINURSO e l'esame delle modalità di ritiro dei contingenti marocchini impegnati nelle operazioni di mantenimento della pace”.