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mercoledì 18 dicembre 2019

L'Unione delle Comore ha aperto consolato generale a Laayoune in Sahara Marocchino


L'Unione delle Comore ha aperto mercoledì suo consolato generale a Laayoune in sud del Marocco. 
La cerimonia d'inaugurazione è stata presieduta dal ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini Residenti all'Estero, Nasser Bourita, e dal suo omologo comoriano, Souef Mohamed El Amine.
In una dichiarazione alla stampa, il console generale dell'Unione delle Comore a Laayoune, Sayed Omar Sayed Hassan, ha accolto con favore le relazioni “fraterne” tra il Regno del Marocco e l'Unione delle Comore, sottolineando che tali relazioni risalgono agli inizi dell'indipendenza delle Comore.
È un “onore per l'Unione delle Comore d’aprire un consolato generale nella “capitale del Sahara marocchino", ha detto Sayed Hassan, aggiungendo che “l'apertura di questo consolato conferma la marocchinita del Sahara e i legami fraterni tra i nostri due paesi”.
Il diplomatico comoriano ha invitato tutti i paesi africani a seguire l'esempio del suo paese e aprire rappresentanze diplomatiche nelle città del Sahara marocchino dicendo: “Auspico che altri paesi amici e fratelli del Marocco seguano l'esempio dell'Unione delle Comore per dimostrare la loro solidarietà e fraternità nei confronti dei nostri fratelli marocchini e il loro riconoscimento per tutto ciò che il Regno del Marocco apporta ai nostri paesi e ovunque in Africa”.
La cerimonia di apertura si è svolta in presenza del Wali della regione di Laayoune Saguia El Hamra, Governatore delle province di Boujdour, Abdeslem Bekrate, e dei governatori di Tarfaya e Smara, del presidente della regione, Sidi Hamdi Ould Errachid, degli eletti della regione e dei rappresentanti delle organizzazioni della società civile.
Da ricordare che la Costa d'Avorio ha aperto, in giugno scorso, un consolato onorario nella stessa città, mentre Gambia ha recentemente annunciato la prossima apertura del suo consolato a Dakhla.


giovedì 7 novembre 2019

Marcia Verde. Sviluppo economico continua in Sahara


La Marcia Verde è un simbolo assoluto della simbiosi che unisce il Trono e il popolo marocchino
Il Regno del Marocco ha celebrato il 06 novembre 2019 il 44esimo anniversario della Marcia Verde, organizzata in risposta all'appello del defunto Re Hassan II nel 06 novembre 1975, in cui 350.000 volontari pacifici si sono mobilitati sul livello nazionale per raggiungere il territorio marocchino detto impropriamente “Sahara spagnolo o Sahara Occidentale” occupato dalla Spagna. La storica Marcia Verde, salutata da tutto il mondo, rimarrà per sempre nella memoria collettiva dei marocchini come evento storico di lotta per l’indipendenza e il completamento dell’integrità territoriale. L’evento rispecchia la forte coesione tra il Trono Alauita e il popolo marocchino, nonché la loro unanimità intorno alle costanti e ai valori sacri della nazione.
Da segnalare che in via pacifica e di dialogo la Spagna, firmando l’Accordo di Madrid con il Marocco, ha deciso di ritirarsi subito dai territori meridionali marocchini.

Sviluppo continuo in Sahara …
Oggi, il territorio lasciato dall’occupazione spagnola con zero investimento, ha raggiunto un gigantesco sviluppo economico e sociale, infatti, sono in corso con determinazione su tutti livelli, le azioni principalmente prioritarie di sviluppare ancora questa regione. Secondo il Ministero dell’Economia e della Finanza, il programma di sviluppo delle province meridionali iniziato negli ultimi due anni con 87 progetti completati con un costo complessivo di oltre 7 miliardi di DH. Gli investimenti statali passeranno da 77 a 81 miliardi di Dh entro 2020. Alla fine del 2018 il loro tasso di esecuzione è stato superiore al 70 per cento.
In questi anni il Sahara ha conosciuto uno sviluppo grandioso su tutti gli aspetti: sviluppo delle città grazie alla raggruppamento della popolazione, la costruzione di un’infrastruttura di base moderna e la realizzazione di progetti economicamente produttivi per la popolazione locale. Le aziende internazionali e le multinazionali si fidano del potenziale economico delle province meridionali. Non è per caso, per esempio, l’apertura di un nuova ristorante Mc Donald's di Laayoune nel 2017, mentre il nuovo porto atlantico di Dakhla, di un budget di 96 milioni di dollari, creerà 183.000 posti di lavoro entro 2030 e costituirà un punto di svolta per gli scambi con l’Africa e l’America latina. Oggi le province del sud, servite da diverse compagnie aeree internazionali, sono diventate una meta turistica famosa, attraendo grandi conferenze e manifestazioni a portata regionale e internazionale come il Forum Crans Montana.

Sahara trait d’union tra Marocco e Africa sub-sahariana
“Il Sahara marocchino è la porta del Marocco verso l’Africa sub-sahariana”, e costituisce un vero e proprio trait d’union tra Marocco e il resto dell’Africa dal punto di vista geografico, umano ed economico, ha affermato mercoledì il Re Mohammed VI in occasione della festa di Marcia Verde. Il Marocco occupa tuttavia un posto di primo piano in Africa, in campo economico, politico, culturale e religioso, ha aggiunto il Re Mohammed VI, esprimendo la sua determinazione a erigere il Regno come attore chiave della costruzione dell'Africa di domani. Ciò attraverso il costante rafforzamento delle relazioni umane, economiche e politiche che uniscono Marocco ai paesi africani.

Il Gran Magreb soffre dello statu-quo
A livello del Maghreb, il Sovrano ha riaffermato l’impegno del Marocco a instaurare relazioni sane e solide con gli altri Stati magrebini. “Alla luce delle opportunità e della posta in gioco che essa comporta, la situazione attuale nella regione e nel Mediterraneo sollecita la nostra attenzione e ci induce ad intraprendere un’azione costruttiva”. Il Re Mohammed VI spiega che “la gioventù magrebina esige da noi la creazione di uno spazio aperto, propizio all’interazione e allo scambio”, mentre il settore degli affari esige che le siano garantite condizioni favorevoli al suo sviluppo. “Allo stesso modo, i nostri partner, in particolare europei, hanno bisogno di un socio efficace”, “i nostri fratelli d’Africa subsahariana attendono che i nostri paesi contribuiscano a realizzare i programmi e ad affrontare le grandi sfide del continente” e, infine, “i nostri fratelli arabi desiderano che il Gran Magreb si associ alla costruzione di un nuovo ordine arabo”, ha sottolineato il Sovrano.
 “Le speranze e le aspettative sono enormi; le sfide sono numerose e complesse. Tuttavia, si può deplorare che alcuni non ne misurino l’importanza”, ha proseguito il Re per il quale “il nostro nemico comune risiede nell’immobilismo e nel basso livello di sviluppo che ancora conoscono i nostri cinque popoli”. I paesi maghrebini sono Marocco, Mauritania, Tunisia, Libia ed Algeria.

l’Iniziativa di autonomia del Sahara è la concreta soluzione ricercata dall’ONU
Al livello dell’ONU, il Sovrano ha insistito sull'impegno del Regno a difendere la sua integrità territoriale e la sua piena adesione al processo dell'ONU per la risoluzione di questa disputa regionale, ricordando le basi che hanno sempre guidato l'azione del Marocco.
Il Sovrano ha sottolineato che lo slancio del 1975 continua ancora oggi, concretizzato dal suo impegno a portare a termine lo sviluppo di tutte le regioni del Regno, comprese quelle del sud.
E sulla questione dell’integrità territoriale del paese e della sua piena sovranità sui suoi territori, Mohammed VI ha ricordato i principi fondamentali che animano il Marocco. Sulla Marocchinità del Sahara, il Marocco ha sempre mostrato una posizione chiara, ispirata da una fede incrollabile nella giustezza della sua causa e nella legittimità dei suoi diritti. Poi ha evidenziato che, in linea con il processo politico dell'ONU e con le risoluzioni del Consiglio di sicurezza, il Marocco continuerà a lavorare con sincerità e buona fede per giungere a una soluzione politica, realistica, pragmatica e consensuale.
Il Re ha inoltre messo in risalto che l’iniziativa di autonomia proposta dal Regno e ampiamente accolta dalla comunità internazionale resta l’unica base di negoziazione. Seria, credibile, equa nei suoi orientamenti, l’Iniziativa di autonomia costituisce la traduzione concreta della soluzione ricercata. Infatti, è l’unica via possibile per giungere a una soluzione del conflitto, nel pieno rispetto dell’unità nazionale e dell’integrità territoriale del Regno. Questa prospettiva si è rafforzata dal fatto che un numero sempre crescente di paesi (oltre 163 ad oggi) non riconosce l’entità fittizia della “RASD” basata in Algeria. “L’Iniziativa di autonomia è sostenuta anche dai partenariati e dagli accordi che legano le grandi potenze e un certo numero di paesi fratelli e amici al nostro paese e che coprono tutte le sue regioni, comprese le province del Sud”, ha sottolineato il Re.

venerdì 25 ottobre 2019

CLASSIFICA MONDIALE DOING BUSINESS. IN 9 ANNI MAROCCO PASSA DAL 128 AL 53° POSTO


Il Marocco che era nel 2010 al posto 128 ha raggiunto il 53esimo posto di 190 paesi nel mondo nella classifica “Doing Business 2020” della Banca Mondiale, pubblicata giovedì 24 ottobre a Washington. “Questo avanzamento segna un progresso significativo nella realizzazione dell'obiettivo del Marocco di raggiungere la top 50 delle maggiori economie del mondo entro il 2021”, fa sapere il Dipartimento del Capo di Governo.
Cosi, il Marocco mantiene il primo posto nel Maghreb e in Nord Africa, e si colloca al terzo posto tra i paesi della regione del Nord Africa e del Medio Oriente MENA, dietro gli Emirati Arabi Uniti 16° e davanti all'Arabia Saudita 62° ed Egitto 114°.
A livello del continente africano, il Marocco mantiene la terza posizione dietro le isole Maurizio, che si classifica al tredicesimo posto mondiale, Ruanda 38°, e davanti a Sudafrica 84° e Nigeria 131°. “Il risultato positivo del Marocco è dovuto all'adozione di una serie di importanti misure e riforme legate agli affari e alle attività delle imprese marocchine, che rientrano nel quadro del programma di lavoro del Comitato nazionale dell'ambiente di affari (CNEA)”, sottolinea il comunicato.
La segreteria del CNEA ha inoltre svolto un ruolo importante nella presentazione agli esperti della Banca mondiale delle riforme introdotte per migliorare il clima imprenditoriale in Marocco, principalmente quelle legate allo sviluppo di quadri giuridici e regolamentari per le imprese, nonché alla semplificazione e alla digitalizzazione di una serie di procedure amministrative legate al ciclo di vita degli affari, oltre alla creazione di piattaforme elettroniche per i servizi e gli sportelli unici.
Le riforme della legge relativa alle varie società sia quelle anonime e le società con nome collettivo, in accomandita semplice, in accomandita per azioni, a responsabilità limitata e la società in partecipazione, figuravano tra le riforme importanti entrate in vigore nel corso dell’anno.
Queste riforme hanno permesso di rafforzare la protezione degli investitori minoritari e di stabilire il principio di trasparenza e di buon gouvernance basato sulle norme internazionali in questo settore. Di conseguenza, la classifica del Marocco nell'indice di protezione degli investitori minoritari è passata dal 64esimo posto al 37esimo.
Inoltre, il Marocco si è classificato 16esimo a livello mondiale per quanto riguarda l'indice di rilascio delle licenze di costruzione edile, lanciando una nuova versione della piattaforma online per la gestione digitale delle licenze.
La classifica marocchina nell'indice di connessione alla rete elettrica 34° a livello mondiale rispetto a 59 dell'anno scorso è migliorata anche grazie all'agevolazione del collegamento elettrico delle imprese a Casablanca attraverso il lancio di una piattaforma elettronica, denominata “e-Collegamento”, per la presentazione e il monitoraggio delle domande di connessione in media tensione e lo sviluppo dell'utilizzo dei posti di trasformazione prefabbricati.
Il rapporto della Banca Mondiale menziona altresì una serie di altre riforme che hanno contribuito al miglioramento del clima imprenditoriale in Marocco e della sua classificazione internazionale, in questo caso cita:
- L'introduzione di un sistema automatizzato per l'attribuzione degli affari ai giudici e la pubblicazione di rapporti sulla performance dei tribunali, ciò che ha agevolato l'esecuzione dei contratti e ha permesso al Marocco di raggiungere il 60° posto a livello mondiale;
- L'introduzione di un sistema di pagamento online dei diritti portuali, la soppressione delle procedure di transito su supporto cartaceo e l'estensione dell'orario di lavoro nel porto, che ha accelerato le operazioni di commercio transfrontaliero e portato il Marocco alla 58° posizione mondiale;
- La riduzione del tasso d'imposta sulle imprese mediante l'adozione di un sistema progressivo di imposizione delle imprese, che ha permesso il paese di raggiungere il 24esimo posto a livello mondiale dell'indice di prestazione fiscale.
Con questo risultato, il Marocco ha compiuto un grande passo avanti verso la realizzazione dell’obiettivo fissato dal programma governativo di far rientrare il paese tra le 50 migliori economie del mondo in materia di miglioramento del clima imprenditoriale entro il 2021.
In tale prospettiva, sono in corso ulteriori riforme, come la creazione di un registro nazionale per le garanzie mobiliari nel quadro dell’attuazione della legge sulle garanzie, che consentirà alle PME di accedere ai finanziamenti necessari e di migliorare la classificazione del Marocco nell’indice di accesso al finanziamento.
La performance marocchina è il risultato di una politica aperta d’investimento guidata dal Re Mohammed VI per mettere il Marocco in via della buona economia a caratteri sociale ed umano, terra d’opportunità di business ed il risultato di un miglioramento profondo della gouvernance pubblica e della lotta contro le differenti forme di prevaricazione e di abuso particolarmente nei permessi di costruzione e nei pagamenti delle tasse.
Il rapporto “Doing Business” cerca di misurare le performance di 190 paesi in materia di facilitazione degli affari valutando la legislazione e le procedure amministrative adottate in dieci diversi settori del ciclo di vita dell'impresa, vale a dire la creazione di imprese, il commercio transfrontaliero, il pagamento di tasse e imposte, le licenze di costruzione, il collegamento all'elettricità, il trasferimento di proprietà, l'accesso al finanziamento, l'esecuzione di contratti, la protezione degli investitori, nonché la gestione di questioni delle imprese in difficoltà.




sabato 29 giugno 2019

PRINCIPE EREDITARIO MOULAY EL HASSAN INAUGURA TANGER MED 2, PRIMO PORTO MEDITERRANEO


Il Principe Ereditario del Marocco, Moulay El Hassan, in rappresentanza del Re Mohammed VI, ha presieduto ieri alla provincia Fahs Anjra, Regione di Tangeri - Tetouan  - Al Hoceima, la cerimonia delle operazioni portuali di Tanger Med 2, una piattaforma che posiziona Tanger Med come primo polo portuale nel Mediterraneo.
Questo nuovo porto, che comprende due nuovi terminal a container con una capacità aggiuntiva di 6 milioni di container TEU, rafforzerà ulteriormente la posizione del Tangier Med Port Complex come hub di riferimento, in Africa e nel mondo, per i flussi di logistica e commercio internazionale, con una capacità totale di oltre 9 milioni di contenitori.
Così la nuova infrastruttura consolida l'ancoraggio del Regno del Marocco nello spazio euro-mediterraneo e nel suo ambiente magrebino e arabo, rafforzando la sua vocazione di polo di scambio tra Europa e Africa, il Mediterraneo e l'Atlantico, e allo stesso tempo, rafforzare il suo ruolo centrale come partner attivo nel commercio internazionale e ben integrato con l'economia mondiale.
La cerimonia di lancio ufficiale di operazioni portuali del Porto Tanger Med 2 è iniziata con la proiezione di un filmato istituzionale che mette in evidenza le varie fasi di attuazione del Complesso di Tangeri Med e l'impulso del Re Mohammed VI nella realizzazione di questo progetto proficuo per il nord del Marocco. Il progetto offre a questa regione un solido quadro economico, un livello internazionale e delle zone franche, consentendole di sviluppare il suo ricco potenziale e farne un modello di sviluppo regionale integrato.
Il Presidente dell'Agenzia Speciale Tangeri-Mediterraneo, Fouad Brini ha sottolineato la pertinenza della visione originale che Mohammed VI ha avuto per questo progetto strategico e la giusta scelta di posizionarlo sullo Stretto Gibilterra, all'incrocio delle rotte marittime, facendo sapere che Tanger Med è riuscita a collegare il Marocco a 77 paesi e 186 porti, contribuendo così a inserire il Regno sulla scena marittima internazionale e ad elevarlo dall'83° al 17° posto nella classifica della Conferenza delle Nazioni Conferenza delle Nazioni Unite per il Commercio e Sviluppo (CNUCED).
Questo progetto strutturale comprende anche diversi parchi commerciali che hanno visto l'installazione di oltre 912 aziende, nei settori industriale, logistico e dei servizi, e hanno consentito la creazione di oltre 75.000 posti di lavoro diretti.
Brini ha quindi presentato i risultati di Tanger Med e le prospettive per il suo sviluppo entro il 2025. In tale contesto, ha presentato un ambizioso nuovo programma di investimenti di 9 miliardi di dirham che mira a rafforzare la competitività della logistica marocchina e continentale e contribuisce a promuovere il ruolo del Marocco come attore principale nei corridoi logistici mondiali.
Come parte della spinta in corso per Tanger Med, questo programma include estensioni della capacità di elaborazione del porto e lo sviluppo di nuove zone di facilitazione per sostenere la crescita delle esportazioni marocchine, industriali e agricole.
Questo ritmo di sviluppo che conosce la regione settentrionale del Regno, una vera e propria terra di opportunità, sperimenta una accelerazione con il nuovo ambizioso progetto della Mohammed VI Tangeri City Tech, il cui sviluppo sarà in perfetta sinergia con i progetti portuali e logistici da Tangeri Med.
Da parte sua, il presidente del gruppo esecutivo AP Moller Maersk, l'operatore responsabile delle operazioni di terminale, ha reso omaggio alla visione di Mohammed VI dall'inizio del progetto e ha confermato la rinnovata fiducia attraverso il loro impegno per l'investimento di quasi 10 miliardi di dirham nel nuovo porto di Terminal Tanger Med 2 che utilizza le migliori tecnologie e sarà uno dei più strategici a livello mondiale per il principale Maersk marittimo del mondo.

venerdì 29 marzo 2019

Marocco: ministro Esteri Bourita, politica estera è “questione di sovranità”


Casablanca, 29 marzo - Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale del Marocco, Nasser Bourita, ha affermato ieri nella conferenza stampa congiunta con suo omologo giordano Ayman Safadi dopo l'incontro tra Re Mohammed VI e Abdallah II di Giordania,  che le relazioni con i paesi del Golfo, in particolare con l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, sono sempre state storiche profonde e il Marocco ha sempre voluto preservarle e rafforzarle, tuttavia “la politica estera è una “questione di sovranità” per il Marocco. “Può accadere che non siamo d'accordo su alcune questioni, la politica estera è una questione di sovranità, e in Marocco si basa anche su principi e costanti”, ha aggiunto.
La coordinazione dovrebbe farsi in due direzioni, non deve essere sulla carta ma deve coprire tutte le questioni importanti nel Medio Oriente e in Nord Africa come la crisi libica.
Bourita ha evidenziato che la preservazione di questa relazione dovrebbe essere un impegno di entrambi le parti, e si non è il caso, sarebbe normale che tutte le alternative siano esaminate.
Re Abdallah II della Giordania era in visita officiale in Marocco il 27 e 28 marzo.

domenica 18 novembre 2018

Il Re Mohammed VI dà avvio ai progetti ferroviari di alta qualità


Il Re Mohammed VI ha avviato, sabato a Rabat, progetti ferroviari di grande portata nella scia dell'inaugurazione della prima linea di Alta Velocità in Africa Al Boraq.
Questi progetti strutturanti mirano ad accompagnare lo sviluppo sostanziale che conosce il settore, con in particolare il lancio giovedì scorso di Al Boraq, a migliorare le condizioni di confort a bordo dei treni, riassorbire i flussi sostanziali del traffico e ridurre il tempo dei tragitti.
Il Sovrano ha così proceduto al lancio della triplicazione dell'asse Casablanca - Kenitra, del raddoppiamento completo della linea Casablanca - Marrakech, delle stazioni dedicate ai treni ad alta velocità, Rabat-Agdal, Tanger, Kenitra e Casablanca-Viaggiatori, e nuove stazioni di Oujda e Benguerir, dei progetti di portata realizzati per un investimento globale di circa 10,5 miliardi di dirham.
Questi progetti confermano, ancora una volta, l'alta sollecitudine di cui Sua Maestà il Re non cessa per il settore dei trasporti, vettore essenziale di sviluppo locale e di promozione delle attività economiche e del benessere della popolazione, come traducono la volontà permanente del Sovrano di accompagnare il processo da ristrutturazione e di ammodernamento urbano e di rafforzamento della mobilità interurbana.
Il progetto di triplicazione dell'asse Casablanca – Kenitra, avendo mobilitato uno stanziamento di 5,2 miliardi di DH, permetterà la sistemazione del centro ferroviario di Casablanca e moltiplicherà la capacità di questa linea per 2,5 che offre la possibilità di programmare fino ad una partenza ogni 3 minuti.
I lavori di realizzazione del progetto sono stati affidati, ad altezza di 80 per cento alle imprese nazionali, che mobilitano 3 milioni di giorni/uomini e genereranno 280 posti di lavoro durante la fase di sfruttamento.
L'altro progetto strutturante  inaugurato dal Sovrano è il raddoppiamento completo della linea Casablanca – Marrakech (174 km). Avendo richiesto investimenti di 3 miliardi di DH, permetterà l'aumento della capacità della linea al cento per cento, oltre alle ripercussioni ambientali (6,5 milioni di tonnellate di GES evitate all'anno).
Sua  Maestà il Re, in questa occasione, ha proceduto all'inaugurazione della stazione Rabat-Agdal, un gioiello architetturale ed urbano che consolida il posto di Rabat come “Città luce, Capitale Marocchina della Cultura”.
Realizzato per un investimento globale di 800 milioni di dirham, la nuova stazione, la cui apertura si iscrive nell'estensione del lancio del TGV Al Boraq che collega Tangeri e Casablanca, è una delle quattro stazioni di  nuova generazione inaugurate in questo giorno per accompagnare la messa in servizio dai treni ad Alta Velocità.
La stazione di Kenitra, sviluppata vicino alla vecchia stazione, ha mobilitato investimenti di 400 milioni di DH. Questo progetto ha riguardato in particolare la riorganizzazione di 5 marciapiedi di 400 ml di lunghezza, e la sistemazione di un parcheggio di 200 posti.
La stazione Casa-Viaggiatori (450 MDH) è stato costruito in Stazione Ponte, come quelle di Rabat-Agdal e Kenitra, e dispone sul modello delle altre stazioni di nuova generazione di attrezzature tecnologiche di punta che rispondono alle esigenze internazionali in materia di sicurezza di qualità dei servizi.
Realizzato per un costo complessivo di 360 MDH, il progetto della Stazione Tanger-Ville ha consistito nella valorizzazione dell'edificio della vecchia stazione, come pure la costruzione di un nuovo edificio destinato ad accogliere tutti i locali legati all'attività grande velocità. Ha anche riguardato la riorganizzazione dei marciapiedi (5 marciapiedi di 400 metri lineari di lunghezza), e la creazione di sistemazioni esterne.
Nel quadro della sua strategia di sviluppo, l'Ufficio Nazionale delle Ferrovie (ONCF) ha realizzato un programma ambizioso d'ammodernamento e di costruzione di stazioni ferroviarie, grandi, medie e piccole. Le nuove stazioni di Oujda (170 MDH) e Benguerir (36 MDH) ne fanno parte. Così, queste due stazioni ferroviarie permetteranno di migliorare le condizioni d'accoglienza e di confort dei viaggiatori, di rafforzare l'offerta commerciale rispondendo alla progressione del traffico viaggiatori ed accompagnare lo sviluppo urbano delle città.
Tutti questi progetti coerenti, compatibili ed integrati permettono di fare beneficiare gli utenti il guadagno di tempo di percorso grazie a corrispondenze ottimizzate tra Al Boraq ed i treni modernizzati che servono il nord ed il sud del paese, di generare l’utilità della collettività in termini di creazione di posti di lavoro, di sicurezza, di tutela dell'ambiente e d'inizio di un ecosistema attorno al ferroviario, dinamizzando le attività delle imprese marocchine e contribuendo alla creazione del valore aggiunto.
Per accompagnare questa dinamica virtuosa, l’ONCF intende lanciare un programma di prenotazione di biglietti di viaggio, per rimediare ai problemi di sovraccarico dei viaggiatori, di garantire la sicurezza e comodità agli utenti, ridurre drasticamente il tempo del viaggio e migliorare la puntualità nella rete ferroviaria.

venerdì 16 novembre 2018

INAUGURATA “TANGERI – CASABLANCA” LA PRIMA LINEA AD ALTA VELOCITÀ IN AFRICA


Il 15 novembre 2018 resterà una data indimenticabile nella Storia contemporanea del Marocco, segna infatti l'inaugurazione da parte del Re Mohammed VI ed il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, della prima linea ad alta velocità Ligne de Grande Vitesse (LGV) in Africa, il treno denominato “Al Boraq” che collega Tangeri a Casablanca, che ha mobilitato investimenti di circa 2 miliardi di Euro ed è stato largamente sostenuto dallo Stato francese, principale partner economico del Marocco.   
“Al Boraq”, è la coniugazione di una volontà del Re che fa dal settore dei trasporti un impulso dello sviluppo economico del Regno e del “know-how” delle imprese francesi attraverso un partenariato reciprocamente proficuo.
In 2 ore10 minuti contro 4 ore e 45 minuti attualmente, questa linea collegherà le due regioni a forte potenziale economico, Tangeri-Tetuan-Al Hoceima e Casablanca -Settat via la regione Rabat-Salé-Kénitra.
Oltre al guadagno notevole in tempo di percorso, la linea permette di avvicinare le città ed accelerare la mobilità tra le due metropoli, aumentare il numero di passeggeri da 3 milioni all'anno a più di 6 milioni dal terzo anno, rafforzare la sicurezza stradale e la tutela dell'ambiente.
Contribuirà anche a liberare la capacità per il trasporto relativa all'attività del porto di Tanger Med, a sviluppare la competenza ed il “know-how” nazionale, promuovere il trasferimento di competenze ed iniziare lo sviluppo di un ecosistema ferroviario locale che irradierà a livello regionale e continentale. Questo importante progetto oltre a segnare un primato per tutto il continente, è parte del grande piano di rinnovamento e sviluppo del paese. Le infrastrutture, infatti, sono uno dei punti chiave su cui il Marocco punta molto per agevolare la sua ascesa economica e attirare investitori internazionali.
Infatti, l'esperienza acquisita dal Marocco in questo settore potrebbe in seguito essere perfettamente condivisa e reimpiegata all'internazionale, in particolare in Africa nel quadro della politica di cooperazione Sud-Sud adottata dal Regno marocchino.
Durante la fase d'esecuzione dei lavori, il progetto ha permesso la creazione di 30 milioni di giorni di lavoro diretto ed indiretto, mentre tra la fase di sfruttamento, il TGV Marocco dovrebbe generare 1.500 posti di lavoro diretti e 800 indiretti.
Interessato a tutelare l'ambiente, questo progetto ha conciliato al massimo i vincoli tecnici dell’opera d’arte e le esigenze ambientali ottimizzando la sua integrazione al paesaggio, ma così evitando al massimo gli spazi naturali sensibili. Molte azioni sono state attuate per salvaguardare gli equilibri naturali.
“Progetto faro delle relazioni bilaterali”, la LGV è vista dai francesi come una finestra per tentare di ottenere altri contratti in Africa, che offre “numerose opportunità” nel settore ferroviario. Il Marocco, si occupa di piazzarsi come “un hub africano” per gli investitori stranieri.
Emmanuel Macron era accompagnato in Marocco dai padroni delle imprese francesi che hanno partecipato al progetto: Alstom (fornitura dei rami), il consorzio Ansaldo-Ineo (segnaletica e telecom), Cegelec (sottostazioni elettriche) ed il consorzio Colas Rail-Egis Rail (vie e sospensioni a catenaria). La Sncf garantisce l'assistenza al controllo di lavoro presso l'Ufficio nazionale delle ferrovie marocchine (ONCF).
Sul primo viaggio del treno ad alta velocità, partito dalla stazione di Tangeri, sono saliti a bordo anche il Re del Marocco Mohammed VI e il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron fino alla stazione Rabat-Agdal.

Video France 24 TV

mercoledì 14 novembre 2018

Lancio del satellite MOHAMMED VI - B il 21 nov alle 02:42 a Kourou


Il Regno del Marocco lancerà il satellite MOHAMMED VI - B, mercoledì 21 novembre 2018 alle 02:42 min 31s, ora di Rabat, a Kourou, nella Guyana francese.
È un satellite d'osservazione della Terra sviluppato dal consorzio Thales Alenia Space nel quadro del programma spaziale deciso dal Re Mohammed VI. Si tratta del secondo satellite del programma MOHAMMED VI – A e B. Il satellite MOHAMMED VI - A lanciato da Arianespace il 7 novembre 2017 a bordo del lanciatore Vega Leggero. Cosi il Marocco diventa il primo paese africano che ha a disposizione una costellazione di satelliti d'osservazione della Terra di altissima risoluzione.
Il satellite MOHAMMED VI-B sarà gestito, come il primo satellite, dagli ingegneri e tecnici marocchini che hanno beneficiati di lunghe formazioni specializzate in Marocco e all'estero.
I due satelliti saranno complementari e permetteranno a garantire una copertura più rapida delle zone d'interesse, infatti, il satellite MOHAMMED VI - B servirà per le attività cartografiche e catastali, l'assetto territoriale, il controllo delle attività agricole, la prevenzione e la gestione delle catastrofi naturali, il controllo delle evoluzioni ambientali e la desertificazione.
In particolare avrà diversi impieghi civili delle immagini satellitari:
Catasto e cartografia: cartografia topografica di tutto il territorio nazionale ed il suo aggiornamento periodico, lavori catastali.
Agricoltura: censimento dei terreni agricoli con cartografia tematica, valutazione della fertilità del suolo, diagnosi dello stato delle colture per migliorare ed ottimizzare il rendimento degli agricoltori, cartografia delle zone irrigate, seguito dalle campagne agricole.
Risorse idriche: identificazione delle acque di superficie e cartografia delle zone umide, controllo dello stato d'erosione delle spiagge e quantificazione dei volumi in acqua nei laghi e dighe.
Edilizia e lavori pubblici e trasporto: ispezione delle opere di arte e dei lavori lineari, controllo di avanzamento di cantieri, localizzazione ed ottimizzazione delle vie di trasporto.
Boschi: cartografia delle essenze forestali ed aggiornamento dell'inventario forestale, cartografia delle zone forestali bruciate.
Miniere e geologia: cartografia geologica dei giacimenti minerari e valutazione della loro dimensione, analisi delle strutture geologiche, prospezione mineraria.
Reti di trasporto: predisposizione di fondi cartografici attualizzati per la visualizzazione delle reti stradali e ferroviarie.
Controllo dei grandi progetti: cartografia dei grandi progetti e controllo dei progressi della loro realizzazione come centrali solari, parchi eolici, dighe ed altri progetti d'infrastruttura.   
Urbanismo e assestamento territoriale: controllo dell'evoluzione delle zone urbane e periferiche, controllo dell’abitazione insalubre, piani di sistemazione, cartografia dell'occupazione del suolo e controllo della desertificazione.
Oceanografia e zone costiere: aiuta allo sfruttamento, alla sistemazione ed alla gestione integrata degli spazi oceanografici, del litorale e delle zone costiere, aiuta all'elaborazione di schemi direttori e di piani di sistemazione costieri.   
Catastrofi naturali: assistenza in caso di catastrofe naturale, cartografia delle zone sinistrate, delle inondazioni, degli incendi, dei sismi.
Sorveglianza delle frontiere e del litorale: sistemazione del litorale, analisi dell'evoluzione d'occupazione del suolo, impatto dei porti sul loro ambiente, flussi migratori illegali.




mercoledì 7 novembre 2018

Il Re Mohammed VI: Marocco pronto al dialogo diretto e franco con Algeria e propone commissione politica congiunta ad hoc

In occasione del 43emo anniversario del Marcia Verde che portò alla liberazione del Sahara dal colonialismo spagnolo nel 1975, il Re Mohammed VI ha dichiarato, martedì, la disposizione del Regno Marocchino “al dialogo diretto e franco” con l'Algeria e ha proposto la creazione di un meccanismo politico congiunto di dialogo e di consultazione per superare “le vertenze congiunturali” che ostacolano lo sviluppo delle relazioni bilaterali.
Il Sovrano ha ricordato che dal suo accesso al Trono, ha sempre chiamato “con sincerità e buona fede” all'apertura delle frontiere tra i due paesi ed alla normalizzazione delle relazioni marocco-algerine, precisando che “il livello di rappresentazione nell'ambito di questa struttura, il suo formato, la sua natura sono da stabilire di comune accordo” e che “il Marocco è aperto a eventuali proposte ed iniziative dell'Algeria per disinnescare il blocco nel quale si trovano le relazioni tra i due paesi vicini fratelli”.
Il meccanismo politico proposto dal Re Mohammed VI “dovrà impegnarsi ad esaminare tutte le questioni bilaterali, con franchezza, obiettività, sincerità e buona fede, senza condizioni né eccezioni, secondo un ordine del giorno aperto”, e potrà costruire “il quadro pratico di una cooperazione, centrata sulle diverse questioni bilaterali”, in particolare quella che riguarda la valorizzazione delle opportunità e dei potenziali di sviluppo della regione del Magreb. Il ruolo di questo meccanismo sarà anche di contribuire “al rafforzamento della concertazione e del coordinamento bilaterali per permettere di rilevare efficacemente le sfide regionali ed internazionali”, precisamente quelle “legate alla lotta antiterrorista ed alla problematica migratoria”. A questo punto il Sovrano ha ribadito il suo impegno ad operare insieme con gli algerini, “in un totale rispetto delle istituzioni nazionali del loro paese”.
D'altra parte, il Sovrano ha deplorato “lo stato di divisione e di discordia che imperversa attualmente in seno dello spazio magrebino”, opposto in modo flagrante ed insensato con ciò che unisce i popoli della regione: legami di fraternità, l'identità di religione, la lingua e la Storia ed il destino comune. Tale stato è in contrasto con l'ambizione di concretizzare l'ideale unitario magrebino, che animava la generazione della liberazione ed l'indipendenza, ambizione che si è incarnata nel 1958 con la Conferenza di Tangeri (nascita dell’Unione del Maghreb Arabo). In questo contesto, il Sovrano ha ricordato che l'appoggio apportato dal Regno alla Rivoluzione algerina aveva contribuito a rafforzare le relazioni tra il Trono marocchino e la Resistenza algerina ed era anche “un elemento fondatore della coscienza e dell'azione politica maghrebina comune”.
“Per lunghi anni, durante e fino al ristabilimento dell'indipendenza, fianco a fianco, ci siamo sollevati contro il colonizzatore in un combattimento comune; e ci conosciamo perfettamente. D'altra parte, numerose sono le famiglie marocchine ed algerine che condividono legami di sangue e di parentela” e che l'interesse dei due popoli risiede “nella loro unità, la loro complementarità, la loro integrazione; e niente bisogno che una parte terza gioca, tra noi, intercessori o mediatori”. “Tuttavia, dobbiamo dare prova di realismo e convenire che le relazioni tra i nostri due paesi sfuggono alla normalità, creando, di fatto, una situazione inaccettabile”.
Nello stesso discorso il Re ribadisce l'attaccamento del Marocco da difendere la sua integrità territoriale con la stessa chiarezza e lo stesso senso dell'impegno responsabile, sia sul livello dell'ONU che a livello interno. “Questa chiarezza di cui ci prevaliamo è illustrata con i principi ed i referenziali immutabili che costituiscono la base della posizione marocchina, ciò che abbiamo definito nel discorso che abbiamo pronunciato in occasione del quarantaduesimo anniversario del Marcia Verde. Sono questi stessi fondamentali che hanno costantemente guidato la nostra azione fino ad oggi”, ha detto il Sovrano.
Questa chiarezza si manifesta anche con la fermezza ed il rigore estremi di cui diamo prova contro ogni abuso che potrebbe pregiudicare i diritti legittimi del Marocco o corrompere il processo di regolamento, dei termini di riferimento fissati. “Quanto all'ambizione che ci anima in materia”, si trova rispecchiata nella collaborazione sincera del Marocco con il Segretario generale delle Nazioni Unite, come pure nel sostegno apportato agli sforzi del suo Inviato personale per mettere le basi di un processo politico serio e credibile.
Si manifesta anche attraverso le iniziative costruttive del Marocco e la sua palpabile attenzione agli appelli internazionali lanciati per trovare una soluzione politica duratura, realistica, di spirito di compromesso e che si iscrive nel quadro dell'iniziativa d'autonomia” del Sahara marocchino proposta per risolvere il conflitto regionale del Sahara. Il Re Mohammed VI rileva in questo senso che il Marocco “è fermamente persuaso della necessità che, dai loro sforzi instancabili per consolidare la nuova dinamica, le Nazioni Unite traggano lezioni ed esperienze del passato ed evitino in particolare i blocchi e le insufficienze che hanno macchiato “il processo di Manhasset”.
Sul livello interno, il Sovrano sottolinea che il Marocco continuerà ad operare “per mettere fine alla politica di concessione di redditizio e di privilegi, per rifiutare ogni forma d'estorsione prendendo pretesto dell'integrità territoriale del Regno e per respingere la sua strumentalizzazione”. “Inoltre, noi non risparmiamo alcuno sforzo per garantire lo sviluppo delle nostre province del Sud, nel quadro del nuovo modello di sviluppo, poiché vogliamo che il Sahara Marocchino si ricollega alla sua vocazione millenaria: essere trait d’union tra Marocco e la sua profondità africana, geografica e storica”.
Parallelamente, prosegue il Sovrano, “l'attuazione operativa della regionalizzazione avanzata contribuisce a fare emergere una vera elite politica, che garantisce una rappresentazione democratica effettiva degli abitanti di Sahara e che, in un clima di libertà e di stabilità, li mette in capacità di esercitare il loro diritto ad una gestione autonoma dei loro affari locali e ad uno sviluppo integrato della loro regione”.
D'altra parte, il Re Mohammed VI ha sottolineato che l’avvio della Marcia Verde “ha segnato una svolta decisiva nella lotta continua per il completamento dell'integrità territoriale del paese”, notando che “questo percorso militante s’è caratterizzato da una simbiosi perfetta tra il Trono ed il popolo e per la sua natura pacifica che ha condotta al recupero progressivo delle nostre province del Sud”, Tarfaya (1958), Sidi Ifni (1969), Oued Eddahab (1979).
Quanto al ritorno del Marocco all’Unione africana, il Re Mohammed VI ha affermato che oltre alla volontà di marcare l’orgoglio d’appartenenza all'Africa, la decisione di reintegrare la sua famiglia istituzionale africana è stata motivata dall'adesione alla dinamica di sviluppo a favore nel Continente e affrontare le sue sfide multiple, senza rinunciare ai diritti legittimi del Marocco ed ai suoi interessi superiori.
Nello stesso discorso, il Sovrano si è rallegrato delle risoluzioni dell'ultimo vertice dei Capi di Stato e di governo dell'Unione africana, tenutasi a Nouakchott sulla questione del Sahara, “poiché sono in accordo con le posizioni ed i principi internazionali pertinenti”. “Questa posizione costruttiva, improntata di saggezza” e di lungimiranza, ha fatto fine con le numerose manovre che, nell'Unione africana, facevano perdere all'Africa ed ai suoi popoli un tempo prezioso, quello che avrebbe dovuto essere impiegato deliberatamente per promuovere lo sviluppo dei paesi africani e favorire la loro integrazione.
Il Sovrano ha ribadito che  il Marocco si impegnerà di sviluppare partenariati economici efficienti, generatori di ricchezza, con vari paesi e diversi raggruppamenti economici, compresa l'Unione europea. Però, ha precisato che “non ne accetteremo nessuno che potrebbe minacciare la nostra integrità territoriale”. Ci importa soprattutto che questi partenariati siano espressamente benefici, in primo luogo, alla popolazione di Sahara marocchino con un impatto positivo sulle loro condizioni di vita e permettendo loro di usufruire, all'interno della loro patria, di un clima di libertà e di dignità, ha concluso il Re.