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lunedì 9 dicembre 2019

Marocco. Il Re Mohammed VI inaugura complesso Maamoura di calcio aperto anche a squadre straniere


L'infrastruttura sportiva marocchina si arricchisce un'altra volta con un altro mega complesso calcistico d'eccellenza, infatti, il Re Mohammed VI ha inaugurato, lunedì 9 dicembre, il Centro Nazionale di Calcio di Maamoura situato vicino alla capitale Rabat, dopo rinnovamento e ricostruzione.
Si chiama "Complexe Mohammed VI de Football", struttura integrata dedicata alle prestazioni e allo sviluppo di una pratica calcistica di alto livello, realizzata dalla Federazione Royale Marocaine de Football (FRMF), traduce l’alta sollecitudine che il Sovrano ha sempre dato allo sport e la gioventù e la sua volontà di garantire ai professionisti del calcio nazionale tutte le condizioni di successo affinché possano rappresentare il loro paese come si deve.
Costruito su un terreno di 29,3 ettari, è destinato ad accogliere le squadre nazionali in fase di preparazione, nonché le squadre nazionali straniere che desiderano effettuare i loro stage di concentrazione in Marocco.
L’apertura di questo edificio sportivo alle squadre straniere permetterà anche di diventare una leva per lo sviluppo del turismo nazionale e di promuovere l’irradiamento internazionale del Regno Marocchino.
Il nuovo complesso che, è dotato di infrastrutture e attrezzature di punta conformi agli standard della FIFA, che ne fanno uno dei più importanti al mondo, ospita abitazioni e albergo di lusso di oltre 400 posti letto.
Tra l'altro, ci sono quattro campi di calcio naturale, tre campi sintetici, un campo coperto, una sala che può ospitare partite di calcio di futsal, una piscina olimpica all'aperto, due campi da tennis e uno di Beach Soccer.
Il Complesso comprende anche un centro di medicina sportiva e di varie prestazioni mediche di nuova generazione in sintonia con le norme della FIFA.
Importanti spazi di ristorazione e di svago, un auditorium di 221 posti per ospitare varie manifestazioni (conferenze, proiezioni di film) nonché edifici amministrativi.
La realizzazione del Complesso Mohammed VI di calcio, che ha richiesto un budget di 630 milioni di dirham, rientra nell’ambito dell’attuazione del programma nazionale di potenziamento delle infrastrutture calcistiche nazionali che prevede, nella sua parte il rafforzamento della formazione, oltre alla costruzione di questo complesso, il sostegno alla realizzazione di centri di formazione dei club nazionali (RCA, FUS, MAT, WAC, RSB) e la realizzazione di cinque centri federali di formazione. Si tratta del centro regionale di calcio di Saidia in nord est (progetto in corso di completamento) e di altri quattro previsti a Ifrane, Ksar Lakbir, Beni Mellal e Agadir (progetti in corso di studio).
Nell'ambito del programma "Sviluppo della pratica calcistica", l'ambizioso programma prevede in particolare la ristrutturazione di 138 campi di calcio in erba sintetica (98 terreni completati e 40 in fase di avviamento) e di 13 campi in prato naturale, di cui 12 completati e uno in corso di lavori.

lunedì 1 aprile 2019

Visita del Papa Francesco in Marocco


Rabat – Su invito del Re Mohammed VI, il Papa Francesco ha effettuato una visita ufficiale nel Regno del Marocco nei giorni 30-31 marzo 2019.
Sulla base dello statuto religioso e della responsabilità spirituale, assunti da Amir Al-Mouminine e la Sua Santità il Papa, l’incontro storico tra loro contribuirà a promuovere i valori di fraternità, di pace e di tolleranza tra i popoli e le nazioni e consolidare il dialogo, la comprensione e la coabitazione interreligiosa.
Al suo arrivo all'Aeroporto internazionale di Rabat-Salé, Bergoglio è stato accolto dal Re e due bambini in abito tradizionale con un omaggio floreale. Il Re era accompagnato dal Principe Ereditario Moulay Hassan, e dal fratello, il Principe Moulay Rachid.
Poi il Papa Francesco è stato ricevuto con tutti gli onori dal Re Mohammed VI alla storica spianata Hassan a Rabat dove è stato l’incontro pubblico.
Le autorità marocchine sono molto interessate a questa visita che guarda allo “sviluppo del dialogo interreligioso”. Il dialogo con l'Islam è un tema molto caro anche al Pontefice.
Nel suo discorso davanti al Papa, il Sovrano ha evidenziato l'importanza dell'istruzione, l'unica via per affrontare i radicalismi, che si basano “sulla non conoscenza dell'altro, l'ignoranza dell'altro, l'ignoranza tout court". “Per affrontare i radicalismi, la risposta non è né militare né finanziaria; ha un solo nome: Istruzione”, indicando che il dialogo tra le religioni d’Abramo è ovviamente insufficiente nella realtà d'oggi.
Il Re, come Comandante dei credenti, ha invitato a ridare alla religione il posto che è suo, nell'ambito dell'istruzione, aggiungendo che “ciò che tutti i terroristi hanno in comune non è la religione, è precisamente l'ignoranza della religione”.
Dopo aver sottolineato che la religione è Luce, Sapienza, Saggezza e sinonimo di pace, il Sovrano ha rilevato che “è tempo che la religione non sia più un alibi per questi ignoranti, per quest'ignoranza, per quest'intolleranza”. E ha rilevato che la visita del Papa in Marocco interviene in un contesto di sfide per la Comunità delle nazioni, la Comunità di tutti i Credenti, lanciando appello a combattere i mali di altri tempi che si nutriscono del tradimento e della strumentalizzazione del Messaggio divino raccomandando il diniego dell'Altro ed altre teorie scellerate”.
In questo mondo in ricerca di riferimenti, il Regno del Marocco non ha mai cessato di insegnare e vivere al quotidiano la fraternità dei figli di Abraham pilastro fondatore della ricchissima diversità della civilizzazione marocchina, ha osservato Amir Al Mouminine. l'unione di tutti i Marocchini, al di là delle confessioni, è “un esempio eloquente”. Questa simbiosi, che è la realtà del Regno, si concreta con moschee, chiese e sinagoghe che, da sempre, si costeggiano nelle città del Regno.
“Io, Re del Marocco, Amir Al Mouminine, ci porto Garante del libero esercizio dei culti. Sono il Comandante di tutti i Credenti”. “come Comandante dei credenti, non posso parlare di Terra d'Islam, come se vi vivessero soltanto musulmani. Veglio, effettivamente, al libero esercizio delle religioni del Libro e lo garantisco. Proteggo gli ebrei marocchini ed i cristiani di altri paesi che vivono in Marocco.
Mohammed VI ha sottolineato che l’incontro con il Papa consacra “una convinzione condivisa: i valori della religione monoteistica contribuiscono alla razionalizzazione, alla riconciliazione, al miglioramento dell'ordine mondiale”.
“Come Comandante dei Credenti, insorgo, come voi, contro l’indifferenza in tutte le sue forme e plaudo al coraggio dei Leader che non rifuggono dalle grandi questioni del nostro tempo”, aggiungendo: “Stiamo seguendo con interesse e considerazione gli sforzi compiuti da Sua Santità al servizio della pace mondiale, così come i Suoi continui appelli all’istruzione, al dialogo, alla cessazione della violenza e alla lotta contro la povertà, la corruzione, il cambiamento climatico, i mali che affliggono le società”.
I nostri messaggi sono tanto attuali quanto eterni. Invitano le persone ad abbracciare i valori della moderazione, a realizzare gli imperativi della co-conoscenza e a cogliere la consapevolezza dell’alterità.
Nel suo discorso il Papa ha espresso “gratitudine che si trasforma in importante opportunità per promuovere il dialogo interreligioso e la conoscenza reciproca tra i fedeli delle nostre due religioni.
“È indispensabile opporre al fanatismo e al fondamentalismo la solidarietà di tutti i credenti, avendo come riferimenti inestimabili del nostro agire i valori che ci sono comuni”, ha poi sottolineato Bergoglio.
Il Papa ha poi visitato l'Istituto “Mohammed VI per Imam, predicatori e predicatrici, voluto da Vostra Maestà, allo scopo di fornire una formazione adeguata e sana contro tutte le forme di estremismo, che portano spesso alla violenza e al terrorismo e che, in ogni caso, costituiscono un'offesa alla religione e a Dio stesso. Sappiamo infatti quanto sia necessaria una preparazione appropriata delle future guide religiose, se vogliamo ravvivare il vero senso religioso nei cuori delle nuove generazioni”.
Dopo il suo primo discorso, sulla spianata del Tour Hassan, il Papa si è recato al Mausoleo di Mohammed V (nonno di Mohammed VI), per una visita alle tombe di Mohammed V e di Hassan II, offrendo un omaggio floreale e ha firmato il Libro d’Oro. Al termine della visita, il trasferimento in auto al Palazzo Reale per la visita di cortesia al Re Mohammed VI con la presenza della famiglia Reale.
Appello congiunto per preservare lo stato di Gerusalemme come città santa
Il Papa Francesco e il Re Mohammed VI hanno firmato un appello per preservare lo stato di Gerusalemme come città santa. “Noi riteniamo importante preservare la Città santa di Gerusalemme/Al Qods Acharif - si legge del testo dell’appello- come patrimonio comune dell'umanità e soprattutto per i fedeli delle tre religioni monoteiste, come luogo di incontro e simbolo di coesistenza pacifica, in cui si coltivano il rispetto reciproco e il dialogo.
A tale scopo devono essere conservati e promossi il carattere specifico multi - religioso, la dimensione spirituale e la peculiare identità culturale di Gerusalemme/Al Qods Acharif. Auspichiamo, di conseguenza, che nella Città santa siano garantiti la piena libertà di accesso ai fedeli delle tre religioni monoteiste e il diritto di ciascuna di esercitarvi il proprio culto, così che a Gerusalemme/Al Qods Acharif si elevi, da parte dei loro fedeli, la preghiera a Dio, Creatore di tutti, per un futuro di pace e di fraternità sulla terra”.



martedì 20 marzo 2018

Il Re Mohammed VI al Forum Crans Montana a Dakhla: “Per progredire, l'Africa deve riunire tutta sua energia”


I lavori della quarta edizione del Forum Crans Montana (FCM), iniziati venerdì 16 marzo a Dakhla, in Marocco, sono proseguiti a bordo della nave da crociera Gnv Rhapsody fino al 20 marzo. Con il patrocinio di Re Mohammed VI, il Forum Crans Montana riunisce un migliaio di partecipanti e personalità da un centinaio di paesi, oltre a rappresentanti di diverse organizzazioni internazionali e regionali. All'ordine del giorno del forum, numerose conferenze sui corridoi di trasporto marittimo e sulla lotta contro i cambiamenti climatici nei piccoli stati insulari in via di sviluppo.
La cerimonia d’apertura è stata segnata dal messaggio inviato dal Re Mohammed VI ai partecipanti, e di cui lettura è stata data dal presidente della regione di Dakhla-Oued Eddahab, Ynja Khattat.
“Il Marocco fa della cooperazione sud-sud un vettore dell'emergenza di una Africa nuova, fiduciosa nelle sue potenzialità ed aperta sull'avvenire”, afferma il messaggio Reale, sottolineando che si tratta di un impegno costituzionale “iscritto in lettere d’oro nella norma suprema del Regno”. “Il Marocco ha sviluppato un vero modello innovante di cooperazione sud-sud che si basa sullo scambio di conoscenze, di competenze, di perizie e di risorse, associando l'insieme delle sotto-regioni del continente e dei settori pertinenti”, sottolinea il Sovrano.
La cooperazione marocchina integrata e pluridimensionale conta, in 15 anni, oltre 1.000 accordi firmati con 28 paesi africani. “L'offerta marocchina era unica nel suo genere nella misura in cui mette l'umano al centro delle sue preoccupazioni e coniuga l'economico ed il sociale, il culturale ed il cultuale, la sicurezza ed il militare”, continua il Re Mohammed VI indicando che la cooperazione marocchina sud-sud si esprime su un insieme di problematiche in linea con la stabilita e lo sviluppo d’Africa in cui, oltre al clima, la migrazione è ben presente.
“Il fenomeno migratorio costituisce un'opportunità e non una minaccia”, ha sottolineato ancora il Sovrano, notando che la crisi migratoria attuale “non deve essere vissuta come una fatalità” e che richiede poi ad un rafforzamento della cooperazione, in primo luogo tra paesi africani, coi paesi del nord.
Quanto alla lotta contro gli effetti devastatori dei cambiamenti climatici, il Sovrano ha, così, invitato i paesi del nord del pianeta a mantenere gli impegni rinnovati a Marrakech, in occasione della COP22, particolarmente in materia di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra e di finanziamenti delle strategie climatiche dei paesi del Sud.
“Per progredire, l'Africa deve riunire tutta sua energia e deve adottare partenariati innovatori reciprocamente fruttuosi” ha insistito il Re Mohammed VI, lanciato appello agli “africani e le africane, e particolarmente i giovani, a mobilitarsi, in modo risoluto e determinato, per smontare le sfide lancinanti alle quali confrontato il continente e per iscriversi nel dinamica virtuosa della crescita condivisa”.
Il Marocco “tiene ugualmente a attuare dei progetti strategici di alto livello”, citando come esempio “il gasdotto Africano Atlantico di cui l'obiettivo è di rifondere il mercato regionale dell'elettricità o ancora l’installazione di unità di produzione di fertilizzati con l'Etiopia e la Nigeria”.È proprio in questa prospettive di condivisione reciprocamente vantaggiosa e di consolidamento delle partnership sotto-regionali esistenti che si iscrive il ritorno del Marocco in seno alla sua famiglia istituzionale, l'Unione africana.
In questa occasione l’ex presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha affermato che “il ritorno del Marocco all’Unione africana è molto importante per il Marocco, che ha la vocazione di paese ponte fra l’Europa e l’Africa, ma lo è anche per il continente, perché è un’economia moderna, un paese stabile e democratico che ritorna sulla scena africana. Il Marocco spicca in questo senso come un “elemento importante” per il quale il fallimento dell’Africa finirebbe per essere il “dramma dell’Europa”, mentre il suo successo potrebbe significare invece la “sopravvivenza” del vecchio continente.
 “Quello che il Marocco sta realizzando è davvero unico, in particolare se consideriamo gli ultimi 15 anni, durante i quali il mondo arabo-musulmano non è stato risparmiato e il Mediterraneo è stato devastato”, ha osservato Sarkozy, chiedendosi: “Quali paesi possono vantare negli ultimi 15 anni di aver mantenuto la stabilità, l’apertura, il progresso e la modernità nonostante le difficoltà, le crisi, le prove e i fallimenti, chi può affermare di eguagliare la stabilità marocchina degli ultimi anni? Chi può dire d’aver avuto la possibilità di parlare in modo rivoluzionario, nel vero senso della parola, della modifica della Costituzione, del progresso della democrazia, dell’apertura alle forze politiche marocchine nella loro diversità? Il Marocco forte e stabile” che “per la propria posizione politica, storica e geografica, ha un ruolo di grande importanza”.
Nicola Ciraci presidente del gruppo di amicizia parlamentare Italia/Regno del Marocco che guida la delegazione italiana al FCM ha portato suo contributo intervenendo sul tema dell’immigrazione, il rinsaldamento dei rapporti tra i vari paesi del mediterraneo per rilanciare l’euro-mediterraneo come luogo di unità politica”.
Il Forum Crans Montana, con la sede a Ginevra, è un'organizzazione internazionale che opera a incoraggiare la cooperazione internazionale e la crescita globale e promuovere un alto livello di stabilità, di equità e di sicurezza.

lunedì 8 maggio 2017

Il Re Mohammed VI si congratula con Macron per la sua elezione a presidente e con Hollande visita “Tesori dell’Islam in Africa” a Parigi



Il Re del Marocco, Mohammed VI, ha inviato un messaggio di congratulazioni a Emmanuel Macron, in occasione della sua elezione a Presidente della Repubblica francese. In questo messaggio, il Sovrano ha espresso, in nome proprio ed in nome del popolo marocchino, le sue congratulazioni più calorose al nuovo presidente francese ed i suoi desideri sinceri di successo nell'alta missione che i francesi gli hanno affidato.
“La vostra elezione corona il vostro percorso politico. È anche un omaggio reso alle vostre alte qualità umane ed intellettuali da parte del popolo francese che, fedele ai valori nobili che fondono l'identità del vostro paese, ha fatto la scelta del progresso, dell'apertura e della fiducia nel futuro”, ha sottolineato il Re.
Il Sovrano ha ricordato che i popoli marocchini e francesi, che sono legati da un'amicizia millenaria fondata sulla stima reciproca ed una Comunità di valori umani, hanno saputo, nel corso degli anni, costruire un partenariato forte e multiforme che si illustra con la sua perennità e la sua stabilità.
 “È una scelta strategica, voluta ed assunto, che i due paesi hanno potuto costantemente rinnovare e consolidare di fronte alle sfide multiple politiche, umane e socioeconomiche”.
 Il Sovrano ha evidenziato la sua determinazione ad operare con il Presidente francese, per andare avanti nella valorizzazione delle potenzialità che si offrono alla cooperazione economica tra i due paesi, per consolidare la convergenza dai loro punti di vista su diverse questioni regionali ed internazionali d'interesse comune e rafforzare la loro azione a favore della causa climatica e di uno sviluppo umano e duraturo vantaggioso a tutti.
“Il partenariato franco-marocchino si iscriverà come sempre nella continuità degli stessi ideali: la pace, la sicurezza, l'apertura all'altro ed il dialogo tra le culture e civilizzazioni”, ha garantito il Sovrano che si è rallegrato per l'alleanza tra i due paesi nella lotta contro il terrorismo e l'oscurantismo.
Il Re Mohammed VI ha, inoltre, assicurato la sua volontà di agire con il Presidente Macron per consolidare questa cooperazione esemplare volta ad affrontare le multiple sfide dello spazio euro-mediterraneo e la regione sahelo-sahariana.
Da ricordare che il Re Mohammed VI nella sua visita in corso in Francia ha avuto martedì scorso un colloquio con l’ex Presidente François Hollande e hanno visitato sabato l’esposizione “Tesori dell’Islam in Africa, da Timbuctu a Zanzibar”, presentata nell’Istituto del Mondo Arabo (IMA) a Parigi.
In questa occasione, i due capi di Stato, accompagnati dal presidente dell'istituto del mondo arabo, Jack Lang hanno visitato le varie parti di quest'esposizione che propone un percorso in tre tappe: la diffusione dell'Islam, le pratiche della religione, “le arti dell'Islam”.
Del Marocco in Senegal, passando dall'Etiopia, Kenia, Mali e da altri paesi del continente, l'esposizione illustra molti secoli di Storia attraverso l'arte e l'architettura.
La visita dell'esposizione si è svolta in presenza di molte personalità del mondo dell'arte, della cultura e della politica.

sabato 6 maggio 2017

Malawi non riconosce più la repubblica del Polisario in Algeria e consolida cooperazione con il Marocco



Grande vittoria diplomatica marocchina nel cuore della cittadella dell'Africa australe, infatti, il Malawi oltre a ritirare il suo riconoscimento alla fantoccio “RASD” - (Repubblica Araba Saharawi Democratica) creata, armata e sostenuta dal Gheddafi e Algeria, e basata sul territorio algerino - è impegnato ad consolidare la cooperazione bilaterale con Marocco, ha affermato, venerdì a Rabat, il ministro degli Esteri del Malawi, Francis Kasaila.
Kasaila ha detto nella conferenza stampa dopo l’incontro con Nasser Bourita il ministro marocchino degli Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI): “La Repubblica del Malawi ha deciso di ritirare il proprio riconoscimento della “RASD” che ha riconosciuto il 6 marzo 2014, e ha deciso di mantenere una posizione neutrale circa il conflitto regionale attorno al Sahara”. Poi,“il Malawi apporta il suo sostegno agli sforzi fatti dalle Nazioni Unite tramite il Segretario generale ed il Consiglio di Sicurezza, per arrivare ad una soluzione politica duratura e reciprocamente accettabile a questa vertenza”, ha aggiunto, indicando: “Nostro paese vuole contribuire positivamente al processo condotto dalle Nazioni Unite mantenendo una posizione neutrale senza esprimere un giudizio prematuro sulla questione”.
Il capo della diplomazia del Malawi ha, altresì, riformulato il desiderio che “questa posizione di neutralità e di sostegno al processo dell'ONU invia un segnale forte a tutte le parti concernenti a favore di una soluzione a questo conflitto regionale di lunga data”.
Inoltre, ha sottolineato che il suo paese auspice indurre il suo partenariato “autentico” con il Regno del Marocco, aggiungendo che Rabat e Lilongwe firmeranno tra brevissimo delle “convenzioni bilaterali per intraprendere progetti comuni al servizio dei due paesi e popoli”.
Sul coordinamento politico, Francis Kasaila ha sottolineato che i due paesi hanno deciso di consolidarlo per servire gli interessi del continente africano e promuovere la stabilità, la pace e la sicurezza regionali.
L’incontro tra i due capi della diplomazia Kasaila e Bourita è stato anche un'occasione di dialogare sulle relazioni tra il Malawi ed il Marocco e sugli strumenti per rafforzare la cooperazione bilaterale in settori produttivi come il turismo, l'agricoltura e gli investimenti.
Dalla sua parte Nasser Bourita ha giudicato: “Questo ritiro si è concretizzato grazie all'implicazione personale di Sua Maestà il Re Mohammed VI e grazie alla visione reale orientata verso l'Africa, che ha conosciuto, durante questi ultimi mesi, un forte impulso verso l'Africa australe”.
Cosi si conferma la presa di consapevolezza del continente africano sulla realtà della questione del Sahara prendendo decisioni diplomatiche conformi alla legalità internazionale ed alla Carta delle Nazioni Unite, ha affermato Bourita.
“La Repubblica del Malawi è il 35isimo paese africano a ritirare il suo riconoscimento fantomatico “del RASD””, ha fatto sapere il ministro, affermando che questo “processo continuerà a far prevalere la legalità internazionale e la verità sul conflitto artificiale attorno a Sahara Marocchino”.

la decisione di non riconoscere più un entità fantoccio “aprirà orizzonti promettenti per la cooperazione Sud-Sud in generale e per la cooperazione bilaterale Marocco - Malawi in particolare, in particolare nei settori chiavi come l'agricoltura, la gioventù, lo sport e lo sviluppo sociale”, ha aggiunto.
La decisione di Lilongwe, capitale del Malawi, è molto interessante negli equilibri geopolitici in quanto questo paese si trova proprio nella zona d'influenza politica d’Algeri e dei separatisti del Polisario, ostili all’integrità territoriale del Marocco.

martedì 21 marzo 2017

“CITÉ MOHAMMED VI TANGER TECH”. INVESTIMENTO CINESE DI 10 MLD DI DOLLARI



Il Re Mohammed VI del Marocco ha presieduto al Palais Marchane a Tangeri, la cerimonia di presentazione del progetto della città nuova “Cité Mohammed VI Tanger Tech” e della firma del relativo protocollo d’intesa. La nuova città contribuirà alla rapida crescita delle attività economiche a Tangeri e in tutta la regione settentrionale del paese. Il progetto è il risultato di una politica economica di diversificazione e di partnership con vari paesi, tra cui la Cina, la Russia, l'India e diversi Stati africani.
Il progetto, portato avanti dalla Regione Tangeri-Tetuan-Al Hoceima, il gruppo cinese Haite e BMCE Bank, consiste nel costruire un polo economico capace di generare 100.000 posti di lavoro, fra cui 90.000 posti diretti per gli abitanti della regione. Implicam tra l’altro, l'installazione di 200 società cinesi che operano nella fabbricazione automobile, l'industria aeronautica, i pezzi di ricambio d'aviazione, l’elettronica, i tessili, la fabbricazione di macchine e di altre industrie.
Il gigantesco Gruppo HAITE, il cui lavoro storico è l'aeronautica, segue da vicino lo sviluppo della piattaforma industriale Boeing in Marocco. Se oggi il Marocco vende più automobili all'Europa che alla Cina, la vicinanza del mercato europeo e la Zona di Libero Scambio Euro - marocchina trasforma il Regno in una base posteriore ideale per le imprese cinesi.
La diversificazione dei partenariati attuata recentemente dal Marocco, in particolare dopo le visite del Re Mohammed VI in Cina, in Russia, in India ed in molti paesi africani illustra questo esempio di partenariato sino-marocchino i cui i risultati positivi non solo regionale o nazionale, ma offre un impulso allo sviluppo sul livello Mediterraneo, africano, MENA e mondiale. “Tangeri con la sua posizione marittima strategica diventa” dunque “uno dei tre grandi hub economici mondiali con Shanghai e Panama”, dicono gli osservatori economici.
Il paese nordafricano, altresì, nella sua politica cooperazione africana sud-sud si trova rafforzato dal suo ritorno trionfale in seno dell’Unione Africana, in più sarà concretamente vantaggioso nella prossima adesione di membro della Comunità Economica e di sviluppo dei paesi dell’Africa Occidentale ECOWAS, sono due fattori di attrazione per gli investimenti cinesi e non solo.
Il presidente del gruppo HAITE, Li Biao ha sottolineato che “fra le destinazioni che si aprono agli operatori cinesi, il Regno del Marocco occupa una posizione di primo piano, tenuto conto della solidità dei suoi vantaggi multipli”. Infatti, la stabilità politica e sociale del Marocco, con un'economia aperta sul mondo e già ben integrata nelle catene di valore internazionali, consolidata dall'installazione di gruppi industriali mondiali, in settori che esigono qualità e competitività, trasformano il Marocco nell'ambiente d'investimento ideale per gli investitori cinesi, ha detto. Per Biao, non è a caso la scelta di Tangeri: “è dovuto dalla sua posizione geografica centrale, incrocio dei continenti, ed a 15 chilometri dell'Europa e con un'infrastruttura notoria, cioè il porto Tanger Med e gli impianti associati”. L'investimento totale delle imprese nella zona dopo dieci anni raggiungerà 10 miliardi di dollari, ha precisato Biao.
Il ministro dell'Industria Moulay Hafid Elalamy ha precisato che la Repubblica Popolare Cinese ha sviluppato un "know-how" innegabile in materia di città industriali e di Smarts Cities.
Dalla sua parte il presidente di BMCE-Bank Of Africa, Othman Benjelloun, ben rallegrato, ha affermato che questo progetto contribuirà “al rinascimento della Strada della Seta, così costosa ai nostri partner ed amici cinesi. Questa strada passerà ormai da Tangeri e, a partire da questa terra benedetta, verso il resto del continente africano, l'Europa e l'America”.
Il protocollo di intesa è stato firmato dai Mohamed Hassad, Ministro degli Interni, Moulay Hafid Elalamy, ministro dell'industria, Mohamed Yacoubi, wali della regione Tangeri-Tetuan-Al Hoceima, Ilyas Omari, Othmane Benjelloun, ed il presidente di Haite Li Biao.
La cerimonia della firma del protocollo di intesa si è svolta in presenza in particolare del capo del governo, di consiglieri del Re, di membri del governo, di un'importante delegazione cinese, e di molte alte personalità.