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venerdì 5 aprile 2019

Marocco. Avvio di nuova raodmap per un miglior inserimento socioeconomico dei giovani


Giovedì 4 aprile nel Palazzo Reale a Rabat - in presenza del Capo del governo, i Consiglieri del Re, i membri del governo, il direttore generale dell'Ufficio della Formazione Professionale e della Promozione del lavoro (OFPPT) - il Re Mohammed VI ha presieduto una seduta di presentazione della raodmap relativa allo sviluppo della formazione professionale ed alla creazione delle “Città dei Mestieri e delle Competenze” in ogni Regione del Marocco.
Questa seduta completa una serie di riunioni precedenti dedicate alla promozione del settore della Formazione Professionale. È una concretezza per dare  al settore una raodmap promettente per continuare a svolgere interamente il suo ruolo come locomotiva essenziale per lo sviluppo sociale e per un migliore inserimento economico dei giovani, e promuovere la competitività delle imprese.
La raodmap marocchina prevede la creazione di una nuova generazione di Centri di formazione e l'ammodernamento dei metodi pedagogici, oltre al miglioramento della capacità di impiego dei giovani attraverso la formazione di qualifica di brevi periodi.
In questo contesto, “le Città dei Mestieri e delle Competenze”, destinate a diventare struttura multisettoriale e multifunzione, costituiscono la pietra angolare di questo raodmap che raccomanda metodi pedagogici che privilegiano la perfezione delle lingue, l'approccio per competenze che accordano la priorità all'implicazione dei professionisti, in particolare favorendo la formazione in ambito professionale attraverso l'alternativa e l'apprendistato.
L'adozione di raodmap per questo settore era diventata questione primordiale dopo la constatazione fatta dal Sovrano nel suo discorso alla Nazione in occasione del 65esimo anniversario della “Rivoluzione del Re e del Popolo” il 20 agosto 2018, quando parlava della necessità di rivedere le specializzazioni della formazione professionale affinché soddisfino le necessità delle imprese e del settore pubblico. La questione della formazione professionale era presente anche nel suo discorso all’inaugurazione della prima sessione del terzo anno legislativo.
La volontà del Re Mohammed VI di garantire pieno successo a questo cantiere di alta portata si è tradotta, inoltre, con la seduta di lavoro dell'ottobre.
Nel 29 novembre 2018, il Sovrano si era interrogato sull'avanzamento dell'esecuzione del Piano d'Accelerazione Industriale della Regione Souss-Massa, il cui l’avvio è stato presieduto dal Re il 28 gennaio 2018 a Agadir e che costituisce la base per l'attuazione regionale della Strategia Industriale Nazionale.
Il 28 febbraio scorso, il Re aveva presieduto una terza seduta di lavoro durante la quale aveva chiesto di adottare un percorso realistico che intreccia in modo rigoroso le priorità in funzione delle necessità dell'economia nazionale e del mercato del lavoro, delle attese sociali e delle aspirazioni dei Marocchini.
Oggi, l'elaborazione di tale azione dopo queste riunioni presiedute dal Sovrano costituisce la base del successo di un grande cantiere che permetterà di vincere la scommessa dello sviluppo economico e sociale e valorizzare il suo capitale umano.


lunedì 1 aprile 2019

Visita del Papa Francesco in Marocco


Rabat – Su invito del Re Mohammed VI, il Papa Francesco ha effettuato una visita ufficiale nel Regno del Marocco nei giorni 30-31 marzo 2019.
Sulla base dello statuto religioso e della responsabilità spirituale, assunti da Amir Al-Mouminine e la Sua Santità il Papa, l’incontro storico tra loro contribuirà a promuovere i valori di fraternità, di pace e di tolleranza tra i popoli e le nazioni e consolidare il dialogo, la comprensione e la coabitazione interreligiosa.
Al suo arrivo all'Aeroporto internazionale di Rabat-Salé, Bergoglio è stato accolto dal Re e due bambini in abito tradizionale con un omaggio floreale. Il Re era accompagnato dal Principe Ereditario Moulay Hassan, e dal fratello, il Principe Moulay Rachid.
Poi il Papa Francesco è stato ricevuto con tutti gli onori dal Re Mohammed VI alla storica spianata Hassan a Rabat dove è stato l’incontro pubblico.
Le autorità marocchine sono molto interessate a questa visita che guarda allo “sviluppo del dialogo interreligioso”. Il dialogo con l'Islam è un tema molto caro anche al Pontefice.
Nel suo discorso davanti al Papa, il Sovrano ha evidenziato l'importanza dell'istruzione, l'unica via per affrontare i radicalismi, che si basano “sulla non conoscenza dell'altro, l'ignoranza dell'altro, l'ignoranza tout court". “Per affrontare i radicalismi, la risposta non è né militare né finanziaria; ha un solo nome: Istruzione”, indicando che il dialogo tra le religioni d’Abramo è ovviamente insufficiente nella realtà d'oggi.
Il Re, come Comandante dei credenti, ha invitato a ridare alla religione il posto che è suo, nell'ambito dell'istruzione, aggiungendo che “ciò che tutti i terroristi hanno in comune non è la religione, è precisamente l'ignoranza della religione”.
Dopo aver sottolineato che la religione è Luce, Sapienza, Saggezza e sinonimo di pace, il Sovrano ha rilevato che “è tempo che la religione non sia più un alibi per questi ignoranti, per quest'ignoranza, per quest'intolleranza”. E ha rilevato che la visita del Papa in Marocco interviene in un contesto di sfide per la Comunità delle nazioni, la Comunità di tutti i Credenti, lanciando appello a combattere i mali di altri tempi che si nutriscono del tradimento e della strumentalizzazione del Messaggio divino raccomandando il diniego dell'Altro ed altre teorie scellerate”.
In questo mondo in ricerca di riferimenti, il Regno del Marocco non ha mai cessato di insegnare e vivere al quotidiano la fraternità dei figli di Abraham pilastro fondatore della ricchissima diversità della civilizzazione marocchina, ha osservato Amir Al Mouminine. l'unione di tutti i Marocchini, al di là delle confessioni, è “un esempio eloquente”. Questa simbiosi, che è la realtà del Regno, si concreta con moschee, chiese e sinagoghe che, da sempre, si costeggiano nelle città del Regno.
“Io, Re del Marocco, Amir Al Mouminine, ci porto Garante del libero esercizio dei culti. Sono il Comandante di tutti i Credenti”. “come Comandante dei credenti, non posso parlare di Terra d'Islam, come se vi vivessero soltanto musulmani. Veglio, effettivamente, al libero esercizio delle religioni del Libro e lo garantisco. Proteggo gli ebrei marocchini ed i cristiani di altri paesi che vivono in Marocco.
Mohammed VI ha sottolineato che l’incontro con il Papa consacra “una convinzione condivisa: i valori della religione monoteistica contribuiscono alla razionalizzazione, alla riconciliazione, al miglioramento dell'ordine mondiale”.
“Come Comandante dei Credenti, insorgo, come voi, contro l’indifferenza in tutte le sue forme e plaudo al coraggio dei Leader che non rifuggono dalle grandi questioni del nostro tempo”, aggiungendo: “Stiamo seguendo con interesse e considerazione gli sforzi compiuti da Sua Santità al servizio della pace mondiale, così come i Suoi continui appelli all’istruzione, al dialogo, alla cessazione della violenza e alla lotta contro la povertà, la corruzione, il cambiamento climatico, i mali che affliggono le società”.
I nostri messaggi sono tanto attuali quanto eterni. Invitano le persone ad abbracciare i valori della moderazione, a realizzare gli imperativi della co-conoscenza e a cogliere la consapevolezza dell’alterità.
Nel suo discorso il Papa ha espresso “gratitudine che si trasforma in importante opportunità per promuovere il dialogo interreligioso e la conoscenza reciproca tra i fedeli delle nostre due religioni.
“È indispensabile opporre al fanatismo e al fondamentalismo la solidarietà di tutti i credenti, avendo come riferimenti inestimabili del nostro agire i valori che ci sono comuni”, ha poi sottolineato Bergoglio.
Il Papa ha poi visitato l'Istituto “Mohammed VI per Imam, predicatori e predicatrici, voluto da Vostra Maestà, allo scopo di fornire una formazione adeguata e sana contro tutte le forme di estremismo, che portano spesso alla violenza e al terrorismo e che, in ogni caso, costituiscono un'offesa alla religione e a Dio stesso. Sappiamo infatti quanto sia necessaria una preparazione appropriata delle future guide religiose, se vogliamo ravvivare il vero senso religioso nei cuori delle nuove generazioni”.
Dopo il suo primo discorso, sulla spianata del Tour Hassan, il Papa si è recato al Mausoleo di Mohammed V (nonno di Mohammed VI), per una visita alle tombe di Mohammed V e di Hassan II, offrendo un omaggio floreale e ha firmato il Libro d’Oro. Al termine della visita, il trasferimento in auto al Palazzo Reale per la visita di cortesia al Re Mohammed VI con la presenza della famiglia Reale.
Appello congiunto per preservare lo stato di Gerusalemme come città santa
Il Papa Francesco e il Re Mohammed VI hanno firmato un appello per preservare lo stato di Gerusalemme come città santa. “Noi riteniamo importante preservare la Città santa di Gerusalemme/Al Qods Acharif - si legge del testo dell’appello- come patrimonio comune dell'umanità e soprattutto per i fedeli delle tre religioni monoteiste, come luogo di incontro e simbolo di coesistenza pacifica, in cui si coltivano il rispetto reciproco e il dialogo.
A tale scopo devono essere conservati e promossi il carattere specifico multi - religioso, la dimensione spirituale e la peculiare identità culturale di Gerusalemme/Al Qods Acharif. Auspichiamo, di conseguenza, che nella Città santa siano garantiti la piena libertà di accesso ai fedeli delle tre religioni monoteiste e il diritto di ciascuna di esercitarvi il proprio culto, così che a Gerusalemme/Al Qods Acharif si elevi, da parte dei loro fedeli, la preghiera a Dio, Creatore di tutti, per un futuro di pace e di fraternità sulla terra”.



domenica 18 novembre 2018

Il Re Mohammed VI nomina i presidenti del Consiglio della Concorrenza e della CNDP


Il Re Mohammed VI ha ricevuto e ha nominato sabato 17 novembre al Palais Royal di Rabat, Driss Guerraoui presidente del Consiglio della Concorrenza.
In questa occasione, il Sovrano ha sottolineato l'importanza delle missioni del Consiglio della Concorrenza dalla Costituzione e dalla legge, cosa che ne fa un'istituzione indipendente, incaricata di garantire la trasparenza e l'equità nelle relazioni economiche, in particolare attraverso l'analisi e la regolazione della concorrenza sui mercati, il controllo delle pratiche anti-concorrenziali e delle operazioni di concentrazione economica e di monopolio.
A tale riguardo, il Re ha dato i Suoi Alti orientamenti al nuovo presidente, ed attraverso lui all'insieme dei membri del Consiglio della Concorrenza, per far in modo che quest'istituzione compii interamente le sue missioni a piena indipendenza e neutralità, e contribuire al consolidamento della buona gouvernance economica ed al rafforzamento della competitività dell'economia nazionale e della sua capacità di creare del valore e dei lavori.
Il Sovrano ha ricevuto e nominato Mohamed Abouelaziz come segretario generale dello stesso Consiglio.
Il Consiglio della Concorrenza è composto, oltre al presidente, da 12 membri nominati con decreto del Capo del governo su proposta del Consiglio Superiore del potere giudiziario per quanto riguarda due membri magistrati, e dall'autorità governativa competente per quanto riguarda gli altri membri.
Successivamente il Re ha ricevuto e nominato Omar Seghrouchni come presidente della Commissione Nazionale di Controllo della Protezione dei Dati a carattere Personale (CNDP).
La CNDP che è stata creata dalla legge numero 09-08 relativa alla protezione delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati a carattere personale, è caricata di verificare se i trattamenti dei dati personali sono leciti, legali e che non violano la vita privata, le libertà e diritti fondamentali.
Nel corso di quest'udienza, il Sovrano ha dato i Suoi Alti orientamenti al nuovo presidente affinché la Commissione rafforzi i suoi dispositivi ed i suoi mezzi nell’accompagnare le evoluzioni tecnologiche e giuridiche, per una migliore tutela dei diritti dei cittadini ed i loro dati a carattere personale.
La CNDP è composta, oltre al suo presidente, da sei membri nominati dal Re su proposta del Capo del governo e dei presidenti delle due Camere del Parlamento.

venerdì 12 gennaio 2018

Il Governo marocchino non risponde all’opinione dell’avvocato della Corte di Giustizia dell’UE sull’accordo bilaterale di pesca

Un comunicato stampa è stato pubblicato, il 10 gennaio 2018, dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE), sulle conclusioni del suo avvocato generale Melchior Wathelet, nel rinvio pregiudiziale che riguarda l'Accordo sulla pesca tra il Marocco e l'Unione europea. Infatti, l’avvocato generale pretende che “l’accordo di pesca concluso tra l’UE e il Marocco è invalido per il fatto di essere applicabile al Sahara”.
Da osservare subito che dai termini del comunicato, l’avvocato della Corte, Melchior Wathelet, ha emesso conclusioni che, dal loro semplicismo ed la loro estrema radicalità, sono fondamentalmente incompatibili con la ricchezza e la profondità delle relazioni tra il Marocco e l'UE, incompatibili con la specificità della questione di Sahara e le prove giuridiche e politiche.
Le conclusioni di Wathelet stupiscono con la loro parzialità, gli argomenti di legalismo dichiarati nascondono male la loro pura natura politica e rivelano un'ignoranza profonda dei fatti e una ignoranza ovvia del diritto internazionale. È da precisare che le sue conclusioni sono individuali, espresse in fase preliminare della procedura (se ci sarà) e non rappresentano la posizione dei giudici della Corte e nemmeno il verdetto finale della Corte, che sarà reso soltanto in fine di procedura.
Ma, se tali conclusioni sono un non-evento dal punto di vista giuridico, sono davvero una fonte d'interrogazione dal punto di vista politico, poiché, fanno sospettare che la questione politica è ben motivata nei contenuti apparsi. Questo sospetto è più che giustificato da quanto questo stesso avvocato aveva emesso, nel settembre 2016, conclusioni politiche sull'Accordo agricolo Unione Europea - Marocco; conclusioni che sono state confutate dai giudici della Corte nel loro verdetto finale che aveva concluso alla legalità accordi tra il Marco e l'UE e alla non-ricevibilità dei ricorsi dei separatisti del “Polisario”, peggio ancora, aveva condannato il “Polisario” per pagare le spesse al tribunale europeo.
Da considerare, che è importante rilevare che il governo marocchino non ha reagito o commentato le opinioni dell’avvocato, ciò dà prova che il Marocco si sente fiducioso dei suoi diritti, sereno nella sua legittimità e forte dell'unità nazionale attorno alla sua Sacra Causa ovvero Sahara marocchino. Il silenzio ufficiale marocchino si spiega, inoltre, con il fatto che il Marocco non è parte nel dossier e, dunque, rimane estraneo dalla procedura aperta dinanzi alla CJUE e non si considera legato dalle conclusioni dell’avvocato.
Ma ogni osservatore informato non possa che respingere queste conclusioni, attraverso le quali l’avvocato del CJUE si è arrogato il diritto di prendere parte su questioni strettamente politiche.
Per non dimenticare che le relazioni tra il Marocco e l'UE hanno dimostrato la loro forza, la loro ricchezza e la loro resilienza. L'Accordo sulla pesca che è uno fra altri elementi di un partenariato diversificato tra le due parti, non è stato mai richiesto dal Marocco, infatti, è stato l'Unione europea a richiederlo e ha insistito sul suo rinnovo che dovrebbe essere nei mesi prossimi. Di concreto, tre giorni fa, la Commissione Europea ha chiesto ufficialmente di rinnovare l'Accordo sulla pesca, prima della sua scadenza a luglio. Allo stesso modo, la Commissione Europea ha dimostrato pubblicamente, in una relazione ufficiale recente, basata su studi in Sahara, che l'Accordo sulla pesca produce vantaggi socioeconomici sostanziali per le popolazioni e contribuisce, pertanto, allo sviluppo.
Se le conclusioni dell’avvocato suonano male nel discorso generale dell'Unione europea in confronto al Marocco, però indicano che una molteplicità sconcertante di alcuni intervenuti e voci nell'UE metterebbero fragile la coerenza delle posizioni dell'Europa e compromettono le basi del partenariato compatto ed affidabile che l'UE ed il Marocco auspicano.
A seguire la logica contestabile dell’avvocato, uno Stato che “non avrebbe diritti” su una parte del suo territorio, non vi avrebbe neppure responsabilità! Questa logica, però, non regge, è smentita ogni giorno dall'UE stessa, per esempio, con chi l'Europa coopera quando si tratta di arginare la minaccia terroristica? Con chi l'Europa lavora nella lotta contro l'immigrazione irregolare? Su chi l'Europa conta quando si tratta di preservare la pace e la stabilità? Verso chi l'Europa si rivolge, certamente verso il Marocco.
Sia il Marocco che l'UE, devono stare sereni ma prudenti, di fronte ai tentativi ripetitivi di compromettere le basi delle loro relazioni e mettere in pericolo l'affidabilità del loro partenariato. Pur denunciando le incoerenze e il doppio linguaggio di alcuni protagonisti europei, che si assumano la piena responsabilità delle loro azioni, occorre salutare la posizione delle Istituzioni e Stati membri dell'UE che hanno ribadito il loro attaccamento al partenariato multidimensionale con il Marocco.


martedì 5 dicembre 2017

MOHAMED HARAMOU NUOVO COMANDANTE DELLA GENDARMERIA REALE MAROCCO

Il Re Mohammed VI del Marocco nella sua qualità di Capo supremo e Capo dello Stato Maggiore delle Forze Armate Reali (FAR) ha ricevuto, ieri lunedì 4 dicembre al Palazzo Reale di Rabat, i generali Bouchaib Arroub, Hosni Benslimane e Mohamed Haramou.
In questa occasione, il Sovrano ha ringraziato i generali Bouchaib Arroub e Hosni Benslimane per i servizi resi alla Nazione.
Il Sovrano aveva nominato il generale Abdelfatah Louarak a titolo d'Ispettore Generale delle FAR, in sostituzione del generale Bouchaib Arroub ex Ispettore Generale delle FAR e Comandante della zona Sud.
I generali Arroub e Benslimane hanno prestato servizio sotto ordini del defunto Hassan II e del Re Mohammed VI con un senso alto di devozione e d'onestà al servizio degli interessi superiori della Nazione e della piena abnegazione nelle loro missioni, sottolinea un comunicato del gabinetto Reale.
Al termine di quest'udienza, i generali Bouchaib Arroub e Hosni Benslimane sono stati insigniti di una alta onorificenza di Stato “Grand Cordon de Wissam Al Arch”.
Successivamente, il Sovrano ha ricevuto il generale Mohamed Haramou, attuale Comandante del Gruppo di Squadroni d'Onore della Gendarmeria Reale, e lo ha nominato Comandante della Gendarmeria Reale.


lunedì 4 dicembre 2017

LA PRINCIPESSA LALLA MERYEM INAUGURA BAZAR CHARITY AL CIRCOLO DIPLOMATICO A RABAT

La Principessa marocchina Lalla Meryem ha presieduto, domenica al Teatro Nazionale Mohammed V a Rabat, in Marocco, la cerimonia d'inaugurazione della fiera di beneficenza del Circolo diplomatico, organizzato sull'alto patrocinio di Re Mohammed VI.
Dopo aver tagliato il nastro d'apertura della fiera, Lalla Meryem ha seguito illustrazioni sui progetti realizzati dal circolo nei settori culturali e sociali e le associazioni sostenute dal circolo in molti settori.
In un'allocuzione nell’evento, il presidente del Circolo diplomatico e coniuge dell'ambasciatore dell'Ungheria a Rabat, Szilvia Tomler Visihanyo che ringraziando la Princesse Lalla Meryem per il suo grande sostegno ai progetti sociali intrapresi dal Circolo diplomatico, ha espresso la sua gratitudine profonda alla Principessa per quest'aiuto prezioso che permette di sostenere le donne ed i bambini vulnerabili, sottolineando che il Circolo raccoglie un grande numero di paesi, d’organizzazioni e d’associazioni che rappresentano culture, storie e religioni variegate, e che operano per una sola causa: aiutare le donne ed ai bambini svantaggiati.
L'edizione 2017 del Bazar diplomatico è stata segnata dalla presentazione in anteprima “del Circolo internazionale dei bambini”, che conta circa 40 bambini di età  tra 8 e 16 anni riuniti attorno allo spirito di solidarietà per condividere idee volte a contribuire ad intraprendere progetti di beneficenza durante il loro soggiorno in Marocco.
Il Bazar Charity è un'occasione annuale organizzata dal Circolo diplomatico in Marocco per celebrare l'amicizia e la solidarietà è un modo importante per sostenere le organizzazioni non governative marocchine che lavorano nei settori dell'istruzione, della sanità e dello sviluppo delle donne nelle zone rurali.
Più di 30 paesi stanno partecipando a questa edizione attraverso le loro ambasciate. Nella fiera sono esposti vari prodotti artigianali provenienti da molti paesi del mondo che rappresentano vari continenti, Europa, Africa, Asia ed America.
Il Circolo diplomatico di Rabat, fondato 30 anni fa, è un'associazione di beneficenza delle mogli dei capi delle missioni diplomatiche e rappresentanti di organizzazioni internazionali accreditate in Marocco.


domenica 30 luglio 2017

Il Re Mohammed VI alla Festa del Trono: Miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini è una priorità come Sahara Marocchino e Africa

Il  discorso del Trono è un appuntamento tradizionalmente molto atteso dai Marocchini, quello che coincide quest'anno col 18esimo anniversario d’intronizzazione del Re Mohammed VI, era particolarmente storico.
Cosi, sabato sera, il Sovrano ha vivamente criticato le cattive prestazioni dell'amministrazione pubblica marocchina rispetto al settore privato, pur facendo assumere ai responsabili incompetenti i ritardi nella realizzazione dei progetti di sviluppo.
Mentre le scelte di sviluppo sono riconosciute per la loro pertinenza, le mentalità del personale e dei responsabili dell'amministrazione pubblica non sono cambiate e rallentano spesso progetti importanti, ha osservato il Sovrano. È dunque indispensabile legare la responsabilità al resoconto conformemente alla Costituzione, ha insistito il Sovrano, rendendo tuttavia omaggio ai responsabili ed al personale coscienziosi dell'amministrazione pubblica.
Mohammed VI non ha neppure risparmiato i responsabili dei partiti politici che, ha affermato, tirano beneficio dei successi economici e dei progressi sociali registrati senza tuttavia assumere il loro ruolo. I regolamenti dei conti tra partiti politici portano pregiudizio agli sforzi di sviluppo e d'ammodernamento delle strutture dello Stato, ha sottolineato il Sovrano. La gente non crede nei partiti politici e disprezza i responsabili disonesti, cosa che li spinge a girare il dorso alla politica.
Il Re Mohammed VI si è rammaricato che “quando il bilancio si rivela positivo, i partiti, la classe politica ed i responsabili si affrettano di occupare il primo piano della scena per raccogliere i benefici politici e mediatici delle acquisizioni realizzate. Ma, quando il bilancio è deludente, si nascondono dietro il Palazzo Reale e si l’attribuiscono la responsabilità”. In questo contesto, il Re rileva che “l'evoluzione politica del Marocco ed i suoi progressi in materia di sviluppo non si sono riflessi positivamente sull'atteggiamento dichiarato dai partiti, dai responsabili politici e dai amministrativi, nei confronti delle aspirazioni e delle preoccupazioni reali dei Marocchini”, notando che le scelte del Marocco in materia di sviluppo restano globalmente pertinenti, ma il problema risiede nell'immobilismo delle mentalità, e le carenze in termini d'esecuzione e d'innovazione.
Il Sovrano osservato che le pratiche di alcuni politici eletti spingono un numero di cittadini, in particolare i giovani, ad allontanarsi dall'impegno politico e la partecipazione alle elezioni. La ragione è semplicemente non fanno fiducia alla classe politica, e che alcuni attori politici hanno pervertito l'azione politica deviandola dalla nobile finalità che gli è assegnata per definizione. “Se il Re del Marocco non è convinto di certe pratiche politiche, se non fa fiducia a numerosi politici, cosa resta, dunque, al popolo?” si domanda il Sovrano.
Il Re ha detto a coloro che deludono le aspettative del popolo: Basta! Abbiate timore di Dio per ciò che riguarda la vostra patria … Svolgete pienamente delle missioni che sono le vostre, o eclissatevi! Poiché il Marocco si conta dalle donne ed dagli uomini onesti e sinceri verso il loro paese. “Ormai, questa situazione non può perdurare poiché ciò che è in gioco, sono gli interessi della Nazione e quelli dei cittadini”, ha avvertito il Sovrano evidenziando la necessità di un'applicazione rigorosa dell'articolo 1 della Costituzione, che definisce un rapporto tra la responsabilità e il resoconto.
Il Marocco si sta sviluppando ad un ritmo sostenuto ma vive un paradosso irrecusabile, difficile ad ammettere, da una parte il Marocco gode di una grande credibilità sulla scala continentale ed internazionale e della stima dei suoi partner, della fiducia dei grandi investitori come Boeing, Renault e Peugeot , a precisato il Sovrano, deplorando che dall’altra parte, noi costatiamo con contrariétà che, in certi settori sociali, il bilancio e la realtà delle realizzazioni sono sotto delle attese.
Mettendo l'accento sul successo del Marocco nell'attuazione di molti piani settoriali come quelli dell'agricoltura, dell'industria e delle energie rinnovabili, il sovrano ha sottolineato che i progetti di sviluppo, le riforme politiche ed istituzionali che conduciamo perseguono un solo obiettivo: servire il cittadino senza distinzione tra il nord ed il sud, l’est e l'ovest, né tra città e il mondo rurale.
La questione di Sahara Marocchino e la politica africana del Marocco rimangono una priorità, ha richiamato il Re Mohammed VI, sottolineando tuttavia che lo sforzo di sviluppo e di miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini sono ugualmente una priorità.



martedì 16 maggio 2017

Marocco firma accordi con Nigeria per il mega gasdotto transafricano e i concimi



A pochi mesi dalla firma del primo accordo relativo al gasdotto Nigeria – Marocco e dell’accordo sui concimi, il Marocco e la Nigeria hanno deciso di optare per accelerare i tempi e, in occasione di una cerimonia presieduta dal Re Mohammed VI nel palazzo Reale a Rabat il 15 maggio, sono state siglate intese per concretizzare la realizzazione dei due giganteschi progetti.
L’accordo di cooperazione del gasdotto è stato firmato dal direttore generale dell’Ufficio nazionale degli Idrocarburi e delle Miniere, Amina Benkhadra e dal direttore generale della società petrolifera nazionale nigeriana, Maikanti Kacalla Baru. Il gasdotto Nigeria – Marocco avrà un impatto positivo diretto su più di 300 milioni di abitanti e, oltre alla sua dimensione continentale, permetterà di velocizzare i progetti d’elettrificazione in tutta la regione dell’Africa dell’Ovest, base questa per la creazione di un mercato regionale competitivo dell’elettricità. Un vero e proprio strumento efficace d’integrazione e di sviluppo regionale.
Il gasdotto trans-africano che si presenta come un progetto di ampio respiro percorrerà  circa 4 mila chilometri di lunghezza, passando da 12 paesi interessati, decine di migliaia di posti di lavoro saranno creati, nuove opportunità economiche, sviluppo sostenibile e una serie di obiettivi sociali connessi sono attesi.
Il piano di sviluppo del progetto è stato ben accolto in particolare dai governi dei paesi dell’Africa occidentale, che trarranno beneficio dal passaggio del gasdotto sul loro territorio.
Durante la cerimonia il ministro marocchino degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Nasser Bourita, ha presentato le linee del progetto del concepito “dagli africani per gli africani”, cosa che rispecchia l’orientamento del Re per un’Africa padrona del suo destino, fiduciosa nel suo futuro, come ha sottolineato Bourita.
Dopo aver ricordato i progressi registrati e la competenza accumulata dal Regno in materia di trasporti, logistica, infrastrutture e energie rinnovabili, Bourita ha garantito che il gasdotto Nigeria – Marocco, è uno strumento privilegiato per l’integrazione e lo sviluppo regionale, oltre a rispondere al fabbisogno dell’Europa di differenzazione le sue fonti d’energia.
Da parte sua il ministro nigeriano degli Affari Esteri, Geoffrey Onyeama, ha detto che “La conclusione oggi di quest’accordi, dopo alcuni mesi della visita di Sua Maestà il Re in Nigeria, è una prova del successo del partenariato Rabat – Abuja da attribuire alla volontà dei dirigenti dei due paesi per garantire l’esecuzione dei progetti bilaterali”.
Farouq Said Garba, direttore della società petrolifera nazionale nigeriana (NNPC), ha evocato le modalità di gestione del progetto del gasdotto, la pianificazione degli studi di fattibilità e d’ingegneria industriale, ed i diritti e gli obblighi delle parti.
Intervenendo sulla cooperazione maroco-nigeriana nel settore dei concimi, il presidente dell’associazione nigeriana dei produttori e fornitori di concime (FEPSAN), Thomas Ethu, ha messo in evidenza il rafforzamento della cooperazione tra il gruppo OCP e la FESPAN, notando che questo partenariato ha permesso, in prima fase, un reale trasferimento del “know-how” in materia di sviluppo di strutture di blending, di stoccaggio e di trasporto.
Questa cooperazione parteciperà anche all’ammodernamento del settore dell’agricoltura, attraverso in particolare lo sviluppo di una piattaforma di prodotti chimici, l’utilizzo di concimi di qualità, adeguati al suolo ed all’agricoltura nigeriana.
Il direttore generale dell’Autorità sovrana d’investimento nigeriana, Uche Orji ha trattato la valorizzazione delle risorse naturali per la produzione di concime in Nigeria. In questo senso, ha indicato che la collaborazione tra l’autorità sovrana d’investimento nigeriana ed il gruppo OCP riguarderà l’indagine e la valorizzazione delle riserve di fosfati che esistono negli Stati della Nigeria (Sokoto, Ogun, Edo, Imo). La Nigeria beneficerà così dell’esperienza e della competenza marocchina per sviluppare localmente il settore dei fosfati.
Hanno assistito alla cerimonia della firma il Capo del governo, i presidenti della Camera dei deputati e dei consiglieri, i consiglieri del Re, membri del governo, un’importantissima delegazione istituzionale nigeriana, i rappresentanti della Comunità economica degli Stati d’Africa Occidentale (CEDEAO), i membri del corpo diplomatico accreditato a Rabat e tante alte personalità.

sabato 22 aprile 2017

Ristabilimento diplomatico tra il Regno del Marocco e la Repubblica di Cuba




New York (Nazioni Unite), 22/04/2017 - Gli ambasciatori rappresentanti permanenti del Regno del Marocco e della Repubblica di Cuba, Omar Hilale e Anayansi Rodriguez Camejo hanno firmato, venerdì a New York, l'Accordo sul ristabilimento delle relazioni diplomatiche tra il regno del Marocco e la repubblica di Cuba al livello degli ambasciatori.

Ecco il testo integrale dell'Accordo:
“Accordo sul ristabilimento delle relazioni diplomatiche tra il Regno del Marocco e la Repubblica di Cuba
Il governo del Regno del Marocco ed il governo della Repubblica di Cuba, guidati dalla volontà reciproca di sviluppare relazioni d'amicizia e di cooperazione tra i due paesi nei settori politici, economici, culturali, tra l'altro, hanno deciso di ristabilire le relazioni diplomatiche al livello degli ambasciatori, che entrerà in vigore alla data della firma di quest'ultimo.
Convinti che il ristabilimento delle relazioni diplomatiche conformemente ai principi ed agli obiettivi enunciati nella Carta delle Nazioni Unite ed il diritto internazionale, e conformemente allo spirito ed alle regole stabilite nella convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche del 18 aprile 1961 riflettono gli interessi dei due paesi e contribuiscono al rafforzamento della pace e della sicurezza internazionali, i plenipotenziari sottoscritti firmano quest'accordo in due copie nelle lingue inglese spagnola, ed arabo, ogni testo facente anche fede”.
I due paesi avevano sospeso le loro relazioni diplomatiche da 37 anni perché Havana sosteneva Algeria ed i separatisti del Polisario basati in Algeria, nella questione del Sahara marocchino.