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martedì 20 marzo 2018

Il Re Mohammed VI al Forum Crans Montana a Dakhla: “Per progredire, l'Africa deve riunire tutta sua energia”


I lavori della quarta edizione del Forum Crans Montana (FCM), iniziati venerdì 16 marzo a Dakhla, in Marocco, sono proseguiti a bordo della nave da crociera Gnv Rhapsody fino al 20 marzo. Con il patrocinio di Re Mohammed VI, il Forum Crans Montana riunisce un migliaio di partecipanti e personalità da un centinaio di paesi, oltre a rappresentanti di diverse organizzazioni internazionali e regionali. All'ordine del giorno del forum, numerose conferenze sui corridoi di trasporto marittimo e sulla lotta contro i cambiamenti climatici nei piccoli stati insulari in via di sviluppo.
La cerimonia d’apertura è stata segnata dal messaggio inviato dal Re Mohammed VI ai partecipanti, e di cui lettura è stata data dal presidente della regione di Dakhla-Oued Eddahab, Ynja Khattat.
“Il Marocco fa della cooperazione sud-sud un vettore dell'emergenza di una Africa nuova, fiduciosa nelle sue potenzialità ed aperta sull'avvenire”, afferma il messaggio Reale, sottolineando che si tratta di un impegno costituzionale “iscritto in lettere d’oro nella norma suprema del Regno”. “Il Marocco ha sviluppato un vero modello innovante di cooperazione sud-sud che si basa sullo scambio di conoscenze, di competenze, di perizie e di risorse, associando l'insieme delle sotto-regioni del continente e dei settori pertinenti”, sottolinea il Sovrano.
La cooperazione marocchina integrata e pluridimensionale conta, in 15 anni, oltre 1.000 accordi firmati con 28 paesi africani. “L'offerta marocchina era unica nel suo genere nella misura in cui mette l'umano al centro delle sue preoccupazioni e coniuga l'economico ed il sociale, il culturale ed il cultuale, la sicurezza ed il militare”, continua il Re Mohammed VI indicando che la cooperazione marocchina sud-sud si esprime su un insieme di problematiche in linea con la stabilita e lo sviluppo d’Africa in cui, oltre al clima, la migrazione è ben presente.
“Il fenomeno migratorio costituisce un'opportunità e non una minaccia”, ha sottolineato ancora il Sovrano, notando che la crisi migratoria attuale “non deve essere vissuta come una fatalità” e che richiede poi ad un rafforzamento della cooperazione, in primo luogo tra paesi africani, coi paesi del nord.
Quanto alla lotta contro gli effetti devastatori dei cambiamenti climatici, il Sovrano ha, così, invitato i paesi del nord del pianeta a mantenere gli impegni rinnovati a Marrakech, in occasione della COP22, particolarmente in materia di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra e di finanziamenti delle strategie climatiche dei paesi del Sud.
“Per progredire, l'Africa deve riunire tutta sua energia e deve adottare partenariati innovatori reciprocamente fruttuosi” ha insistito il Re Mohammed VI, lanciato appello agli “africani e le africane, e particolarmente i giovani, a mobilitarsi, in modo risoluto e determinato, per smontare le sfide lancinanti alle quali confrontato il continente e per iscriversi nel dinamica virtuosa della crescita condivisa”.
Il Marocco “tiene ugualmente a attuare dei progetti strategici di alto livello”, citando come esempio “il gasdotto Africano Atlantico di cui l'obiettivo è di rifondere il mercato regionale dell'elettricità o ancora l’installazione di unità di produzione di fertilizzati con l'Etiopia e la Nigeria”.È proprio in questa prospettive di condivisione reciprocamente vantaggiosa e di consolidamento delle partnership sotto-regionali esistenti che si iscrive il ritorno del Marocco in seno alla sua famiglia istituzionale, l'Unione africana.
In questa occasione l’ex presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha affermato che “il ritorno del Marocco all’Unione africana è molto importante per il Marocco, che ha la vocazione di paese ponte fra l’Europa e l’Africa, ma lo è anche per il continente, perché è un’economia moderna, un paese stabile e democratico che ritorna sulla scena africana. Il Marocco spicca in questo senso come un “elemento importante” per il quale il fallimento dell’Africa finirebbe per essere il “dramma dell’Europa”, mentre il suo successo potrebbe significare invece la “sopravvivenza” del vecchio continente.
 “Quello che il Marocco sta realizzando è davvero unico, in particolare se consideriamo gli ultimi 15 anni, durante i quali il mondo arabo-musulmano non è stato risparmiato e il Mediterraneo è stato devastato”, ha osservato Sarkozy, chiedendosi: “Quali paesi possono vantare negli ultimi 15 anni di aver mantenuto la stabilità, l’apertura, il progresso e la modernità nonostante le difficoltà, le crisi, le prove e i fallimenti, chi può affermare di eguagliare la stabilità marocchina degli ultimi anni? Chi può dire d’aver avuto la possibilità di parlare in modo rivoluzionario, nel vero senso della parola, della modifica della Costituzione, del progresso della democrazia, dell’apertura alle forze politiche marocchine nella loro diversità? Il Marocco forte e stabile” che “per la propria posizione politica, storica e geografica, ha un ruolo di grande importanza”.
Nicola Ciraci presidente del gruppo di amicizia parlamentare Italia/Regno del Marocco che guida la delegazione italiana al FCM ha portato suo contributo intervenendo sul tema dell’immigrazione, il rinsaldamento dei rapporti tra i vari paesi del mediterraneo per rilanciare l’euro-mediterraneo come luogo di unità politica”.
Il Forum Crans Montana, con la sede a Ginevra, è un'organizzazione internazionale che opera a incoraggiare la cooperazione internazionale e la crescita globale e promuovere un alto livello di stabilità, di equità e di sicurezza.

sabato 14 ottobre 2017

Marocco. Il Re Mohammed VI decide di creare un ministero per Africa e invita a completare la regionalizzazione avanzata

Il Re Mohammed VI del Marocco ha sottolineato nel suo discorso, venerdì 13 ottobre, in occasione dell’apertura del secondo anno legislativo della decima legislatura, l’occorrenza di installare una nuova politica ispirata dalle aspettative dei cittadini in sintonia all’evoluzione che conosce il paese, una politica mirata per i giovani, il completamento della regionalizzazione avanzata e la creazione di un ministero per l’Africa.
Sull’avvio di un nuovo modello di sviluppo per il paese, il messaggio Reale è stato chiaro: Governo, Parlamento e tutte le istituzioni concernenti sono urgentemente invitati ad associare il modello marocchino di sviluppo con le evoluzioni sul campo e le esigenze quotidiane dei cittadini.
È imperativo di riconsiderare il modello di sviluppo per metterlo in fase con le evoluzioni che conosce il Marocco. È in questo spirito che il Sovrano sottolinea la sua volontà di raddrizzare la situazione e di correggere le disfunzioni constatate nell’amministrazione, nei consigli eletti e nelle collettività territoriali che impediscono l’evoluzione del modello di sviluppo marocchino.
 “Contribuiremo così a destare una presa di coscienza della necessità di fare evolvere le mentalità che fanno ostruzione alla realizzazione dello sviluppo globale che desideriamo”, ha fatto valere il Sovrano.
L'attuazione di queste azioni implica ovviamente un'applicazione piena ed effettiva del principio costituzionale di correlazione tra responsabilità e resoconto, la sola garanzia per la concretizzazione di una gouvernance ottimale.
Questo discorso Reale fondato sulla nozione di responsabilità traccia i contorni di una nuova marcia del Marocco di domani. Il nuovo Marocco che vuole costruire il Re Mohammed VI è ben un paese dove regnano l'uguaglianza e la giustizia sociale a profitto di tutti i Marocchini. Un paese dove non esistono più disparità in materia di sviluppo umano, sociale e territoriale.
L'altra dimensione del discorso Reale è quella che elabora una diagnosi precisa ed inequivocabile delle necessità pressanti dei cittadini con un accento molto particolare per le giovani generazioni favorendo loro le condizioni di una vita dignitosa che passa inevitabilmente da una formazione di qualità, un'integrazione adeguata nel mondo del lavoro ed un'abilitazione a prendere iniziative per esprimere i suoi talenti e contribuire alla dinamica dello sviluppo.
Cosi, il Sovrano ha invitato all'attuazione di una nuova politica integrata dedicata ai giovani sulla quale opererà in particolare il Consiglio Consultivo della Gioventù e dell'Azione Associativa. In questo slancio di riforme, l'Amministrazione è chiamata a mettersi all’armonia delle evoluzioni in corso, come lo ha ribadito il Sovrano, con priorità assoluta la realizzazione della giustizia sociale facendo dalla buona gouvernance un principio cardinale e non un semplice auspicio.
Il Re Mohammed VI ha, tuttavia, dato le sue istruzioni alla Corte dei Conti di dedicarsi al controllo e la valutazione dei progetti pubblici iniziati nelle varie regioni.
Su questa stessa linea, il governo è invitato a predisporre un programma rigoroso per il completamento del processo della regionalizzazione avanzata per gestire meglio gli affari locali. È il motivo per cui i consigli eletti hanno il dovere di assumersi pienamente le loro responsabilità con una più grande prossimità con le popolazioni.
Ministero marocchino per Africa:
La decisione del Re Mohammed VI di creare un ministero delegato presso il ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale incaricato degli Affari Africani, costituisce una consacrazione dell'orientamento del Marocco verso l'Africa ed il suo attaccamento alle sue radici africane, traduce, tra l’altro, un grande interesse del Regno alla cooperazione Sud -Sud e tra popoli africani, come pure il suo impegno nella risoluzione delle problematiche africane, tenendo conto delle specificità del continente e gli interessi dei suoi popoli. Negli ultimi cinque anni sono stati firmati oltre 600 accordi di cooperazione tra Marocco e il resto dell’Africa, cosi sono aumentati a più di mille convenzioni bilaterali.
 “A tale scopo, abbiamo deciso la creazione di un ministero delegato presso quello degli Affari Esteri, incaricato degli affari africani, ed in particolare dell'investimento, come pure la predisposizione di due cellule di controllo, una al ministero dell'Interno e l'altra al ministero delle Finanze”, ha indicato il Sovrano. Quest'istituzione già stata creata anche negli anni sessanta del secolo scorso in cui il Marocco era il mecca dei movimenti di liberazione africani, ed era guidata dal defunto Abdelkrim El Khatib.
Da notare che la stessa decisione, che interviene in una congiuntura segnata da una dinamica rinnovata nella Storia delle relazioni marocco-africane, consolidata dal ritorno del Marocco alla sua famiglia istituzionale e le visite storiche del Sovrano nei vari paesi africani, riflette gli sforzi marocchini per promuovere la situazione socioeconomica del continente e superare le grandi problematiche affrontate.
La presenza marocchina in Africa che rappresenta una forza regionale molto credibile e stimata dai vari paesi, illustra l'importanza della creazione di un ministero, avente il compito di rafforzare le relazioni marocco-africane e garantire il proseguimento delle questioni relative agli affari africani, la pace e la sicurezza, la migrazione ed il terrorismo.


domenica 5 febbraio 2017

Conclusa la visita di Re Mohammed VI in Sud Sudan: Firmati accordi di cooperazione e azioni di solidarietà



Il Re Mohammed VI del Marocco si è recato nella giovane Repubblica del Sud Sudan in una visita ufficiale nei giorni 1 e 3 febbraio scorso per stringere accordi di cooperazione e di solidarietà.
Il viaggio del Sovarno è arrivato a pochi giorni dal rientro nell’unione Africana del Marocco e permetterà di portare in Sud Sudan il “know-how” marocchino accumulato nel corso degli anni in diversi settori, come quelli dello sviluppo, della sicurezza e della lotta contro il terrorismo. Il Sud Sudan entrerà così nel quadro della cooperazione Sud-Sud, che il Re sta cercando di estendere a tutta l’Africa.
Nel paese africano il Re ha incontrato il presidente Salva Kiir Mayardit con il quale ha sottolineato il ruolo importante delle organizzazioni regionali sub-sahariane, cioè l’Autorità Intergovernativa per lo Sviluppo (IGAD) e la Comunità dell’Africa dell’Est (EAC), in particolare nell’attuazione delle strategie dello sviluppo sostenibile nella regione dell’Africa dell’Est.
I due capi di Stato hanno espresso soddisfazione per il processo d’integrazione iniziato da questi due gruppi locali, e Salva Kiir ha mostrato interesse per il grande potenziale del Marocco volto a contribuire allo sviluppo e alla stabilità dell’Africa orientale.
Il comunicato congiunto di fine visita di tre giorni, indica inoltre che “Considerando che la questione di Sahara è diversa nella sua genesi e la sua natura giuridica e politica di quella del Sud Sudan, il presidente Salva Kiir Mayardit riconosce gli sforzi delle Nazioni Unite volti di arrivare ad una soluzione politica al conflitto regionale sul Sahara. Il presidente saluta gli sforzi seri e credibili del Marocco”. Nello stesso documento si legge che il présidente di Sud Sudan ha salutato la visione del Re Mohammed VI per rafforzamento della cooperazione interafricana e Sud-Sud e gli sforzi del Sovrano  per la salvaguardia della pace, della stabilità e per la promozione della prosperità del continente.”
Salva Kiir Mayardit ha tenuto a congratularsi con il Sovrano per “la reintegrazione del Marocco nell’Unione africana e si è rallegrato per il voto in assemblea che ha visto una schiacciante maggioranza dei favorevoli”, cosa che premia “il ruolo del Marocco ed il suo contributo effettivo per lo sviluppo, l’unità e la stabilità del continente”.
La visita di Re Mohammed VI indica l’impegno del sovrano e del presidente della Repubblica del Sud Sudan per il consolidamento dei valori del panafricanismo, della solidarietà e della fraternità, e testimonia la forte volontà del Marocco di contribuire alla stabilità e al processo di costruzione della pace in Sud Sudan.
Da parte sua Mohammed VI si è detto soddisfatto per l’appello lanciato di recente dal presidente Salva Kiir per il dialogo nazionale, “un’iniziativa coraggiosa che consegue l’obiettivo dell’Unione Africana di far tacere le armi entro 2020”, nonché per la creazione di un Sud Sudan stabile e prospero.
Nel corso della visita i due capi di Stato hanno presieduto la cerimonia di firma di nove convenzioni e di memorandum d’intesa in settori chiave. Si tratta della convenzione relativa alla costruzione della nuova città a Ramciel. Le altre convenzioni e memorandum d’intesa coprono i settori dell’agricoltura, dell’energia, delle miniere, degli idrocarburi, dell’industria, dell’investimento, della lotta all’evasione fiscale, della formazione professionale e del partenariato economico,.
Mohammed VI e Kiir hanno poi hanno visitato l’ospedale militare da campo aperto dalle Forze Armate Reali marocchine (FAR) il 23 gennaio scorso a Juba che ha assistito dal 23 gennaio al 1 febbraio 4.583 pazienti e registrato 7.936 consulenze, di cui 1.259 casi d’urgenza.
I due capi di Stato hanno poi avviato la distribuzione di 267,5 tonnellate di doni umanitari alla popolazione di questo paese offerti dalla Fondazione Mohammed VI per lo Sviluppo.
Infine hanno visitato mausoleo di John Garang, padre dell’indipendenza della nazione sud-sudanese.