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lunedì 20 gennaio 2020

BOLIVIA ROMPE I LEGAMI E SOSPENDE SUO RICONOSCIMENTO DALLA PSEUDO “RASD”


La Bolivia ha deciso di sospendere suo riconoscimento della pseudo “rasd” e di “rompere tutti i suoi legami” con l'entità fittizia, ha annunciato il ministero delle Relazioni Estere del paese sudamericano in un comunicato pubblicato ieri sul suo sito ufficiale. 
La Bolivia ha inoltre affermato che adotterà il principio della “neutralità costruttiva” nei confronti del conflitto artificiale intorno al Sahara marocchino e che “si adopererà d’ora in poi per sostenere gli sforzi compiuti nel quadro dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per una soluzione politica giusta, duratura e reciprocamente accettabile, conformemente ai principi e agli obiettivi enunciati nella Carta delle Nazioni Unite”.
“La Bolivia è determinata a costruire una nuova relazione con il Regno del Marocco, basata sul rispetto reciproco della sovranità nazionale e dell'integrità territoriale e sulla non ingerenza negli affari interni dei due paesi”, sottolinea il comunicato. 

domenica 25 febbraio 2018

Conclusi a Rabat i lavori delle ONG in favore di donne e bambini in situazione di precarietà

La Principessa marocchina Lalla Meryem ha presieduto, mercoledì il 21 febbraio, al Teatro Nazionale Mohammed V a Rabat, la cerimonia di chiusura dell’incontro organizzato dall'Unione Nazionale delle Donne del Marocco (UNFM) e l'Osservatorio Nazionale dei Diritti del Bambino (ONDF), sotto il tema: “Donna e bambino in situazione di precarietà”.
L’ONDF e l’UNFM sono presiedute dalla Principessa Lalla Meryem che è molto impegnata, da una trentina di anni nella lotta per la promozione delle condizioni della donna e del bambino per rendere loro giustizia e fare loro beneficiare della piena cittadinanza.
All’incontro, la Governatrice e coordinatrice nazionale dell'Iniziativa Nazionale per lo Sviluppo Umano (INDH), Nadira El Guermai ha presentato un report sulla precarietà in Marocco nella quale ha spiegato che “la precarietà, classificata secondo il genere, l'età e le condizioni di vita, può essere definita come una situazione d'esclusione sociale e di emarginazione derivante dalla privazione dei diritti economici e sociali”, aggiungendo che per lottare contro la precarietà, il Marocco ha lanciato molti programmi per sostenere le persone che vivono in questa situazione, promuovere le loro condizioni di vita, facilitare la loro integrazione ed evitare che cadano nella delinquenza.
El Guermai ha preso spunto in questo quadro l'esperienza dell’INDH, lanciata nel 2005, e che conta fra i suoi programmi, un programma specifico per la lotta contro la precarietà a favore di una ampia parte della popolazione attraverso tantissime attività, rilevando che nonostante gli sforzi fatti, i bisogni non cessano di aumentare a causa dei cambiamenti societari e ha auspicato in questo senso una coniugazione di sforzi per raggiungere un coordinamento ottimale nel quadro della convergenza e della buona gouvernance.
 “Quest'approccio - ha detto - apre ampie prospettive per garantire l'efficacia dei programmi sociali destinati alla lotta contro la precarietà, volti ad attuare con successo l'integrazione in una società solidale”, ribadendo la determinazione dell’INDH a condividere l'esperienza accumulata in questo settore con l'Unione Nazionale delle Donne del Marocco e l'Osservatorio Nazionale dei Diritti del Bambino.
Sulla situazione della precarietà l'Alto Commissario alla Pianificazione Ahmed Lahlimi Alami ha messo l'accento sui progressi realizzati dal Marocco nella lotta contro la precarietà, sottolineando che il Regno è riuscito a ridurre l'ampiezza del fenomeno della povertà e della precarietà.
Sul tema del “matrimonio precoce” la giudice Amina Oufroukhi  ha segnalato che “il fenomeno del matrimonio precoce priva la ragazza dal suo diritto di condurre una vita degna”, insistendo sulla necessità urgente di “cambiare le mentalità” per rafforzare la coscienza sul fatto che la scuola è lo spazio naturale dove deve evolversi la ragazza.
Oufroukhi ha fatto osservare che il Pubblico Ministero è un'istituzione che opera, e conformemente alle istruzioni della Principessa Lalla Meryem, per rafforzare il ruolo del tribunale nell'ambito delle varie giurisdizioni del Regno per garantire la tutela dei diritti del bambino, l'attuazione delle disposizioni giuridiche in materia, oltre alla continua mobilizzazione nell'obiettivo di identificare i casi sottoposti alla giustizia e disporre delle statistiche necessarie, come una forte garanzia per il coinvolgimento da tutte le parti negli sforzi compiuti.
Mohamed Hourani, membro del Consiglio Economico Sociale ed Ambientale (CESE), ha esposto gli orientamenti generali per una road map di lotta contro la precarietà composta da quattro pilastri riguardanti la conoscenza, la gestione, la politica del diritto e l'elaborazione di una politica in questo settore, sottolineando che questo road map “mira a dare vita a nuove alternative per il rafforzamento della prevenzione contro la precarietà, in particolare per quanto riguarda la digitalizzazione, l'economia verde, l'economia circolare e le energie rinnovabili”.
Hourani ha sottolineato in questo quadro che i programmi che saranno presi in considerazione devono essere condotti nelle regioni che registrano un forte tasso di precarietà, nei settori dell'economia sociale e solidale, l'istruzione e la formazione, la sanità ed i servizi, insistendo sul fatto che la prevenzione contro la precarietà è una battaglia continua che richiede che la dignità del cittadino sia messa nel cuore delle priorità di tutti gli intervenuti in questo settore.
Il Marocco - ha aggiunto - ha avviato grandi cantieri in tutto il paese e hanno permesso di realizzare molte iniziative dello Stato, del settore privato e della società civile, sottolineando che questi sforzi “hanno contribuito a ridurre le disparità sociali ed il tasso di povertà”. Tuttavia, ha notato, che molti ceti della società continuano a soffrire per la precarietà, in particolare le donne ed i bambini nel mondo rurale.
UNDM
Creata il 6 maggio 1969 dal defunto Re Hassan II, l'Unione Nazionale delle Donne del Marocco è una organizzazione non governativa, riconosciuta d'utilità pubblica nel 1972, aperta a tutte le donne senza alcuna distinzione. L’UNFM ha sempre accompagnato la donna marocchina ed si è fatta alla grande promotrice delle sue condizioni in azione con il contrasto tutte le forme di precarietà di cui soffre la donna marocchina attraverso programmi di lotta contro l'analfabetismo, la creazione di progetti generatori di redditi, centri di formazione e di centri d'ascolto e d'accoglienza delle donne vittime della violenza.
ONDB
Quanto all'Osservatorio Nazionale dei Diritti del Bambino, opera dalla sua creazione nel 1995 nella tutela dei diritti del bambino come riconosciuti a livello internazionale, sotto vari approcci in particolare attraverso il Parlamento del Bambino e la lotta contro tutte le forme di maltrattamento e di sfruttamento dei bambini.


domenica 12 novembre 2017

Si stringe il cerchio attorno ai 2 giornalisti francesi che ricattavano il Marocco: Saranno condannati

Si stringe il cerchio attorno i 2 giornalisti francesi che ricattavano il Marocco, cosi la più alta giurisdizione francese ovvero la Corte di Cassazione ha dato ragione al Marocco, venerdì, con una sentenza nel caso d'estorsione e ricatto nel quale sono responsabili due giornalisti francesi Eric Laurent e Catherine Graciet. La decisione della Corte di Cassazione non sarà più contestata.
Al termine dell'udienza, Patrice Spinosi, avvocato del Marocco, ha qualificato questa sentenza di “grandissima vittoria” per il Regno marocchino, “dal momento che non esiste più nessun ostacolo al proseguimento di questi giornalisti davanti alla giustizia che potrà condurre alla loro condanna”. “Al di là del caso del Regno del Marocco, questa decisione consacra il diritto di ogni vittima di ricorrere a qualsiasi mezzo di prova, comprese le registrazioni”, ha aggiunto.
La Camera istruttoria della Corte d’Appello parigina aveva respinto, nel febbraio scorso, la richiesta degli avvocati dei due stessi giornalisti per annullare le registrazioni secondo le quali avrebbero richiesto una somma di denaro in cambio di non pubblicare un libro critico sul Regno.
Le registrazioni stabiliscono in modo “innegabile” l'operazione di ricatto, aveva sottolineato allora l'avvocato della parte marocchina, e che oltre alle registrazioni, i due giornalisti sono stati arrestati con 40.000 euro in tasca ciascuno e avevano firmato un documento riconoscendo che sollecitavano due milioni di euro per fermarsi a “nuocere sistematicamente al Marocco con i loro scritti ed azioni”.
Tutto iniziato nel 2015, quando il giornalista Eric Laurent aveva contattato il Gabinetto Reale marocchino per annunciare che si preparava insieme con Catherine Graciet a pubblicare un libro sul Marocco, ma che era pronto a rinunciare tutto in cambio di tre milioni di euro.
Dopo una prima riunione tra il giornalista ed un avvocato che rappresenta la parte marocchina, il Regno del Marocco ha deciso di depositare una denuncia presso il Procuratore a Parigi.
Una nuova riunione con il giornalista francese è stata organizzata sotto controllo della polizia e del tribunale francesi durante la quale i propositi di Eric Laurent sono stati registrati e delle foto sono state ripresi.
Nel corso di una terza riunione tenuta, sotto il controllo della polizia, somme di denaro sono state rimesse ai due giornalisti, che pur hanno ricevuto i soldi, hanno firmato un documento nel quale si impegnano di non scrivere più sul Marocco.


giovedì 9 novembre 2017

Il Marocco ha lanciato primo satellite d’osservazione, si chiama “Mohammed VI-A”. L’industria italiana è presente

Un missile Vega ha messo su orbita elio-sincrona (SSO) il satellite d'osservazione di Terre “Mohammed VI – A” per conto del Regno del Marocco, ha indicato ieri sera in Guyana Arianespace.
Il lanciatore aveva decollato dal centro spaziale guianese (CSG) di Kourou alle 02:42 ora italiana.
La separazione di questo satellite di una massa di circa 1,1 tonnellata è avvenuta dopo 55 minuti e 33 secondi del decollo, ha precisato Arianespace, la società che commercializza i lanci.
Il satellite Mohammed VI - A deve servire in particolare alle attività cartografiche e catastali, all'assetto territoriale, al monitoraggio delle attività agricole, alla prevenzione ed alla gestione delle catastrofi naturali, al monitoraggio delle evoluzioni ambientali e della desertificazione come pure alla sorveglianza delle frontiere e del litorale, ha indicato Arianespace.
Il satellite è stato realizzato dal consorzio Thales Alenia Space ed Airbus per il Regno del Marocco.
Insomma, il Marocco ha lanciato il suo primo satellite. È una bella notizia che soddisfa tutti i cittadini marocchini (o quasi, da escludere quelli che non sono mai soddisfatti) e i loro amici, questo passo garantirà al paese la disponibilità totale di molti servizi satellitari che prima acquistava da Stati europei o dagli USA. In più sarà in grado di vendere questi servizi, e per questo che si sta già lavorando sulla versione “B” di un altro satellite che sarà lanciato l'anno prossimo. Il Marocco è fiero di questo traguardo e del progresso continuo sta realizzando in tutti i settori.
Da segnalare che le impronte dell'industria italiana sono ben presenti nel “Satellite Mohammed VI A”.


sabato 14 ottobre 2017

Marocco. Il Re Mohammed VI decide di creare un ministero per Africa e invita a completare la regionalizzazione avanzata

Il Re Mohammed VI del Marocco ha sottolineato nel suo discorso, venerdì 13 ottobre, in occasione dell’apertura del secondo anno legislativo della decima legislatura, l’occorrenza di installare una nuova politica ispirata dalle aspettative dei cittadini in sintonia all’evoluzione che conosce il paese, una politica mirata per i giovani, il completamento della regionalizzazione avanzata e la creazione di un ministero per l’Africa.
Sull’avvio di un nuovo modello di sviluppo per il paese, il messaggio Reale è stato chiaro: Governo, Parlamento e tutte le istituzioni concernenti sono urgentemente invitati ad associare il modello marocchino di sviluppo con le evoluzioni sul campo e le esigenze quotidiane dei cittadini.
È imperativo di riconsiderare il modello di sviluppo per metterlo in fase con le evoluzioni che conosce il Marocco. È in questo spirito che il Sovrano sottolinea la sua volontà di raddrizzare la situazione e di correggere le disfunzioni constatate nell’amministrazione, nei consigli eletti e nelle collettività territoriali che impediscono l’evoluzione del modello di sviluppo marocchino.
 “Contribuiremo così a destare una presa di coscienza della necessità di fare evolvere le mentalità che fanno ostruzione alla realizzazione dello sviluppo globale che desideriamo”, ha fatto valere il Sovrano.
L'attuazione di queste azioni implica ovviamente un'applicazione piena ed effettiva del principio costituzionale di correlazione tra responsabilità e resoconto, la sola garanzia per la concretizzazione di una gouvernance ottimale.
Questo discorso Reale fondato sulla nozione di responsabilità traccia i contorni di una nuova marcia del Marocco di domani. Il nuovo Marocco che vuole costruire il Re Mohammed VI è ben un paese dove regnano l'uguaglianza e la giustizia sociale a profitto di tutti i Marocchini. Un paese dove non esistono più disparità in materia di sviluppo umano, sociale e territoriale.
L'altra dimensione del discorso Reale è quella che elabora una diagnosi precisa ed inequivocabile delle necessità pressanti dei cittadini con un accento molto particolare per le giovani generazioni favorendo loro le condizioni di una vita dignitosa che passa inevitabilmente da una formazione di qualità, un'integrazione adeguata nel mondo del lavoro ed un'abilitazione a prendere iniziative per esprimere i suoi talenti e contribuire alla dinamica dello sviluppo.
Cosi, il Sovrano ha invitato all'attuazione di una nuova politica integrata dedicata ai giovani sulla quale opererà in particolare il Consiglio Consultivo della Gioventù e dell'Azione Associativa. In questo slancio di riforme, l'Amministrazione è chiamata a mettersi all’armonia delle evoluzioni in corso, come lo ha ribadito il Sovrano, con priorità assoluta la realizzazione della giustizia sociale facendo dalla buona gouvernance un principio cardinale e non un semplice auspicio.
Il Re Mohammed VI ha, tuttavia, dato le sue istruzioni alla Corte dei Conti di dedicarsi al controllo e la valutazione dei progetti pubblici iniziati nelle varie regioni.
Su questa stessa linea, il governo è invitato a predisporre un programma rigoroso per il completamento del processo della regionalizzazione avanzata per gestire meglio gli affari locali. È il motivo per cui i consigli eletti hanno il dovere di assumersi pienamente le loro responsabilità con una più grande prossimità con le popolazioni.
Ministero marocchino per Africa:
La decisione del Re Mohammed VI di creare un ministero delegato presso il ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale incaricato degli Affari Africani, costituisce una consacrazione dell'orientamento del Marocco verso l'Africa ed il suo attaccamento alle sue radici africane, traduce, tra l’altro, un grande interesse del Regno alla cooperazione Sud -Sud e tra popoli africani, come pure il suo impegno nella risoluzione delle problematiche africane, tenendo conto delle specificità del continente e gli interessi dei suoi popoli. Negli ultimi cinque anni sono stati firmati oltre 600 accordi di cooperazione tra Marocco e il resto dell’Africa, cosi sono aumentati a più di mille convenzioni bilaterali.
 “A tale scopo, abbiamo deciso la creazione di un ministero delegato presso quello degli Affari Esteri, incaricato degli affari africani, ed in particolare dell'investimento, come pure la predisposizione di due cellule di controllo, una al ministero dell'Interno e l'altra al ministero delle Finanze”, ha indicato il Sovrano. Quest'istituzione già stata creata anche negli anni sessanta del secolo scorso in cui il Marocco era il mecca dei movimenti di liberazione africani, ed era guidata dal defunto Abdelkrim El Khatib.
Da notare che la stessa decisione, che interviene in una congiuntura segnata da una dinamica rinnovata nella Storia delle relazioni marocco-africane, consolidata dal ritorno del Marocco alla sua famiglia istituzionale e le visite storiche del Sovrano nei vari paesi africani, riflette gli sforzi marocchini per promuovere la situazione socioeconomica del continente e superare le grandi problematiche affrontate.
La presenza marocchina in Africa che rappresenta una forza regionale molto credibile e stimata dai vari paesi, illustra l'importanza della creazione di un ministero, avente il compito di rafforzare le relazioni marocco-africane e garantire il proseguimento delle questioni relative agli affari africani, la pace e la sicurezza, la migrazione ed il terrorismo.


lunedì 21 agosto 2017

Rivoluzione del Re e del Popolo in Marocco. Simbolo della liberazione africana dal colonialismo europeo

Tetuan, 21 agosto 2017 - La politica africana adottata dal Marocco non è data di oggi ma risale a decenni prima, ai primi anni dell'indipendenza del Regno, cosi ha ricordato il Re Mohammed VI le costanti che guidano la politica africana del Regno, nel suo discorso pronunciato domenica in occasione della celebrazione del 64imo anniversario della Rivoluzione del Re e del Popolo.
Il nesso era fortissimo tra la Rivoluzione marocchina e i movimenti de liberazione Africani. “La Rivoluzione del 20 agosto” contro il colonialismo “non è stata soltanto un evento rilevante nella Storia del Marocco, ma ha avuto anche conseguenze principali ed estensioni significative nelle sfere maghrebina ed africana”, ha detto il Sovrano, quindi, è grande necessità di farsi nostri i valori di sacrificio, di fedeltà e di altruismo permanente per portare degnamente la torcia di questa Rivoluzione rinnovata sulla scena nazionale e continentale. Cioè, “armati di questi principi e dotati di un senso spinto dal lavoro collettivo saremo in grado di smontare le sfide complesse che ci assalgono, di condurre a buona fine il processo di sviluppo globale, e di consolidare la sicurezza e la stabilità che i popoli della regione auspicano”, ha precisato il Sovrano, ricordando che la politica specificata dal Marocco verso altri paesi africani nel quadro di partenariati Sud-Sud solidali è “una scelta saggia”, coronata dalla conclusione di grandi progetti di cooperazione di sviluppo tra il Regno ed i suoi partner africani.
Fra questi progetti e realizzazioni appaiono i cantieri di gasdotto Nigeria - Marocco, le fabbriche di concime in Etiopia e Nigeria, i progetti di sviluppo a favore delle popolazioni locali, i villaggi di pescatori, ecc.
L'impegno del Marocco, quindi, nel difendere le cause e gli interessi dell'Africa è un orientamento “immutabile” in continuo consolidamento con rassicurazione e  orgoglio.
Nello stesso discorso ha sottolineato il Sovrano che il ritorno del Marocco all'Unione Africana (UA) nel gennaio di quest'anno costituisce una decisione storica ed una grande vittoria diplomatica per il Marocco, rinnovando i suoi ringraziamenti ai paesi africani che hanno sostenuto il Marocco, sperando che gli altri rivedranno le loro posizioni. Il ritorno marocchino all’UA è stato votato dalla stragrande maggioranza.
Poiché l'apertura del Marocco sull'Africa non è stata motivata dal ritorno all’UA, dato che questo ritorno è solo l'inizio della concretizzazione della strategia di partenariato Sud-Sud solidale difesa dal Marocco sul continente. Infatti, questo ritorno è principalmente l'inizio di una nuova tappa che sarà segnata da un lavoro congiunto con tutti i paesi africani per dare corpo ad un vero partenariato solidale ed operare insieme allo sviluppo del continente ed alla soddisfazione delle necessità dei cittadini africani, sottolinea il Sovrano: “Siamo impegnati attualmente a costruire un'Africa sicura di sé stessa, solidale, unita attorno a progetti concreti, aperta sulla sua ambiente”.
In questo senso, il Sovrano si è rallegrato per la decisione degli Stati membri dell'ECOWAS di dare il loro accordo di principio per l'adesione del Marocco a questa organizzazione regionale dell'Africa dell'Ovest, sottolineando che il Regno è determinato ad operare per lo sviluppo solidale a vantaggio dei popoli africani.
Sulla questione di Sahara, il Sovrano ha indicato che se il 2016 è stato anno della fermezza, il 2017 è anno della chiarezza. Una chiarezza con la quale il Consiglio Sicurezza dell'ONU ha ben fatto la sua scelta, registrando nella sua ultima risoluzione d’Aprile scorso il quadro dei negoziati, insistendo sulla necessità di negoziati condotti in uno spirito di realismo, in riferimento al piano d'autonomia del Sahara presentato dal Marocco.
Tale chiarezza ha messo il processo del regolamento dell’ONU sulla buona via e ha sbarrato la strada ai tentativi qui cercano di deviarlo verso un orizzonte sconosciuto.
Il Sovrano, in questo quadro, ha ricordato che molti paesi hanno ritirato il loro riconoscimento all'entità teorica autoproclamata dal Polisario in Algeria e sostengono a questo punto l'opzione dell'autonomia nell’ambito dell’unità e la sovranità del Marocco.
“Oltre al rispetto dei riferimenti che inquadrano il processo di regolamento avviato e la valutazione positiva dell'iniziativa d'autonomia marocchina percepita come un quadro di negoziato valido, è stata data importanza allo stabilimento delle responsabilità giuridiche e politiche che spettano alla parte effettivamente implicata in questo conflitto regionale”, ha ricordato il Sovrano.
Rilevato che la gestione marocchina proattiva della crisi di El-Guergarate (nelle frontiere tra Marocco e Mauritania) condotta con serenità e fermezza, ha portato al fallimento dei tentativi destinati ad alterare la situazione che prevale in nostro Sahara, e di demistificare la chimera intrattenuta dai nemici del Marocco sui sedicenti “territori liberati” dai separatisti del Polisario.

Infine, il Sovrano ha reso omaggio alla diplomazia marocchina per il suo attivismo nel mondo. 

mercoledì 16 marzo 2016

Il Regno del Marocco decide una “riduzione significativa” di componenti civili della MINURSO (comunicato)

Rabat, Martedì, il 16 marzo, 2016 – Dopo le dichiarazioni “inaccettabili” del Segretario Generale dell'ONU, Ban Ki-moon, ed ai suoi atteggiamenti “inammissibili” durante la sua recente visita in Algeri e Tindouf, il governo del Regno del Marocco ha deciso “le misure immediate” particolarmente “una riduzione significativa, tra i giorni che vengono, da una grande parte della componente civile ed in particolare il segmento politico della Missione ONU per il Sahara (MINURSO), l'annullamento del contributo volontario che accorda il Marocco al funzionamento della stessa missione e l'esame delle modalità di ritiro dei contingenti marocchini impegnati nelle operazioni di mantenimento della pace”.
 “Il Regno del Marocco si riserva il diritto legittimo di ricorrere ad altre misure, che potrebbe essere portato a prendere, per difendere, nel rispetto rigoroso della Carta delle Nazioni Unite, i suoi interessi superiori, la sua sovranità e la sua integrità territoriale”, sottolinea martedì un comunicato del Ministero degli Esteri e della Cooperazione.
Dalla stessa fonte, si segnala che “su Altissime istruzioni di Sua Maestà il Re Mohammed VI, il capo della diplomazia marocchino, Salaheddine Mezouar si è reso, il 14 marzo 2016, a New York, per incontrare il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon.
In quest’occasione, precisa il comunicato, il ministro ha consegnato una lettera al Segretario Generale “che espone nei dettagli le proteste ufficiali del Governo marocchino sulle sue dichiarazioni inaccettabili e sui suoi atteggiamenti inammissibili durante la sua recente visita nella regione”.
Nel corso di questo incontro, Mezouar ha fatto parte al segretario generale “della denuncia ferma e del rifiuto totale da parte del Regno del Marocco, del suo popolo marocchino e tutte le sue forze vive, alle sue propositi inammissibili e le sue azioni condannabili sulla questione di Sahara Marocchino, durante la sua recente visita in Algeria”.
Ed insistere: “Le autorità marocchine considerano che tali atteggiamenti sono incompatibili con le responsabilità e la missione di Segretario Generale che lo costringono ad un dovere d'obiettività e d'imparzialità ed al rispetto del referenziale stabilito dagli organi dell'ONU”.
Si è ricordato in particolare a Ban Ki-Moon che il termine “occupazione” utilizzato per qualificare la presenza del Marocco in suo Sahara è “una inezia giuridica ed un errore politico grave”. Infatti, ricorda il comunicato, “nessuna risoluzione del Consiglio di Sicurezza ha utilizzato tale terminologia. L'utilizzo di questo riferimento costituisce così un insulto al popolo marocchino e ad una Nazione che ha acconsentito pesanti sacrifici per recuperare gradualmente la sua indipendenza ed ha difeso la sua integrità territoriale”.
Inoltre si prosegue, “il ricorso al referendum evocato per risolvere questa vertenza regionale è stato spazzato dalla Storia ed scartato dal Consiglio di Sicurezza. Il documento ricorda,  in questo argomento, che dal 2004, “il Consiglio sostiene esclusivamente la ricerca di una soluzione politica negoziata, sulla base del “realismo e dello spirito di compromesso”.
“I tentativi inaccettabili di mascherare lo statuto della zona all'est del dispositivo di difesa, come pure il trattamento selettivo e l'atteggiamento compiacente in relazione alla situazione umanitaria nei campi di Tindouf sono stati anche evocati”, indicano il comunicato, aggiungendo che Mezouar ha ribadito, nel corso di questo incontro, “l'urgenza per il Segretario Generale di non versare nei tentativi svelati e che mirano ad attaccarsi all'iniziativa marocchina d'autonomia che conserva tutta la sua preminenza nelle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza”.
 “A lui è stato chiesto di chiarire pubblicamente le sue posizioni per restaurare un clima di fiducia e di rispetto reciproco”, precisa la stessa fonte.
“Ma, anziché rispettare gli impegni espressi nel corso di questa riunione, il comunicato pubblicato dal Segretariato Generale aggiunge all'offesa iniziale, un nuovo oltraggia al popolo marocchino che non aveva fatto che esprimere spontaneamente il suo rifiuto di fronte a tanti slittamenti e irresponsabilità”, deplora il comunicato del MAEC.
 “Il Regno del Marocco si indigna di vedere il Segretario Generale contestare il diritto legittimo e democratico di un popolo e delle sue forze vive, ad esprimere liberamente le loro opinioni e le loro reazioni”, sottolinea la stessa fonte, interrogandosi “in che modo l'esercizio di un diritto individuale e collettivo consacrato dalla costituzione marocchina costituirebbe un'offesa alla persona del Segretario Generale, soprattutto quando si tratta di una reazione fondata ad propositi ed atti che toccano profondamente ogni cittadino marocchino da nord a sud?”.
Il comunicato si è ugualmente interrogato “come si può a questo livello di responsabilità ridurre l'Organizzazione delle Nazioni Unite all'affetto personale del segretario generale?”, sottolineando che di fronte a questa “deriva pericolosa”, il governo del Regno del Marocco ha deciso di prendere le misure immediate cioè “una riduzione significativa, tra i giorni che vengono, da una grande parte della componente civile ed in particolare il segmento politico della MINURSO, l'annullamento del contributo volontario che accorda il Marocco al funzionamento della MINURSO e l'esame delle modalità di ritiro dei contingenti marocchini impegnati nelle operazioni di mantenimento della pace”.


venerdì 15 maggio 2015

EXPO MILANO 2015: CELEBRAZIONE DELLA GIORNATA NAZIONALE DEL REGNO DEL MAROCCO IL 23 MAGGIO


In occasione dell’organizzazione dell’Esposizione Universale di Milano 2015, il Regno del Marocco ha installato un Padiglione degno della Storia del Marocco e delle sue tradizioni, che gli permetterà di presentare, al pubblico di questo evento, le bellezze del Regno e della sua cultura.
La giornata nazionale del Marocco all’Expo di Milano 2015 si terrà il 23 maggio 2015, sotto la Presidenza di Sua Altezza Reale la Principessa Lalla Hasnaa.
Il programma di questa giornata prevede un alzabandiera marocchino accompagnato dall’inno nazionale, nonché delle attività culturali sia nel Padiglione del Regno sia in tutto lo spazio dedicato all’Esposizione Universale di Milano 2015.
I membri della comunità marocchina sono invitati a partecipare a questa importante giornata dedicata al Regno del Marocco e alla sua cultura. La partecipazione è volontaria, attraverso l’acquisto dei biglietti di accesso all’EXPO.
Tutte le informazioni utili riguardo il Padiglione del Marocco à EXPO 2015 possono essere trovate sul sito web ufficiale del Padiglione http://www.maroc-milan2015.com oppure sul sito web dell’Ambasciata del Regno del Marocco a Roma: http://www.ambasciatamarocco.it
Sarà inoltre possibile seguire le attività del Padiglione del Regno del Marocco sui social network seguenti:

Facebook: Moroccoexpo2015
Twitter: Moroccoexpo2015
Instagram: Moroccoexpo2015

martedì 20 gennaio 2015

Marocco/Arabia Saudita, Re Mohammed VI riceve Capo Intelligence saudita

Fes 20 gennaio 2015 - Il Re Mohammed VI del Marocco ha ricevuto, lunedi, a Fes, il Principe Khaled Ben Bandar Ben Abdelaziz, Capo dei Servizi di Intelligence del Regno d’Arabia Saudita che ha trasmesso al Sovrano un messaggio del Re Abdellah Ben Abdelaziz Al Saoud al Re. Il Principe era accompagnato dai suoi stretti collaboratori e dall’ambasciatore Saudita in Marocco, Abderrahmane Mohamed El Jadii.

All’incontro era presente il Direttore Generale degli Studi e della Documentazione, Mohamed Yassine Mansouri.

giovedì 25 dicembre 2014

Il Marocco un partner da considerare di più

Esiste un paese nel Mediterraneo che non conosce crisi da oltre 10 anni e che ha trasformato la minaccia dell’instabilità derivante dall’affermarsi della “Primavera Araba” alle sue porte, in un’opportunità per favorire – con l’approvazione di una nuova costituzione - il rafforzamento dell’autonomia del Governo e offrire maggiori competenze legislative al Parlamento?
Esiste ed è un regno: il Regno del Marocco.
Sotto la guida di Re Mohammed VI il Paese, che gode di una posizione strategica di rilievo trovandosi al crocevia tra Africa, Europa e Medio Oriente, sta riuscendo a dispiegare appieno le sue potenzialità e continua a crescere ininterrottamente dal 2003, affermandosi progressivamente come porta d’accesso all’Africa.
I dati relativi all’interscambio tra il Marocco ed il resto dei Paesi nel continente africano, negli ultimi undici anni, registrano infatti una crescita ad un tasso medio annuo del 13% raggiungendo nel 2013 quasi 36 miliardi di dirham (pari a 3,2 miliardi di euro).
Le riforme realizzate negli ultimi anni hanno sicuramente prodotto significativi miglioramenti dell’ordinamento economico, sia attraverso il rafforzamento dei diritti di proprietà e la riforma della normativa sul lavoro e sia attraverso il miglioramento del sistema di supervisione del settore bancario e la liberalizzazione dei comparti dell’energia e delle telecomunicazioni.
Tutto ciò si è tradotto in una rapida crescita del tessuto produttivo con la nascita di nuove aziende e in un afflusso di capitali stranieri che vedono nel Marocco un Paese in grado di garantire le opportunità e le garanzie necessarie per poter fare affari. A dimostrarlo sono ad esempio i dati UNCTAD relativi agli investimenti diretti esteri nel 2013 che registrano – in controtendenza rispetto al dato regionale del Nord Africa – una crescita del 24% e ammontano a circa 2,9 miliardi di euro.
Le autorità marocchine sono costantemente impegnate nel favorire e incentivare l’attrazione di investimenti stranieri.
In base alle normativa locale, ad esempio, le società di diritto marocchino possono essere costituite da capitale al 100% straniero ed i proventi delle attività delle società estere in Marocco possono essere liberamente trasferiti all’estero, dopo verifica da parte dell’Office des Changes sull’avvenuto pagamento dei crediti a fornitori e dipendenti locali e delle imposte e per quanto riguarda l’Italia, la Convenzione contro la doppia imposizione è stata sottoscritta già nel 1972.
Vanno menzionati inoltre i costi competitivi che il paese offre in termini di manodopera con un salario medio di 375 euro mensili pur potendo contare su una popolazione giovane, qualificata e aperta al mondo: oltre il 64% della popolazione marocchina è al di sotto dei 34 anni e nel paese la conoscenza delle lingue straniere e delle nuove tecnologie è diffusa.
Anche i costi di esportazione che ricomprendono tutte le spese associate al completamento delle procedure di esportazione delle merci, sono molto competitivi e ammontano a 443 euro per container.
Per quanto riguarda i rapporti bilaterali, nell’ultimo anno l’interscambio, in crescita del 12%, si è attestato a 2,18 miliardi di euro e ha quasi raggiunto i livelli pre-crisi (nel 2008 il valore era 2,29 miliardi di euro).
L'Italia è il 6° fornitore estero per il Marocco, con una quota del 5,3% nel 2013, mentre nell’anno che volge al termine, fino a settembre si registra una flessione nell’interscambio tra i due Paesi e nelle esportazioni italiane verso il Marocco (- 6,2%) mentre sono in aumento del 5,2% le importazioni di prodotti marocchini in Italia.
Una cosa è certa quindi come conferma nel numero di novembre di “Diplomazia economica” anche il nostro Ambasciatore a Rabat, Roberto Natali:
“Esiste un ampio margine di crescita per la presenza della nostra imprenditoria anche perché, in generale, ho riscontrato una forte domanda di Italia. Non vanno sottovalutati l’interesse marocchino ad ampliare e diversificare i propri legami politici e commerciali, né la riconosciuta eccellenza italiana in specifici settori.”
L’Amb. Natali e il Direttore dell’ICE di Casablanca, Giovanni Bifulco sono stati impegnati lo scorso mese di ottobre nell’organizzazione della Missione di Sistema italiana in Marocco che ha previsto l’organizzazione di un Forum Economico a Casablanca e i successivi incontri business to business tra imprenditori italiani e locali.
La missione guidata dal Vice Ministro dello Sviluppo economico, il “globetrotter” Carlo Calenda, ha visto oltre ai rappresentanti istituzionali, la partecipazione di oltre 70 aziende italiane e 6 gruppi bancari proprio con l'obiettivo di approfondire le opportunità di business in particolare nei settori agroindustria, materiali e macchinari da costruzione, automotive e sanitario perché come ha affermato proprio Calenda: “Abbiamo un gap da recuperare e il Marocco è oggi il Paese strategico per le imprese italiane”.
Da quanto abbiamo avuto modo di approfondire sicuramente non si può dar torto al Vice Ministro che ha inoltre confermato a Casablanca un impegno promozionale sempre maggiore nel paese per far conoscere le nostre eccellenze.
Un altro evento di portata inferiore ma significativo e rappresentativo dell’interesse che le nostre imprese nutrono per il paese e al contempo dell’interesse da parte delle autorità locali a potenziare la qualità della partnership e a diversificare le opportunità di networking con la nostra comunità imprenditoriale, è stato il 16° Breakfast organizzato lo scorso 11 dicembre dallo Studio Legale Associato Nunziante Magrone presso la prestigiosa sede di Piazza di Pietra a Roma, dedicato proprio al Marocco.
Il rinnovato appuntamento con la regia di Gianmatteo Nunziante, partner dello Studio, ha visto la partecipazione, tra gli altri anche dell’Ambasciatore del Regno del Marocco in Italia, Hassan Abouyoub che nel suo intervento ha ricordato come oggi è il momento opportuno per fare un salto di qualità nel partenariato in considerazione delle evoluzioni della regione a livello geopolitico e della Direttrice dell’Ufficio di Roma dell’Agenzia marocchina per lo sviluppo degli Investimenti - AMDI, Yasmine Sbihi.
L’AMDI rappresenta un partner istituzionale fondamentale e la Dott.ssa Sbihi nel suo intervento ha fatto una panoramica sulle diverse opportunità offerte dalle ambiziose strategie di crescita settoriale pluriennale lanciate dal governo e ribadite anche dalla finanziaria per il 2015 che offrono opportunità concrete nei diversi settori su cui punta il paese (Edilizia, Energie Rinnovabili, Industria, TLC, IT, Pesca, Agricoltura e Agroindustria, Finanza e Logistica). Altro elemento chiave della strategia marocchina è naturalmente la fitta rete di accordi di libero scambio già in essere (ad esempio quello con gli Stati Uniti attivo dal 2005 o quello con la Turchia dal 2008) o in via di negoziazione (ad esempio con il Canada).
Per quanto riguarda l’Unione Europea invece il Marocco può contare sull’Accordo di Associazione dal 1996, mentre dal 2008 può contare sullo “status avanzato” che garantisce un rafforzamento delle relazioni sul piano politico e economico e testimonia la fiducia negli sforzi compiuti dal paese con le riforme intraprese.
Durante l’evento e i diversi interventi è emerso come negli ultimi anni si è assistito anche ad un importante sviluppo delle infrastrutture nel paese con la realizzazione e/o il potenziamento di 15 aeroporti internazionali, il potenziamento del Trasporto Urbano all’interno delle principali città, quello della rete autostradale e il ruolo sempre più importante del Porto di Tangeri simbolo di apertura nei confronti del Mediterraneo e della sua piattaforma logistica integrata.
Naturalmente, il Paese nonostante lo sviluppo economico costante di questi anni, soffre ancora di numerose criticità: disoccupazione elevata (9,2 %), povertà (PIL procapite medio annuo di 5.420 dollari nel 2013), analfabetismo (circa il 28 % della popolazione), un settore economico “informale” (sommerso) molto ampio, corruzione, violazione della proprietà intellettuale, infaffidabilità di alcuni operatori economici locali, lentezza della giustizia.

Tutto il mondo è paese verrebbe da dire e come ovunque crescita economica non significa automaticamente benessere sociale. Non si può non riconoscere come gli sforzi fatti finora dalla spinta riformatrice di Re Mohammed VI pur con tutti i limiti, abbiano già avuto delle risposte con un ricollocamento importante e sostanziale del paese sul piano regionale e internazionale e sarebbe ipocrita, da nostra prospettiva, non affermare quanto è importante continuare a puntare al rafforzamento delle relazioni bilaterali.
Le istituzioni e la classe imprenditoriale italiana saranno in grado di far fare il salto di qualità alle relazioni italo-marocchine?


Fonte: a cura di Exportiamo, di Antonio Passarelli, redazione@exportiamo.it