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venerdì 17 gennaio 2020

Aperti cinque consolati africani in Sahara Marocchino


Dopo Costa d’Avorio, Gambia e Unione delle Comore, ecco Guinea e Gabon hanno aperto venerdì i loro Consolati generale a Dakhla e a Laayoune in Sahara Marocchino.
La cerimonia d’inaugurazione della rappresentanza guineana è stata presieduta dal ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini Residenti all’Estero, Nasser Bourita, e dal suo omologo guineano, Mamadi Touré. Mentre quella del Gabon è stata presieduta da Nasser Bourita, e dal suo omologo gabonese, Alain-Claude Bilie-By-Nze.
L’apertura del consolato Guineano a Dakhla riflette una specificità particolare nelle relazioni bilaterali storiche distinte tra Marocco e Guinea, che si sono ben rafforzate grazie alle visite del Re Mohammed VI a Conakry nel 2014 e 2017 e alle visite del Presidente Alpha Condé in Marocco negli ultimi anni, ha sottolineato Bourita in una conferenza stampa congiunta con il suo omologo guineano.
Rabat e Conakry hanno instaurato relazioni basate su solide basi storiche, forti legami umanitari e intese su tutte le questioni regionali, ha proseguito Bourita, notando che la Guinea ha sempre avuto una posizione costante, chiara e positiva sulla questione del Sahara marocchino, così come ha sempre sostenuto le legittime posizioni del Regno intorno al suo Sahara.
“La Guinea è sempre stata al fianco del Marocco in tutte le sue azioni diplomatiche in seno all'Unione Africana (UA) e all'ONU”, ha spiegato, affermando che “l'apertura oggi di un consolato si inserisce in linea con queste posizioni costanti, sin dall'inizio di questo conflitto regionale artificiale intorno alla Marocchinita del Sahara”. Il presidente della Repubblica di Guinea, Alpha Condé, ha svolto un ruolo importante nel ritorno del Marocco all’UA, quando era il presidente di tale organizzazione, ha proseguito Bourita.
Il ministro ha inoltre affermato che l’apertura del consolato consentirà di interagire con la comunità guineana, di sviluppare le relazioni economiche e commerciali e di sostenere la presenza degli studenti guineani nella regione.
Al di là della sua portata politica e diplomatica, l’apertura di questa rappresentanza costituisce un mezzo di interazione economica, partendo dal fatto che la città di Dakhla costituisce un autentico collegamento tra il Marocco e la sua profondità africana, ha proseguito il ministro.
La dinamica dell’apertura di queste rappresentanze diplomatiche è un chiaro messaggio rivolto dal Marocco a coloro che desiderano trovare una soluzione nel quadro della piena sovranità marocchina sulle sue province meridionali e l’integrità territoriale del Regno, dal momento che la marocchinita del Sahara si consolida ogni giorno, attraverso posizioni diplomatiche e misure giuridiche, come l’apertura di consolati, le continue dichiarazioni positive di paesi aventi peso e le risoluzioni del Consiglio di sicurezza”, ha osservato.
Da parte sua, il ministro degli Esteri guineano Mamadi Touré ha sottolineato che la decisione di aprire un consolato generale a Dakhla è un atto sovrano della Guinea, che concretizza ancora una volta le posizioni costanti del suo paese nei confronti del Sahara del Marocco sia in seno all’ONU, all’Unione africana (UA) che in altre sedi internazionali e che l’apertura s’iscrive nella continuità del rafforzamento delle relazioni bilaterali al servizio degli interessi comuni dei due Paesi.
La rappresentanza diplomatica avrà la missione di vigilare sul benessere dei cittadini guineani e di difendere i loro interessi nelle province meridionali del Regno, ha proseguito Turé, sottolineando che l’apertura di questo consolato è “un esempio concreto” delle relazioni di cooperazione “distinte” tra Marocco e Guinea.

venerdì 10 gennaio 2020

Gambia apre un consolato generale in Sahara Marocchino


Dopo Costa d’Avorio e l’Unione delle Comore, la Repubblica del Gambia ha aperto suo consolato generale in sud del Marocco a Dakhla. La cerimonia dell'inaugurazione è stata presieduta proprio  dal ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini Residenti all'Estero, Nasser Bourita, e dal suo omologo gambiano, Mamadou Tangara. L'apertura si inserisce in linea dritta con la posizione costante di questo paese africano rispetto alla questione del Sahara marocchino, ha affermato Bourita nella conferenza stampa congiunta con il suo omologo gambiano.
Gambia ha sempre sostenuto la legittimità internazionale e i diritti storici del Regno in tutte le sedi regionali e internazionali, ha spiegato. Inoltre, ha sottolineato l'importanza di questo evento nella storia delle relazioni solide e storiche tra Marocco e Gambia, relazioni che hanno conosciuto una grande evoluzione negli ultimi anni, ricordando in tale contesto la prossima riunione della commissione mista a Banjul, dove una serie di convenzioni saranno firmate in diversi settori.
Molti paesi manifestano il loro interesse ad aprire rappresentanze diplomatiche nelle province meridionali, per esprimere il loro sostegno alla marocchinita del Sahara, ha osservato, facendo sapere che altri consolati saranno aperti a Dakhla e Laayoune da paesi africani e non africani.
L'apertura del consolato gambiano a Dakhla e quello dell'Unione delle Comore a Laayoune conferma che la marocchinita del Sahara è irreversibile, ha voluto precisare Bourita, sottolineando che, come altri consolati hanno sede a Marrakech, Casablanca o Tangeri, “è normale che tali rappresentanze diplomatiche siano presenti nelle province sud del paese nell'ambito della sovranità del Marocco”. Questa decisione rafforza anche la dinamica positiva della causa nazionale sulla scena internazionale grazie al costante sostegno espresso da diversi paesi al Marocco.
Oltre alla sua portata politica, l'apertura di queste rappresentanze diplomatiche costituisce una leva per lo sviluppo di scambi commerciali ed economici tra il Marocco e questi paesi, ha detto, notando che questi consolati svolgeranno un ruolo importante nel rafforzamento delle relazioni tra il Regno ed Africa e che, attraverso la città di Dakhla, sarà un vero polo economico nel sud del Marocco.
La città di Dakhla costituisce un vero e proprio trait d’union tra il Marocco e la sua profondità africana, ha continuato Bourita, sottolineando che questa città è dotata di alti istituti di formazione professionale che potranno essere messi a disposizione dei fratelli africani per beneficiare dell'istruzione e di tirocini in settori di interesse comune, in questo caso la pesca marittima, il turismo e l'agricoltura.
Da parte sua, il ministro gambiano degli Affari Esteri ha sottolineato che la decisione del suo paese di aprire un consolato generale a Dakhla è un atto di sovranità conforme alle regole e agli usi diplomatici, aggiungendo che tale atto si inserisce nella logica proseguita da Gambia sin dalla sua indipendenza, vale a dire il riconoscimento del Marocco e del suo Sahara. In tale contesto, ha ribadito la posizione del Gambia che “non ha mai sofferto di ambiguità sulla questione del Marocco e dell’integrità territoriale del Marocco”. Tangara ha inoltre accolto con favore il fatto che tale apertura costituisca un “evento storico”, dato che Gambia è il primo paese africano ad aver aperto una rappresentanza diplomatica in questa città, notando che è solo l'inizio di una forte dinamica di cooperazione tra i due paesi, in particolare dopo l'apertura di un'ambasciata a Rabat e di un consolato onorario a Casablanca.
Il Regno del Marocco esercita effettivamente la sua sovranità sul Sahara e la decisione del Gambia di aprire una rappresentanza consolare in questa regione del Regno si inserisce nel quadro delle posizioni espresse da questo Stato in seno all’Assemblea generale dell’ONU e ad altri forum internazionali che sostengono l’integrità territoriale del Marocco, ha insistito. Il capo della diplomazia gambiana ha sottolineato che “qualsiasi critica a questa decisione rappresenta un’ingerenza nelle relazioni diplomatiche tra due paesi africani sovrani, Marocco e Gambia”.
Lo scorso giugno la Costa d'Avorio ha aperto un consolato onorario a Laayoune e a dicembre l'Unione delle Comore ha inaugurato suo consolato generale nella stessa città.


martedì 20 marzo 2018

Il Re Mohammed VI al Forum Crans Montana a Dakhla: “Per progredire, l'Africa deve riunire tutta sua energia”


I lavori della quarta edizione del Forum Crans Montana (FCM), iniziati venerdì 16 marzo a Dakhla, in Marocco, sono proseguiti a bordo della nave da crociera Gnv Rhapsody fino al 20 marzo. Con il patrocinio di Re Mohammed VI, il Forum Crans Montana riunisce un migliaio di partecipanti e personalità da un centinaio di paesi, oltre a rappresentanti di diverse organizzazioni internazionali e regionali. All'ordine del giorno del forum, numerose conferenze sui corridoi di trasporto marittimo e sulla lotta contro i cambiamenti climatici nei piccoli stati insulari in via di sviluppo.
La cerimonia d’apertura è stata segnata dal messaggio inviato dal Re Mohammed VI ai partecipanti, e di cui lettura è stata data dal presidente della regione di Dakhla-Oued Eddahab, Ynja Khattat.
“Il Marocco fa della cooperazione sud-sud un vettore dell'emergenza di una Africa nuova, fiduciosa nelle sue potenzialità ed aperta sull'avvenire”, afferma il messaggio Reale, sottolineando che si tratta di un impegno costituzionale “iscritto in lettere d’oro nella norma suprema del Regno”. “Il Marocco ha sviluppato un vero modello innovante di cooperazione sud-sud che si basa sullo scambio di conoscenze, di competenze, di perizie e di risorse, associando l'insieme delle sotto-regioni del continente e dei settori pertinenti”, sottolinea il Sovrano.
La cooperazione marocchina integrata e pluridimensionale conta, in 15 anni, oltre 1.000 accordi firmati con 28 paesi africani. “L'offerta marocchina era unica nel suo genere nella misura in cui mette l'umano al centro delle sue preoccupazioni e coniuga l'economico ed il sociale, il culturale ed il cultuale, la sicurezza ed il militare”, continua il Re Mohammed VI indicando che la cooperazione marocchina sud-sud si esprime su un insieme di problematiche in linea con la stabilita e lo sviluppo d’Africa in cui, oltre al clima, la migrazione è ben presente.
“Il fenomeno migratorio costituisce un'opportunità e non una minaccia”, ha sottolineato ancora il Sovrano, notando che la crisi migratoria attuale “non deve essere vissuta come una fatalità” e che richiede poi ad un rafforzamento della cooperazione, in primo luogo tra paesi africani, coi paesi del nord.
Quanto alla lotta contro gli effetti devastatori dei cambiamenti climatici, il Sovrano ha, così, invitato i paesi del nord del pianeta a mantenere gli impegni rinnovati a Marrakech, in occasione della COP22, particolarmente in materia di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra e di finanziamenti delle strategie climatiche dei paesi del Sud.
“Per progredire, l'Africa deve riunire tutta sua energia e deve adottare partenariati innovatori reciprocamente fruttuosi” ha insistito il Re Mohammed VI, lanciato appello agli “africani e le africane, e particolarmente i giovani, a mobilitarsi, in modo risoluto e determinato, per smontare le sfide lancinanti alle quali confrontato il continente e per iscriversi nel dinamica virtuosa della crescita condivisa”.
Il Marocco “tiene ugualmente a attuare dei progetti strategici di alto livello”, citando come esempio “il gasdotto Africano Atlantico di cui l'obiettivo è di rifondere il mercato regionale dell'elettricità o ancora l’installazione di unità di produzione di fertilizzati con l'Etiopia e la Nigeria”.È proprio in questa prospettive di condivisione reciprocamente vantaggiosa e di consolidamento delle partnership sotto-regionali esistenti che si iscrive il ritorno del Marocco in seno alla sua famiglia istituzionale, l'Unione africana.
In questa occasione l’ex presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha affermato che “il ritorno del Marocco all’Unione africana è molto importante per il Marocco, che ha la vocazione di paese ponte fra l’Europa e l’Africa, ma lo è anche per il continente, perché è un’economia moderna, un paese stabile e democratico che ritorna sulla scena africana. Il Marocco spicca in questo senso come un “elemento importante” per il quale il fallimento dell’Africa finirebbe per essere il “dramma dell’Europa”, mentre il suo successo potrebbe significare invece la “sopravvivenza” del vecchio continente.
 “Quello che il Marocco sta realizzando è davvero unico, in particolare se consideriamo gli ultimi 15 anni, durante i quali il mondo arabo-musulmano non è stato risparmiato e il Mediterraneo è stato devastato”, ha osservato Sarkozy, chiedendosi: “Quali paesi possono vantare negli ultimi 15 anni di aver mantenuto la stabilità, l’apertura, il progresso e la modernità nonostante le difficoltà, le crisi, le prove e i fallimenti, chi può affermare di eguagliare la stabilità marocchina degli ultimi anni? Chi può dire d’aver avuto la possibilità di parlare in modo rivoluzionario, nel vero senso della parola, della modifica della Costituzione, del progresso della democrazia, dell’apertura alle forze politiche marocchine nella loro diversità? Il Marocco forte e stabile” che “per la propria posizione politica, storica e geografica, ha un ruolo di grande importanza”.
Nicola Ciraci presidente del gruppo di amicizia parlamentare Italia/Regno del Marocco che guida la delegazione italiana al FCM ha portato suo contributo intervenendo sul tema dell’immigrazione, il rinsaldamento dei rapporti tra i vari paesi del mediterraneo per rilanciare l’euro-mediterraneo come luogo di unità politica”.
Il Forum Crans Montana, con la sede a Ginevra, è un'organizzazione internazionale che opera a incoraggiare la cooperazione internazionale e la crescita globale e promuovere un alto livello di stabilità, di equità e di sicurezza.

mercoledì 23 marzo 2016

Marocco. A Dakhla Forum Crans Montana sceglie nuovi leader del futuro 2016

Dakhla 23 marzo 2016 – I premi del Forum Crans Montana dei nuovi leader del futuro per 2016 sono stati consegnati ai vincitori in occasione di una cerimonia organizzata domenica nel quadro 27esimo della sessione del forum tenutasi a Dakhla in Marocco (dal 17 al 22 marzo).
Una quarantina di giovani, di cui dieci Marocchini, rappresentanti di istituzioni governative, imprese, ONG, del cinema, della moda, stampa e dei diritti dell'uomo hanno così ricevuto questa distinzione prestigiosa.
I nuovi leader del futuro del FCM sono una Comunità unica di giovani decisionali dell'Africa, del mondo Arabo, dell'Europa orientale, d'Asia centrale, di Sudamerica e di Estremo Oriente, scelti per il loro successo professionale eccezionale e la loro esperienza di leadership nell'ambito di imprese e di governi.
Secondo gli organizzatori, i nuovi leader del futuro beneficiano del sostegno del FCM per rafforzare le loro reti regionali ed internazionali, nell'ambito della cooperazione Sud-Sud che il forum non ha avuto tregua di promuovere come una dimensione essenziale di un dialogo internazionale rinnovato.
I nuovi leader saranno invitati a partecipare all'insieme dei forum proposti nel Programma Ufficiale per una durata di tre anni e beneficiano di opportunità eccellenti di riunioni con grandi istanze decisionali della vita politica e degli affari. Insieme, formano una potente Comunità che lavorerà per il mondo futuro e raccoglierà le principali sfide del 21mo secolo.
Beneficeranno in occasione di questa 27ma sessione del forum in particolare di una formazione a bordo della nave di crociera GNV, che ospiterà i lavori del forum a partire da questa domenica e parteciperanno alle tre prossime edizioni del FCM.

Il Segretario Generale dell'Unione della Gioventù di Sakia Al Hamra-Oued Eddahab, Mansour Lambarki, che fa parte dei nuovi leader del futuro 2016 scelti dalla FCM, ha detto che questa distinzione onora la gioventù marocchina, sottolineando che i giovani di Sahara marocchino possono rappresentare il Marocco in migliore modo nei vari forum internazionali. Per il giornalista saharawi, Bneita Abbassi, questa distinzione apre la via ai giovani per contribuire alla costruzione di un mondo migliore. Costituisce anche l'incoronazione di un percorso accademico e professionale dei vincitori, ha precisato.

lunedì 16 marzo 2015

MAROCCO. Crans Montana Forum a Dakhla; premiazione talenti giovani africani e nascita di Club Africa Atlantica

DAKHLA. Si è conclusa a Dakhla (Marocco), ieri, la 30ma edizione del Crans Montana Forum (FCM)  sul tema “Africa e la cooperazione Sud-Sud”, evento patrocinato dal Re Mohammed VI, al quale hanno preso parte 112 paesi, a questa occasione, soddisfatto del successo, il presidente fondatore del Forum, Jean Paul Carleton ha detto che “La partecipazione di 800 personalità rappresentanti di 112 paesi al Forum Crans Montana e la perfetta organizzazione illustrano che il Marocco è un paese apprezzato e rispettato nel mondo”.
Alla conclusione il FCM ha premiato diverse personalità internazionali come l'ex presidente dell’Estonia, Arnold Rutel, l'ex capo del governo spagnolo, Jose Luis Rodriguez Zapatero, il segretario generale aggiunto dell'ONU, Philipe Douste Blazy, l’ex ministro francese dell'Ecologia e lo sviluppo duraturo, Jean Luis Borlo e la presidente del Consiglio Economico Sociale e Ambiente del Senegal , Aminata Tall.
Sono stati nominato in qualità di “Nuovi leader del futuro” una trentina di giovani marocchini attivi in diversi settori nel sud del Marocco e una quarantina di africani che saranno accompagnati tutti dal FCM per tre anni per sostenergli a consolidare le loro reti e relazioni regionali ed internazionali. Il FCM dei Giovani Nuovi leader del Futuro è una comunità unica di giovani africani, arabi, europei, asiatici, americani selezionati a base del loro successo professionale eccezionale e la loro esperienza di leadership imprenditoriale e di governo.
L’edizione di Dakhla ha conosciuto, inoltre, la nascita del Club dell'Africa Atlantica dedicato allo sviluppo e alla cooperazione regionale per riunire i principali protagonisti del mondo degli affari, politica e la finanza. Il primo incontro è fissato per 13 giugno prossimo a Bruxelles.
L’evento che costituisce un riconoscimento alle aspettative africane con la partecipazione di ben 36 paesi, cioè la maggioranza dell’Unione Africana è stato organizzato dall’internazionale Forum Crans-Montana in partenariato con l’ISESCO (Islamic Educational Scientific and Cultural Organization), l’OCI, e l’UNESCO.

sabato 14 marzo 2015

Marocco: Grande successo del Crans Montana Forum a Dakhla

DAKHLA (Marocco), 14 MARZO - Gli abitanti di Dakhla, in Marocco, hanno accolto il 12 al 14 marzo con grande fierezza i partecipanti alla 30isima edizione del “Crans Montana Forum”, sul tema “Africa e la cooperazione Sud-Sud”, patrocinata dal Re del Marocco, Mohammed VI.
Hanno partecipato ben 112 Stati, trentasei africani, 30 asiatici, 31 europei e 15 americani, oltre a 20 organizzazioni regionali e internazionali, per un totale di 800 persone in cui un centinaio tra Capi di Stato, Capi di governi, ministri, presidenti di parlamento e parlamentari, rappresentanti della società civile, aziende e privati e la mass media internazionale.
L’apertura dei lavori era caratterizzata dal Messaggio del Re Mohammed VI in cui si è congratulato con i partecipanti per la scelta pertinente del tema centrale del Forum, sottolineando che Dakhla, oltre ad essere una città-piattaforma di scambi multiforme tra l’Atlantico, Maghreb e il Sahel, è chiamata ad aver una posizione centrale nel futuro hub economico africano che sarà dedicata al servizio della pace e della stabilità sub sahariana”, Il sovrano ha fatto sapere che attraverso il nuovo modello di sviluppo  delle regioni del Sahara, che procede da una visione politica ambiziosa a favore di nuova generazione di riforme istituzionali basate sulla regionalizzazione avanzata, il Regno aspira a mettere in valore le specificità locali di suoi territori, promuovere la buona gouvernance locale e sviluppare le politiche pubbliche regionali garanti dell’efficacia e l’intervento dello Stato e del suo partenariato con le collettività locali”.
Rafforzare lo sviluppo economico in Africa, aprendo alla cooperazione Sud-Sud e con un nuovo approccio alle relazioni internazionali, sono gli argomenti affrontati nella prima giornata.
Tra i partecipanti alla prima sessione dei lavori, il sottosegretario alle Nazioni Unite, Philippe Douste Blazy, il presidente del Crans Montana Forum, l'ambasciatore Jean-Paul Carteron, il direttore generale dell'Isesco, Abdelaziz Altwaijri, l'ex primo ministro spagnolo, José Luis Zapatero, il reverendo Usa, Jesse Jackson.
In un mondo strappato dai conflitti, dalla minaccia del terrorismo, “si cerca di dare un messaggio di speranza, che può venire dai Paesi africani che, nonostante gli anni di colonizzazione, e le proprie sofferenze, sono riusciti a mantenere i propri valori e ideali. Non a caso il tema del forum è “Insieme per un mondo migliore”, ha sottolineato il presidente del Crans Montana, Carteron. “Il Marocco - ha aggiunto - spiana la strada in questo contesto per la stabilità”.
I partecipanti hanno anche evidenziato la necessità di migliorare il clima per gli investimenti stranieri e garantire sicurezza ai partner industriali e finanziari, senza dimenticare il ruolo fondamentale che possono avere le donne. “Il futuro dell'Africa dovrebbe essere affidato a loro”, ha detto Zapatero. E ha aggiunto che “Le frontiere e le bandiere non possono costituire barriere per le differenze”. Il contributo alla crescita delle donne e le loro responsabilità sociali sono uno dei temi in discussione al convegno che affronta anche altri argomenti quali l'importanza di promuovere il dialogo fra Africa, Maghreb ed Europa; le nuove forme di cooperazione per prevenire le minacce alla salute; il settore alimentare e lo sfruttamento di quello della Pesca; il turismo come la forma migliore per lo sviluppo economico, l'integrazione e il progresso sociale.
Il reverendo americano Jesse Jackson, presidente e fondatore della Rainbow Push Coalition e ospite d’onore all’edizione 2015 del Forum, ha elogiato “il ruolo d’avanguardia svolto dal Marocco in termini di coesistenza tra le religioni”. “Alla stregua di Gerusalemme, il Marocco costituisce un crocevia di monoteismi: l’ebraismo, il cristianesimo e l’islam”, ha detto il reverendo Jackson, figura di spicco nella lotta per i diritti civili degli afro-americani. Il reverendo ha inoltre sottolineato che il forum internazionale di Dakhla è l’occasione per “prendere spunto dall’esperienza avanguardista di questo Paese”, definito come “stabile in un mondo in continuo cambiamento.
L’evento organizzato dall’internazionale Forum Crans Montana in partenariato l'ISESCO (Islamic Educational Scientific and Cultural Organization), una istanza dell'OCI, e l'UNESCO, costituisce un riconoscimento alle aspettative africane con la partecipazione di ben 36 paesi africani la stragrande maggioranza  dell'Unione Africane.

La località di Dakhla è stata scelta per la sua posizione strategica e offre, sottolineano gli organizzatori, uno straordinario modello di sviluppo economico e sociale, essendo l'hub regionale tra il Maghreb, l'Africa sub-sahariana e l’Atlantico. 

martedì 4 febbraio 2014

Cooperazione: Italia-Marocco, firmato gemellaggio tra comuni di Liveri (Na) e Dakhla

Dakhla 04 febbraio 2014- E’ stato firmato oggi l’accordo di gemellaggio tra la città marocchina di Dakhla e Liveri, comune italiano della provincia di Napoli. La firma è avvenuta in Marocco alla presenza del presidente del consiglio comunale di Dakhla, Sidi Slouh Joumani e dal sindaco di Liveri, Raffaele Coppola. L’accordo ha come obiettivo quello di rafforzare la cooperazione e lo scambio di esperienze economiche, culturali e turistiche tra le due città.
Il sindaco Coppola ha sottolineato che questo gemellaggio “interviene nell’ambito degli sforzi degli immigrati marocchini residenti in Italia per favorire il ravvicinamento tra il popolo marocchino e il quello italiano”.
Il presidente del consiglio del comune marocchino, Sidi Slouh Joumani, ha evidenziato l’importanza di questo accordo “che permetterà alla sua città di usufruire dell’esperienza della città italiana nell’aspetto turistico e culturale”, aggiungendo che “una delegazione di Dakhla visiterà prossimamente Liveri”.
La visita a Dakhla è stata, inoltre, l’occasione per la delegazione, composta anche dai membri della giunta del comune napoletano di conoscere i progetti socio-economici e culturali in corso nella regione Oued Eddahab-Lagouira.