domenica 18 novembre 2018

Il Re Mohammed VI nomina i presidenti del Consiglio della Concorrenza e della CNDP


Il Re Mohammed VI ha ricevuto e ha nominato sabato 17 novembre al Palais Royal di Rabat, Driss Guerraoui presidente del Consiglio della Concorrenza.
In questa occasione, il Sovrano ha sottolineato l'importanza delle missioni del Consiglio della Concorrenza dalla Costituzione e dalla legge, cosa che ne fa un'istituzione indipendente, incaricata di garantire la trasparenza e l'equità nelle relazioni economiche, in particolare attraverso l'analisi e la regolazione della concorrenza sui mercati, il controllo delle pratiche anti-concorrenziali e delle operazioni di concentrazione economica e di monopolio.
A tale riguardo, il Re ha dato i Suoi Alti orientamenti al nuovo presidente, ed attraverso lui all'insieme dei membri del Consiglio della Concorrenza, per far in modo che quest'istituzione compii interamente le sue missioni a piena indipendenza e neutralità, e contribuire al consolidamento della buona gouvernance economica ed al rafforzamento della competitività dell'economia nazionale e della sua capacità di creare del valore e dei lavori.
Il Sovrano ha ricevuto e nominato Mohamed Abouelaziz come segretario generale dello stesso Consiglio.
Il Consiglio della Concorrenza è composto, oltre al presidente, da 12 membri nominati con decreto del Capo del governo su proposta del Consiglio Superiore del potere giudiziario per quanto riguarda due membri magistrati, e dall'autorità governativa competente per quanto riguarda gli altri membri.
Successivamente il Re ha ricevuto e nominato Omar Seghrouchni come presidente della Commissione Nazionale di Controllo della Protezione dei Dati a carattere Personale (CNDP).
La CNDP che è stata creata dalla legge numero 09-08 relativa alla protezione delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati a carattere personale, è caricata di verificare se i trattamenti dei dati personali sono leciti, legali e che non violano la vita privata, le libertà e diritti fondamentali.
Nel corso di quest'udienza, il Sovrano ha dato i Suoi Alti orientamenti al nuovo presidente affinché la Commissione rafforzi i suoi dispositivi ed i suoi mezzi nell’accompagnare le evoluzioni tecnologiche e giuridiche, per una migliore tutela dei diritti dei cittadini ed i loro dati a carattere personale.
La CNDP è composta, oltre al suo presidente, da sei membri nominati dal Re su proposta del Capo del governo e dei presidenti delle due Camere del Parlamento.

venerdì 16 novembre 2018

INAUGURATA “TANGERI – CASABLANCA” LA PRIMA LINEA AD ALTA VELOCITÀ IN AFRICA


Il 15 novembre 2018 resterà una data indimenticabile nella Storia contemporanea del Marocco, segna infatti l'inaugurazione da parte del Re Mohammed VI ed il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, della prima linea ad alta velocità Ligne de Grande Vitesse (LGV) in Africa, il treno denominato “Al Boraq” che collega Tangeri a Casablanca, che ha mobilitato investimenti di circa 2 miliardi di Euro ed è stato largamente sostenuto dallo Stato francese, principale partner economico del Marocco.   
“Al Boraq”, è la coniugazione di una volontà del Re che fa dal settore dei trasporti un impulso dello sviluppo economico del Regno e del “know-how” delle imprese francesi attraverso un partenariato reciprocamente proficuo.
In 2 ore10 minuti contro 4 ore e 45 minuti attualmente, questa linea collegherà le due regioni a forte potenziale economico, Tangeri-Tetuan-Al Hoceima e Casablanca -Settat via la regione Rabat-Salé-Kénitra.
Oltre al guadagno notevole in tempo di percorso, la linea permette di avvicinare le città ed accelerare la mobilità tra le due metropoli, aumentare il numero di passeggeri da 3 milioni all'anno a più di 6 milioni dal terzo anno, rafforzare la sicurezza stradale e la tutela dell'ambiente.
Contribuirà anche a liberare la capacità per il trasporto relativa all'attività del porto di Tanger Med, a sviluppare la competenza ed il “know-how” nazionale, promuovere il trasferimento di competenze ed iniziare lo sviluppo di un ecosistema ferroviario locale che irradierà a livello regionale e continentale. Questo importante progetto oltre a segnare un primato per tutto il continente, è parte del grande piano di rinnovamento e sviluppo del paese. Le infrastrutture, infatti, sono uno dei punti chiave su cui il Marocco punta molto per agevolare la sua ascesa economica e attirare investitori internazionali.
Infatti, l'esperienza acquisita dal Marocco in questo settore potrebbe in seguito essere perfettamente condivisa e reimpiegata all'internazionale, in particolare in Africa nel quadro della politica di cooperazione Sud-Sud adottata dal Regno marocchino.
Durante la fase d'esecuzione dei lavori, il progetto ha permesso la creazione di 30 milioni di giorni di lavoro diretto ed indiretto, mentre tra la fase di sfruttamento, il TGV Marocco dovrebbe generare 1.500 posti di lavoro diretti e 800 indiretti.
Interessato a tutelare l'ambiente, questo progetto ha conciliato al massimo i vincoli tecnici dell’opera d’arte e le esigenze ambientali ottimizzando la sua integrazione al paesaggio, ma così evitando al massimo gli spazi naturali sensibili. Molte azioni sono state attuate per salvaguardare gli equilibri naturali.
“Progetto faro delle relazioni bilaterali”, la LGV è vista dai francesi come una finestra per tentare di ottenere altri contratti in Africa, che offre “numerose opportunità” nel settore ferroviario. Il Marocco, si occupa di piazzarsi come “un hub africano” per gli investitori stranieri.
Emmanuel Macron era accompagnato in Marocco dai padroni delle imprese francesi che hanno partecipato al progetto: Alstom (fornitura dei rami), il consorzio Ansaldo-Ineo (segnaletica e telecom), Cegelec (sottostazioni elettriche) ed il consorzio Colas Rail-Egis Rail (vie e sospensioni a catenaria). La Sncf garantisce l'assistenza al controllo di lavoro presso l'Ufficio nazionale delle ferrovie marocchine (ONCF).
Sul primo viaggio del treno ad alta velocità, partito dalla stazione di Tangeri, sono saliti a bordo anche il Re del Marocco Mohammed VI e il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron fino alla stazione Rabat-Agdal.

Video France 24 TV

mercoledì 14 novembre 2018

Lancio del satellite MOHAMMED VI - B il 21 nov alle 02:42 a Kourou


Il Regno del Marocco lancerà il satellite MOHAMMED VI - B, mercoledì 21 novembre 2018 alle 02:42 min 31s, ora di Rabat, a Kourou, nella Guyana francese.
È un satellite d'osservazione della Terra sviluppato dal consorzio Thales Alenia Space nel quadro del programma spaziale deciso dal Re Mohammed VI. Si tratta del secondo satellite del programma MOHAMMED VI – A e B. Il satellite MOHAMMED VI - A lanciato da Arianespace il 7 novembre 2017 a bordo del lanciatore Vega Leggero. Cosi il Marocco diventa il primo paese africano che ha a disposizione una costellazione di satelliti d'osservazione della Terra di altissima risoluzione.
Il satellite MOHAMMED VI-B sarà gestito, come il primo satellite, dagli ingegneri e tecnici marocchini che hanno beneficiati di lunghe formazioni specializzate in Marocco e all'estero.
I due satelliti saranno complementari e permetteranno a garantire una copertura più rapida delle zone d'interesse, infatti, il satellite MOHAMMED VI - B servirà per le attività cartografiche e catastali, l'assetto territoriale, il controllo delle attività agricole, la prevenzione e la gestione delle catastrofi naturali, il controllo delle evoluzioni ambientali e la desertificazione.
In particolare avrà diversi impieghi civili delle immagini satellitari:
Catasto e cartografia: cartografia topografica di tutto il territorio nazionale ed il suo aggiornamento periodico, lavori catastali.
Agricoltura: censimento dei terreni agricoli con cartografia tematica, valutazione della fertilità del suolo, diagnosi dello stato delle colture per migliorare ed ottimizzare il rendimento degli agricoltori, cartografia delle zone irrigate, seguito dalle campagne agricole.
Risorse idriche: identificazione delle acque di superficie e cartografia delle zone umide, controllo dello stato d'erosione delle spiagge e quantificazione dei volumi in acqua nei laghi e dighe.
Edilizia e lavori pubblici e trasporto: ispezione delle opere di arte e dei lavori lineari, controllo di avanzamento di cantieri, localizzazione ed ottimizzazione delle vie di trasporto.
Boschi: cartografia delle essenze forestali ed aggiornamento dell'inventario forestale, cartografia delle zone forestali bruciate.
Miniere e geologia: cartografia geologica dei giacimenti minerari e valutazione della loro dimensione, analisi delle strutture geologiche, prospezione mineraria.
Reti di trasporto: predisposizione di fondi cartografici attualizzati per la visualizzazione delle reti stradali e ferroviarie.
Controllo dei grandi progetti: cartografia dei grandi progetti e controllo dei progressi della loro realizzazione come centrali solari, parchi eolici, dighe ed altri progetti d'infrastruttura.   
Urbanismo e assestamento territoriale: controllo dell'evoluzione delle zone urbane e periferiche, controllo dell’abitazione insalubre, piani di sistemazione, cartografia dell'occupazione del suolo e controllo della desertificazione.
Oceanografia e zone costiere: aiuta allo sfruttamento, alla sistemazione ed alla gestione integrata degli spazi oceanografici, del litorale e delle zone costiere, aiuta all'elaborazione di schemi direttori e di piani di sistemazione costieri.   
Catastrofi naturali: assistenza in caso di catastrofe naturale, cartografia delle zone sinistrate, delle inondazioni, degli incendi, dei sismi.
Sorveglianza delle frontiere e del litorale: sistemazione del litorale, analisi dell'evoluzione d'occupazione del suolo, impatto dei porti sul loro ambiente, flussi migratori illegali.




mercoledì 7 novembre 2018

Il Re Mohammed VI: Marocco pronto al dialogo diretto e franco con Algeria e propone commissione politica congiunta ad hoc

In occasione del 43emo anniversario del Marcia Verde che portò alla liberazione del Sahara dal colonialismo spagnolo nel 1975, il Re Mohammed VI ha dichiarato, martedì, la disposizione del Regno Marocchino “al dialogo diretto e franco” con l'Algeria e ha proposto la creazione di un meccanismo politico congiunto di dialogo e di consultazione per superare “le vertenze congiunturali” che ostacolano lo sviluppo delle relazioni bilaterali.
Il Sovrano ha ricordato che dal suo accesso al Trono, ha sempre chiamato “con sincerità e buona fede” all'apertura delle frontiere tra i due paesi ed alla normalizzazione delle relazioni marocco-algerine, precisando che “il livello di rappresentazione nell'ambito di questa struttura, il suo formato, la sua natura sono da stabilire di comune accordo” e che “il Marocco è aperto a eventuali proposte ed iniziative dell'Algeria per disinnescare il blocco nel quale si trovano le relazioni tra i due paesi vicini fratelli”.
Il meccanismo politico proposto dal Re Mohammed VI “dovrà impegnarsi ad esaminare tutte le questioni bilaterali, con franchezza, obiettività, sincerità e buona fede, senza condizioni né eccezioni, secondo un ordine del giorno aperto”, e potrà costruire “il quadro pratico di una cooperazione, centrata sulle diverse questioni bilaterali”, in particolare quella che riguarda la valorizzazione delle opportunità e dei potenziali di sviluppo della regione del Magreb. Il ruolo di questo meccanismo sarà anche di contribuire “al rafforzamento della concertazione e del coordinamento bilaterali per permettere di rilevare efficacemente le sfide regionali ed internazionali”, precisamente quelle “legate alla lotta antiterrorista ed alla problematica migratoria”. A questo punto il Sovrano ha ribadito il suo impegno ad operare insieme con gli algerini, “in un totale rispetto delle istituzioni nazionali del loro paese”.
D'altra parte, il Sovrano ha deplorato “lo stato di divisione e di discordia che imperversa attualmente in seno dello spazio magrebino”, opposto in modo flagrante ed insensato con ciò che unisce i popoli della regione: legami di fraternità, l'identità di religione, la lingua e la Storia ed il destino comune. Tale stato è in contrasto con l'ambizione di concretizzare l'ideale unitario magrebino, che animava la generazione della liberazione ed l'indipendenza, ambizione che si è incarnata nel 1958 con la Conferenza di Tangeri (nascita dell’Unione del Maghreb Arabo). In questo contesto, il Sovrano ha ricordato che l'appoggio apportato dal Regno alla Rivoluzione algerina aveva contribuito a rafforzare le relazioni tra il Trono marocchino e la Resistenza algerina ed era anche “un elemento fondatore della coscienza e dell'azione politica maghrebina comune”.
“Per lunghi anni, durante e fino al ristabilimento dell'indipendenza, fianco a fianco, ci siamo sollevati contro il colonizzatore in un combattimento comune; e ci conosciamo perfettamente. D'altra parte, numerose sono le famiglie marocchine ed algerine che condividono legami di sangue e di parentela” e che l'interesse dei due popoli risiede “nella loro unità, la loro complementarità, la loro integrazione; e niente bisogno che una parte terza gioca, tra noi, intercessori o mediatori”. “Tuttavia, dobbiamo dare prova di realismo e convenire che le relazioni tra i nostri due paesi sfuggono alla normalità, creando, di fatto, una situazione inaccettabile”.
Nello stesso discorso il Re ribadisce l'attaccamento del Marocco da difendere la sua integrità territoriale con la stessa chiarezza e lo stesso senso dell'impegno responsabile, sia sul livello dell'ONU che a livello interno. “Questa chiarezza di cui ci prevaliamo è illustrata con i principi ed i referenziali immutabili che costituiscono la base della posizione marocchina, ciò che abbiamo definito nel discorso che abbiamo pronunciato in occasione del quarantaduesimo anniversario del Marcia Verde. Sono questi stessi fondamentali che hanno costantemente guidato la nostra azione fino ad oggi”, ha detto il Sovrano.
Questa chiarezza si manifesta anche con la fermezza ed il rigore estremi di cui diamo prova contro ogni abuso che potrebbe pregiudicare i diritti legittimi del Marocco o corrompere il processo di regolamento, dei termini di riferimento fissati. “Quanto all'ambizione che ci anima in materia”, si trova rispecchiata nella collaborazione sincera del Marocco con il Segretario generale delle Nazioni Unite, come pure nel sostegno apportato agli sforzi del suo Inviato personale per mettere le basi di un processo politico serio e credibile.
Si manifesta anche attraverso le iniziative costruttive del Marocco e la sua palpabile attenzione agli appelli internazionali lanciati per trovare una soluzione politica duratura, realistica, di spirito di compromesso e che si iscrive nel quadro dell'iniziativa d'autonomia” del Sahara marocchino proposta per risolvere il conflitto regionale del Sahara. Il Re Mohammed VI rileva in questo senso che il Marocco “è fermamente persuaso della necessità che, dai loro sforzi instancabili per consolidare la nuova dinamica, le Nazioni Unite traggano lezioni ed esperienze del passato ed evitino in particolare i blocchi e le insufficienze che hanno macchiato “il processo di Manhasset”.
Sul livello interno, il Sovrano sottolinea che il Marocco continuerà ad operare “per mettere fine alla politica di concessione di redditizio e di privilegi, per rifiutare ogni forma d'estorsione prendendo pretesto dell'integrità territoriale del Regno e per respingere la sua strumentalizzazione”. “Inoltre, noi non risparmiamo alcuno sforzo per garantire lo sviluppo delle nostre province del Sud, nel quadro del nuovo modello di sviluppo, poiché vogliamo che il Sahara Marocchino si ricollega alla sua vocazione millenaria: essere trait d’union tra Marocco e la sua profondità africana, geografica e storica”.
Parallelamente, prosegue il Sovrano, “l'attuazione operativa della regionalizzazione avanzata contribuisce a fare emergere una vera elite politica, che garantisce una rappresentazione democratica effettiva degli abitanti di Sahara e che, in un clima di libertà e di stabilità, li mette in capacità di esercitare il loro diritto ad una gestione autonoma dei loro affari locali e ad uno sviluppo integrato della loro regione”.
D'altra parte, il Re Mohammed VI ha sottolineato che l’avvio della Marcia Verde “ha segnato una svolta decisiva nella lotta continua per il completamento dell'integrità territoriale del paese”, notando che “questo percorso militante s’è caratterizzato da una simbiosi perfetta tra il Trono ed il popolo e per la sua natura pacifica che ha condotta al recupero progressivo delle nostre province del Sud”, Tarfaya (1958), Sidi Ifni (1969), Oued Eddahab (1979).
Quanto al ritorno del Marocco all’Unione africana, il Re Mohammed VI ha affermato che oltre alla volontà di marcare l’orgoglio d’appartenenza all'Africa, la decisione di reintegrare la sua famiglia istituzionale africana è stata motivata dall'adesione alla dinamica di sviluppo a favore nel Continente e affrontare le sue sfide multiple, senza rinunciare ai diritti legittimi del Marocco ed ai suoi interessi superiori.
Nello stesso discorso, il Sovrano si è rallegrato delle risoluzioni dell'ultimo vertice dei Capi di Stato e di governo dell'Unione africana, tenutasi a Nouakchott sulla questione del Sahara, “poiché sono in accordo con le posizioni ed i principi internazionali pertinenti”. “Questa posizione costruttiva, improntata di saggezza” e di lungimiranza, ha fatto fine con le numerose manovre che, nell'Unione africana, facevano perdere all'Africa ed ai suoi popoli un tempo prezioso, quello che avrebbe dovuto essere impiegato deliberatamente per promuovere lo sviluppo dei paesi africani e favorire la loro integrazione.
Il Sovrano ha ribadito che  il Marocco si impegnerà di sviluppare partenariati economici efficienti, generatori di ricchezza, con vari paesi e diversi raggruppamenti economici, compresa l'Unione europea. Però, ha precisato che “non ne accetteremo nessuno che potrebbe minacciare la nostra integrità territoriale”. Ci importa soprattutto che questi partenariati siano espressamente benefici, in primo luogo, alla popolazione di Sahara marocchino con un impatto positivo sulle loro condizioni di vita e permettendo loro di usufruire, all'interno della loro patria, di un clima di libertà e di dignità, ha concluso il Re.

domenica 4 novembre 2018

Riforma religiosa. Il Re Mohammed VI, Amir Al Mouminine lancia Addourous Alhadithia della autentica Sunna del Profeta


Nel quadro delle riforme religiose in corso in Marocco e nelle sue alte attività per illuminare la gente sull'autentiche Tradizione e le Parole del profeta e sulla loro protezione come seconda fonte dell'Islam, il Re Mohammed VI, Amir Al Mouminine (Emiro dei credenti), accompagnato dal Principe Ereditario Moulay El Hassan, ha dato avvio, venerdì nella sede della Società Nazionale di Radiodiffusione e di Televisione (SNRT), al lancio delle lezioni “Addourous al Hadithia” sull’Al-Hadith Ash-Sharif tramite la “Radio Mohammed VI del Sacro Corano”.
Il programma vuole mettere in evidenza l'unità cultuale della nazione marocchina e rimediare contro i tentativi di falsificazione della Tradizione e delle Parole del Profeta Sidna Mohammad.
Le lezioni hanno per obiettivo principale di informare la gente su Al-Hadith Ash-Sharif, in generale e proteggerli contro le malefatte dell'ignoranza in materia e delle correnti che diffondono Hadith menzogneri, per fini ideologici, nei media e particolarmente via Internet.
Sono incaricati della realizzazione scientifica del Programma, il Consiglio Superiore degli Oulema e l’Università Al-Quaraouyine (Dar Al-Hadith Al-Hassaniya). La realizzazione tecnica e l'emissione del programma saranno compito della “TV Mohammed VI per il Sacro Corano” “Assadissa” e la “Radio Mohammed VI per il Sacro Corano”.
Le emissioni assumeranno molte forme, cioè delle lezioni introduttive generali che tratteranno in particolare delle raccomandazioni del Profeta Muhammad sulla trasmissione di delle sue Parole, dei Compagni del Profeta e della loro etica in materia, del metodo dell'Imam Malik nell'autenticazione del Hadith, e della collezione dell’Hadith e della sua codifica.
Queste lezioni introduttive interesseranno anche al metodo dei fondatori delle dottrine nell'impiego dell’Hadith; agli adepti delle fazioni deviate ed il loro falso uso dell’Hadith; alla sollecitudine dei Re del Marocco per l’Hadith; all'interesse degli Oulema marocchini per Hadith e Hadith nelle reti sociali e l'internet oggi.
I programmi assumeranno anche la forma di lezioni d'orientamento da specialisti nella materia.
Il contatto con l'emissione interattiva sarà via telefono, e-mail e whatsApp.
Queste lezioni saranno diffuse simultaneamente sulla rete televisiva “Assadissa”, “Radio Mohammed VI del Sacro Corano”, Internet e le reti sociali. Una lezione di ogni tipo (interattiva e non interattiva) sarà diffusa una volta alla settimana. Ogni lezione sarà ripetuta due volte.

venerdì 2 novembre 2018

MAROCCO: IL RE MOHAMMED VI PRESIEDE UNA SEDUTA DI LAVORO DEDICATA ALLO SVILUPPO DELLA STRATEGIA PER ENERGIE RINNOVABILI


Nell’ambito del regolare monitoraggio del dispiegamento effettivo e operativo delle energie rinnovabili, il Re del Marocco, Mohammed VI, ha presieduto ieri giovedì 1 novembre, al Palazzo Reale di Rabat, una seduta di lavoro dedicata allo sviluppo della strategia per le energie rinnovabili. Il 2018 è stato quindi segnato dal raggiungimento di obiettivi secondo il calendario concordato in occasione della precedente riunione di lavoro nel mese di aprile, compreso il funzionamento di tutto il complesso solare Noor Ouarzazate (580 MW ), che con la riuscita sincronizzazione della Noor Ouarzazate III, diventa il più grande complesso multi - tecnologia solare in funzione nel mondo.
Anche le centrali solari Noor Laayoune I e Noor Boujdour I sono state completate per una capacità combinata di 100 MW. Queste due centrali elettriche sono state costruite nell’ambito di un innovativo schema di finanziamento che ha utilizzato la prima emissione di obbligazioni verdi nel Regno, fanno parte dei primi progetti di iniziativa del Re Mohammed VI nel quadro del nuovo modello di sviluppo nelle province sud e aprano la strada a maggiore progresso a beneficio della popolazione locale.
La seduta è stata, inoltre, l’occasione di presentare al Sovrano il calendario della realizzazione del programma Noor PV II e la costruzione di impianti fotovoltaici del complesso solare Noor Midelt.
Trattandosi dei progetti eolici, è stato presentato l'avanzamento globale del programma eolico integrato. Così, il lancio dei lavori di costruzione del parco eolico di Midelt (180 MW) e quello di Taza (per una prima fase di 100 MW) è previsto per il primo semestre 2019.
In questa occasione, il Sovrano ha dato le sue alte istruzioni per rivedere in aumento le ambizioni inizialmente proiettate in materia di energie rinnovabili che sono così chiamate a superare l'obiettivo attuale di 52 per cento del mix elettrico nazionale all'orizzonte 2030.
Hanno preso parte a questa seduta di lavoro, il Capo del governo, Saad Eddine El Otmani, i consiglieri del re, Fouad Ali El Himma e Yassir Zenagui, il ministro dell'Economia e delle Finanze, Mohamed Benchaaboun, il ministro dell'Energia e dello Sviluppo sostenibile, Aziz Rebbah, la direttrice generale dell'Ufficio nazionale degli idrocarburi e delle miniere, Amina Benkhadra, il Presidente del comitato dell'Agenzia Marocchina per l'Energia Duratura (MASEN), Mustapha Bakkoury, ed il Direttore generale dell'Ufficio Nazionale dell'Elettricità e dell'Acqua potabile, Abderrahim El Hafidi.


Marocco: in marcia progetto Torre Mohammed VI, la più alta in Africa


Il Re del Marocco, Mohammed VI, ha inaugurato ieri il cantiere sorto sulla riva destra del fiume Bouregreg (prefettura di Salé), la “Torre Mohammed VI”, la più alta in Africa, simbolo del boom economico di due città gemellate Rabat e Salé. In questa occasione il presidente e amministratore delegato della Banca Marocchina del Commercio Estero (BMCE), Othman Benjelloune, ha sottolineato che gli studi preliminari multidimensionali (geologici, tecnici, architettonici e ambientali) sono stati condotti dal 9 marzo 2016, data della posa della prima pietra a questo progetto. Questo periodo è stato “anche un'opportunità per rafforzare il consorzio di aziende responsabile nella realizzazione di questo progetto, invitando una delle società di costruzione leader a livello mondiale, la società belga BESIX, ad unirsi al leader cinese CRCCI e la compagnia marocchina TGCC.
Dalla sua parte, Johan Beerlandt, presidente Consiglio d'Amministrazione del Gruppo BESIX, avendo esperienza nella costruzione di Torre Khalifa di Dubai, ha espresso felicità per la partecipazione al progetto impegnandosi per portare avanti il cantiere nelle migliori condizioni.
Alta 250 metri, la torre sarà realizzata dal Gruppo bancario BMCE-Bank, per un budget previsto di circa 4 miliardi di dirham. La futura torre avrà 55 piani che ospiteranno una componente “uffici”, una parte residenziale ed un hotel.