martedì 18 novembre 2014

Medio Oriente: Colloquio telefonico tra il Re del Marocco Mohammed VI ed il Presidente turco Erdogan

Rabat 17 novembre 2014 - Il Re Mohammed VI del Marocco ha ricevuto oggi una chiamata telefonica dal Presidente turco, Tayeb Recip Erdogan, annuncia un comunicato del Palazzo Reale a Rabat.
Questo colloquio ha portato sull'evoluzione della situazione nel Medio Oriente e particolarmente gli sviluppi che conosce la Causa palestinese.
Erdogan ha salutato in questa occasione il ruolo del Re, Presidente del Comitato Al Qods, al servizio di questa nobile causa ed a favore della preservazione dei luoghi santi in Palestina.
I due Capi di Stato hanno, peraltro, rialzato la qualità e la profondità delle relazioni storiche e di cooperazione che legano il Regno del Marocco e la Repubblica della Turchia. In questa occasione, il Presidente turco ha invitato il Sovrano di effettuare una visita ufficiale in Turchia, conclude il comunicato.

Yassine Belkassem

venerdì 7 novembre 2014

Re Mohammed VI del Marocco, Algeria è parte principale nel conflitto artificiale del Sahara

Rabat, 07 nov 2014 - SM il Re Mohammed VI ha affermato, giovedì 06 novembre 2014, in un discorso alla nazione in occasione del 39imo anniversario della Marcia Verde che ha portato alla liberazione del Sahara marocchino dall'occupazione spagnola, che non ci sarà soluzione della questione del Sahara finché non è fatto assumere la responsabilità all'Algeria in quanto parte principale in questo conflitto artificiale, fustigando la compiacenza nei confronti di questo paese ed i tentativi di esonerarlo dalle sue responsabilità. Aggiungendo che non ci sarà stabilità nella regione finché non c'è una “percezione responsabile” della situazione di sicurezza nella regione. Per il Sovrano, “non si tratta per niente di nuocere all'Algeria, né alla sua direzione, né al suo popolo al quale portiamo la più alta stima ed il più grande rispetto”.  Tuttavia, SM il Re ha deplorato che ad ogni volta che questa verità è rievocata dai Marocchini, il governo, i partiti politici e la stampa marocchina sono accusati sistematicamente di attaccare l'Algeria. Sebbene mancante di petrolio e di gas, mentre l'altra parte, nell'occorrenza l'Algeria, possiede delle risorse di cui crede che gli aprono le porte al disprezzo di diritto e di legalità, il Marocco ha i suoi principi, la sua fede nella giustezza della sua causa e soprattutto l'affezione dei suoi cittadini ed il loro attaccamento alla loro Patria, si è congratulato SM il Re. Ed il Sovrano a sottolineare “che si inganna quello che crede che la gestione dell'affare del Sahara si farà per mezzo di rapporti tecnici orientati o di raccomandazioni ambigue nello scopo di conciliare le rivendicazioni di tutte le parti”. E “sbaglia pesantemente quello che tenta di paragonare la questione del Sahara, con Timor Est o certi litigi territoriali in Europa dell'Est, perché ogni questione ha le sue specificità”, ha detto SM il Re, spiegando che “il legame tra le popolazioni del Sahara e il Marocco non data di ieri, ma immerge le sue radici nella Storia più lontana”. A questo proposito, il Sovrano afferma di credere profondamente nella giustezza della causa nazionale e nel trionfo del diritto e della legittimità sulle velleità del separatismo, esprimendo la speranza di vedere un giorno i figli del Sahara riuniti nella loro Patria ed aderire alle nuove marce dedicate allo sviluppo ed alla creazione delle condizioni di una vita libera e degna di tutti i cittadini marocchini. Si tratterà, in questo contesto, ha affermato SM il Re, del migliore pegno di fedeltà alla memoria dell'attore della Marcia verde, defunto SM il Re Hassan II, ed al ricordo dei valorosi martiri della Patria, rendendo omaggio alle Forze Armate Reali, in tutti i loro componenti, ed alle forze di sicurezza per la loro mobilitazione costante per preservare la sicurezza e la stabilità e per difendere l'integrità della Patria.
Nello stesso discorso SM il Re Mohammed VI ha invitato l'apertura di un dialogo nazionale sincero e di un dibattito responsabile e serio sulle differenti idee e concezioni in vista di elaborare delle risposte chiare a tutte le questioni e le preoccupazioni delle popolazioni della regione del Sahara, nella cornice dell'unità nazionale e dell'integrità territoriale del paese. Il Sovrano intende, quindi, di attuare la regionalizzazione avanzata nel 2015 e il nuovo modello di sviluppo, in una cornice di trasparenza, di responsabilità e di uguaglianza delle chance, ingaggiando, per la stessa opportunità, il settore privato ad implicarsi di più nello sviluppo delle province del Sud. Evidenziando le numerose realizzazioni nei vari campi in Sahara dal suo recupero nel 1975, ha affermato che i cantieri che saranno impegnati l'anno prossimo, dovrebbero essere determinanti per l'avvenire della regione. SM il Re ha, tuttavia, fa sapere che questa regionalizzazione non si ridursi ai testi giuridici ed al trasferimento, del centro verso le regioni, delle risorse materiali ed umane, ma sarà fondata invece sul patriottismo sincero che implica un attaccamento all'integrità territoriale del Marocco. “Vogliamo zone e regioni solidali, complementari che si aiutano e si sostengono reciprocamente”, perché i marocchini costituiscono una “mescolanza di civiltà autentica tra tutti i componenti dell'identità marocchina”, ha affermato il Sovrano.

Nel discorso del Sovrano sono individuati i sacrifici dell'insieme dei marocchini per il Sahara, durante quaranta anni, per “ricuperare la terra, liberare l'uomo, restituire la sua dignità al cittadino marocchino in Sahara, guadagnare il suo cuore e rafforzare il suo attaccamento alla sua Patria, perché la questione del Sahara non è solo dei saharawi ma di tutti i Marocchini, è una questione di esistenza e non è una questione di frontiere, il Marocco resterà nel suo Sahara e il Sahara rimarrà nel suo Marocco alla fine dei tempi”. Le differenti forme di sacrifici che “dal recupero del Sahara, per ogni dirham delle ricette della regione, il Marocco investe 7 dirham nel suo Sahara, nella cornice della solidarietà tra le sue regioni e tra i cittadini della Patria unita”. Gli indicatori di sviluppo umano nella regione che erano, nel 1975, inferiori di 6 per cento rispetto alle regioni del Nord del Marocco, e di 51 per cento rispetto alla media nazionale in Spagna, oggi superano parecchio la media delle altre regioni del Regno. “Ecco, perché io dico, in tutta responsabilità, che c’è abbastanza mistificazione su un preteso sfruttamento del Marocco delle ricchezze della regione”, ha detto il Sovrano, sottolineando che “è un dato di fatto ciò che produce il Sahara non basta a soddisfare i bisogni di base delle sue popolazioni e che i marocchini hanno sopportato i costi di sviluppo delle Province del Sud dando delle loro tasche, e prelevando sui mezzi di sussistenza dei loro figli, affinché tutti i loro fratelli del Sud possano vivere in dignità”.

giovedì 6 novembre 2014

6 NOVEMBRE 1975 Marcia Verde marocchina per liberare Sahara dall’occupazione spagnola

Marocco - GIOVEDI' 6 NOVEMBRE alle ore 20.30 è atteso il Discorso del Re Mohammed VI in occasione dell’anniversario 39 della Marcia Verde, la festa nazionale che commemora il recupero dal Marocco il Sahara marocchino detto Occidentale ex colonia spagnola.

Il 6 novembre del 1975, circa 350.000 marocchini disarmati diedero vita ad una manifestazione di massa sotto la guida del defunto Re Hassan II radunandosi presso la città di Tarfaya per attraversare il confine del Sahara.

mercoledì 29 ottobre 2014

Il Marocco apporta sostegno attivo agli Emirati Arabi Uniti nella loro lotta contro ISIS (DAESH)

Il Marocco apporta sostegno attivo agli Emirati Arabi Uniti nella loro lotta contro ISIS (DAESH), ovviamente da riconoscere che il Marocco ha sostenuto un ruolo decisivo nella neutralizzazione della succursale magrebina di Al Qaeda, AQMI, ma anche nell’isolare numerose cellule terroristiche che si attivavano sul suo territorio ed all'estero, particolarmente in Francia ed in Spagna, grazie alle importanti informazioni che i suoi Servizi di Sicurezza hanno raccolto. È per questo, oggi, contro la minaccia di DAESH, il Regno del Marocco è molto sollecitato dagli occidentali per aiutarli a mettere un termine a queste minacce. È vero che l'aiuto dei Servizi di Sicurezza marocchini in materia di informazione e la loro perfetta conoscenza del campo ha permesso di smantellare numerosi cellule jihadiste che si vantano di DAESH in Europa ed in Marocco. Ma, sebbene sia stato sollecitato per raggiungere una coalizione formata dagli Stati Uniti d'America per combattere DAESH, il Marocco ha opposto un rifiuto netto ad ogni impegno delle sue truppe militari. È chiaro che il Marocco non fa parte di nessuna coalizione, NATO o altro, nella lotta contro i jihadisti di DAESH che imperversano in Iraq ed in Siria. Invece, da paese sovrano e libero delle sue decisioni, il Marocco coopera pienamente con i paesi membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG), particolarmente con gli Emirati Arabi Uniti, nella loro lotta contro DAESH. Una cooperazione conforma al partenariato fruttuoso e di solidarietà forte che uniscano il Marocco ed i paesi del CCG.
In questo quadro, e su ordine di Sua Maestà il Re Mohammed VI, il Regno del Marocco ha deciso, il 28 ottobre 2014, di apportare agli Emirati Arabi Uniti un sostegno attivo nella loro lotta contro il terrorismo per la preservazione della pace e della stabilità regionale ed internazionale. Un'assistenza che porterà su degli aspetti militari operativi e di informazione. Si tratta di una decisione del Sovrano marocchino che viene a consolidare una cooperazione militare e di sicurezza multiforme e di lunga data con i paesi del Golfo e completare le altre misure condotte sul territorio marocchino per assicurare la quiete dei cittadini marocchini. Si può affermare, dunque, che questa decisione del Re del Marocco si inserisce perfettamente nel quadro della lotta internazionale contro il terrorismo ed e costituisci una risposta idonea alle minacce attuali sul piano interno ed estero. Una decisione Reale che prova anche che il Marocco è rispettoso dei suoi impegni internazionali per la promozione della pace, della sicurezza, della democrazia e della tolleranza e che non risparmia nessuno sforzo con i suoi partner stranieri in materia di scambio di informazioni, di perizia e di consolidamento della cooperazione anti-terroristica internazionale.

Il Regno del Marocco ha partecipato a parecchie operazioni militari per la difesa della sicurezza nazionale e dell'integrità territoriale degli Stati amici, particolarmente in Congo, al Golan, nello Zaire attuale RDC, e in Arabia Saudita nel 1990 in seguito all'invasione del Kuwait. Per decenni, centinaia di militari marocchini sono stati impiegati nella formazione ed alla sicurezza dell'Emirato di Abu Dhabi.

venerdì 24 ottobre 2014

RACMI partecipa manifestazione nazionale della CGIL a Roma 25 ottobre 2014 per i diritti

La comunità marocchina in Italia, tra le più numerose, ha avuto e conserva un ruolo di avanguardia nel processo dello sviluppo in Italia. È la comunità che prima di altri ha vissuto i problemi e le opportunità legate all’integrazione, all’insediamento, al riconoscimento di alcuni diritti dei lavoratori migranti e famiglie. Ne è indicatore anche la forte presenza di marocchini nelle file dei sindacati, iscritti e tra gli utenti dell’INCA. La comunità marocchina è la seconda nazionalità tra gli stranieri. È in questa comunità cosi radicata nel nostro paese che oggi è più sentita la richiesta di un accordo bilaterale regolatore tra Italia e Marocco in tema di previdenza, assistenza e sanità. Tale richiesta è il perno della nostra costante rivendicazione.
Per noi lavoratori marocchini in Italia:
·       Non sia possibile percepire gli assegni familiari per la famiglia in Marocco.
·       Non sia possibile avvalersi della totalizzazione dei contributi italiani e marocchini che consentirebbe di maturare il diritto a pensione.
·       Non sia possibile, sempre in assenza dell’accordo, avere diritto all’assistenza sanitaria gratuita anche in regime di reciprocità rivolta quindi alle migliaia di lavoratori italiani presenti in Marocco.
Con il Marocco gli accordi sulla previdenza e assistenza sono fermi al 1994 quando i due governi hanno provveduto a firmare una convenzione in tema di previdenza e assistenza che è stata ratificata dal Marocco, ma, purtroppo,  non è stata ratificata dal Parlamento italiano.
È proprio nei momenti di crisi economica come questa che viviamo in Italia, che le politiche sociali devono svolgere un ruolo di tutela delle fasce più deboli della popolazione e che questo tema riprende e trova ragione per essere sostenuto.
Partecipando, oggi, alla manifestazione della CGIL sui diritti e lavoro, chiediamo:
·       Alla CGIL e all’INCA il sostegno e la tutela dei diritti dei migranti marocchini e delle loro famiglie.

·       Al Parlamento Italiano di ratificare la convenzione italo marocchina del 1994 sulla previdenza e assistenza.

mercoledì 22 ottobre 2014

Coordinamento di ONG denuncia la decisione di Olanda di annullare l'accordo sulla previdenza sociale

Il coordinamento delle ONG marocchine contro la cancellazione dei contributi sociali nei Paesi Bassi ha denunciato "energicamente" la decisione del governo olandese di annullare unilateralmente l'accordo firmato nel 1972 tra il Marocco e l’Olanda sulla previdenza sociale.
" Il coordinamento condanna fermamente la decisione del governo dei Paesi Bassi di annullare unilateralmente l'accordo Marocco - Olanda sulla previdenza sociale, e richiama l'attenzione del governo marocchino sulle implicazioni di eventuali modifiche all'accordo sulla situazione degli immigrati marocchini nei Paesi Bassi e in Europa ", sottolinea un comunicato della segreteria di questa istanza, ricevuta domenica 19 ottobre 2014 dalla MAP .
Il coordinamento ha detto di aver accolto favorevolmente la posizione del Marocco che ha espresso la “sua profonda delusione e il suo rifiuto totale verso questa decisione, sia nella forma che nella sostanza, appellandosi a Rabat per difendere gli interessi e i diritti acquisiti dagli immigrati marocchini.
Essa ha, in questo contesto, chiamato il governo marocchino a cessare la cooperazione nei settori della sicurezza e in quello giudiziario con i Paesi Bassi e a intervenire presso l'UE per proteggere i benefici acquisiti dagli immigrati marocchini e affrontare gli atteggiamenti discriminatori nei loro riguardi.
Giovedì scorso, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione ha detto che saranno prese tutte le misure necessarie per rafforzare la difesa degli interessi, dei benefici e dei diritti dei membri della comunità marocchina oggetto della decisione unilaterale del governo dei Paesi Bassi.
Sono previste azioni sia in termini politici che giuridici, ha sottolineato in un comunicato.
In un'intervista con dei membri del governo olandese, il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione, Salaheddine Mezouar, si è detto rammaricato che questa decisione sia stata presa unilateralmente, senza alcuna concertazione con le autorità marocchine competenti e senza che fosse loro debitamente notificata attraverso i canali appropriati.
Questa decisione di denuncia, tutto sommato rara nelle relazioni internazionali e senza precedenti nelle nostre relazioni bilaterali, è percepita dalle autorità e dalle forze attive marocchine come un atto ostile, ha detto il ministro
Il Marocco è risolutamente deciso a proteggere i benefici e a difendere gli interessi della comunità marocchina residente nei Paesi Bassi e mobiliterà tutti i mezzi a tal fine. Egli spera che i Paesi Bassi riconsidereranno questa decisione che non sarebbe rimasta senza conseguenze sulle relazioni bilaterali e che riprenderanno la via del dialogo e del confronto per trovare una soluzione soddisfacente per entrambe le parti.
Il coordinamento ha sottolineato, inoltre, che continuerà la sua mobilitazione e interpellerà nuovamente la giustizia olandese ed europea per far fronte alla minaccia dei diritti dei migranti marocchini.
Fonte : MAP

domenica 12 ottobre 2014

Integrazione, la parola ai "nuovi italiani" a Firenze

FIRENZE 11 ottobre — Rafforzare i rapporti tra rappresentanze consolari e associazioni di stranieri, incentivare e sostenere la positiva esperienza dei "consolati mobili" e, in generale, promuovere politiche che favoriscano la "integrazione partecipe"delle comunità straniere in città che tendono ad essere sempre più essere città cosmopolite.
Questi i suggerimenti emersi nel corso del laboratorio di studio su volontariato e nuovi italiani promosso da Cesvot e che ha visto il coinvolgimento diretto di 70 tra associazioni di volontariato toscane che si occupano di migranti e immigrazione, associazioni di stranieri operanti in Toscana e che si occupano dei "nuovi italiani" che vivono e lavorano nella nostra Regione.
A confrontarsi sui risultati di quest'esperienza sono stati oggi in un incontro a Firenze, rappresentanti di enti locali, terzo settore e istituzioni europee impegnate sul fronte della tutela dei diritti umani e dell'integrazione. Tra i presenti Alberto D'Alessandro (Consiglio d'Europa, Ufficio di Venezia), gli assessori al welfare del Comune di Firenze, Sara Funaro, del Comune di Arezzo, Stefania Magi, e Yassine Belkassem coordinatore nazionale della Rete delle Associazioni della Comunità marocchina in Italia e SG della Federazione Africana in Toscana.

"Una bella esperienza - ha detto Sandra Gallerini, responsabile Ricerca Cesvot - perché ha permesso alle associazioni di stranieri di entrare nel circuito toscano, di confrontarsi con le rappresentanze consolari e di formulare proposte concrete che potranno ora essere valutate dai loro rappresentanti".