mercoledì 14 novembre 2018

Lancio del satellite MOHAMMED VI - B il 21 nov alle 02:42 a Kourou


Il Regno del Marocco lancerà il satellite MOHAMMED VI - B, mercoledì 21 novembre 2018 alle 02:42 min 31s, ora di Rabat, a Kourou, nella Guyana francese.
È un satellite d'osservazione della Terra sviluppato dal consorzio Thales Alenia Space nel quadro del programma spaziale deciso dal Re Mohammed VI. Si tratta del secondo satellite del programma MOHAMMED VI – A e B. Il satellite MOHAMMED VI - A lanciato da Arianespace il 7 novembre 2017 a bordo del lanciatore Vega Leggero. Cosi il Marocco diventa il primo paese africano che ha a disposizione una costellazione di satelliti d'osservazione della Terra di altissima risoluzione.
Il satellite MOHAMMED VI-B sarà gestito, come il primo satellite, dagli ingegneri e tecnici marocchini che hanno beneficiati di lunghe formazioni specializzate in Marocco e all'estero.
I due satelliti saranno complementari e permetteranno a garantire una copertura più rapida delle zone d'interesse, infatti, il satellite MOHAMMED VI - B servirà per le attività cartografiche e catastali, l'assetto territoriale, il controllo delle attività agricole, la prevenzione e la gestione delle catastrofi naturali, il controllo delle evoluzioni ambientali e la desertificazione.
In particolare avrà diversi impieghi civili delle immagini satellitari:
Catasto e cartografia: cartografia topografica di tutto il territorio nazionale ed il suo aggiornamento periodico, lavori catastali.
Agricoltura: censimento dei terreni agricoli con cartografia tematica, valutazione della fertilità del suolo, diagnosi dello stato delle colture per migliorare ed ottimizzare il rendimento degli agricoltori, cartografia delle zone irrigate, seguito dalle campagne agricole.
Risorse idriche: identificazione delle acque di superficie e cartografia delle zone umide, controllo dello stato d'erosione delle spiagge e quantificazione dei volumi in acqua nei laghi e dighe.
Edilizia e lavori pubblici e trasporto: ispezione delle opere di arte e dei lavori lineari, controllo di avanzamento di cantieri, localizzazione ed ottimizzazione delle vie di trasporto.
Boschi: cartografia delle essenze forestali ed aggiornamento dell'inventario forestale, cartografia delle zone forestali bruciate.
Miniere e geologia: cartografia geologica dei giacimenti minerari e valutazione della loro dimensione, analisi delle strutture geologiche, prospezione mineraria.
Reti di trasporto: predisposizione di fondi cartografici attualizzati per la visualizzazione delle reti stradali e ferroviarie.
Controllo dei grandi progetti: cartografia dei grandi progetti e controllo dei progressi della loro realizzazione come centrali solari, parchi eolici, dighe ed altri progetti d'infrastruttura.   
Urbanismo e assestamento territoriale: controllo dell'evoluzione delle zone urbane e periferiche, controllo dell’abitazione insalubre, piani di sistemazione, cartografia dell'occupazione del suolo e controllo della desertificazione.
Oceanografia e zone costiere: aiuta allo sfruttamento, alla sistemazione ed alla gestione integrata degli spazi oceanografici, del litorale e delle zone costiere, aiuta all'elaborazione di schemi direttori e di piani di sistemazione costieri.   
Catastrofi naturali: assistenza in caso di catastrofe naturale, cartografia delle zone sinistrate, delle inondazioni, degli incendi, dei sismi.
Sorveglianza delle frontiere e del litorale: sistemazione del litorale, analisi dell'evoluzione d'occupazione del suolo, impatto dei porti sul loro ambiente, flussi migratori illegali.




mercoledì 7 novembre 2018

Il Re Mohammed VI: Marocco pronto al dialogo diretto e franco con Algeria e propone commissione politica congiunta ad hoc

In occasione del 43emo anniversario del Marcia Verde che portò alla liberazione del Sahara dal colonialismo spagnolo nel 1975, il Re Mohammed VI ha dichiarato, martedì, la disposizione del Regno Marocchino “al dialogo diretto e franco” con l'Algeria e ha proposto la creazione di un meccanismo politico congiunto di dialogo e di consultazione per superare “le vertenze congiunturali” che ostacolano lo sviluppo delle relazioni bilaterali.
Il Sovrano ha ricordato che dal suo accesso al Trono, ha sempre chiamato “con sincerità e buona fede” all'apertura delle frontiere tra i due paesi ed alla normalizzazione delle relazioni marocco-algerine, precisando che “il livello di rappresentazione nell'ambito di questa struttura, il suo formato, la sua natura sono da stabilire di comune accordo” e che “il Marocco è aperto a eventuali proposte ed iniziative dell'Algeria per disinnescare il blocco nel quale si trovano le relazioni tra i due paesi vicini fratelli”.
Il meccanismo politico proposto dal Re Mohammed VI “dovrà impegnarsi ad esaminare tutte le questioni bilaterali, con franchezza, obiettività, sincerità e buona fede, senza condizioni né eccezioni, secondo un ordine del giorno aperto”, e potrà costruire “il quadro pratico di una cooperazione, centrata sulle diverse questioni bilaterali”, in particolare quella che riguarda la valorizzazione delle opportunità e dei potenziali di sviluppo della regione del Magreb. Il ruolo di questo meccanismo sarà anche di contribuire “al rafforzamento della concertazione e del coordinamento bilaterali per permettere di rilevare efficacemente le sfide regionali ed internazionali”, precisamente quelle “legate alla lotta antiterrorista ed alla problematica migratoria”. A questo punto il Sovrano ha ribadito il suo impegno ad operare insieme con gli algerini, “in un totale rispetto delle istituzioni nazionali del loro paese”.
D'altra parte, il Sovrano ha deplorato “lo stato di divisione e di discordia che imperversa attualmente in seno dello spazio magrebino”, opposto in modo flagrante ed insensato con ciò che unisce i popoli della regione: legami di fraternità, l'identità di religione, la lingua e la Storia ed il destino comune. Tale stato è in contrasto con l'ambizione di concretizzare l'ideale unitario magrebino, che animava la generazione della liberazione ed l'indipendenza, ambizione che si è incarnata nel 1958 con la Conferenza di Tangeri (nascita dell’Unione del Maghreb Arabo). In questo contesto, il Sovrano ha ricordato che l'appoggio apportato dal Regno alla Rivoluzione algerina aveva contribuito a rafforzare le relazioni tra il Trono marocchino e la Resistenza algerina ed era anche “un elemento fondatore della coscienza e dell'azione politica maghrebina comune”.
“Per lunghi anni, durante e fino al ristabilimento dell'indipendenza, fianco a fianco, ci siamo sollevati contro il colonizzatore in un combattimento comune; e ci conosciamo perfettamente. D'altra parte, numerose sono le famiglie marocchine ed algerine che condividono legami di sangue e di parentela” e che l'interesse dei due popoli risiede “nella loro unità, la loro complementarità, la loro integrazione; e niente bisogno che una parte terza gioca, tra noi, intercessori o mediatori”. “Tuttavia, dobbiamo dare prova di realismo e convenire che le relazioni tra i nostri due paesi sfuggono alla normalità, creando, di fatto, una situazione inaccettabile”.
Nello stesso discorso il Re ribadisce l'attaccamento del Marocco da difendere la sua integrità territoriale con la stessa chiarezza e lo stesso senso dell'impegno responsabile, sia sul livello dell'ONU che a livello interno. “Questa chiarezza di cui ci prevaliamo è illustrata con i principi ed i referenziali immutabili che costituiscono la base della posizione marocchina, ciò che abbiamo definito nel discorso che abbiamo pronunciato in occasione del quarantaduesimo anniversario del Marcia Verde. Sono questi stessi fondamentali che hanno costantemente guidato la nostra azione fino ad oggi”, ha detto il Sovrano.
Questa chiarezza si manifesta anche con la fermezza ed il rigore estremi di cui diamo prova contro ogni abuso che potrebbe pregiudicare i diritti legittimi del Marocco o corrompere il processo di regolamento, dei termini di riferimento fissati. “Quanto all'ambizione che ci anima in materia”, si trova rispecchiata nella collaborazione sincera del Marocco con il Segretario generale delle Nazioni Unite, come pure nel sostegno apportato agli sforzi del suo Inviato personale per mettere le basi di un processo politico serio e credibile.
Si manifesta anche attraverso le iniziative costruttive del Marocco e la sua palpabile attenzione agli appelli internazionali lanciati per trovare una soluzione politica duratura, realistica, di spirito di compromesso e che si iscrive nel quadro dell'iniziativa d'autonomia” del Sahara marocchino proposta per risolvere il conflitto regionale del Sahara. Il Re Mohammed VI rileva in questo senso che il Marocco “è fermamente persuaso della necessità che, dai loro sforzi instancabili per consolidare la nuova dinamica, le Nazioni Unite traggano lezioni ed esperienze del passato ed evitino in particolare i blocchi e le insufficienze che hanno macchiato “il processo di Manhasset”.
Sul livello interno, il Sovrano sottolinea che il Marocco continuerà ad operare “per mettere fine alla politica di concessione di redditizio e di privilegi, per rifiutare ogni forma d'estorsione prendendo pretesto dell'integrità territoriale del Regno e per respingere la sua strumentalizzazione”. “Inoltre, noi non risparmiamo alcuno sforzo per garantire lo sviluppo delle nostre province del Sud, nel quadro del nuovo modello di sviluppo, poiché vogliamo che il Sahara Marocchino si ricollega alla sua vocazione millenaria: essere trait d’union tra Marocco e la sua profondità africana, geografica e storica”.
Parallelamente, prosegue il Sovrano, “l'attuazione operativa della regionalizzazione avanzata contribuisce a fare emergere una vera elite politica, che garantisce una rappresentazione democratica effettiva degli abitanti di Sahara e che, in un clima di libertà e di stabilità, li mette in capacità di esercitare il loro diritto ad una gestione autonoma dei loro affari locali e ad uno sviluppo integrato della loro regione”.
D'altra parte, il Re Mohammed VI ha sottolineato che l’avvio della Marcia Verde “ha segnato una svolta decisiva nella lotta continua per il completamento dell'integrità territoriale del paese”, notando che “questo percorso militante s’è caratterizzato da una simbiosi perfetta tra il Trono ed il popolo e per la sua natura pacifica che ha condotta al recupero progressivo delle nostre province del Sud”, Tarfaya (1958), Sidi Ifni (1969), Oued Eddahab (1979).
Quanto al ritorno del Marocco all’Unione africana, il Re Mohammed VI ha affermato che oltre alla volontà di marcare l’orgoglio d’appartenenza all'Africa, la decisione di reintegrare la sua famiglia istituzionale africana è stata motivata dall'adesione alla dinamica di sviluppo a favore nel Continente e affrontare le sue sfide multiple, senza rinunciare ai diritti legittimi del Marocco ed ai suoi interessi superiori.
Nello stesso discorso, il Sovrano si è rallegrato delle risoluzioni dell'ultimo vertice dei Capi di Stato e di governo dell'Unione africana, tenutasi a Nouakchott sulla questione del Sahara, “poiché sono in accordo con le posizioni ed i principi internazionali pertinenti”. “Questa posizione costruttiva, improntata di saggezza” e di lungimiranza, ha fatto fine con le numerose manovre che, nell'Unione africana, facevano perdere all'Africa ed ai suoi popoli un tempo prezioso, quello che avrebbe dovuto essere impiegato deliberatamente per promuovere lo sviluppo dei paesi africani e favorire la loro integrazione.
Il Sovrano ha ribadito che  il Marocco si impegnerà di sviluppare partenariati economici efficienti, generatori di ricchezza, con vari paesi e diversi raggruppamenti economici, compresa l'Unione europea. Però, ha precisato che “non ne accetteremo nessuno che potrebbe minacciare la nostra integrità territoriale”. Ci importa soprattutto che questi partenariati siano espressamente benefici, in primo luogo, alla popolazione di Sahara marocchino con un impatto positivo sulle loro condizioni di vita e permettendo loro di usufruire, all'interno della loro patria, di un clima di libertà e di dignità, ha concluso il Re.

domenica 4 novembre 2018

Riforma religiosa. Il Re Mohammed VI, Amir Al Mouminine lancia Addourous Alhadithia della autentica Sunna del Profeta


Nel quadro delle riforme religiose in corso in Marocco e nelle sue alte attività per illuminare la gente sull'autentiche Tradizione e le Parole del profeta e sulla loro protezione come seconda fonte dell'Islam, il Re Mohammed VI, Amir Al Mouminine (Emiro dei credenti), accompagnato dal Principe Ereditario Moulay El Hassan, ha dato avvio, venerdì nella sede della Società Nazionale di Radiodiffusione e di Televisione (SNRT), al lancio delle lezioni “Addourous al Hadithia” sull’Al-Hadith Ash-Sharif tramite la “Radio Mohammed VI del Sacro Corano”.
Il programma vuole mettere in evidenza l'unità cultuale della nazione marocchina e rimediare contro i tentativi di falsificazione della Tradizione e delle Parole del Profeta Sidna Mohammad.
Le lezioni hanno per obiettivo principale di informare la gente su Al-Hadith Ash-Sharif, in generale e proteggerli contro le malefatte dell'ignoranza in materia e delle correnti che diffondono Hadith menzogneri, per fini ideologici, nei media e particolarmente via Internet.
Sono incaricati della realizzazione scientifica del Programma, il Consiglio Superiore degli Oulema e l’Università Al-Quaraouyine (Dar Al-Hadith Al-Hassaniya). La realizzazione tecnica e l'emissione del programma saranno compito della “TV Mohammed VI per il Sacro Corano” “Assadissa” e la “Radio Mohammed VI per il Sacro Corano”.
Le emissioni assumeranno molte forme, cioè delle lezioni introduttive generali che tratteranno in particolare delle raccomandazioni del Profeta Muhammad sulla trasmissione di delle sue Parole, dei Compagni del Profeta e della loro etica in materia, del metodo dell'Imam Malik nell'autenticazione del Hadith, e della collezione dell’Hadith e della sua codifica.
Queste lezioni introduttive interesseranno anche al metodo dei fondatori delle dottrine nell'impiego dell’Hadith; agli adepti delle fazioni deviate ed il loro falso uso dell’Hadith; alla sollecitudine dei Re del Marocco per l’Hadith; all'interesse degli Oulema marocchini per Hadith e Hadith nelle reti sociali e l'internet oggi.
I programmi assumeranno anche la forma di lezioni d'orientamento da specialisti nella materia.
Il contatto con l'emissione interattiva sarà via telefono, e-mail e whatsApp.
Queste lezioni saranno diffuse simultaneamente sulla rete televisiva “Assadissa”, “Radio Mohammed VI del Sacro Corano”, Internet e le reti sociali. Una lezione di ogni tipo (interattiva e non interattiva) sarà diffusa una volta alla settimana. Ogni lezione sarà ripetuta due volte.

venerdì 2 novembre 2018

MAROCCO: IL RE MOHAMMED VI PRESIEDE UNA SEDUTA DI LAVORO DEDICATA ALLO SVILUPPO DELLA STRATEGIA PER ENERGIE RINNOVABILI


Nell’ambito del regolare monitoraggio del dispiegamento effettivo e operativo delle energie rinnovabili, il Re del Marocco, Mohammed VI, ha presieduto ieri giovedì 1 novembre, al Palazzo Reale di Rabat, una seduta di lavoro dedicata allo sviluppo della strategia per le energie rinnovabili. Il 2018 è stato quindi segnato dal raggiungimento di obiettivi secondo il calendario concordato in occasione della precedente riunione di lavoro nel mese di aprile, compreso il funzionamento di tutto il complesso solare Noor Ouarzazate (580 MW ), che con la riuscita sincronizzazione della Noor Ouarzazate III, diventa il più grande complesso multi - tecnologia solare in funzione nel mondo.
Anche le centrali solari Noor Laayoune I e Noor Boujdour I sono state completate per una capacità combinata di 100 MW. Queste due centrali elettriche sono state costruite nell’ambito di un innovativo schema di finanziamento che ha utilizzato la prima emissione di obbligazioni verdi nel Regno, fanno parte dei primi progetti di iniziativa del Re Mohammed VI nel quadro del nuovo modello di sviluppo nelle province sud e aprano la strada a maggiore progresso a beneficio della popolazione locale.
La seduta è stata, inoltre, l’occasione di presentare al Sovrano il calendario della realizzazione del programma Noor PV II e la costruzione di impianti fotovoltaici del complesso solare Noor Midelt.
Trattandosi dei progetti eolici, è stato presentato l'avanzamento globale del programma eolico integrato. Così, il lancio dei lavori di costruzione del parco eolico di Midelt (180 MW) e quello di Taza (per una prima fase di 100 MW) è previsto per il primo semestre 2019.
In questa occasione, il Sovrano ha dato le sue alte istruzioni per rivedere in aumento le ambizioni inizialmente proiettate in materia di energie rinnovabili che sono così chiamate a superare l'obiettivo attuale di 52 per cento del mix elettrico nazionale all'orizzonte 2030.
Hanno preso parte a questa seduta di lavoro, il Capo del governo, Saad Eddine El Otmani, i consiglieri del re, Fouad Ali El Himma e Yassir Zenagui, il ministro dell'Economia e delle Finanze, Mohamed Benchaaboun, il ministro dell'Energia e dello Sviluppo sostenibile, Aziz Rebbah, la direttrice generale dell'Ufficio nazionale degli idrocarburi e delle miniere, Amina Benkhadra, il Presidente del comitato dell'Agenzia Marocchina per l'Energia Duratura (MASEN), Mustapha Bakkoury, ed il Direttore generale dell'Ufficio Nazionale dell'Elettricità e dell'Acqua potabile, Abderrahim El Hafidi.


Marocco: in marcia progetto Torre Mohammed VI, la più alta in Africa


Il Re del Marocco, Mohammed VI, ha inaugurato ieri il cantiere sorto sulla riva destra del fiume Bouregreg (prefettura di Salé), la “Torre Mohammed VI”, la più alta in Africa, simbolo del boom economico di due città gemellate Rabat e Salé. In questa occasione il presidente e amministratore delegato della Banca Marocchina del Commercio Estero (BMCE), Othman Benjelloune, ha sottolineato che gli studi preliminari multidimensionali (geologici, tecnici, architettonici e ambientali) sono stati condotti dal 9 marzo 2016, data della posa della prima pietra a questo progetto. Questo periodo è stato “anche un'opportunità per rafforzare il consorzio di aziende responsabile nella realizzazione di questo progetto, invitando una delle società di costruzione leader a livello mondiale, la società belga BESIX, ad unirsi al leader cinese CRCCI e la compagnia marocchina TGCC.
Dalla sua parte, Johan Beerlandt, presidente Consiglio d'Amministrazione del Gruppo BESIX, avendo esperienza nella costruzione di Torre Khalifa di Dubai, ha espresso felicità per la partecipazione al progetto impegnandosi per portare avanti il cantiere nelle migliori condizioni.
Alta 250 metri, la torre sarà realizzata dal Gruppo bancario BMCE-Bank, per un budget previsto di circa 4 miliardi di dirham. La futura torre avrà 55 piani che ospiteranno una componente “uffici”, una parte residenziale ed un hotel.

venerdì 26 ottobre 2018

Alla Farnesina la seconda “Conferenza Ministeriale Italia – Africa”


“54 Paesi Africani, la grande maggioranza  rappresentati a livello ministeriale, e 13 Organizzazioni Internazionali, tra cui l’Unione Africana, per un totale di 350 Delegati, hanno partecipano alla Conferenza Italia-Africa che si è svolta il 25 ottobre alla Farnesina.
Un grande evento che, nelle parole del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale Enzo Moavero Milanesi, “rappresenta il principale momento di dialogo strutturato tra l’Italia e gli Stati del continente africano in impetuosa crescita demografica ed economica.
Un’occasione di rilievo peculiare, che sottolinea l’impegno italiano e l’eccellente risposta ricevuta. Da parte nostra è forte la determinazione ad affrontare, in un rapporto di genuina collaborazione e fruttuoso apporto reciproco, i temi e le opportunità che la tradizionale, antica amicizia, l’evidente geopolitica e la storia impongono. La giornata romana costituisce un significativo indicatore del comune desiderio, africano e italiano, di muoversi da attivi protagonisti sui dinamici scenari contemporanei di un mondo globalizzato e sempre più competitivo”.
A testimonianza della priorità che l’Italia attribuisce alle relazioni con l’Africa, i lavori alla Farnesina sono stati aperti dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e conclusi dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.
Partendo dalla consapevolezza che i destini dell’Africa e dell’Europa sono, da sempre, fra loro strettamente connessi, l’obiettivo della Conferenza è di individuare soluzioni condivise alle principali sfide in materia di pace, libertà, democrazia e sicurezza; nonché di concordare percorsi di crescita comuni, soprattutto attraverso il coinvolgimento di qualificati esponenti italiani, provenienti dal mondo dell’economia e delle aziende, dell’accademia e delle organizzazioni non governative.
La Conferenza rivolge un’attenzione particolare all'estremamente positiva evoluzione in atto nel cosiddetto Corno d’Africa, a seguito dell’accordo di pace tra Etiopia ed Eritrea, rispetto al quale l’Italia intende assicurare il massimo sostegno, come testimoniato dalla riunione di lavoro fra il Ministro Moavero e i Ministri degli Esteri etiope ed eritreo, organizzata, a inizio ottobre, a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e seguita dalla recentissima visita del Presidente del Consiglio.
Sullo sfondo più generale, colpisce lo straordinario fermento che sta vivendo il continente africano: una vera festa della democrazia tra la fine del 2018 ed il 2019, con in programma ben 31 consultazioni elettorali. Una realtà inimmaginabile solo un decennio fa. Di certo, questi elementi confortanti continuano - purtroppo - a essere affiancati da situazioni di conflitti e crisi economica che si stanno cercando di superare.
Sia rispetto agli aspetti positivi, sia a quelli negativi, il Governo Italiano conferma il proprio impegno al fianco degli amici dell’Africa. Un impegno concreto, basti ricordare: la partecipazione dell’Italia alle principali missioni di pace in loco (ben 13) sotto l’egida dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite; l’intensa attività a favore del rafforzamento delle istituzioni locali; il contrasto alle sfide poste dall’estremismo violento e dai traffici illeciti; la specifica azione volta a facilitare la stabilizzazione in Libia e il processo politico in atto sulla base del piano ONU.
Pace, libertà, sicurezza ed equo sviluppo socio-economico sono essenziali diritti primordiali di tutte le persone e di tutti i popoli. L’Europa che attraverso un pluridecennale percorso di integrazione ha saputo porre fine a secoli di guerre fratricide, dev’essere al fianco dell’Africa nella sua attuale fase storica di sviluppo. I due continenti hanno sistemi economici palesemente complementari, con tante opportunità ancora da mettere a frutto; non dimentichiamoci che l’Africa cresce con tassi medi annuali elevati, intorno al 5%.
La Conferenza della Farnesina, dunque, ha analizzato con attenzione le prospettive di collaborazione economica e di investimento (l’Italia è già fra i principali investitori in Africa); inoltre, il nostro Paese e il nostro sistema universitario e di ricerca sono interessati e disponibili a individuare e approfondire utili fori di cooperazione nel campo formativo e accademico con corrispondenti istituti degli Stati africani.
Non può, infine, mancare il focus sull’interscambio in ambito culturale, considerata la vocazione e la singolare esperienza italiana al riguardo e l’immensa, affascinante varietà delle millenarie culture africane, unita alla loro vivacità dei nostri giorni. Dall’insieme di queste notevoli possibilità, siamo fiduciosi che nascano soprattutto positivi stimoli per le più giovani generazioni africane e italiane, con uno sguardo lungimirante. Un simile approccio dovrebbe, peraltro, essere di giovamento nella doverosa ricerca di idonee soluzioni, vocate a un miglior governo dei flussi migratori e alla lotta contro ogni tipo di traffico illecito.
La Conferenza Italia-Africa della Farnesina, ha ricordato ancora il Ministro Moavero, “rappresenta un momento prezioso e unico per conoscersi meglio, parlarsi, ascoltare il rispettivo punto di vista e le reali esigenze di ciascuno, sui temi che ci legano e che potranno collegarci in futuro. È proprio in quest’ottica, che l’Italia considera anche indispensabile che l’Unione Europea garantisca un più intenso ed efficace impiego di risorse finanziarie nel contesto del prossimo Quadro Pluriennale del bilancio UE. Per parte italiana siamo assolutamente motivati ad agire a tal fine, nel corso del negoziato a Bruxelles, fra l’altro, sostenendo l’introduzione di nuove, genuine e autonome fonti di entrate per il bilancio dell’Unione”.




MAROCCO: RE MOHAMMED VI INAUGURA A MARRAKECH STRUTTURE SPORTIVE E INCONTRA PRESIDENTE GRUPPO RENAULT


Il Re Mohammed VI ha tenuto ieri a Marrakech l'inaugurazione della piscina semi-olimpica coperta “Sidi Youssef Ben Ali” e dei campi sportivi locali “Askjour”, due progetti sportivi locali ad alto valore sociale realizzati per un investimento totale di quasi 31 milioni di dirham (2,86 milioni di euro). E ha ricevuto il Presidente del gruppo automobilistico Renault, Carlos Ghosn.
La piscina coperta, la cui realizzazione è parte degli sforzi per promuovere il nuoto, dovrebbe consentire a una grande parte della popolazione di praticare questa disciplina nelle migliori condizioni. Su una superficie complessiva di 4.357 metri quadrati, la nuova piscina, costruita vicino allo stadio di Sidi Youssef Ben Ali, ha una piscina semi-olimpionica (sei corsie), gradinate (200 posti), una sala fitness, spogliatoi, un'infermeria, una caffetteria, una reception e un ufficio di gestione.
Risultato di una collaborazione tra il ministero della Gioventù e dello sport e il Comune di Marrakech, questo progetto fa parte di un programma che prevede anche la realizzazione di cinque piscine coperte per un budget totale di 70 milioni di dihram (6,45 milioni di euro). Delle cinque strutture programmate, M'Hamid ha un tasso di completamento molto avanzato (98 per cento), mentre la costruzione delle altre quattro piscine sarà lanciata a breve con un tempo di completamento di 15 mesi.
Il secondo progetto inaugurato dal Sovrano è quello dei vicini campi “Askjour”. Si tratta della costruzione di 10 campi da calcio in erba sintetica, piste da corsa, un parco giochi per bambini, spazi verdi e attività ricreative, una caffetteria, un'infermeria e spogliatoi.
Con una superficie totale di 20.000 metri quadrati, anche questo progetto è stato realizzato nell'ambito di una partnership tra il ministero della Gioventù e dello sport e la municipalità di Marrakech.
Da notare che il ministero della Gioventù e dello Sport mette in opera, in collaborazione con il ministero dell'Interno, il ministero dell'Economia e delle Finanze, il Fondo di Struttura Comunale ed i Consigli provinciali interessati, un programma nazionale di costruzione di 832 complessi socio-sportivi di prossimità  che mobilita un budget di 600 milioni di DH. Questo programma, che sarà realizzato entro 36 mesi, riguarda varie regioni del Regno, in particolare ad Al Hoceima (70), Souss-Massa (149), Rabat-Sale-Kenitra (45), Marrakech-Safi (171), l'Orientale (41), Laayoune-Sakia El Hamra (13), Guelmim-Oued Noun (42), Fes-Meknes (71), Draa-Tafilalet (72), Dakhla-Oued Eddahab (22), Casablanca-Settat (43), e Beni Mellal-Khenifra (93).
Il Re Mohammed  VI ha sempre messo la gioventù al centro di ogni progetto di riflessione sullo sviluppo umano. Recentemente, nel suo discorso del mese d'agosto 2018, in occasione del 65imo anniversario della Rivoluzione del Re e del Popolo, l'accento è stato messo, chiaramente è inequivocabile, sulla crisi di fiducia che provano i giovani in Marocco. Così, il Sovrano, ha segnalato che: “A questo giovane, dobbiamo offrire del concreto, particolarmente in termini d'istruzione, d'occupazione, di sanità ed in molti altri settori. A questo giovane, dobbiamo dare speranza e fiducia nel suo avvenire”.
Nel contesto “di dare speranza e fiducia” ai giovani, il 25 ottobre 2018, il Sovrano ha ricevuto al Palazzo Reale di Marrakech, il ministro dell'Industria, dell'Investimento, del Commercio e dell'Economia Digitale, Moulay Hafid Elalamy ed il Presidente del gruppo automobilistico Renault, Carlos Ghosn.
In quest'udienza, è stato preso in considerazione il progetto d'ampliamento della società marocchina di costruzioni automobili (SOMACA) mediante il raddoppiamento della sua capacità di produzione per raggiungere 160.000 veicoli all'anno all'orizzonte 2022.
Il progetto mira a raggiungere una capacità di produzione di 01 milione di veicoli mira a soddisfare in particolare i bisogni dei giovani in termini di lavoro, di capacità di impiego e d'inserimento sociale e professionali dei giovani diplomati nelle grandi scuole o dall’Ufficio della Formazione Professionale e l’Edilizia.
Con questo raddoppio della produzione di SOMACA, il gruppo Renault porterà la sua capacità di produzione in Marocco a 500.000 veicoli all'anno, di cui 340.000 prodotti nella fabbrica di Tangeri e ciò nel quadro del Programma d'accelerazione industriale.
Nel 2007, la SOMACA aveva esportato il suo primo veicolo “Made in Morroco”. Da allora, è diventata una vera piattaforma d'esportazione, poiché più di 60 per cento della sua produzione è destinato all’export.
Il settore automobilistico in Marocco registra attualmente un tasso d'integrazione locale di oltre 50 per cento ed impiega 85.000 dipendenti.
Questi due progetti a forte valore sociale aggiunto confermano l'alta sollecitudine reale verso i giovani ed il loro divenire attraverso la creazione di un clima allo stesso tempo sano ed attraente per le loro aspettative mettendoli al riparo da qualsiasi forma che condurrebbe al rischio fra cui la radicalizzazione.