giovedì 14 novembre 2013

Al via la II edizione de: Le giornate del Marocco in Italia, “La cultura del deserto”

GIMI: giornate interculturali Marocco - Italia 
Comunicato stampa
Al via la II edizione de: Le giornate del Marocco in Italia,
“La cultura del deserto”

Dal 14 al 16 novembre Roma ospiterà la seconda edizione dell’evento che fa dialogare la cultura marocchina con quella italiana, il GIMI, le Giornate Interculturali Marocco Italia dedicate quest’anno alla  “cultura del deserto”.
Attraverso l’incontro con le peculiarità dei due Paesi, il GIMI si prefigge l’obiettivo di presentare il Marocco profondo e millenario, mettendo in essere una riflessione che vada oltre il confine di nazionalità e si diriga verso dinamiche di trans-nazionalità culturali, economiche e politiche.
La contemporaneità viene intesa come un discorso che coinvolge identità in movimento e si rafforza nelle pieghe di una ricerca che traccia un compromesso fra tradizione e modernità.
Focus dell’iniziativa è quindi la conoscenza e la valorizzazione di una identità plurale attraverso una serie di incontri e dibatiti seminariali, arte, cultura e musica. Si intende ragionare sull’interazione, gli scambi tra i due Paesi riflettendo sulla continuità, anche storicamente determinata, con cui si sono realizzati rapporti commerciali, diplomatici, artistici fino ad arrivare a nuovi percorsi di relazione fra attori sociali, tra cui le imprese. A questo proposito esplorare differenti modalità relazionali ed opportunità offerte dai mercati emergenti del Mediterraneo.
Il GIMI pone l’accento quest’anno sulla diversità culturale  e identitaria che da sempre caratterizza il Marocco. Una diversità rafforzata e consolidata dalle riforme e da un sistema politico stabile e democratico che promuove lo sviluppo e la valorizzazione delle differenti culture locali e regionali. Queste ultime compongono in piena armonia il mosaico marocchino pur preservandone le specificità di ogni regione.
Sono stabilità, sviluppo, convivialità e complementarità secolari tra culture diverse che rendono il Marocco un unicum.
Il programma prevede un momento inaugurale, il 14 novembre, negli spazi del Centro Congressi Roma Eventi “Fontana di Trevi” in via della Pilotta 4, sotto l’egida dell’Associazione di Amicizia Italia-Marocco e l’Ambasciata del Regno del  Marocco in Italia. Il taglio del nastro aprirà al pubblico la mostra di artigianato incentrata sulla cultura del deserto, che rimarrà visitabile sino al 16 novembre presso la sala Manzoni.
Il 15 novembre nell’Auditorium dell’Ara Pacis Augustae, via di Ripetta 190, avrà luogo il convegno di approfondimento, curato dall’Associazione di Amicizia Italia-Marocco in collaborazione con l’Ambasciata del Marocco, con tematica: “ Italia e Marocco: Quali politiche per una crescita sostenibile?” L’evento si articolerà in due tavole rotonde che toccheranno tematiche economiche e sociali. La prima affronterà Italia e Maroccola sfida della governance economica ” mentre la seconda sarà incentrata sul tema “Italia e Marocco: quale modello sociale per uno sviluppo sostenibile”.
In serata, con la direzione artistica della Piero Muscari Comunicazione, sempre presso l’Auditorium dell’Ara Pacis Augustae, si terrà il Galà GIMI: un momento di dialogo e conoscenza culturale durante il quale sono previsti la performance di tre gruppi musicali provenienti dal Marocco (Doueh, sahraoui, Damo, amazigh, l’Orchestra arabo-andalusa di Fes guidata dal maestro Mohamed Briouel) e la premiazione di sei personalità che si sono distinte in vari settori facendosi portavoce, attraverso le loro storie di successi, dei valori fondanti dell’interculturalità alla base della storia di amicizia tra Italia e Marocco.
A piazza della Pilotta, di fronte agli spazi di Roma Eventi, dal 14 al 16 novembre verrà montata una tradizionale tenda usata dai nomadi del deserto, all’interno della quale opinionisti, istituzioni ed esperti di intercultura animeranno incontri di approfondimento e talk show: “Tè a tre sotto la tenda “.
Le tre giornate intendono sostenere e diffondere la cultura del deserto, quindi le tradizioni delle comunità del Sahara legate al nomadismo, alle grandi carovane, ai commerci ed agli scambi.
In questa cornice, inoltre, sarà possibile avere informazioni istituzionali circa le opportunità imprenditoriali offerte dal mercato marocchino.
Tre giornate di riflessione all’insegna dei valori comuni di libero scambio culturale, dei principi di condivisione, dell’incontro fra culture e del dialogo.
Ufficio Stampa Piero Muscari Comunicazione
Mara Dinunno
mob. : +39 340 3097318
ufficiostampa.gimi@gmail.com
www.pieromuscari.it

Convegno
“Italia e Marocco
Quali politiche per una crescita sostenibile?”
Roma, Venerdì 15 novembre 2013, h. 9.30
Auditorium dell’Ara Pacis, Via di Ripetta 190 
PROGRAMMA

09:30
- Registrazione
10:00
APERTURA UFFICIALE 
-  Ugo INTINI, Associazione di Amicizia e Cooperazione Italia-Marocco.
-  Hassan ABOUYOUB, Amb. del Regno del Marocco in Italia.
-  Nicola ZINGARETTI, Presidente Regione Lazio  (da confermare).
-  Antonio CATRICALA’, Vice-Ministro dello Sviluppo Economico (da confermare).
- M.Moulay Hafid EL ALAMY, Ministro dell’Industria e del Commercio del  Marocco
- M. Roberto MASTROIANNI, Giornalista RAI NEWS(da confermare)
10:30
PRIMA TAVOLA ROTONDA
“Italia – Marocco: la sfida della Governance economica
- Relatore Pierluigi PAGANETTO, Docente di Economia Internazionale, Univ. Tor Vergata.
- Replica Mohamed CHAFIKI, Direttore degli studi e delle previsioni finanziarie, Ministero dell’Economia e delle Finanze del Marocco.
- Relatore Driss BENHIMA, Presidente Royal Air Maroc, già Ministro dei Trasporti e del Turismo.
- Replica Adolfo URSO, Presidente “Fondazione FAREFUTURO”.
Dibattito
13,00-14,00
 - Cocktail

Con la presenza del Presidente della Camera dei Consiglieri, Mohamed Cheikh BIADILLAH e delMinistro Delegato per l’Istruzione Superiore, la Ricerca Scientifica e la Formazione dei Quadri  Sig.ra Soumiya BENKHALDOUN.

martedì 5 novembre 2013

Il Consolato marocchino Mobile ad Arezzo 10 novembre

La Rete delle Associazioni della Comunità marocchina in Italia (RACMI) apporta alla cortese attenzione della comunità marocchina residente nella regione Toscana che il Console generale, Driss Rochdi informa: “che il Consolato Generale del Regno del Marocco a Bologna organizzerà un Consolato Mobile, il 10 novembre 2013 ad Arezzo, presso la Casa delle Culture, piazza A. Fanfani 5 (parcheggio Cadorna), 52100 Arezzo. 
L’obiettivo di questo dislocamento è quello di permettere ai cittadini marocchini residenti in questa città, e nei comuni limitrofi della regione Toscana, di beneficiare delle prestazioni consolari in loco e senza doversi recare a Bologna (richiesta di passaporto o di carta d’identità, legalizzazione di documenti, diverse attestazioni, applicazione marche da bollo sui documenti, ecc…). 
Dirigerò personalmente una squadra del Consolato, composta da una decina di funzionari, per garantire la buona riuscita di questa operazione”.
“Tutti i cittadini marocchini interessati sono invitati a beneficiare di questa operazione”, conclude il Console generale.

Per la Rete delle Associazioni della Comunità marocchina

Yassine Belkassem

lunedì 4 novembre 2013

Nota informativa della RACMI sui viaggi inutili e rischiosi nei campi di Tindouf in Algeria

04 novembre 2013
 
campi di Tindouf
Noi nella Rete delle associazioni della comunità marocchina in Italia (RACMI), abbiamo appreso con grande sorpresa e dispiacere, tramite un sito web, che alcune persone parmigiane e toscane stanno organizzando viaggi di “studi per minori italiani” o di “verificare” inesistenti “progetti” o di altre pretese, ai campi di Tindouf in Algeria.
Tutte queste negligenze avvengono malgrado gli sconsigli della Farnesina e di tutti i governi del mondo di visitare queste zone grigie, e le loro raccomandazioni assolute di sospendere ogni viaggio in tale zona e nel sud algerino, per la mancanza della sicurezza dovuta dalla presenza dell’organizzazione terroristica Al Qaeda e le sue varie formazioni.
Nei campi di Tindouf precisamente è stata rapita la nostra Cooperante Rossella Urru e due spagnoli, sequestrati per nove mesi da poi liberati grazie al pagamento d’Italia e di Spagna di un riscatto di 30 milioni di euro.
Nella stessa zona è avvenuto anche il rapimento della toscana Sandra Maria Mariani, rimasta in sequestro nelle mani dei terroristi circa due anni.
Oltre al pericolo assoluto della presenza delle organizzazioni terroristiche come AQMI e MUJAO, e le bande criminali organizzate, la zone dove intendono andare queste persone imprudenti è vietata per la circolazione dall’ONU per la presenza di milioni delle mine antiuomo piantate dall’esercito algerino, dai mercenari e dall’organizzazione separatista “polisario”, negli anni settanta e negli anni ottanta, durante il periodo della guerra fredda. Da far presente che è accaduto, a Tindouf, quattro anni fa un episodio gravissimo davanti agli occhi di diversi giovani italiani toscani condotti al pericolo e terrorizzati, quando una mina antiuomo si è esplosa: un giovane della zona desertica ha perso una gamba e un altro avuto gravissime ferite, questi episodi sono purtroppo molto conosciuti.
Altro che “portare cancelleria scolastica” dal Chianti a Tindouf, addirittura a dicembre, altro che “pedagogico e didattico” come pretende una scuola e un amministratore Comunale a Sesto Fiorentino o la “verifica” dei “progetti” inesistenti di Parma o la visita alla capra bolognese a Tindouf, come pretende una fonte dell’Emilia Romagna. Questi viaggi sono rischiosi e propagandistici.
Noi nella RACMI, crediamo doveroso informare tutti e attirare l’attenzione dell’opinione pubblica nazionale ed internazionale, istituzioni ed eletti locali, nazionali ed internazionali, l’Unicef, compressi i genitori dei minori ed i viaggiatori maggiorenni che la sicurezza non c’è in sud algerino e nei campi; chiediamo a chi intende di mettere i piedi nel pericolo di riflettere due volte prima di andare.
Infine, noi continuiamo ad insistere con nostri appelli lanciati in diverse occasioni ed appuntamenti nazionali ed internazionali, come abbiamo fatto nel Forum Sociale Mondiale a Dakar e Tunisi, nel Forum Sociale Europeo 10+10 a Firenze, al RECOSOL eccetera; invitiamo la comunità internazionale, le ONG del mondo e tutti che hanno a cuore la sacralità della vita di adoperare tutti i mezzi utili per un’ingerenza mondiale in Algeria per sradicare il terrorismo e per garantire la sicurezza e la vita degli stranieri in Algeria.


Rete delle Associazioni della Comunità Marocchina in Italia (RACMI)

giovedì 24 ottobre 2013

Parlamento Europeo apprezza le riforme democratiche in Marocco e richiama Algeria di rispettare i diritti umani nei campi di Tindouf

Il Parlamento Europeo ha adottato, mercoledì 22 ottobre 2013, il rapporto sui diritti dell’uomo nella regione del Sahel, presentato dal deputato conservatore britannico Charles Tannock.
Durante la discussione, gli eurodeputati hanno approvato la proposizione di modifica e di emendamento presentata dall’eurodeputata Veronique De Kepser. Inoltre, hanno rigettato la bozza dell’italiano Pino Arlacchi sulla questione di sfruttamento delle risorse naturali nella regione.
Così il Parlamento Europeo saluta le riforme democratiche in Marocco, richiama Algeria di rispettare i diritti umani nei campi di Tindouf e lancia allarme del terrorismo in Sahel e in sud algerino compressi i campi di Tindouf dove è stata rapita la cooperante italiana Rossella Urru insieme a due spagnoli, sequestrati per nove mesi dai terroristi locali poi liberati grazie a un pagamento di tre milioni di euro da parte dei governi italiano e spagnolo.
Il rapporto di Tannock, modificato ed approvato, “sottolinea l’impegno del Regno del Marocco nel consolidamento dei diritti dell’uomo” e “ricorda, in questo riguardo, la firma e la rettifica del Marocco di numerosi trattati internazionali relativi ai diritti dell’uomo, precisamente la convenzione internazionale delle Nazioni Unite per la protezione di tutte le persone contro le sparizioni forzate, il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, la convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura, la convenzione delle nazioni Unite sull’eliminazione di tutti le forme di discriminazione in riguardo delle donne e la Dichiarazione delle Nazioni Unite sulla protezione dei difensori dei diritti dell’uomo”; Il PE si rallegra, tuttavia, degli “inviti marocchini alle delegazioni internazionali ad hoc, compresse le diverse procedure speciali e precisamente il Reporter speciale dell’ONU sulla tortura”; il rapporto ricorda le conclusioni dell’ONU sui diritti culturali “che sono state incluse nella nuova Costituzione marocchina e saluta la realizzazione del canale televisivo saharawi” a Laayoune; apprezza “sottolineando le nuove prospettive delle riforme politiche e democratiche intraprese in Marocco”; nota “il lavoro efficace del Consiglio Nazionale dei Diritti dell’Uomo Conseil National Marocain des Droits de l'Homme (CNDH) e saluta gli sforzi, riconosciuti dall’ONU, impegnati per migliorare la documentazione delle allegazioni dei diritti dell’uomo in Sahara, particolarmente dall’intermediario del Consiglio di Sicurezza che dispone uffici a Laayoune e Dakhla”; “Saluta l’accoglienza positiva riservata dal Governo marocchino alle raccomandazioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU sulla situazione dei diritti dell’uomo in Sahara”; Inoltre, il rapporto “si dichiara preoccupato della povertà e la mancanza dei servizi di base nei campi di Tindouf amministrati dal polisario in Algeria, soprattutto la nutrizione, la sanità e l’accesso all’acqua potabile”; “Nota la mancanza di informazioni chiare sul numero preciso degli abitanti dei Campi di Tindouf” e “richiedendo alle autorità del polisario e dell’Algeria di fare o di facilitare dei censimenti regolari o delle registrazioni ufficiali; “insiste, pertanto, sull'importanza capitale di garantire la sicurezza e la protezione dei campi e chiede alle autorità algerine di assumersi la loro responsabilità di migliorare la situazione dei diritti dell’uomo nei campi di Tindouf”; “Nota che molti attori, ONG marocchine e alcuni ex residenti dei campi di Tindouf , ha affermato che le autorità del fronte polisario limitano la libertà di espressione e la libertà di circolazione degli abitanti”; “Richiama il polisario per dare agli osservatori indipendenti, i diritti di accesso libero, regolare e illimitato ai campi, e ad indagare rigorosamente ogni allegazione”;
 Inoltre, la relazione mette in evidenza il ruolo di leader di capofila che il Marocco gode in Africa e nella regione del Sahel nel campo della lotta contro il terrorismo e per la promozione della cooperazione per lo sviluppo.
Per tutto ciò, il rapporto prende atto e saluta il rapporto del Segretario Generale dell’ONU di aprile 2013 sulla situazione in Sahara, che insiste sulla necessità primordiale di trattare questo conflitto nella cornice di una strategia più vasta per il Sahel; “Rileva che i diversi conflitti in Sahel e soprattutto la presenza dei gruppi terroristici come AQMI in nord di Mali e in sud dell’Algeria rischiano di destabilizzare il Sahara e la regione in generale; “Rileva l’impatto negativo del conflitto sull’integrazione regionale, alla quale dovrebbero partecipare Marocco ed Algeria e che potrebbe creare di importanti possibilità di sviluppo economico e di democratizzazione, migliorando anche la sicurezza delle popolazioni del Sahel e del Sahara”; “Esprime la sua preoccupazione constatando che la povertà nei campi di Tindouf , associata ad una assenza di prospettive a lungo termine per molti rifugiati, rende quest'ultimi vulnerabili di fronte alla radicalizzazione del fondamentalismo religioso” ; Infine il parlamento Europeo “richiama il pericolo legato al reclutamento dei giovani nelle reti criminali o terroristiche , e attira l'attenzione sulla permeabilità delle frontiere , che rischia di facilitare l'infiltrazione dei campi da parte di gruppi jihadisti da nord di Mali e altrove; condanna a questo proposito il rapimento di tre operatori umanitari europei nel campo Rabouni nel mese di ottobre 2011.


Yassine Belkassem

lunedì 14 ottobre 2013

Giappone infila Polisario nella lista delle organizzazioni terroristiche in Africa

Il giornale marocchino “Sahifat Annas” ha fatto sapere, oggi,  che l’organizzazione separatista “Polisario”  creata dall’Algeria e il Gheddafi nei campi di Tindouf in Algeria per motivi egemonici in Africa, “è stata inserita nella lista delle organizzazioni terroristiche in Africa in un report dei servizi della sicurezza civile del ministero della Giustizia giapponese”.
Oltre al Polisario il report ha inserito ben “42 organizzazioni terroristiche in sud algerino come Ansar Eddin, Shabab in Somalia, Giaysh Tahrir Sudan e il Movimento dell’Unità e Jihad in Africa dell’Ovest (MUJAO)” l’ultima sigla ha rapito  e sequestrato la cooperante italiana Rossella Urro e due spagnoli due anni fa, poi liberati dopo un pagamento milionario di euro dai governi italiano e spagnolo.

 “Sahifat Annas” aggiunge che “il report ha indicato il nesso tra i elementi del polisario e l’organizzazione terroristica Al Qaeda nella Penisola Araba, e Al Qaeda nel Magreb Islamico (AQMI)”.

venerdì 11 ottobre 2013

Il Re del Marocco presiede la cerimonia della nomina del nuovo governo

Sua Maestà il Re Mohammed VI ha presieduto, giovedì 10 ottobre 2013, nel Palazzo Reale a Rabat in Marocco, la cerimonia della nomina dei membri del nuovo governo guidato da Abdelilah Benkirane.
A questo governo avvenuto dopo la dimissione del partito Istiqlal, fanno parte i ministri del Partito della Giustizia e dello Sviluppo (PJD), il Partito Movimento Popolare (MP) e il Partito Rassemblement national des indépendants (RNI).
Questo evento rimarca la distinzione del Regno marocchino e la singolarità del suo modello democratico guidato dal Re Mohammed VI. Cosi questo paese nordafricano continua, in tutta serenità, il cammino del consolidamento delle sue Istituzioni democratiche, lontano dalle agitazioni movimentate che continuano a colpire i paesi del Nord Africa.
Durante il processo che ha condotto all’insediamento del nuovo governo, tutti gli attori politici hanno assunto il loro ruolo in pieno rispetto della trasparenza e delle regole  Costituzionali e democratiche.
Dall’inizio del processo, Sua maestà il Re ha puntato sull’ascolto e la reattività, con il suo appello telefonico a Hamid Chabat Segretario Generale del Partito Istiqlal dopo il suo ritiro dal governo Benkirane e la decisione del Re dell’insediamento del governo alla vigilia della prima seduta del parlamento. Tutto ciò traduce la volontà del Sovrano di dare tutte le condizioni di esercizio sereno ai poteri legislativo e esecutivo.

Malgrado la lunghezza del processo, le Istituzioni e le amministrazioni dello Stato hanno continuato di funzionare normalmente e senza crisi. Questa realtà marocchina rispecchia la profondità istituzionale storica del Regno e la guida saggia, serena ed illuminata di Sua Maestà, garante della continuità.

Haiti ritira suo riconoscimento alla fantasma “rasd”

Il governo di Haiti ha annunciato il ritiro ufficiale del suo riconoscimento alla fantasma repubblica “rasd” per “preservare la dinamica suscitata dalla proposta marocchina per concedere un statuto di vasta autonomia alla regione del Sahara”.
Il ministero degli Affari Esteri di Haiti sottolinea, in un comunicato, che la sua decisione “è quella di favoreggiare il processo del regolamento di questa questione dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e di sostenere gli sforzi del Segretario generale dell’ONU e del suo Inviato personale per raggiungere ad una soluzione politica, definitiva e reciprocamente accettata dalle parti”.
Dello stesso modo, il governo della Repubblica di Haiti , “incoraggia le parti di continuare i negoziati in buona fede per conservare lo slancio generato dalla proposta marocchina di concedere uno statuto di vasta autonomia alla regione del Sahara e di raggiungere una soluzione basata sul realismo e lo spirito di compromesso, in conformità con le risoluzioni pertinenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite", conclude il comunicato che è stato ampiamente riportato dalla stampa dei Caraibi.

La fantasma repubblica rasd fu creata in Algeria dalla stessa Algeria e il Gheddafi nel 1976 per desideri egemonici.