domenica 30 novembre 2014

Animazione e cultura si invitano al 2° FMDH di Marrakech

Yassine Belkassem

Marrakech, 30 nov. 2014 - I lavori del 2° Forum Mondiale dei Diritti dell'Uomo (FMDH) a Marrakech del sabato, sono stati ricchi di attività culturali e di animazione.
Il Cinema Colisée (Colosseo) ha ospitato la proiezione di un film documentario in omaggio alla defunta Assia El Ouadie, la donna di legge marocchina, icona dei diritti dei detenuti denominata dai detenuti “Mama Assia”. La proiezione è stata onorata dell’incontro con la famiglia El Ouadie e con Hala Mourad la regista del documentario.
In coincidenza con la Giornata internazionale di solidarietà con la Palestina, 29 novembre,  il FMDH di Marrakech partecipa alla campagna Building Solidarity for Palestinian Refugees, iniziata dall'UNRWA, con l'esposizione di una foto gigante sulla facciata della posta Gueliz.
Mentre il Villaggio del FMDH ha conosciuto un'esposizione di foto, e nella serata è stato organizzato incontro al cinema Colosseo con Yahya Yakhlef, ex ministro palestinese della cultura seguito di proiezione del film “Les Infiltrés “ (Gli infiltrati) di Khaled Jarrar, e una serata artistica musicale animata dal trio Joubran. Sempre al Villaggio del FMDH, i partecipanti hanno assistito ad un concerto di musica argentina di “Grupo Tonolec”, un laboratorio di danza “Bailarina de Tango y folclore”, un'esposizione di “La pena di morte non è la giustizia” della Coalizione mondiale per l'abolizione della pena di morte, mentre Amnesty Marocco ha presentato un teatro su “l'abolizione della pena di morte” e ha animato una performance musicale intitolata “I gridi degli schiavi”.
Queste attività sono accompagnate, fuori sito, da un'esposizione di Mahi Binebine “Insoumission” al museo della Palmeraie, dal 20 novembre al 20 dicembre, un Carnevale per i diritti lungo le grandi arterie della città ocra ed una maratona dei giovani per i diritti umani.
Nello stesso ordine di idea, la Posta Marocco ha emesso un francobollo postale di un valore di 8,40 Dh, in commemorazione di questa 2° edizione, parallelamente ad un'esposizione filatelica.
La seconda edizione del Forum Mondiale dei Diritti Umani (FMDH) Marrakech 2014, è un evento internazionale di spicco patrocinato dal Re Mohammed VI, ha avuto la partecipazioni di oltre 6mila delegati provenienti da più di cento paesi, nella fattispecie ong locali ed internazionali, agenzie dell’Onu, governi, partiti politici, sindacati, attori mondiali dello sviluppo e dei diritti umani e imprenditori.



FMDH Marrakech 2014: La situazione degli anziani richiede la revisione di legislazioni e politiche pubbliche nel mondo

Yassine Belkassem
Marrakech, 29 nov. 2014 - Numerosi giuristi e periti nazionali e stranieri hanno sottolineato, sabato a Marrakech, l'importanza di procedere alla revisione delle legislazioni, politiche pubbliche e programmi afferenti alle persone anziani a causa della loro inadeguatezza con le attese e bisogni di questa categoria nel mondo. I cambiamenti della piramide dell’età e delle condizioni socioculturali della società moderna hanno affettato grandemente lo statuto e la situazione delle persone vecchie, hanno stimato i giuristi e esperti in un incontro intitolato “Proteggere e promuovere i diritti delle persone anziani: Opportunità e mezzi”, organizzato nella cornice del secondo Forum mondiale dei Diritti dell’Uomo (FMDH) organizzato e patrocinato dal Re Mohammed VI a Marrakech dal 27 al 30 novembre. Hanno messo l'accento sull'imperativo di rinforzare le istanze ed istituzioni concernenti dalla questione delle persone anziani e di mettere in opera strutture giuridiche e approcci pertinenti sul lungo termine.
A questo proposito, il direttore dell’Entraide Nazionale marocchino Abdelmounaim Madani ha presentato i differenti programmi sociali dedicati agli anziani, particolarmente in termini di accoglienza, alloggio e di accesso ai servizi sanitari, accompagnamento e di animazione sociale e culturale. Madani ha ricordato che il Marocco dispone oltre sessantina di strutture di protezione sociale che sono gestite dalle istituzioni caritative al profitto di 52 mila persone di cui 53 per cento sono donne, e altre strutture gestite dall'Iniziativa Nazionale dello Sviluppo Umano (INDH), la Fondazione Mohammed V per la Solidarietà. E ha assicurato che i preparativi vanno di buona velocità per la creazione di un Osservatorio nazionale delle persone anziane, presentando il rafforzamento delle strutture della protezione sociale in risorse umane, nell'orientamento degli sforzi dei differenti partner verso le zone che soffrono di mancanza di infrastrutture adeguate. Dalla sua parte Mohamed Ait Azizi, direttore della protezione della famiglia, dell'infanzia e delle persone anziane al ministero della Solidarietà, della famiglia e dello sviluppo sociale che ha evidenziato gli sforzi consentiti dalle autorità pubbliche con altre istituzioni ed associazioni della società civile per l’emergenza di una nuova generazione dei servizi e prestazioni a favore delle persone anziane. L’amministratore ministeriale ha segnalato che le campagne di sensibilizzazione saranno organizzate ogni anno per fare valere il posto delle persone vecchie ed il loro statuto sui livelli sociali, culturali e familiari, sopratutto che questo posto di scelta nel corpo sociale marocchino comincia a subire con forza i contraccolpi della modernità nella scia della mondializzazione.
Gli altri intervenienti di cui attori associativi venuti dal Sud Africa, Francia, USA e dalla Svizzera, hanno sottolineato la necessità di promuovere la situazione e i diritti delle persone anziane nelle politiche e programmi pubblici.
La seconda edizione del Forum Mondiale dei Diritti Umani (FMDH), un evento internazionale di spicco patrocinato dal Re Mohammed VI, ha avuto la partecipazioni di oltre 6mila delegati provenienti da più di cento paesi, nella fattispecie ong locali ed internazionali, agenzie dell’Onu, governi, partiti politici, sindacati, attori mondiali dello sviluppo e dei diritti umani e imprenditori.


FMDH Marrakech 2014: CESE marocchino chiede azioni intense della Carta sociale dell’UCESIF

Yassine Belkassem

Marrakech, 29 nov. 2014, La linea guida che sarà adottata dall'Unione dei Consigli economici e sociali ed istituzioni similari della Francofonia, (UCESIF), per 2015 -2016, deve fondare la sua azione sulla mobilitazione dei paesi membri vista di intensificare le azioni di volgarizzazione della Carta sociale dell'unione, ha sottolineato, a Marrakech, il presidente del Consiglio economico, sociale ed ambientale (CESE), Nizar Baraka. I Consigli Economici e Sociali (CES) dei paesi francofoni sono chiamati ad elaborare rapporti annui per ogni paese sugli indicatori della Carta dell'UCESIF e sulla valutazione delle politiche pubbliche attuate per generalizzare l’accesso dei cittadini a questa nuova generazione dei diritti dell’Uomo, ha aggiunto, durante al seminario intitolato “L’impatto della Carta sociale dell’UCESIF) sulla promozione dei diritti fondamentali nei paesi dell’Unione”, alla seconda edizione del Forum Mondiale dei Di ritti dell’Uomo, organizzata a Marrakech dal 27 al 30 novembre.
Baraka ha rafforzato che l'obiettivo finale di queste azioni consiste a riunire le condizioni della creazione di un osservatorio della Carta dell'UCESIF. Ha peraltro, sottolineato che gli obiettivi ed il contenuto della Carta sociale dell'UCESIF si inseriscono pienamente nelle prospettive degli Obiettivi di Sviluppo Duraturo (ODD) in corso d’elaborazione e di esame dall’ONU per il periodo 2015 - 2030.
“Il Marocco ha giocato un ruolo importante nell'elaborazione e l'adozione della Carta sociale dell'UCESIF che costituisce un progresso maggiore per i paesi membri”, ha rilevato del suo lato, il segretario generale dell'UCESIF Michel Doucin. Doucin, in quanto consigliere diplomatico del CESE francese, ha richiamato a mettere in azione questa Carta e di fare in sorte che raggiungesse risultati concreti. Il presidente dell'UCESIF, Christos Polyzogopoulos, ha sottolineato dalla sua parte, che l'adozione di politiche restrittive da certi paesi di cui la Grecia, hanno condotto le economie alla recessione, hanno minato considerevolmente il livello di vita della società e fortemente aumentato il tasso di disoccupazione. “La povertà e la disoccupazione costituiscono una piaga in numerose regioni del mondo mentre enormi ricchezze si accumulano nelle mani di una minoranza”, ha aggiunto concludendo che la povertà e le disuguaglianze sociali costituiscono una minaccia per la coesione sociale.
Il presidente del CES del Benin, Tabé Agostino Gbian, hanno sollevato della sua parte, l'importanza di tali carte nella promozione dei diritti dell'uomo nei paesi dell'Unione, chiamando a mettere in moto questa carta a favore della realizzazione delle attese e delle aspirazioni dei cittadini dell’Unione allo sviluppo duraturo e a una vita decente e dignitosa, mettendo in rilievo l'esperienza del CES del Benin, chiamando peraltro, a trarre profitto dalla ricca esperienza accumulata dal CESE marocchino in questo campo.
Nello stesso ordine di idee, il presidente del CES del Congo, Jean Marie Tasomo, hanno messo in rilievo l'esperienza pioniera del CESE marocchino così come tutte le iniziative del Regno in favore dello sviluppo del continente nero in tutti i campi. Ha inoltre, chiamato di attuare le disposizioni della Carta sociale dell’Unione e di garantire la continuità di questa Carta attraverso la sua volgarizzazione sul livello internazionale e continentale. Questo incontro è stato anche l'opportunità di firmare un accordo di cooperazione tra il CESE marocchino ed il suo omologo del Congo.
Da ricordare che la Carta sociale dell'UCESIF si articola intorno a tre elementi costitutivi complementari: l'enumerazione dei diritti fondamentali, economici, sociali, culturali, politici, civili ed ambientali, la declinazione dei diritti fondamentali in obiettivi operativi e l'identificazione degli indicatori di monitoraggio dei risultati dell'azione. Questa Carta è strutturata in sette capitoli complementari. Si tratta dell'accesso ai servizi essenziali e il benessere sociale, la conoscenza, formazione e sviluppo culturale, l'inclusione e solidarietà, la protezione dei bambini, il dialogo sociale, dialogo civile e partnership innovative, la protezione dell'ambiente ed la gouvernance responsabile, sviluppo e sicurezza economica e democrazia sociale.
Organizzato dal CESE (Marocco), questo atelier di lavoro che ha visto la partecipazione di parecchi CES, membri dell'UCESIF ed istituzioni nazionali e internazionali, ha offerto l'opportunità per fare il bilancio delle azioni di volgarizzazione della Carta sociale dell'UCESIF condotto fino ad oggi e per valutare l'impatto di questa volgarizzazione sulla promozione delle buona pratiche in materia di effettività dei diritti dell’Uomo fondamentali nei paesi dell’Unione.
Creata nel 2004 a Ouagadougou, l'UCESIF raggruppa le istituzioni di competenze similari dei paesi francofoni, in vista di creare uno spazio di scambi di esperienze tra professionisti che si evolvono nello stesso campo di attività. Posta sotto l'egida dell'Organizzazione Internazionale della Francofonia (OIF), l'UCESIF raggruppa i Consigli Economici e Sociali di 22 paesi.


Paesi europei e africani decidono a Roma un nuovo impegno sull'immigrazione

Roma,  28 Novembre - Circa 58 Paesi europei e africani si sono impegnati in corso di una riunione ministeriale a Roma per risolvere i problemi dell'immigrazione, senza ridurlo a una semplice questione affrontabile ricorrendo al rafforzamento della polizia di frontiera.
La quarta conferenza nell'ambito del Processo di Rabat, istanza del dialogo tra Europa e Mediterraneo proprio sul tema dell'immigrazione, è stata dunque l'occasione per riprendere il tema, come ha specificato con entusiasmo il ministro senegalese dell'Interno, Abdoulaye Daouda Diallo. "L'immigrazione è un problema tanto per il nord quanto per il sud" ha spiegato il ministro in conferenza stampa. Per l'Africa non è più sostenibile che le braccia e le menti migliori lascino la propria terra, mentre i paesi europei non riescono più a fronteggiare i flussi migratori che li invadono. Secondo Diallo, dunque, è necessario mettere in piedi programmi che mirino a scoraggiare il fenomeno migratorio dai paesi di origine e per farlo bisogna che gli stessi assicurino la tutela dei diritti fondamentali ai propri cittadini.
Roma è da qualche settimana teatro di episodi di enorme violenza da parte degli abitanti di alcuni quartieri che mal tollerano la presenza dei centri di accoglienza per immigrati, accusati di compromettere la quiete cittadina e di appropriarsi di fondi pubblici che non sono più garantiti agli italiani. Con questo genere di paure e pregiudizi è arrivato il momento di fronteggiarsi a viso aperto, secondo il ministro marocchino Anis Birou, che ha evidenziato l'importanza di sensibilizzare le persone affinché comprendano che la presenza degli immigrati è una ricchezza per i paesi che li accolgono.
La nuova Commissione europea, che ha avviato i suoi lavori all'inizio di novembre, come ha spiegato Federica Mogherini, capo della diplomazia europea, intende proprio lavorare sull'aspetto dei vantaggi economici che i flussi migratori possono arrecare. In materia di immigrazione, secondo Mogherini, è importante integrare politica, visioni di insieme e cultura della tolleranza.
La Commissione, d'altronde, ha come approccio quello di mettere in collaborazione stretta tutti i soggetti coinvolti nella politica estera, nel commercio, nell'aiuto umanitario e nello sviluppo internazionale.


afp

sabato 29 novembre 2014

Continuano i lavori del FMDH Marrakech 2014, alcuni interventi

Marrakech 29 novembre 2014 - Si svolge dal 27 al 30 novembre in Marocco, a Marrakech, la seconda edizione del Forum mondiale dei Diritti umani (Fmdh), un evento internazionale di spicco patrocinato dal Re Mohammed VI e che interpreta la volontà e l’ambizione del paese nordafricano di contribuire attivamente alle azioni internazionali nel campo dei Diritti dell’Uomo. Il fatto che la manifestazione si svolga in Marocco, cioè per la prima volta in Africa, testimonia la volontà del regno di affrontare le riforme radicali concernenti la promozione dei Diritti dell’Uomo, una scelta che risponde alla volontà di un cammino che è irreversibile. Al forum, che si concluderà il 30 novembre, sono presenti 6mila delegati provenienti da più di cento paesi, nella fattispecie ong locali ed internazionali, agenzie dell’Onu, governi, partiti politici, sindacati, attori mondiali dello sviluppo e dei diritti umani e imprenditori.
Ecco alcuni interventi del secondo giorno:
Navy Pillay, Alto Commissariato dei diritti dell’Uomo:
La tenuta del FMDH in Marocco con la forte partecipazione di esperti internazionali e militanti associativi e rappresentati di dell’ONU e dei governi, venuti da circa cento paesi testimonia l’impegno del Regno per il rispetto e la protezione  dei diritti dell’uomo. Auguri al governo marocchino per questo appuntamento mondiale eccezionale che offre uno spazio di scambio e di dialogo tra gli attori governativi e i difensori dei diritti dell’uomo”.
Delegazione UE:
Stavros Lambrinidis, Rappresentante Speciale dell’UE per i diritti umani, Elena Valenciano, e il co-presidente della Commissione parlamentare mista UE - Marocco, Pier Antonio Panzeri, hanno partecipato attivamente ai lavori del FMDH: “La promozione della buona gouvernance i diritti dell’uomo in centro del dialogo politico tra l’UE e Marocco è un campo prioritario della cooperazione tecnica e finanziaria dell’UE, e per esempio l’UE sostiene il piano del governo marocchino per uguaglianza, e sosterrà la riforma della Giustizia e le nuove politiche della migrazione in Marocco.
L’UE dialoga attivamente con la società civile (300 organizzazioni e reti), appoggiandola dal 2000 con ben 140 progetti di 40 milioni di euro. Altre 30 progetti sono in corso d’esecuzione con un budget di 15 milioni di euro, nei campi della democrazia, diritti dell’uomo, ambiente, la giustizia, la migrazione.
Susan Alzner, Incaricato del Programma ONU con le ONG:
Il FMDH Marrakech 2014 apporta anche un valore aggiunto agli sforzi sostenuti impegnati per il rafforzamento della cultura e dei diritti dell'uomo nel mondo. Durante l'incontro mondiale di Marrakech, i partecipanti vanno ad esaminare i mezzi di migliorare la protezione dei diritti dell'uomo in favore delle categorie sociali più fragili conformemente alle convenzioni e trattati dell'ONU relativa ai diritti dell'uomo. Malgrado gli sforzi consentiti ed il progresso registrato in materia dei diritti umani in parecchie regioni del pianeta grazie alla mobilitazione della comunità internazionale, c'è ancora una lunga strada a percorrere in questo campo.
José Luis Rodriguez Zapatero ex capo del Governo spagnolo
Ha sottolineato che la democrazia conduce alla pace e riduce le violazioni dei diritti umani, chiamando alla promozione della democrazia in quanto vettore che serve a ridurre il rischio di violenza in seno alle società sul piano internazionale. La necessità di trarre le lezioni dalle violenze e dei conflitti che hanno segnato la storia dell'umanità, indicando che lo spazio della comunità europea che era nel passato un focolare di guerre e di conflitti, è diventato oggi grazie alla promozione della democrazia, un'oasi di pace ed un modello dell'integrazione. La storia ci ha insegnato che l'intolleranza, qualunque sia la sua natura o le sue origini, costituisce una minaccia per la pace, stimando che l'unità e la cooperazione tra le religioni e la promozione del dialogo tra le civiltà favoriscono l’intesa e la coesistenza tra i popoli. Una terza guerra mondiale non ha avuto luogo finora a causa della democrazia che si è rinforzata considerevolmente durante i 20 ultimi anni attraverso il mondo, affermando che l'intolleranza, la dittatura, la povertà ed il traffico di droghe attizzano il rischio dell'insicurezza. L’uguaglianza tra uomo e domma dovrebbe essere al top delle priorità dell’agenda mondiale di sviluppo post 2015, perché questo permetterà a raggiungere altri obiettivi strategici.
Michel Tubiana, Presidente della Rete Euro mediterranea dei diritti dell’Uomo:
La democrazia non può essere esportata o imposta dell'estero, sottolineando la necessità di dare la chance ai paesi arabi ed aiutarli a costruire i loro propri progetti democratici senza ingerenza nei loro affari interni. La democrazia ed i diritti umani non sono la panacea esclusiva a certi paesi o un continente senza l'altro perché i popoli si dividono le stesse inspirazioni alla libertà e la democrazia. La consacrazione dell'uguaglianza tra i popoli richiede il rafforzamento del dibattito e del dialogo tra i governi e gli attori della società civile, ciò che permette di costruire una società tollerante. Tubiana ha salutato, peraltro, la politica migratoria del Marocco, in particolare la decisione del Regno di regolarizzare la situazione degli immigrati sub-sahariani, affermando che il Marocco è l’unico paese nel continente africano ad intraprendere una tale iniziativa.


Marocco: storico accordo, arrivano indennizzi per disoccupati , da dicembre 70% media ultimi sei stipendi

(ANSAmed) - ROMA, 28 NOV - Il Marocco fa un altro significativo passo in avanti nella razionalizzazione del settore degli ammortizzatori sociali con un accordo, caratterizzato da una lunghissima gestazione, tra sindacati e imprenditori per garantire ai disoccupati un sostegno economico che ne agevoli il reinserimento nel mercato.
In base all'accordo, i disoccupati già a partire dal prossimo dicembre percepiranno - comunque per un periodo limitato di sei mesi - una ''indennità per la perdita del lavoro” (questa la definizione ufficiale) che sarà pari al settanta per cento della media degli stipendi percepiti nel semestre precedente al giorno della comunicazione ufficiale del rapporto di lavoro.
L'accordo, siglato alla fine di un serrato confronto tra le parti e spesso giunto ad un passo dalla rottura, arriva a distanza di circa dodici anni dall'avvio delle trattative.
Ma, come spesso accade in sede di trattativa, l'accordo raggiunto - comunque celebrato in Marocco come un successo del metodo della concertazione - non sembra soddisfare equamente tutte e due le parti.
Il sindacato, pur avendo accettato le grandi linee dell'intesa (che sana comunque una ferita nei rapporti industriali), la defisce al ribasso rispetto alle aspettative dei lavoratori. Tanto che Miloudi Moukharir, segretario generale dell'Unione marocchina del lavoro (forse la centrale più rappresentativa), l'ha definita una ''misuretta''. E Jamal Belarach, presidente della commissione Affari sociale dello stesso sindacato, quasi a motivare la firma dell'accordo, ha spiegato la situazione che esiste in Marocco, dove la perdita del posto di lavoro spesso spiana una strada velocissima verso la ''miseria sociale''. Di parere opposto, ovviamente, le strutture di rappresentanza del patronato, secondo le quali l'indennità potrà accompagnare concretamente chi ha perso il posto di lavoro in un percorso di reinserimento che purtroppo , ad oggi, non aveva alcun ''paracadute'' sociale, ovvero alcuna misura che desse una risposta seppure provvisoria alla repentina perdita del reddito.
Stando alle stime elaborate in sede di trattativa, nel primo anno di operatività dell'accordo il numero delle persone che dovrebbero essere indennizzate entrerebbero in una forbice tra i 35 mila ed i 50 mila, con un costo a carico dello Stato di 45 milioni. Ma, dopo i primi tre anni di durata dell'intesa, essa andrà alla valutazione congiunta di imprese e sindacato per trovare una piattaforma economica condivisa in cui lavoratori (con lo 0,38 per cento del salario lordo) e imprese (con lo 0,19) contribuiscano congiuntamente.


(di Diego Minuti)  

venerdì 28 novembre 2014

Sul Forum Mondiale dei Diritti dell’Uomo 2014 a Marrakech … hanno detto …

Jean Marie Heydt, Presidente del Centro Nord Sud del Consiglio d'Europa: “Il Marocco ha dimostrato in questi ultimi anni un progresso fenomenale, sia sul piano economico che sul piano umano in generale.
Gilles Pargneaux, Eurodeputato socialista e Presidente del Gruppo d'Amicizia UE – Marocco: “Il Marocco ha avuto un’attitudine esemplare nella materia dei diritti dell’uomo dall’inizio del 21isimo secolo, grazie alla ferma volontà di SM il Re Mohammed VI con l’impulso di una fortissima politica di sviluppo dei diritti umani che ha permesso di dire che il Marocco è un esempio nel Maghreb, in Africa e nel mondo arabo”.
Mohamed Vall Alghadi, Presidente della ONG mauritana "Mémoire et Justice: “Rendo omaggio al Marocco per aver sviluppato una base solida e ambiziosa nella protezione e la difesa dei diritti dell’uomo. La tenuta della seconda edizione in Marocco è un messaggio internazionale forte di incoraggiamento e di riconoscimento per il Regno marocchino”.

Maurice Katala, Presidente della ONG africana Action pour la Paix et le Développement dans la région des Grands - Lacs (AIPD): « L’AIPD si rallegra per l’impressionante slancio riformatore in corso in Marocco, abbiamo tanta ammirazione per le azioni iniziati in questi ultimi anni per promuovere la dinamica di riforma in maniera globale, particolarmente sul piano dei diritti dell’Uomo”.