Visualizzazione post con etichetta FMDH Marrakech 2014. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta FMDH Marrakech 2014. Mostra tutti i post

martedì 2 dicembre 2014

Bilancio del FMDH Marrakech 2014, grande successo della lotta per i diritti umani

Yassine Belkassem

Malgrado il maltempo invernale e le perturbazioni climatiche che hanno colpito la zona centro ed ovest del Marocco compressa Marrakech, il Forum Mondiale dei Diritti dell'Uomo (FMDH) ha chiuso i suoi lavori domenica 30 novembre a Marrakech con grande successo, dopo quattro giorni di dibattiti e di scambi attorno alle principali tematici dei diritti dell'uomo nel mondo.
L’edizione del FMDH ha tenuto tutte le sue promesse. Sono 7000 partecipanti in provenienza da circa cento paesi a questo appuntamento internazionale di spicco patrocinato dal Re Mohammed VI, nella fattispecie ONG locali ed internazionali, agenzie dell’ONU, governi, partiti politici, sindacati, artisti, attori mondiali dello sviluppo e dei diritti umani e imprenditori. Più di 100 argomenti dibattuti e 160 attività associative, sportive, culturali e di formazione sono state organizzate. 397 giornalisti rappresentano i media di più di 20 paesi hanno coperto l’evento. 750 volontari mobilitati, secondo un bilancio ufficiale del comitato d’organizzazione.
L'apertura dei lavori del FMDH è stata segnata dalla lettura del messaggio del Re Mohammed VI inviato ai partecipanti.
Il FMDH ha così partecipato attivamente ai preparativi del 20isimo anniversario della Dichiarazione e del programma mondiale di azione Beijing+20 sui diritti delle donne, con 9 laboratori tematici dedicati alle questioni di parità e uguaglianza, violenze di genere, leadership femminile, ecc.
Era presente, alla grande, la discussione mondiale sugli obiettivi di sviluppo post-2015 che deve essere oggetto di una riunione internazionale nel settembre 2015 a New York. I partecipanti hanno, in questo quadro, esortato le parti interessate a questo cantiere planetario a valutare il grado di completamento degli Obiettivi del Millennio per lo Sviluppo (OMD) e di definire nuovi obiettivi basati sullo sviluppo duraturo ed un approccio diritti dell'uomo.
Le questione di migrazione sono state fortemente presenti nel FMDH, i partecipanti hanno reclamato per una nuova gouvernance internazionale in materia di gestione dei flussi migratori e dei diritti dei profughi e dell'asilo.
Ad alcuni mesi dall'apertura della 21isima conferenza internazionale sul clima a Parigi (COP)21, le questioni di protezione dell'ambiente e delle città durature sono state evidentemente presenti con diversi laboratori tematici come: città e diritti dell'uomo, il diritto all'acqua, ecc.
Parecchi altri argomenti relativi ai diritti civili e politici, socioeconomici, culturali ed ambientali sono stati dibattuti. Questioni emergenti hanno animato particolarmente i dibattimenti come queste sui diritti delle persone anziane, i diritti dell'uomo e le imprese, il diritto all’informazione, la sicurezza, la libertà di coscienza, ecc.
Il FMDH, in coincidenza con la giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese, sono state questa organizzate manifestazioni, proiezioni di film, esposizioni di foto e i concerti artistici e musicali che hanno permesso ai partecipanti di far sentire la loro voce per una soluzione giusta ed equa al conflitto israelo -palestinese.
Il FMDH Marrakech 2014 ha permesso a 18 istituzioni internazionali, reti e collettivi di difesa dei diritti dell'uomo di tenere le loro riunioni interne a Marrakech aderendosi alle principali tematici dibattute. E ha permesso alle migliaia di visitatori di incontrare associazioni e attori dei diritti dell'uomo in Marocco e nel mondo. Un villaggio è così stato dedicato interamente agli incontri con il pubblico. Sei esposizioni e una gara internazionale di maratona sono state organizzate per promuovere e sensibilizzare delle tematici attuali dei diritti dell'uomo nel mondo.
Per preservare la memoria istituzionale in materia di diritti dell'uomo, un francobollo commemorativo è stato pubblicato dalla poste marocchine Barid Al Maghrib.

Infine, i lavori del FMDH sono stati diffusi interamente via Internet, grazie all'installazione di una TV, una radio e varie pubblicazioni sulle reti network sociali. 14 milioni persone hanno potuto seguire in diretta le attività del FMDH. I contenuti prodotti sulle differenti piattaforme trattate hanno totalizzato 30 milioni di viste.

domenica 30 novembre 2014

FMDH Marrakech 2014: La situazione degli anziani richiede la revisione di legislazioni e politiche pubbliche nel mondo

Yassine Belkassem
Marrakech, 29 nov. 2014 - Numerosi giuristi e periti nazionali e stranieri hanno sottolineato, sabato a Marrakech, l'importanza di procedere alla revisione delle legislazioni, politiche pubbliche e programmi afferenti alle persone anziani a causa della loro inadeguatezza con le attese e bisogni di questa categoria nel mondo. I cambiamenti della piramide dell’età e delle condizioni socioculturali della società moderna hanno affettato grandemente lo statuto e la situazione delle persone vecchie, hanno stimato i giuristi e esperti in un incontro intitolato “Proteggere e promuovere i diritti delle persone anziani: Opportunità e mezzi”, organizzato nella cornice del secondo Forum mondiale dei Diritti dell’Uomo (FMDH) organizzato e patrocinato dal Re Mohammed VI a Marrakech dal 27 al 30 novembre. Hanno messo l'accento sull'imperativo di rinforzare le istanze ed istituzioni concernenti dalla questione delle persone anziani e di mettere in opera strutture giuridiche e approcci pertinenti sul lungo termine.
A questo proposito, il direttore dell’Entraide Nazionale marocchino Abdelmounaim Madani ha presentato i differenti programmi sociali dedicati agli anziani, particolarmente in termini di accoglienza, alloggio e di accesso ai servizi sanitari, accompagnamento e di animazione sociale e culturale. Madani ha ricordato che il Marocco dispone oltre sessantina di strutture di protezione sociale che sono gestite dalle istituzioni caritative al profitto di 52 mila persone di cui 53 per cento sono donne, e altre strutture gestite dall'Iniziativa Nazionale dello Sviluppo Umano (INDH), la Fondazione Mohammed V per la Solidarietà. E ha assicurato che i preparativi vanno di buona velocità per la creazione di un Osservatorio nazionale delle persone anziane, presentando il rafforzamento delle strutture della protezione sociale in risorse umane, nell'orientamento degli sforzi dei differenti partner verso le zone che soffrono di mancanza di infrastrutture adeguate. Dalla sua parte Mohamed Ait Azizi, direttore della protezione della famiglia, dell'infanzia e delle persone anziane al ministero della Solidarietà, della famiglia e dello sviluppo sociale che ha evidenziato gli sforzi consentiti dalle autorità pubbliche con altre istituzioni ed associazioni della società civile per l’emergenza di una nuova generazione dei servizi e prestazioni a favore delle persone anziane. L’amministratore ministeriale ha segnalato che le campagne di sensibilizzazione saranno organizzate ogni anno per fare valere il posto delle persone vecchie ed il loro statuto sui livelli sociali, culturali e familiari, sopratutto che questo posto di scelta nel corpo sociale marocchino comincia a subire con forza i contraccolpi della modernità nella scia della mondializzazione.
Gli altri intervenienti di cui attori associativi venuti dal Sud Africa, Francia, USA e dalla Svizzera, hanno sottolineato la necessità di promuovere la situazione e i diritti delle persone anziane nelle politiche e programmi pubblici.
La seconda edizione del Forum Mondiale dei Diritti Umani (FMDH), un evento internazionale di spicco patrocinato dal Re Mohammed VI, ha avuto la partecipazioni di oltre 6mila delegati provenienti da più di cento paesi, nella fattispecie ong locali ed internazionali, agenzie dell’Onu, governi, partiti politici, sindacati, attori mondiali dello sviluppo e dei diritti umani e imprenditori.


sabato 29 novembre 2014

Continuano i lavori del FMDH Marrakech 2014, alcuni interventi

Marrakech 29 novembre 2014 - Si svolge dal 27 al 30 novembre in Marocco, a Marrakech, la seconda edizione del Forum mondiale dei Diritti umani (Fmdh), un evento internazionale di spicco patrocinato dal Re Mohammed VI e che interpreta la volontà e l’ambizione del paese nordafricano di contribuire attivamente alle azioni internazionali nel campo dei Diritti dell’Uomo. Il fatto che la manifestazione si svolga in Marocco, cioè per la prima volta in Africa, testimonia la volontà del regno di affrontare le riforme radicali concernenti la promozione dei Diritti dell’Uomo, una scelta che risponde alla volontà di un cammino che è irreversibile. Al forum, che si concluderà il 30 novembre, sono presenti 6mila delegati provenienti da più di cento paesi, nella fattispecie ong locali ed internazionali, agenzie dell’Onu, governi, partiti politici, sindacati, attori mondiali dello sviluppo e dei diritti umani e imprenditori.
Ecco alcuni interventi del secondo giorno:
Navy Pillay, Alto Commissariato dei diritti dell’Uomo:
La tenuta del FMDH in Marocco con la forte partecipazione di esperti internazionali e militanti associativi e rappresentati di dell’ONU e dei governi, venuti da circa cento paesi testimonia l’impegno del Regno per il rispetto e la protezione  dei diritti dell’uomo. Auguri al governo marocchino per questo appuntamento mondiale eccezionale che offre uno spazio di scambio e di dialogo tra gli attori governativi e i difensori dei diritti dell’uomo”.
Delegazione UE:
Stavros Lambrinidis, Rappresentante Speciale dell’UE per i diritti umani, Elena Valenciano, e il co-presidente della Commissione parlamentare mista UE - Marocco, Pier Antonio Panzeri, hanno partecipato attivamente ai lavori del FMDH: “La promozione della buona gouvernance i diritti dell’uomo in centro del dialogo politico tra l’UE e Marocco è un campo prioritario della cooperazione tecnica e finanziaria dell’UE, e per esempio l’UE sostiene il piano del governo marocchino per uguaglianza, e sosterrà la riforma della Giustizia e le nuove politiche della migrazione in Marocco.
L’UE dialoga attivamente con la società civile (300 organizzazioni e reti), appoggiandola dal 2000 con ben 140 progetti di 40 milioni di euro. Altre 30 progetti sono in corso d’esecuzione con un budget di 15 milioni di euro, nei campi della democrazia, diritti dell’uomo, ambiente, la giustizia, la migrazione.
Susan Alzner, Incaricato del Programma ONU con le ONG:
Il FMDH Marrakech 2014 apporta anche un valore aggiunto agli sforzi sostenuti impegnati per il rafforzamento della cultura e dei diritti dell'uomo nel mondo. Durante l'incontro mondiale di Marrakech, i partecipanti vanno ad esaminare i mezzi di migliorare la protezione dei diritti dell'uomo in favore delle categorie sociali più fragili conformemente alle convenzioni e trattati dell'ONU relativa ai diritti dell'uomo. Malgrado gli sforzi consentiti ed il progresso registrato in materia dei diritti umani in parecchie regioni del pianeta grazie alla mobilitazione della comunità internazionale, c'è ancora una lunga strada a percorrere in questo campo.
José Luis Rodriguez Zapatero ex capo del Governo spagnolo
Ha sottolineato che la democrazia conduce alla pace e riduce le violazioni dei diritti umani, chiamando alla promozione della democrazia in quanto vettore che serve a ridurre il rischio di violenza in seno alle società sul piano internazionale. La necessità di trarre le lezioni dalle violenze e dei conflitti che hanno segnato la storia dell'umanità, indicando che lo spazio della comunità europea che era nel passato un focolare di guerre e di conflitti, è diventato oggi grazie alla promozione della democrazia, un'oasi di pace ed un modello dell'integrazione. La storia ci ha insegnato che l'intolleranza, qualunque sia la sua natura o le sue origini, costituisce una minaccia per la pace, stimando che l'unità e la cooperazione tra le religioni e la promozione del dialogo tra le civiltà favoriscono l’intesa e la coesistenza tra i popoli. Una terza guerra mondiale non ha avuto luogo finora a causa della democrazia che si è rinforzata considerevolmente durante i 20 ultimi anni attraverso il mondo, affermando che l'intolleranza, la dittatura, la povertà ed il traffico di droghe attizzano il rischio dell'insicurezza. L’uguaglianza tra uomo e domma dovrebbe essere al top delle priorità dell’agenda mondiale di sviluppo post 2015, perché questo permetterà a raggiungere altri obiettivi strategici.
Michel Tubiana, Presidente della Rete Euro mediterranea dei diritti dell’Uomo:
La democrazia non può essere esportata o imposta dell'estero, sottolineando la necessità di dare la chance ai paesi arabi ed aiutarli a costruire i loro propri progetti democratici senza ingerenza nei loro affari interni. La democrazia ed i diritti umani non sono la panacea esclusiva a certi paesi o un continente senza l'altro perché i popoli si dividono le stesse inspirazioni alla libertà e la democrazia. La consacrazione dell'uguaglianza tra i popoli richiede il rafforzamento del dibattito e del dialogo tra i governi e gli attori della società civile, ciò che permette di costruire una società tollerante. Tubiana ha salutato, peraltro, la politica migratoria del Marocco, in particolare la decisione del Regno di regolarizzare la situazione degli immigrati sub-sahariani, affermando che il Marocco è l’unico paese nel continente africano ad intraprendere una tale iniziativa.


venerdì 28 novembre 2014

Sul Forum Mondiale dei Diritti dell’Uomo 2014 a Marrakech … hanno detto …

Jean Marie Heydt, Presidente del Centro Nord Sud del Consiglio d'Europa: “Il Marocco ha dimostrato in questi ultimi anni un progresso fenomenale, sia sul piano economico che sul piano umano in generale.
Gilles Pargneaux, Eurodeputato socialista e Presidente del Gruppo d'Amicizia UE – Marocco: “Il Marocco ha avuto un’attitudine esemplare nella materia dei diritti dell’uomo dall’inizio del 21isimo secolo, grazie alla ferma volontà di SM il Re Mohammed VI con l’impulso di una fortissima politica di sviluppo dei diritti umani che ha permesso di dire che il Marocco è un esempio nel Maghreb, in Africa e nel mondo arabo”.
Mohamed Vall Alghadi, Presidente della ONG mauritana "Mémoire et Justice: “Rendo omaggio al Marocco per aver sviluppato una base solida e ambiziosa nella protezione e la difesa dei diritti dell’uomo. La tenuta della seconda edizione in Marocco è un messaggio internazionale forte di incoraggiamento e di riconoscimento per il Regno marocchino”.

Maurice Katala, Presidente della ONG africana Action pour la Paix et le Développement dans la région des Grands - Lacs (AIPD): « L’AIPD si rallegra per l’impressionante slancio riformatore in corso in Marocco, abbiamo tanta ammirazione per le azioni iniziati in questi ultimi anni per promuovere la dinamica di riforma in maniera globale, particolarmente sul piano dei diritti dell’Uomo”.

Il Re Mohammed VI, un approccio globale e non selettivo dei diritti dell’Uomo può costituire un apporto fondamentale alle scadenze internazionali.

Yassine Belkassem

Nel suo messaggio ai partecipanti al secondo Forum Mondiale dei diritti dell’Uomo, iniziato ieri a Marrakech, il Re Mohammed VI ha osservato che questo evento è organizzato alla vigilia di importanti scadenze internazionali in cui un approccio globale e non selettivo può costituire un apporto fondamentale, auspicando di condividere con la comunità dei difensori dei diritti dell’uomo riuniti nel FMDH le sue riflessioni su tre problematiche: Le questioni dell’uguaglianza e la parità del genere. Gli obiettivi dello sviluppo post 2015 e, le migrazioni internazionali e i richiedenti d’asilo.
Concernente il primo tema, il Re ha notato che “venticinque anni dopo la Dichiarazione e la Piattaforma d’azione di Pechino per l’integrazione del genere nelle politiche, strategie e nei programmi in tutti i paesi, i dati disponibili e il vissuto quotidiano delle donne e delle ragazze in numerose regioni del mondo testimoniano le resistenze agli obiettivi della Dichiarazione di Pechino, malgrado i progressi, le realizzazioni sono lontane ad essere all’altezza delle ambizioni allora tracciate”, ha deplorato il Re. Il Re ha fatto sapere in questo riguardo che il Marocco ha fatto dalle questioni dell’uguaglianza e della parità assi principali nelle sue politiche pubbliche, precisamente sviluppando il budget sensibile al genere, riconosciuto dall’ONU come guida, ma, “sappiamo invece che ci resta tanto da fare”, ha detto. Una legge sul lavoro domestico che concerne le giovani ragazze è adesso in discussione in Parlamento e il governo lavora all’elaborazione di una legge sulla lotta contro la violenza riguarda delle donne. Nello stesso modo, un’Autorità per la parità e la lotta contro tutte le forme di discriminazione, organo costituzionale, dovrebbe essere insediato prossimamente, ha fatto sapere il Re.
Quanto al secondo tema, il Re si è rallegrato che i numerosi forum tematici organizzati durante il FMDH di Marrakech raggruppano le preoccupazioni della società civili, le agenzie dell’ONU e gli esperti implicati nella valutazione degli Obiettivi del Millennio e la definizione di nuovi obbiettivi di Sviluppo Duraturo. Il Regno del Marocco, ha assicurato il Re, sostiene l’attuazione che mira di mettere i diritti umani nel cuore dei suoi nuovi obiettivi, ciò che necessita un’implicazione più forte nei diversi appuntamenti regionali e internazionali programmati da qui a settembre 2015.
Per il terzo tema, sulle migrazioni internazionali e i richiedenti d’asilo, il Re ha fatto sapere che con 240 milioni di migranti internazionali nel 2012, le migrazioni costituiscono oggi un po’ dappertutto un soggetto di preoccupazione e di dibattito costante che interpella, insieme, i poteri pubblici, la società civile e la comunità internazionale. Dopo aver rammaricato che “gli approcci polemici persistono e si rafforzano” su questa questione, il Re ha notato che lo sviluppo dei flussi migratori sud – sud si accompagna con la femminilizzazione dei flussi, l’emergenza delle reti sofistiche specializzate nella tratta degli esseri umani, la diversificazione dei profitti dei migranti e dei rifugiati e l’elevazione del loro livello socioculturale e infine con la migrazione dei minori. Le guerre civili inviano all’esilio milioni di persone, accolte spesso dai paesi vicini come il caso dei nostri fratelli siriani. Questi nuovi rifugiati si aggiungono ai rifugiati palestinesi in cui le loro sofferenze perdurano da decenni” ha rilevato il Sovrano prima di deplorare che il rigetto dei migranti si sviluppa in numerosi paesi, nell’istigazione di correnti politiche estremiste. Queste realtà intervengono nel momento in cui la Convenzione sui diritti dei migranti e delle loro famiglie, principale strumento dei diritti dell’Uomo, è stata firmata e ratificata solo dai paesi del Sud. Il Re ha fatto sapere, in questo contesto, che il Marocco ha scelto di attuare una nuova politica della migrazione, basata su un approccio umanista e conforma alla sua Costituzione e agli suoi impegni internazionali, ricordando che una esclusiva regolarizzazione è in corso da gennaio 2014 falla fine di dicembre.
Infine, il sovrano ha invitato la comunità internazionale a prendere attivamente i negoziati per raggiungere una gouvernance internazionale e regionale delle migrazioni, inseguito al dialogo di alto livello iniziato dell’ex segretario generale dell’ONU Kofi Annan.