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lunedì 23 gennaio 2017

Re Mohammed VI ordina apertura ospedale da campo nel Sud Sudan

23 gennaio 08 - Il Re del Marocco, Mohammed VI, ha dato alte ordine per aprire da oggi 23 gennaio un ospedale da campo nel Sud Sudan nel quadro di una missione di carattere umanitario a favore della popolazione di questo paese africano.
Secondo quanto si legge in un comunicato del Ministero degli Esteri e della Cooperazione del Marocco, 20 medici e 18 infermieri saranno mobilitati per questa missione finalizzata a realizzare servizi sanitari di vario genere, tra cui pediatria, chirurgia, cardiologia, traumatologia e odontoiatria.
L'operatività di questo ospedale da campo, con una capacità di trenta posti letto espandibile sino a sessanta, e che ha anche un laboratorio medico e una farmacia, “traduce l'alta sollecitudine reale nei confronti delle popolazioni della repubblica del Sudan del Sud per portare loro assistenza e prodigare loro le cure necessarie”, sottolinea il comunicato.
“Quest'azione si iscrive nella tradizione umanitaria panafricana del Regno. Costituisce anche un asse di solidarietà attiva del Marocco con il popolo fratello della repubblica del Sudan del Sud”, sottolinea il comunicato.
Da ricordare che il Re Mohammed VI è atteso a Juba nel quadro di una visita di Stato e d'amicizia in questo paese africano. In previsione di questa visita, indica il comunicato del MAEC, “l'ambasciatore del Regno del Marocco presso la Repubblica del Sud Sudan ha avuto un colloquio con il Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Deng Alor”.


giovedì 22 dicembre 2016

USA e Marocco per una cooperazione strategica multidimensionale

Il Re Mohammed VI del Marocco ha avuto, mercoledì 21 dicembre, un colloquio telefonico con Donald Trump, Presidente degli Stati Uniti d'America, indica un comunicato del Palazzo Reale. I due Capi di Stato hanno deciso “di operare per il rafforzamento dei legami strategici forti, profondi e multidimensionali che uniscono i due paesi”, prosegue il comunicato. Nel corso di questo colloquio, il Re Mohammed VI ha ribadito le sue congratulazioni a Donald Trump per la sua elezione come 45esimo presidente del paese di Zio Sam.

È da ricordare che il Sovrano si era congratulato prima con Donald Trump, il 9 novembre scorso, in occasione della sua elezione come presidente degli Stati Uniti. Il sovrano aveva sottolineato che la vittoria del candidato repubblicano traduce la fiducia e la considerazione di cui usufruisce presso il popolo americano.

martedì 6 dicembre 2016

Costa d'Avorio ribadisce suo sostegno al ritorno del Marocco nell'UA

Il ministro degli Esteri di Costa d'Avorio, Amon Tanoh Marcel ha ribadito, lunedì ad Abidjan, il sostegno del suo paese al ritorno del Marocco all’Unione Africana, sottolineando che quest'appoggio “non soffre da alcuna tergiversazione”. Tanoh ha deplorato il fatto che a livelli diversi: a livello dell’Unione Africana, della Commissione africana e di alcuni paesi, “ci sono ritardi che non hanno senso”. “Questa situazione è completamente surreale”, poiché di fronte ad un'entità marionetta, che non è riconosciuta dall'ONU, né dalla Lega araba, c'è il Regno del Marocco, che è “un paese rispettato, un paese riconosciuto dall'ONU, dall'Organizzazione della Cooperazione Islamica (OCI), e da parte dell’UA”, ha detto, ricordando che “è stato il Regno di lasciare l’UA e non questa organizzazione che l’aveva escluso”. “Il Marocco ha numerosi amici nel continente africano, e per noi suo ritorno all’UA è ritorno di un membro della famiglia nell'ambito della sua famiglia naturale”, ha precisato, facendo osservare che la Costa d'Avorio sostiene completamente quest'iniziativa del Marocco e saluta il coraggio del Sovrano d’aver deciso di reintegrare l’UA. “Faremo del tutto affinché il Regno può recuperare il suo posto naturale nella famiglia africana il presto possibile e ciò dal prossimo vertice dell’UA. La nostra diplomazia si impiegherà per questo”, ha detto Amon Tanoh, qualificando la cooperazione tra Marocco e Costa d’Avorio “d’esemplare, storica e millenaria”, ricordando che questo partenariato promettente è stato incentivato all'origine, da due grandi amici: i defunti Hassan II e Felix Houphouet-Boigny. “Oggi, nello stesso spirito e nell'estensione di questa dinamica, il Presidente Alassane Ouattara e Sua Maestà il Re Mohammed VI hanno sviluppato una relazione d'amicizia e di fraternità in grado di potenziare maggiormente i legami tra i due paesi”, ha continuato. Per Tanoh, “la cooperazione si svolge molto bene”, citando per esempio il progetto della sistemazione e della valorizzazione della baia di Cocody e diversi settori di cooperazione con Marocco in particolare, nelle banche, le assicurazioni, l’immobiliare, l'industria, la pesca, il settore alberghiero, e la formazione.
Il partenariato tra il Marocco e la Costa d'Avorio avanza molto bene ed i due paesi rimangono impegnati a potenziare la loro cooperazione a livello più elevato conformemente alla visione illuminata dei due capi di Stato, ha concluso Amon Tanoh.



giovedì 22 settembre 2016

Marocchini d’Italia indignati e scrivono al governo italiano sulla discriminazione e lo sfruttamento politico dei bambini saharawi in Italia

Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’interrogazione pubblica indirizzata dai marocchini d’Italia al Governo italiano:
“In relazione alla discriminazione subita; all'inganno che ha caratterizzato alcune cittadine Italiane, vittime della tesi quanto della propaganda separatista; dinanzi ad una drammatica strumentalizzazione, sistematicamente esercitata sul territorio Italiano sui bambini e bambine provenienti da Tindouf.
Noi firmatari decidiamo di presentare la seguente interrogazione pubblica indirizzata. Al Ministro degli Interni. Al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Al Ministro del Lavoro e per conoscenza a: dott.ssa Silvia Prodi, Consigliera Regionale E.R. Regione Emilia Romagna, assemblea Legislativa dell’E.R. Al Presidente della Terza commissione alla Camera dei Deputati, ai Deputati: Incerti Antonella, Romanini Giuseppe, Gandolfi Paolo, Maestri Patrizia e Baruffi Davide, all'Associazione “Jaimasaharawi”. Alla Comunità Marocchina e ai Mass media.
Premesso che –
1-           Il 10 settembre sono state espulse dal territorio marocchino la Consigliera Silvia Prodi dell'Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna, insieme a Caterina Lusuardi, Presidente dell'Associazione pro separatismo “Jaima Sahrawi” e Fabiana Bruschi;
Lo scopo della visita in Marocco era ambigua, esplicitato in prima istanza come viaggio di turismo e solo successivamente motivato come occasione di monitoraggio della condizione della protezione e salvaguardia dei diritti umani del Sahara Marocchino.
Oltre alla poca chiarezza del ruolo che hanno dichiarato di assumere, si aggiunge l'inaccettabile definizione della Provincia marocchina del Sud come "Territorio occupato” dal nostro Stato, il Regno del Marocco.
In un documento ufficiale, sempre a proposito delle svariate motivazioni della visita locale, dichiarano che lo scopo fosse “incontrare alcune persone del “popolo saharawi”, quando sono riconosciuti i rapporti cordiali ed il sostegno palesato che l’Associazione e la Regione Emilia Romagna all’Algeria ed ai campi di Tindouf in Algeria senza mai prima visitare il Marocco.
Le tre persone pretendono di definirsi “paladine dei diritti umani”, ma nella realtà, sono vittime di una grande impresa propagandistica di una causa sterile contro il Marocco amico dell’Italia da oltre 100 anni.
Ci permettiamo di chiedere
a)    Perché la visita non è stata comunicata ufficialmente alle autorità marocchine secondo le indicazioni internazionali in un quadro di visita ufficiale se tale ha la presunzione di essere?
b)    La registrazione delle tre persone al sito della Farnesina (Viaggiare Sicuri indovinato) e la visita dell’ambasciatore e il console italiani per vederli all’aeroporto erano pianificate per lo scopo mediatico, politico e diplomatico per fini della stessa propaganda?
c)    Quale accusa si può rivolgere ad un Paese se le sue autorità considerino un certo straniero “persona non gradita” in momento in cui i Paesi Europei si sono attrezzati sulla questione della garanzia della sicurezza nei loro Paesi anche con Eserciti Armati?
2-           I Campi di Tindouf in Algeria non sono regolamentati dal diritto internazionale e da 40 anni l’Algeria rifiuta sistematicamente l’intervento dell’Alto Commissariato dell’ONU per i Rifugiati (ACNUR) per effettuare il censimento della popolazione, unica istituzione in grado di conferire lo statuto di rifugiato.
Tali luoghi insicuri sono conosciuti da tutto il mondo come luogo di traffico per eccellenza e dirottamento organizzata degli aiuti umanitari generosamente concessi dalla Comunità Internazionale in cui vi è una sistematica violazione dei diritti fondamentali dell'uomo perpetrata dai miliziani del Fronte Polisario dei diritti umani in cui i principi di base di democrazia, libertà e legalità sono negati.
3-      Diminuzione del sostegno al separatismo:
Dopo la caduta del Blocco dell’Est e negli ultimi anni, particolarmente dopo la denuncia dell’Office della Lotta Anti-Frode dell’UE (OLAF) della deviazione degli aiuti umanitari dall’Algeria e dal Polisario, è fortemente diminuito anche in Italia il sostegno alla propaganda separatista, grazie anche alle numerose risoluzioni delle Nazioni Unite volte ad arrivare ad una soluzione giusta e pacifica come mostra essere in modo credibile e autorevole la proposta marocchina di una vasta autonomia locale del Sahara. Oggi, di fatto, grazie alla nuova Costituzione marocchina del 2011 l’ottima soluzione si manifesta nel grande e credibile progetto della Regionalizzazione Avanzata, proprio con la stessa modalità con cui l’Italia aveva risolto le questioni del separatismo in Trentino-Alto Adige, Sicilia e Padania;
4-      La strumentalizzazione politica dei bambini in Italia continua ancora
Durante l’estate, periodo in cui un centinaio di bambini provenienti dai campi di Tindouf dell’Algeria con passaporto dello stesso Paese sono stati vittime di sfruttamento politico e di immagine in Italia, strumento utilizzato dai separatisti del Polisario e da alcuni eletti italiani scivolati nel sostegno all'impresa della propaganda in Toscana e nell’Emilia-Romagna, a titolo di esempio, come avevano esibito ultimamente il Sindaco di Pisa e la Presidente dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna;
5-      La Presidente del Parlamento dell'Emilia-Romagna discrimina i marocchini.
Sono in corso inaccettabili atti di chiusura, esclusione e discriminazione da parte della Presidente del Parlamento dell'Emilia-Romagna, Simonetta Saliera, nei confronti dei marocchini, infatti, ancora in attesa di un incontro informativo e conoscitivo richiesto da oltre un anno e mezzo;
Addirittura, dopo ben 366 giorni lunghi dalla richiesta abbiamo ricevuto una conferma per l’incontro ma la Presidente l’ha revocato a soli 20 ore dall’orario fissato;
6-      Appello sincero a Jaimasaharawi.
Chiediamo se la Jaimasaharawi abbia le carte in regola per esercitare il ruolo di “monitoraggio” su un paese straniero, sovrano ed indipendente, come il Marocco? Se tutto ok, invece di utilizzare la clandestinità ed i sotterfugi come modalità, invitiamo l’associazione a visitare alla luce del sole le città marocchine di Dakhla e Laayoune insieme con una nostra delegazione, per turismo nel deserto e sulle spiagge dell’Oceano, ma anche per incontrare gli imprenditori siano essi marocchini, italiani e spagnoli, i politici eletti democraticamente dal popolo, i sindacati, le associazioni culturali, sociali e sportive ed i luoghi di informazione locali.
A seguito, in nome di un'onestà intellettuale doverosa da parte di membri di associazioni chiediamo di raccontare solo la realtà vista e vissuta nella visita, sperimentata e profondamente conosciuta.
Un’altra richiesta a Jaimasaharawi è quella di attivarsi presso l'Algeria per autorizzare ACNUR a entrare nei campi e concedere lo status di rifugiati alla popolazione e i relativi diritti;
7-      Il racconto di un'italiana trascurato, perché?
Vi sottoponiamo questo racconto di una attivista italiana Manola Mambrini Presidente dell’Associazione “Gdeim Izik” di Piombino che ha visitato l'Algeria il 18 gennaio 2016: “Negli aeroporti (di Algeria) un clima diverso. Attenzione massima. Tant’è che sono stata sottoposta a controlli che non mi erano mai capitati. Ad Algeri, durante il cambio dell’aereo per Roma sono stata fermata e portata al posto di polizia. Volevano avere spiegazioni su quello che trasportavo nel bagaglio in stiva... Le donne della scuola nei campi profughi (di Tindouf) mi avevano dato delle medaglie artigianali d’argilla destinate a dei volontari emiliani... niente di metallico. 20 kg di materiale che ho dovuto spiegare un po’ in francese e un po’ in arabo, ma avevo la bolla d’accompagnamento. Ho pure dichiarato che, se necessario, le avrei lasciate”. Evidente che la situazione è difficile. “Ai campi (di Tindouf) sembrava una cosa buffa, scorta armata fino a dove vai a dormire, poi, per 15 giorni, massima libertà di girare tra le tendopoli di Tindouf senza scorta ma solo con la macchina del protocollo (miliziani armati). Prima ci si muoveva con ogni tipo di mezzo. Ora controlli e presidi militari. Controlli pure all’arrivo a Roma”;
Ecco, è un racconto che gli interroganti dovrebbero già prendere in considerazione in passato per assumere una posizione contro l'Algeria. Perché non è stato fatto niente? Non basta, ovviamente, sconsigliare il viaggio da parte di “Viaggiare sicuri” della Farnesina.
Sulla scorta di quanto sopra presentato, chiediamo ai Ministri degli Interni, degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del Lavoro:
a.    Se siano a conoscenza del confuso episodio creato dalla consigliera regionale dell’Emilia-Romagna Silvia Prodi e dalle rappresentanti dell’associazione “JaimaSahrawi” in visita in Marocco;
b.    Se non ritengano necessario assumere una forte presa di posizione politica e diplomatica di rispetto dei diritti dei minori saharawi non accompagnati e di tutelarli da ogni strumentalizzazione politica in Italia;
c.    Se e Come intendano procedere sulla questione della discriminazione della Presidente Saliera contro la nostra comunità?
d.    Se non ritengano necessario salvaguardare l’immagine della Repubblica Italiana dalla propaganda separatista e dalla strumentalizzazione di un conflitto regionale artificiale costruito a tavolino attorno all’integrità territoriale marocchina durante la guerra fredda e a causa dell’egemonia del defunto Colonnello Gheddafi e dell’Algeria;
e.    Se il Ministero del Lavoro e della Direzione Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione (DGIPI) ed il Comitato Nazionale dei Minori non ritengano necessario prendere provvedimenti e sanzioni contro l’abuso che viola palesemente la modalità di soggiorno dei minori accolti e l’affidabilità dei contenuti di programmi solidaristici umanitari di accoglienza temporanea previsti dalla DGIPI;
f.     Se non ritengano necessario assumere una forte presa di posizione politica e diplomatica, in accordo con i partner europei e con le istituzioni comunitarie, volta a favorire l'effettivo riconoscimento del diritto alla circolazione, al censimento e la registrazione presso HCR della popolazione dei campi di Tindouf come raccomanda il Consiglio di Sicurezza dell’ONU da anni;

Siena, 22/09/2016

I PRIMI FIRMATARI

1.    Yassine Belkassem – Rete delle Associazioni della Comunità Marocchina in Italia – RACMI, Italia.
2.    Joud Mahjoub, Segretario Organizzazione Italo - marocchina Amicizia e Cooperazione di Reggio Emilia e Provincia - OIMAC/RE.
3.    Bensadiq Abdellah, Associazione marocchina nell’Emilia Romagna.
4.    Fikri Hamid, UAM Liguria, Genova.
5.    khallouk Fatima - Forum Italo Marocchino per le Relazioni Bilaterali, Torino.
6.    Diop M’baye, Federazione Africana in Toscana - FAT, Firenze.
7.    Samira El Midaoui, intellettuale, Italia.
8.    EL Matouat Yahya, intellettuale, Milano.
9.    Nadif Mustapha - Associazione – AVS Maniago Volontari Solidali Maniaghese, Pordenone.
10. Said Ben Cheikh – Associazione culturale Marocco – Italia, Piacenza e Provincia.
11. Hammada Said - Associazione Al Yamama, Torino.
12. Berriria Abdellah, Associazione Assalam, Piombino.
13. Rouissam Fatiha, Associazione Mondo Insieme dei Mediatori Culturali. Treviso.
14. Said Meghrass, cittadino marocchino, Brescia.
15. Douiri Charaf, cittadino marocchino, Val d’Aosta.
16. Batal Hassan, interprete, Roma.
17. Idrissi Abderrazzak, cittadino marocchino, Bologna.
18. Abjilini Abdelghafour Associazione Culturale Regionale Alwidadya Umbria.
19. Sellak M’hamed Associazione Oued Eddahab, Siena.
20. Daasane Abdelkader Associazione Futuro, Bergamo.
21. Bouhadi Abdeslam, Associazione Libertà, Brescia.
22. Mohamed Mouharrir - Associazione Amicizia Sardegna - Marocco.
23. Rabia Amadid, politica italiana, Sassuolo.
24. Balboula Abdelilah, Attivista marocchino, Arezzo.
25. Hajraoui Mustapha, Associazione culturale, Torino.
26. Nour Eddine fatty, Artista, Association Assafa, Roma.
27. Abderrahim Naghim, cittadino marocchino, Cuneo.
28. Zouhair El Youbi,Federazione Islamica della Lombardia.
29. Basraoui Abdelmoula, cittadino marocchino, Reggio Emilia.”