domenica 4 novembre 2018

Riforma religiosa. Il Re Mohammed VI, Amir Al Mouminine lancia Addourous Alhadithia della autentica Sunna del Profeta


Nel quadro delle riforme religiose in corso in Marocco e nelle sue alte attività per illuminare la gente sull'autentiche Tradizione e le Parole del profeta e sulla loro protezione come seconda fonte dell'Islam, il Re Mohammed VI, Amir Al Mouminine (Emiro dei credenti), accompagnato dal Principe Ereditario Moulay El Hassan, ha dato avvio, venerdì nella sede della Società Nazionale di Radiodiffusione e di Televisione (SNRT), al lancio delle lezioni “Addourous al Hadithia” sull’Al-Hadith Ash-Sharif tramite la “Radio Mohammed VI del Sacro Corano”.
Il programma vuole mettere in evidenza l'unità cultuale della nazione marocchina e rimediare contro i tentativi di falsificazione della Tradizione e delle Parole del Profeta Sidna Mohammad.
Le lezioni hanno per obiettivo principale di informare la gente su Al-Hadith Ash-Sharif, in generale e proteggerli contro le malefatte dell'ignoranza in materia e delle correnti che diffondono Hadith menzogneri, per fini ideologici, nei media e particolarmente via Internet.
Sono incaricati della realizzazione scientifica del Programma, il Consiglio Superiore degli Oulema e l’Università Al-Quaraouyine (Dar Al-Hadith Al-Hassaniya). La realizzazione tecnica e l'emissione del programma saranno compito della “TV Mohammed VI per il Sacro Corano” “Assadissa” e la “Radio Mohammed VI per il Sacro Corano”.
Le emissioni assumeranno molte forme, cioè delle lezioni introduttive generali che tratteranno in particolare delle raccomandazioni del Profeta Muhammad sulla trasmissione di delle sue Parole, dei Compagni del Profeta e della loro etica in materia, del metodo dell'Imam Malik nell'autenticazione del Hadith, e della collezione dell’Hadith e della sua codifica.
Queste lezioni introduttive interesseranno anche al metodo dei fondatori delle dottrine nell'impiego dell’Hadith; agli adepti delle fazioni deviate ed il loro falso uso dell’Hadith; alla sollecitudine dei Re del Marocco per l’Hadith; all'interesse degli Oulema marocchini per Hadith e Hadith nelle reti sociali e l'internet oggi.
I programmi assumeranno anche la forma di lezioni d'orientamento da specialisti nella materia.
Il contatto con l'emissione interattiva sarà via telefono, e-mail e whatsApp.
Queste lezioni saranno diffuse simultaneamente sulla rete televisiva “Assadissa”, “Radio Mohammed VI del Sacro Corano”, Internet e le reti sociali. Una lezione di ogni tipo (interattiva e non interattiva) sarà diffusa una volta alla settimana. Ogni lezione sarà ripetuta due volte.

venerdì 2 novembre 2018

MAROCCO: IL RE MOHAMMED VI PRESIEDE UNA SEDUTA DI LAVORO DEDICATA ALLO SVILUPPO DELLA STRATEGIA PER ENERGIE RINNOVABILI


Nell’ambito del regolare monitoraggio del dispiegamento effettivo e operativo delle energie rinnovabili, il Re del Marocco, Mohammed VI, ha presieduto ieri giovedì 1 novembre, al Palazzo Reale di Rabat, una seduta di lavoro dedicata allo sviluppo della strategia per le energie rinnovabili. Il 2018 è stato quindi segnato dal raggiungimento di obiettivi secondo il calendario concordato in occasione della precedente riunione di lavoro nel mese di aprile, compreso il funzionamento di tutto il complesso solare Noor Ouarzazate (580 MW ), che con la riuscita sincronizzazione della Noor Ouarzazate III, diventa il più grande complesso multi - tecnologia solare in funzione nel mondo.
Anche le centrali solari Noor Laayoune I e Noor Boujdour I sono state completate per una capacità combinata di 100 MW. Queste due centrali elettriche sono state costruite nell’ambito di un innovativo schema di finanziamento che ha utilizzato la prima emissione di obbligazioni verdi nel Regno, fanno parte dei primi progetti di iniziativa del Re Mohammed VI nel quadro del nuovo modello di sviluppo nelle province sud e aprano la strada a maggiore progresso a beneficio della popolazione locale.
La seduta è stata, inoltre, l’occasione di presentare al Sovrano il calendario della realizzazione del programma Noor PV II e la costruzione di impianti fotovoltaici del complesso solare Noor Midelt.
Trattandosi dei progetti eolici, è stato presentato l'avanzamento globale del programma eolico integrato. Così, il lancio dei lavori di costruzione del parco eolico di Midelt (180 MW) e quello di Taza (per una prima fase di 100 MW) è previsto per il primo semestre 2019.
In questa occasione, il Sovrano ha dato le sue alte istruzioni per rivedere in aumento le ambizioni inizialmente proiettate in materia di energie rinnovabili che sono così chiamate a superare l'obiettivo attuale di 52 per cento del mix elettrico nazionale all'orizzonte 2030.
Hanno preso parte a questa seduta di lavoro, il Capo del governo, Saad Eddine El Otmani, i consiglieri del re, Fouad Ali El Himma e Yassir Zenagui, il ministro dell'Economia e delle Finanze, Mohamed Benchaaboun, il ministro dell'Energia e dello Sviluppo sostenibile, Aziz Rebbah, la direttrice generale dell'Ufficio nazionale degli idrocarburi e delle miniere, Amina Benkhadra, il Presidente del comitato dell'Agenzia Marocchina per l'Energia Duratura (MASEN), Mustapha Bakkoury, ed il Direttore generale dell'Ufficio Nazionale dell'Elettricità e dell'Acqua potabile, Abderrahim El Hafidi.


Marocco: in marcia progetto Torre Mohammed VI, la più alta in Africa


Il Re del Marocco, Mohammed VI, ha inaugurato ieri il cantiere sorto sulla riva destra del fiume Bouregreg (prefettura di Salé), la “Torre Mohammed VI”, la più alta in Africa, simbolo del boom economico di due città gemellate Rabat e Salé. In questa occasione il presidente e amministratore delegato della Banca Marocchina del Commercio Estero (BMCE), Othman Benjelloune, ha sottolineato che gli studi preliminari multidimensionali (geologici, tecnici, architettonici e ambientali) sono stati condotti dal 9 marzo 2016, data della posa della prima pietra a questo progetto. Questo periodo è stato “anche un'opportunità per rafforzare il consorzio di aziende responsabile nella realizzazione di questo progetto, invitando una delle società di costruzione leader a livello mondiale, la società belga BESIX, ad unirsi al leader cinese CRCCI e la compagnia marocchina TGCC.
Dalla sua parte, Johan Beerlandt, presidente Consiglio d'Amministrazione del Gruppo BESIX, avendo esperienza nella costruzione di Torre Khalifa di Dubai, ha espresso felicità per la partecipazione al progetto impegnandosi per portare avanti il cantiere nelle migliori condizioni.
Alta 250 metri, la torre sarà realizzata dal Gruppo bancario BMCE-Bank, per un budget previsto di circa 4 miliardi di dirham. La futura torre avrà 55 piani che ospiteranno una componente “uffici”, una parte residenziale ed un hotel.

venerdì 26 ottobre 2018

Alla Farnesina la seconda “Conferenza Ministeriale Italia – Africa”


“54 Paesi Africani, la grande maggioranza  rappresentati a livello ministeriale, e 13 Organizzazioni Internazionali, tra cui l’Unione Africana, per un totale di 350 Delegati, hanno partecipano alla Conferenza Italia-Africa che si è svolta il 25 ottobre alla Farnesina.
Un grande evento che, nelle parole del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale Enzo Moavero Milanesi, “rappresenta il principale momento di dialogo strutturato tra l’Italia e gli Stati del continente africano in impetuosa crescita demografica ed economica.
Un’occasione di rilievo peculiare, che sottolinea l’impegno italiano e l’eccellente risposta ricevuta. Da parte nostra è forte la determinazione ad affrontare, in un rapporto di genuina collaborazione e fruttuoso apporto reciproco, i temi e le opportunità che la tradizionale, antica amicizia, l’evidente geopolitica e la storia impongono. La giornata romana costituisce un significativo indicatore del comune desiderio, africano e italiano, di muoversi da attivi protagonisti sui dinamici scenari contemporanei di un mondo globalizzato e sempre più competitivo”.
A testimonianza della priorità che l’Italia attribuisce alle relazioni con l’Africa, i lavori alla Farnesina sono stati aperti dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e conclusi dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.
Partendo dalla consapevolezza che i destini dell’Africa e dell’Europa sono, da sempre, fra loro strettamente connessi, l’obiettivo della Conferenza è di individuare soluzioni condivise alle principali sfide in materia di pace, libertà, democrazia e sicurezza; nonché di concordare percorsi di crescita comuni, soprattutto attraverso il coinvolgimento di qualificati esponenti italiani, provenienti dal mondo dell’economia e delle aziende, dell’accademia e delle organizzazioni non governative.
La Conferenza rivolge un’attenzione particolare all'estremamente positiva evoluzione in atto nel cosiddetto Corno d’Africa, a seguito dell’accordo di pace tra Etiopia ed Eritrea, rispetto al quale l’Italia intende assicurare il massimo sostegno, come testimoniato dalla riunione di lavoro fra il Ministro Moavero e i Ministri degli Esteri etiope ed eritreo, organizzata, a inizio ottobre, a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e seguita dalla recentissima visita del Presidente del Consiglio.
Sullo sfondo più generale, colpisce lo straordinario fermento che sta vivendo il continente africano: una vera festa della democrazia tra la fine del 2018 ed il 2019, con in programma ben 31 consultazioni elettorali. Una realtà inimmaginabile solo un decennio fa. Di certo, questi elementi confortanti continuano - purtroppo - a essere affiancati da situazioni di conflitti e crisi economica che si stanno cercando di superare.
Sia rispetto agli aspetti positivi, sia a quelli negativi, il Governo Italiano conferma il proprio impegno al fianco degli amici dell’Africa. Un impegno concreto, basti ricordare: la partecipazione dell’Italia alle principali missioni di pace in loco (ben 13) sotto l’egida dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite; l’intensa attività a favore del rafforzamento delle istituzioni locali; il contrasto alle sfide poste dall’estremismo violento e dai traffici illeciti; la specifica azione volta a facilitare la stabilizzazione in Libia e il processo politico in atto sulla base del piano ONU.
Pace, libertà, sicurezza ed equo sviluppo socio-economico sono essenziali diritti primordiali di tutte le persone e di tutti i popoli. L’Europa che attraverso un pluridecennale percorso di integrazione ha saputo porre fine a secoli di guerre fratricide, dev’essere al fianco dell’Africa nella sua attuale fase storica di sviluppo. I due continenti hanno sistemi economici palesemente complementari, con tante opportunità ancora da mettere a frutto; non dimentichiamoci che l’Africa cresce con tassi medi annuali elevati, intorno al 5%.
La Conferenza della Farnesina, dunque, ha analizzato con attenzione le prospettive di collaborazione economica e di investimento (l’Italia è già fra i principali investitori in Africa); inoltre, il nostro Paese e il nostro sistema universitario e di ricerca sono interessati e disponibili a individuare e approfondire utili fori di cooperazione nel campo formativo e accademico con corrispondenti istituti degli Stati africani.
Non può, infine, mancare il focus sull’interscambio in ambito culturale, considerata la vocazione e la singolare esperienza italiana al riguardo e l’immensa, affascinante varietà delle millenarie culture africane, unita alla loro vivacità dei nostri giorni. Dall’insieme di queste notevoli possibilità, siamo fiduciosi che nascano soprattutto positivi stimoli per le più giovani generazioni africane e italiane, con uno sguardo lungimirante. Un simile approccio dovrebbe, peraltro, essere di giovamento nella doverosa ricerca di idonee soluzioni, vocate a un miglior governo dei flussi migratori e alla lotta contro ogni tipo di traffico illecito.
La Conferenza Italia-Africa della Farnesina, ha ricordato ancora il Ministro Moavero, “rappresenta un momento prezioso e unico per conoscersi meglio, parlarsi, ascoltare il rispettivo punto di vista e le reali esigenze di ciascuno, sui temi che ci legano e che potranno collegarci in futuro. È proprio in quest’ottica, che l’Italia considera anche indispensabile che l’Unione Europea garantisca un più intenso ed efficace impiego di risorse finanziarie nel contesto del prossimo Quadro Pluriennale del bilancio UE. Per parte italiana siamo assolutamente motivati ad agire a tal fine, nel corso del negoziato a Bruxelles, fra l’altro, sostenendo l’introduzione di nuove, genuine e autonome fonti di entrate per il bilancio dell’Unione”.




MAROCCO: RE MOHAMMED VI INAUGURA A MARRAKECH STRUTTURE SPORTIVE E INCONTRA PRESIDENTE GRUPPO RENAULT


Il Re Mohammed VI ha tenuto ieri a Marrakech l'inaugurazione della piscina semi-olimpica coperta “Sidi Youssef Ben Ali” e dei campi sportivi locali “Askjour”, due progetti sportivi locali ad alto valore sociale realizzati per un investimento totale di quasi 31 milioni di dirham (2,86 milioni di euro). E ha ricevuto il Presidente del gruppo automobilistico Renault, Carlos Ghosn.
La piscina coperta, la cui realizzazione è parte degli sforzi per promuovere il nuoto, dovrebbe consentire a una grande parte della popolazione di praticare questa disciplina nelle migliori condizioni. Su una superficie complessiva di 4.357 metri quadrati, la nuova piscina, costruita vicino allo stadio di Sidi Youssef Ben Ali, ha una piscina semi-olimpionica (sei corsie), gradinate (200 posti), una sala fitness, spogliatoi, un'infermeria, una caffetteria, una reception e un ufficio di gestione.
Risultato di una collaborazione tra il ministero della Gioventù e dello sport e il Comune di Marrakech, questo progetto fa parte di un programma che prevede anche la realizzazione di cinque piscine coperte per un budget totale di 70 milioni di dihram (6,45 milioni di euro). Delle cinque strutture programmate, M'Hamid ha un tasso di completamento molto avanzato (98 per cento), mentre la costruzione delle altre quattro piscine sarà lanciata a breve con un tempo di completamento di 15 mesi.
Il secondo progetto inaugurato dal Sovrano è quello dei vicini campi “Askjour”. Si tratta della costruzione di 10 campi da calcio in erba sintetica, piste da corsa, un parco giochi per bambini, spazi verdi e attività ricreative, una caffetteria, un'infermeria e spogliatoi.
Con una superficie totale di 20.000 metri quadrati, anche questo progetto è stato realizzato nell'ambito di una partnership tra il ministero della Gioventù e dello sport e la municipalità di Marrakech.
Da notare che il ministero della Gioventù e dello Sport mette in opera, in collaborazione con il ministero dell'Interno, il ministero dell'Economia e delle Finanze, il Fondo di Struttura Comunale ed i Consigli provinciali interessati, un programma nazionale di costruzione di 832 complessi socio-sportivi di prossimità  che mobilita un budget di 600 milioni di DH. Questo programma, che sarà realizzato entro 36 mesi, riguarda varie regioni del Regno, in particolare ad Al Hoceima (70), Souss-Massa (149), Rabat-Sale-Kenitra (45), Marrakech-Safi (171), l'Orientale (41), Laayoune-Sakia El Hamra (13), Guelmim-Oued Noun (42), Fes-Meknes (71), Draa-Tafilalet (72), Dakhla-Oued Eddahab (22), Casablanca-Settat (43), e Beni Mellal-Khenifra (93).
Il Re Mohammed  VI ha sempre messo la gioventù al centro di ogni progetto di riflessione sullo sviluppo umano. Recentemente, nel suo discorso del mese d'agosto 2018, in occasione del 65imo anniversario della Rivoluzione del Re e del Popolo, l'accento è stato messo, chiaramente è inequivocabile, sulla crisi di fiducia che provano i giovani in Marocco. Così, il Sovrano, ha segnalato che: “A questo giovane, dobbiamo offrire del concreto, particolarmente in termini d'istruzione, d'occupazione, di sanità ed in molti altri settori. A questo giovane, dobbiamo dare speranza e fiducia nel suo avvenire”.
Nel contesto “di dare speranza e fiducia” ai giovani, il 25 ottobre 2018, il Sovrano ha ricevuto al Palazzo Reale di Marrakech, il ministro dell'Industria, dell'Investimento, del Commercio e dell'Economia Digitale, Moulay Hafid Elalamy ed il Presidente del gruppo automobilistico Renault, Carlos Ghosn.
In quest'udienza, è stato preso in considerazione il progetto d'ampliamento della società marocchina di costruzioni automobili (SOMACA) mediante il raddoppiamento della sua capacità di produzione per raggiungere 160.000 veicoli all'anno all'orizzonte 2022.
Il progetto mira a raggiungere una capacità di produzione di 01 milione di veicoli mira a soddisfare in particolare i bisogni dei giovani in termini di lavoro, di capacità di impiego e d'inserimento sociale e professionali dei giovani diplomati nelle grandi scuole o dall’Ufficio della Formazione Professionale e l’Edilizia.
Con questo raddoppio della produzione di SOMACA, il gruppo Renault porterà la sua capacità di produzione in Marocco a 500.000 veicoli all'anno, di cui 340.000 prodotti nella fabbrica di Tangeri e ciò nel quadro del Programma d'accelerazione industriale.
Nel 2007, la SOMACA aveva esportato il suo primo veicolo “Made in Morroco”. Da allora, è diventata una vera piattaforma d'esportazione, poiché più di 60 per cento della sua produzione è destinato all’export.
Il settore automobilistico in Marocco registra attualmente un tasso d'integrazione locale di oltre 50 per cento ed impiega 85.000 dipendenti.
Questi due progetti a forte valore sociale aggiunto confermano l'alta sollecitudine reale verso i giovani ed il loro divenire attraverso la creazione di un clima allo stesso tempo sano ed attraente per le loro aspettative mettendoli al riparo da qualsiasi forma che condurrebbe al rischio fra cui la radicalizzazione.

martedì 23 ottobre 2018

MINISTRI DELLA GIUSTIZIA: “RAFFORZARE COOPERAZIONE GIUDIZIARIA TRA ITALIA E MAROCCO”


Roma 23 ottobre 2018 -Intensificare i rapporti bilaterali nel settore della giustizia anche per favorire la stabilizzazione dell’area del Mediterraneo e la sicurezza interna ai due Paesi: questo l’obiettivo principale dell’incontro tra il ministro della giustizia Alfonso Bonafede e il collega del Marocco, Mohamed Aujjar.
Il bilaterale, svoltosi questa mattina in via Arenula, è stato l'occasione per uno scambio di riflessioni e proposte su come rendere ancor più efficace la cooperazione giudiziaria tra l’Italia e i Paesi della sponda sud del Mediterraneo, a partire proprio dal Marocco, condividendo in particolar modo il cruciale impegno per il contrasto al radicalismo violento e all’estremismo, per la gestione ordinata dei flussi migratori e per la lotta al terrorismo e al traffico di droga e di esseri umani.
Il Guardasigilli, introducendo i temi della discussione, ha manifestato apprezzamento per la riforma costituzionale realizzata in Marocco, “che ha sancito la piena separazione dei poteri e ha permesso alla giustizia di diventare un potere indipendente e autonomo rispetto alla politica e agli altri poteri, facilitando ulteriormente i rapporti bilaterali e rafforzando il ruolo strategico del Marocco.”
Altri due temi al centro del dialogo sono stati la collaborazione per il trasferimento dei detenuti marocchini presenti nelle strutture carcerarie italiane e la gestione dei casi dei minori sottratti. Per entrambe le questioni, il ministro Aujjar ha assicurato “massima disponibilità a lavorare insieme in modo da trovare le soluzioni più adatte e condivise”.
Le due delegazioni hanno, a questo proposito, rinnovato l’intenzione di convocare un tavolo tecnico entro la fine dell’anno, in modo da superare le disomogeneità tra gli ordinamenti, rendendo così più efficiente la cooperazione. Il ministro Bonafede ha anche annunciato l’individuazione e la nomina del magistrato di collegamento a Rabat, “figura che faciliterà lo scambio di informazioni e consentirà una conclusione più rapida delle varie procedure.”
Bonafede e Aujjar hanno, inoltre, convenuto sull’importanza di investire sull’amministrazione penitenziaria, anche attraverso il progetto di gemellaggio amministrativo con le autorità marocchine, per “potenziare il monitoraggio dei rischi di radicalizzazione in carcere, ampliando anche i progetti di rieducazione dei detenuti basati sul lavoro e la cultura che entrambi i Paesi stanno già portando avanti.”
In conclusione dell’incontro, il ministro Mohamed Aujjar ha invitato il ministro  Alfonso Bonafede ad una visita in Marocco, per “potersi rendere conto direttamente degli sforzi che il Marocco sta compiendo per consolidare lo Stato democratico di diritto e fungere così da modello virtuoso per tanti altri Paesi africani”.

[GP]

Fonte 

sabato 13 ottobre 2018

Marocco. Inaugurata la seconda sessione del Parlamento: Continuano i cantieri delle riforme


Il Parlamento marocchino ha iniziato, venerdì 12 ottobre, la nuova sessione di legislatura dando priorità all’esame del progetto di legge finanziaria del 2019, che si focalizzerà soprattutto su istruzione, salute, sicurezza sociale e occupazione giovanile.
Come prevede la Costituzione marocchina, il Re Mohammed VI ha inaugurato l’apertura ufficiale della seconda sessione legislativa con un discorso con il quale ha messo l’accento sulle questioni legate alla creazione dei posti di lavoro, al rafforzamento di strutture agrarie che potrebbero contribuire al benessere ed al consolidamento della cultura della solidarietà e della coesione sociale mediante l’apertura di un cantiere che dovrebbe arrivare tra tre anni. Il discorso avviene sulla scia dei due precedenti del Sovrano in occasione della festa del Trono e della commemorazione della Rivoluzione del Re e del Popolo. Il Sovrano ha messo in evidenza le questioni seguenti fissando misure concrete e scadenze precise.

Il mondo rurale al centro delle riforme
Il mondo rurale resta al centro delle preoccupazioni e deve costituire il luogo per far emergere una classe media che potrebbe cambiare il senso dell’esodo dalle campagne, e ciò tramite un impegno sostenuto di riforme finanziarie e fondiarie.
Il Sovrano ha messo l’accento sulla mobilitazione generale di tutte le forze della nazione per attuare con successo tutte le riforme strategiche per il futuro del paese e del suo popolo.

Unità nazionale e sostegno ai partiti politici
Facendo richiamo alla forza dell’unità, il Re chiamato i deputati a operare in modo unitario per l’interesse nazionale, il quale deve prevalere sugli interessi particolari. L’essenziale è di registrare i risultati attraverso un lavoro collettivo, ha richiamato il Sovrano. E poiché è impossibile aprire i cantieri senza un lavoro politico di qualità, il Re ha chiesto di aumentare il sostegno economico statale ai partiti politici affinché possano finanziare i lavori di riflessione ed attirare le competenze per un migliore lavoro politico: “È una misura incitatrice perché i nostri partiti politici possano creare i loro think tank”.

Consolidare la cultura di solidarietà sociale
La questione delle disparità territoriali e sociali costituisce la preoccupazione maggiore per il Sovrano. Ha così tenuto a ricordare che la cultura del popolo marocchino ha sempre privilegiato la condivisione e la coesistenza nel paese. Occorre a questo proposito adottare politiche sociali efficaci per preservare la coesione sociale.
Occorre d’altra parte semplificare le procedure che rallentano lo sviluppo degli atti di solidarietà ed incoraggiare il settore privato ad operare in tal senso. Molte aziende partecipano attivamente alle operazioni di solidarietà in conformità con i loro impegni nel quadro dei principi della responsabilità sociale dell’impresa. Occorre passare ora ad un quadro giuridico e fiscale che aumenti il grado dei loro impegni a favore della coesione e la solidarietà sociale.

Il servizio militare per tutti i marocchini, senza distinzione
I grandi cantieri dell’istruzione, della formazione e del servizio militare restano prioritari. Impegnarsi nel servizio militare è un dovere per tutti i marocchini indipendentemente dalle loro origini sociali o i loro diplomi. Il servizio militare è una reale opportunità per molti giovani nel settore della formazione e dell’accesso al lavoro.

Riforma della formazione professionale ed incoraggiamento all’investimento
La formazione professionale come fonte di lotta contro la disoccupazione deve essere riformata e deve aprirsi su settori come l’agricoltura ed i lavori della sanità. Le modifiche devono toccare lo statuto delle terre collettive e le leggi che disciplinano l’esercizio della medicina. Molti investitori e di proprietari di ospedali internazionali sono pronti ad investire e poter contribuire alla valorizzazione della qualità delle cure. Occorre di conseguenza modificare il quadro giuridico per attirare gli investimenti.

Marocchini del mondo
Le competenze marocchine all’estero devono trovare il clima che permette loro di lavorare nel loro paese e di poter mettere le loro competenze scientifiche e professionali al servizio del Marocco.

Uomini di Stato sinceri
In questo discorso il sovrano ha affermato che il Marocco ha bisogno, oggi più che mai, di veri patrioti animati dalla volontà di difendere gli interessi del loro paese, dei loro concittadini, e che siano impegnati nell’unità. “Il Marocco ha così bisogno di uomini di Stato sinceri ed impegnati a prendersi con abnegazione le loro responsabilità”.

Il Marocco è un paese di opportunità e non di opportunisti.
“Il nostro paese affronta poste in gioco e sfide multipli ed implicati gli uni negli altri”. Per affrontarli “non sono affatto permessi” l’esagerata attesa ed i calcoli stretti, ha avvertito il Re sottolineando che il Marocco deve affermarsi come paese di opportunità e non di opportunisti. Chiunque sia, ogni cittadino marocchino deve usufruire delle stesse possibilità per servire il suo paese ed essere nella stessa uguaglianza con i suoi compatrioti per trarre vantaggio dalle ricchezze nazionali e dalle occasioni d’espansione e d’ascensione sociale.