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lunedì 28 maggio 2018

Marocco sempre con Palestina. Il Re Mohammed VI dà ordine alle FAR per aprire un ospedale da campo a Gaza


Il Marocco conferma il suo impegno solidale verso i palestinese, cosi a seguito alle aggressioni israeliane al confine di Gaza e che sono già costate oltre 50 morti e 1.500 feriti, il Re del Marocco, Mohammed VI ha dato disposizione alle Forze Armate Reali (FAR) di aprire un ospedale da campo medico-chirurgico nella Striscia di Gaza, in territorio palestinese. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale marocchino (MAECI), informando che l’obiettivo è prodigare le cure necessarie alle vittime civili degli avvenimenti recenti sopraggiunti a Gaza.
Intervenendo in questo mese consacro di Ramadan, l’azione è “in linea diritta con gli impegni storici e costantemente rinnovati del sovrano per la causa palestinese e illustra la solidarietà con il popolo palestinese fratello”, si legge nel comunicato del MAECI.
Nei giorni scorsi, il Re Mohammed VI, nella sua qualità di Presidente del Comitato Al Qods, aveva reiterato al Presidente palestinese, Mahmoud Abbas, suo “pieno impegno e suo franco sostegno alla nobile causa ed ai diritti legittimi del popolo palestinese fratello”.
Il Sovrano marocchino aveva, tuttavia, riaffermato il suo rigetto del trasferimento dell'ambasciata americana ad Al Qods, sottolineando che  questo passo unilaterale è contrario al Diritto internazionale ed alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza e aveva reiterato, inoltre, l'impegno fermo del Marocco a continuare di operare con l’amministrazione americana affinché questa ultima adotti una posizione equilibrata per rilanciare il processo di pace tra palestinesi ed israeliani.
Marocco aveva condannato vivamente l'utilizzo eccessivo della forza contro i civili palestinesi disarmati, riaffermando il suo rigetto totale di questo comportamento contrario al Diritto internazionale.

mercoledì 6 dicembre 2017

Al-Qods. Il Re Mohammed VI attira l’attenzione di Trump e l’ONU, e sostiene la Palestina

Il Re Mohammed VI del Marocco, nella sua qualità di presidente del Comitato Al-Qods ha indirizzato, questa martedì 5 dicembre, un messaggio al presidente americano Donald Trump nel quale il sovrano esprime “la sua profonda preoccupazione personale e la grande inquietudine  dei paesi e popoli arabi e musulmani” quanto alle informazioni ricorrenti sull'intenzione dell'amministrazione americana di riconoscere Al-Qods come capitale d’Israele e di trasferire l'ambasciata degli Stati Uniti a questo luogo sacro.
Ricordando che il Comitato Al-Qods fa parte dall'Organizzazione della Cooperazione Islamica (OCI) che rappresenta 57 paesi e più di un miliardo di cittadini, il Re Mohammed VI ha ribadito, nel suo messaggio, l'importanza capitale che rappresenta la città d’Al-Qods, “non soltanto per le parti del conflitto, ma per i fedeli delle religioni”.
Il presidente del Comitato Al-Qods mette così in evidenza l'aspetto spirituale e religioso “unico” di questa città, la sua portata storica e la sua importante simbolica politica. Uno statuto particolare che il sovrano difende nel suo messaggio sottolineando l'interesse per questa città di rimanere “una terra di coabitazione, un simbolo di coesistenza e di tolleranza per tutti”.
Il presidente del Comitato Al-Qods mette così in guardia contro “l'impatto negativo” che potrebbe suscitare tale decisione del presidente americano sul processo di pace e sulle prospettive di trovare “una soluzione giusta e globale del conflitto tra la Palestina e Israele”. E di precisare che gli Stati Uniti rappresentano “uno dei principali padrini del processo di pace ed usufruiscono della fiducia di tutte le parti”.
 “Dalla vostra investitura, voi avete dato prova di una forte volontà e di una ferma determinazione di rilanciare il processo di pace tra le parti palestinesi ed israeliane”, constata il presidente del Comitato Al-Qods. E di ritenere che il presidente americano aveva intrapreso iniziative “promettenti in questo senso” sostenute dal Marocco e dalla Comunità internazionale.
Il Re Mohammed VI ha tenuto a ricordare che “conformemente alle relative risoluzioni internazionali, tra cui particolarmente le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, Al-Qods si trova nel cuore delle questioni dello statuto definitivo”. Ciò che, sottolinea il Sovrano nel suo messaggio, “esige di preservare il suo posto giuridico ed evitare tutto ciò che potrebbe minacciare il suo status politico attuale”.
Il Re Mohammed VI, d'altra parte, in quanto Sovrano di Regno del Marocco, Amir Al-Mouaminine e presidente del Comitato Al Qods dell’OCI, ha avuto colloquio telefonico con Mahmoud Abbas presidente dell'Autorità palestinese, e ha espresso la solidarietà indefettibile del Marocco con il popolo palestinese e la sua “disapprovazione vigorosa di qualsiasi azione volta a compromettere il carattere multi - confessionale della città santa, o alterare il suo statuto giuridico e politico”.
Il presidente palestinese salutando il ruolo e l'azione del Sovrano marocchino, ha deplorato che “tale iniziativa inadeguata sia nell’agenda dell'amministrazione americana”. Mahmoud Abbas ha anche espresso la preoccupazione profonda dell'Autorità palestinese circa “le conseguenze gravi” che potrebbe avere “sul processo di pace in Medio Oriente e sulla sicurezza e la stabilità nella regione”.
I due capi di Stato hanno deciso di mantenere un contatto diretto ed un dialogo permanente sulla questione. Un coordinamento stretto tra i due governi è impegnato per identificare i passi da intraprendere e le azioni da condurre.
In un’altra missiva indirizzata al Segretario generale dell’ONU Antonio Guterres, il Re Mohammed VI ha ricordato il suo messaggio di luglio scorso sul suo rifiuto delle misure adottate da Israele nella Moschea Al-Aqsa ad Al-Qods per tentare di imporre un nuovo fatto compiuto in violazione delle relative risoluzioni della legalità internazionale e ha espresso la sua preoccupazione circa le informazioni riguardanti l'intenzione dell'amministrazione americana.
Ogni minaccia allo statuto giuridico e storico riconosciuto d’Al Qods, rischia di rinviare la questione nell'imbroglio dei conflitti religiosi e confessionali, e danneggiare gli sforzi internazionali volti a creare le condizioni favorevoli al rilancio dei negoziati di pace, e rischia anche di attizzare la tensione, ipotecare le possibilità di pace ed accentuare la violenza e l'estremismo.
La questione di Al-Qods, oltre ad essere la causa dei palestinesi per il fatto che fa parte delle loro terre spogliate, è ben la causa della Umma araba ed islamica, poiché nell’Al-Qods esiste la Moschea Al Aqsa benedetta, la prima dei due Qibla e terzo Luogo sacro dell'Islam, è ben una causa giusta per tutte le forze innamorate di pace, considerando l'importanza di questa città santa e la sua simbolica come luogo di tolleranza e di coesistenza tra le varie religioni, sottolinea il Sovrano
Il Re Mohammed VI porta “molta speranza sui buoni uffici ed intervento attivo” di Guterres “presso l'amministrazione americana per dissuaderla da adottare ogni misura che si riferisce alla città di Al-Qods, considerando le ripercussioni pericolose che rappresenta tale misura per il futuro della pace e la sicurezza nella regione”.


lunedì 30 gennaio 2017

Il ritorno trionfale del Marocco nell’Unione Africana. Il Re Mohammed VI è molto attivo



Addis Abeba, 30 gennaio - Il Re del Marocco, Mohammed VI, è impegnato in un’intensa attività diplomatica prima del 28esimo vertice dei Capi di Stato dell’Unione Africana che si tiene oggi e domani ad Addis Abeba, durante il quale si discuterà della domanda di adesione all’organizzazione panafricana formulata da Rabat. In questa occasione il Sovrano ha offerto un ricevimento all’onore dei Capi di Stato africani, questo ricevimento in cui hanno partecipato 42 paesi, è stato segnato della presenza del nuovo Segretario generale dell’ONU Antonio Guterres, e del Presidente palestinese, Mahmoud Abbas.
Nella stessa giornata il Sovrano ha avuto colloqui con tantissimi Capi di Stato africani: Il presidente della Repubblica del Congo, Denis Sassou Nguesso; Il presidente della Repubblica di Guinea Equatoriale, Theodoro Obiang Nguema Mbasogo; Il presidente della Repubblica di Rwanda, Paul Kagame; Il presidente della Repubblica di Guinea, Alpha Condé.
Oggi una schiacciante maggioranza dei paesi africani ha sostenuto il ritorno del Marocco all’UA. Sono ben trentanove paesi!
Segue.