sabato 15 dicembre 2018

POSITIVO CONSUNTIVO 2017 DI FONDAZIONE MOHAMMED VI PER LA PROTEZIONE DELL'AMBIENTE: LA PRINCIPESSA LALLA HASNAA RALLEGRATA.


La Principessa Lalla Hasnaa, presidente della Fondazione Mohammed VI per la Protezione dell'Ambiente, ha presieduto, giovedì a Rabat, il Consiglio di Amministrazione della Fondazione.
All’inizio della riunione Lalla Hasnaa si è rallegrata per il lavoro compiuto e per i risultati tangibili raggiunti dalla creazione della Fondazione nel giugno 2001.
Dopo aver esaminato il bilancio 2017 e le prospettive future, il Consiglio d’Amministrazione ha approvato i conti delle attività nel 2017.
L'impegno concreto della Principessa Lalla Hasnaa a favore dell'ambiente e dell'educazione allo sviluppo sostenibile, e la sua forte influenza sulla qualità e lo svolgimento delle realizzazioni, rappresentano vantaggi considerevoli e rispecchiano soprattutto il posizionamento attuale della Fondazione in Marocco e nel mondo.
Il CA si è rallegrato per la nomina di Sua Altezza Reale, come Ambasciatore di Buona Volontà dalla “Commissione Clima del bacino del Congo” e del “Fondo Blu” per il bacino del Congo, che è stata istituita da dodici paesi di questa regione il 9 marzo 2017 a Oyo in Repubblica del Congo.
La leader marocchina nella lotta per il rispetto dell'ambiente ha rappresentato il Marocco e la sua Fondazione in molti eventi internazionali e vi ha pronunciato discorsi d'apertura: World Environment Education Congress (WEEC) nel settembre 2017 a Vancouver in Canada ed in Women's Forum di Toronto, nel maggio 2018,  ed era protagonista a Milano Expo 2015. Ultimamente ha ricevuto a Tokyo, il prestigio Premio internazionale dalla Fondazione GOI Peace che si assegna ogni anno per premiare una personalità per la sua attività o l'influenza nello sviluppo di un mondo sostenibile e pacifico.
Il programma "Spiagge Pulite", che conosce la sua 18a stagione, preparato con il Ministero dell'Interno ed in particolare la Direzione Generale delle Collettività Locali. Si è tradotto con strumenti di gestione, della formazione, e quest'anno,  è stato rafforzato mediante la circolare del Ministero dell'Interno relativa alla gestione delle spiagge. Una grande campagna di sensibilizzazione è stata lanciata durante l'estate 2018.
Nel 2017, il programma Eco-scuole è stato allargato al prescolastico, con la generalizzazione dell'insegnamento in prescolastico che Sua Maestà il Re Mohammed VI ha appena lanciato nel luglio 2018.
Quanto al programma Aria-Clima, si è interessato quest'anno ai territori, con Marrakech come città pilota, dove un bilancio carbonio e l'introduzione della mobilità elettrica, una prima in Marocco, sono in corso.
La Fondazione gestisce quasi venti programmi in sei settori d'intervento: l'educazione ambientale, il litorale, l'aria ed il clima, il turismo sostenibile, la salvaguardia e lo sviluppo del palmeto di Marrakech ed i parchi e giardini storici.


mercoledì 12 dicembre 2018

ONU. Guterres saluta l'impegno generoso e costante di Marocco nelle operazioni di pace nel mondo


Il Re Mohammed VI ha ricevuto, ieri 11 dicembre 2018, nel Palazzo Reale di Rabat, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.
In questa occasione, Guterres ha espresso al Sovrano la sua gratitudine circa l'organizzazione riuscita, in Marocco, della Conferenza Intergovernativa per l'adozione del Patto Mondiale per le Migrazioni Sicure, Ordinate e Regolari, segnata dall'adozione del "Patto di Marrakech".
Guterres ha, inoltre, apprezzato le acquisizioni del Regno in materia di Diritti dell'uomo ed il suo ruolo costruttivo nella cooperazione Sud-Sud e nell'attuazione dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile ed i cambiamenti climatici.
Guterres ha salutato l'impegno generoso e costante del Regno marocchino nelle operazioni di mantenimento e di consolidamento della pace, in particolare con gli importanti contingenti delle Forze Armate Reali (FAR) spiegati nella Repubblica Democratica del Congo ed in Repubblica Centrafricana.
Quest'udienza ha anche riguardato la situazione nella regione del Magreb ed il Continente africano.
La questione di Sahara Marocchino, d'altra parte, è stata affrontata alla luce della tavola rotonda tenuta a Ginevra il 5 e il 6 dicembre tra Marocco, Algeria e Polisario, e Msuritania. In questo contesto, il Sovrano ha ribadito a Guterres il sostegno del Regno agli sforzi fatti dal segretario generale ed il suo inviato personale per raggiungere una soluzione politica definitiva a questa vertenza regionale.
Hanno assistito a quest'udienza, del lato dell'ONU, Miguel Graca, assistente speciale del Segretario Generale, e Khassim Diagne, direttore degli Affari politici al Gabinetto del Segretario Generale, e del lato marocchino, Fouad Ali El Himma, Consigliere del Re e Nasser Bourita, Ministro degli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale.

martedì 11 dicembre 2018

Il Re Mohammed VI: Il Patto di Marrakech sulla migrazione sarà possibile solo con la sua effettiva attuazione


Il Re Mohammed VI del Marocco ha indirizzato un messaggio alla “Conferenza Intergovernativa per l'adozione del Patto Mondiale sulle Migrazioni Sicure, Ordinate e Regolari”, che ha aperto i suoi lavori lunedì 10 dicembre a Marrakech.
Il Sovrano ha sottolineato che “l'interesse del Regno del Marocco per la questione migratoria costituisce un impegno di lunga data e volontario che si esprime attraverso una politica, umanista nella sua filosofia, globale nel suo contenuto, pragmatica nel suo metodo e responsabile nel suo percorso. Il successo nazionale di questo nostro approccio ha condotto i nostri fratelli africani ad affidarci il mandato di Leader dell'Unione Africana sulla questione migratoria. Cosi è arrivata all'Agenda Africana per la Migrazione, adottata all'unanimità dalla Conferenza dell'Unione Africana nel gennaio 2018. È, dunque, molto naturalmente che la nostra visione, in scala nazionale e continentale, si converge con il nostro impegno internazionale, attraverso il Patto Mondiale”.
La sfida della conferenza di Marrakech è di mostrare che la Comunità internazionale fa la scelta della solidarietà responsabile, ha affermato il Re, sottolineando che spetta a questa Comunità rispettare interamente il diritto sovrano di ciascuno dei suoi membri di determinare e ad adottare la sua politica migratoria; e provare che il multilateralismo “non è la politica della sedia vuota, della diserzione e dell'indifferenza. È quello delle sinergie e dell'impegno nella diversità”, ha detto il Sovrano.
Osservando che il Patto mondiale sulla migrazione “non è una fine in sé. Fa senso soltanto con la sua attuazione effettiva. È per questo che, la conferenza di Marrakech è, soprattutto, un appello all'azione”. A quest’appello, l'Africa non sarà un “oggetto” del Patto mondiale, ma sarà un “attore centrale” che definisce la sua strada da seguire. Questa Agenda “pioniere” ha anticipato l'importanza dedicata dal Patto mondiale nella conoscenza di dinamiche migratori.
Tra il lassismo inaccettabile e la sicurezza insopportabile, “c'è una via che apriamo oggi”, quella che la sovranità solidale oppone al nazionalismo che esclude, il multilateralismo contro l'ostracismo, e la responsabilità condivisa contro l'indifferenza istituzionalizzata.
Si tratta di porre fine al disordine, mettendo l'umanità nell'ordine, la pagina della Storia che si scrive oggi, a Marrakech, porta la Comunità internazionale, un passo di più, verso un nuovo ordine migratorio, più giusto e più umano.
Il Re in questo messaggio letto dal Capo del governo Saad Dine Otmani ha indicato che la sfida di questa conferenza è “di unire di fronte ai populismi, all'isolazionismo e di portare, con il dialogo e la cooperazione internazionale, risposte strutturanti ad una posta in gioco principale del nostro tempo”, notando che “nessun paese può, da solo, affrontare queste poste in gioco! Ma, se non ci sono alternative alla cooperazione, non ci sono alternative all'azione”.
Il Sovrano ha infine indicato che “attualmente, il Patto Mondiale rimane una promessa che la Storia giudicherà. Non è affatto tempo ancora di celebrare il successo. La sfida di questa Conferenza è di mostrare che la Comunità internazionale fa la scelta di una solidarietà responsabile sulla questione della migrazione”.

lunedì 10 dicembre 2018

70 anni dopo la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. Ancora “profughi” senza carta HCR nei campi di Tindouf in Algeria


In occasione del settantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo vediamo, purtroppo che i diritti  umani  sono  ancora sotto  attacco  in  tante  parti  del  mondo,  Italia  ed  Europa  incluse. Ed in solidarietà con tutte le persone che ancora oggi sono vittime della violazione dei diritti vorremo dedicare nostro appello per sensibilizzare di questioni umanitarie che ci stanno a cuore, come la migrazione e l’asilo che interpellano le vive coscienze del mondo di non tacere:
Desideriamo smontare la politica ipocrita europea, ed avvertiamo che la migrazione non è un problema per i paesi di accoglienza, ma, è una risorsa finanziaria ed economica preziosa e soprattutto è una soluzione e strumento di sviluppo e di ricchezza degli stessi paesi.
Pur evidenziamo che l'asilo - garantito dalle Carte Internazionali - è un diritto umanitario che sussista di essere difeso, rafforzato e rispettato dovunque nel mondo, constatiamo che per motivi di agenda egemonica algerina in Africa, sono stati deportati “profughi saharawi” in campi militari a Tindouf in Algeria da parte dell'Esercito algerino e dalle milizie del Polisario nel 1976. E fino ad oggi queste persone sono le uniche nel mondo che non hanno il diritto alla protezione umanitaria e la Carta HCR dei rifugiati.
Chiediamo, dunque, all'Algeria di assumere le sue responsabilità e gli obblighi delle risoluzioni dell’ONU e la Convenzione di Ginevra 1951 nei diritti le più elementari nella registrazione presso HCR e censimento, giustizia, espressione, lavoro, proprietà, sanità, circolazione …
Esprimiamo la nostra soddisfazione ed orgoglio dell’appuntamento mondiale sulla migrazione organizzato in questi giorni a Marrakech in nostro paese, Marocco, in cui si firmeranno il 10 e 11 dicembre i documenti dell’ONU sulle migrazioni e sui rifugiati nella “Conferenza intergovernativa incaricata d’adottare il Patto Mondiale per migrazioni sicure, ordinate e regolari” (Global Compact) che segnano una importantissima assunzione di responsabilità collettiva intergovernativa. Però, segnaliamo, con amarezza, l’inaccettabile assenza dell’Italia in questa storica occasione e ci domandiamo anche noi: “che senso ha boicottare il primo accordo internazionale che sta venendo in aiuto all’Italia stessa”?
Da ricordare che da anni che chiediamo all’Europa e al mondo di non lasciare Italia da sola ad affrontare il dramma di chi continua ad attraversare il Mediterraneo e sosteniamo le rivendicazioni della società civile mondiale ed italiana per la modifica dell'accordo di Dublino sui profughi e la libera circolazione.


Primi firmatari:
1.   Rete delle Associazioni della Comunità Marocchina in Italia (RACMI), Italia.
2.   Federazione Africana in Toscana Italia (FAT), Toscana.
3.   Spazio Marocchino-Italiano per la Solidarietà (SMIS), Milano.
4.   Forum Italo-Marocchino di Solidarietà ed Immigrazione (FIMSI), Emilia Romagna.


giovedì 29 novembre 2018

DECRETO SICUREZZA E IMMIGRAZIONE 2018 COSA CAMBIA?


La Camera dei Deputati ha approvato il decreto sicurezza con 396 Sì: il provvedimento, che contiene anche misure in tema di immigrazione, è legge. Il voto, su cui il Governo ha posto la questione di fiducia, è arrivato poco dopo le ore 20 di mercoledì 28 novembre 2018. (Qui cosa prevede decreto sicurezza).
I voti contrari sono stati 99. Hanno votato a favore, oltre a M5s e Lega, anche FdI e Forza Italia. Al momento della proclamazione del voto, dai banchi della maggioranza, in particolare da quelli della Lega, è arrivato un ‘boato’ di soddisfazione.
Il decreto era già stato approvato in Senato il 7 novembre con 163 Sì. Anche a Palazzo Madama l’esecutivo aveva posto la questione di fiducia.
In particolare, il capitolo 1 del decreto (articoli 1-6) si occupa di permessi di soggiorno per motivi umanitari e contrasto all’immigrazione irregolare. Il capitolo 2 (articoli 7-13) si occupa di protezione internazionale, mentre il capitolo 3 (articolo 14) di cittadinanza.
In Italia, in base all’articolo 10 della Costituzione, lo straniero al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Il decreto, fortemente voluto dal ministro dell’Interno Salvini e dalla Lega, modifica molte delle disposizioni contenute all’interno del Testo unico sull’immigrazione (legge 286/98).
Permessi di soggiorno, protezione internazionale, immigrazione: punto per punto cosa cambia
Permessi di soggiorno per motivi umanitari e permessi di soggiorno temporanei
Il decreto sicurezza sostituisce le parole “per richiesta di asilo, per protezione sussidiaria, per motivi umanitari” del testo unico sull’immigrazione del ’98 sono sostituite dalle parole “per protezione sussidiaria”. Scompare dunque il permesso di soggiorno per motivi umanitari sostituito da una serie di altre tipologie di permesso di soggiorno: per protezione speciale, per calamità, per cure mediche, per atti di particolare valore civile, e per casi speciali, che racchiude le ipotesi che prima facevano parte del permesso di soggiorno per motivi umanitari.
L’articolo 1 del decreto sicurezza prevede il rifiuto o la revoca del permesso di soggiorno quando lo straniero in Italia non soddisfi le condizioni di soggiorno.
Il permesso di soggiorno per “protezione speciale” ha durata di un anno e consente l’accesso ai servizi assistenziali e allo studio nonché l’iscrizione nell’elenco anagrafico. Alla scadenza, il permesso di soggiorno speciale può essere convertito in permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato o autonomo o anche in permesso di soggiorno per motivi di studio.
Il permesso di soggiorno per cure mediche, non superiore ad un anno, rinnovabile finché persistono le condizioni di salute di eccezionale gravità debitamente certificate.
Il permesso di soggiorno per calamità è previsto nel caso in cui il paese di provenienza verso cui lo straniero dovrebbe fare ritorno versa in una situazione di calamità. Ha una durata di 6 mesi.
Un altro caso in cui viene rilasciato il permesso di soggiorno è quello in cui lo straniero compia atti di particolare valore civile, a meno che, secondo il decreto sicurezza, vi siano motivi per ritenere che lo straniero risulti pericoloso per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato. In questo caso, il questore rilascia un permesso di soggiorno per atti di particolare valore civile della durata di due anni, rinnovabile.
La commissione territoriale, nel caso non accolga la domanda di protezione internazionale, può chiedere al questore un permesso di soggiorno annuale con la dicitura “casi speciali”, che racchiude ciò che in precedenza era considerato “motivo umanitario”.
Trattenimento dello straniero nei centri di permanenza per il rimpatrio
Il decreto sicurezza prevede un prolungamento della durata massima in cui uno straniero possa essere trattenuto nei Centri di permanenza per il rimpatrio. Il periodo di 90 giorni viene sostituito da un periodo di 180 giorni.
Il decreto prevede inoltre la tempestiva esecuzione dei lavori per la costruzione, il completamento, l’adeguamento e la ristrutturazione dei centri di permanenza per il rimpatrio entro 3 anni dall’entrata in vigore del decreto.
Protezione internazionale
Il decreto sicurezza amplia i reati che possono far perdere la protezione internazionale.
In caso di condanna definitiva per violenza sessuale, spaccio di droga, rapina ed estorsione, mutilazione dei genitali femminili, la resistenza a pubblico ufficiale, e lesioni personali gravi e il furto aggravato dal porto di armi o narcotici è prevista la sospensione dell’esame della domanda di protezione e può essere previsto l’obbligo di lasciare il territorio nazionale.
Viene inoltre disposta la cessazione della protezione umanitaria a coloro che fanno rientro nel Paese di origine, salva la valutazione del caso concreto. Chi gode della protezione umanitaria per timore di una persecuzione politica, razziale o religiosa in patria, non può fare quindi rientro al suo paese, senza entrare in contraddizione con i principi stessi per i quali ha chiesto protezione in Italia.
Accoglienza dei richiedenti asilo
Il decreto sicurezza rivoluziona inoltre il sistema di accoglienza di coloro che presentano richiesta di asilo in Italia, in particolare il sistema SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati)
Il decreto prevede che il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati venga sostituito dal Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati. Vengono quindi esclusi i richiedenti asilo e il sistema di accoglienza diffuso viene dedicato esclusivamente ai titolari di protezione internazionale.
I richiedenti asilo rimangono in accoglienza fino alla scadenza del progetto in corso, già finanziato e dopo l’entrata in vigore del decreto troveranno accoglienza solo nei Cara (Centri di accoglienza per richiedenti asilo).
Acquisizione e revoca della cittadinanza
Il decreto sicurezza modifica inoltre la legge sull’acquisizione della cittadinanza, la legge 91/1992. Le nuove disposizioni prevedono che la cittadinanza italiana acquisita da uno straniero, è revocata in caso di condanna definitiva per i reati con finalità di terrorismo o eversione dell’ordinamento costituzionale. Il decreto prevede inoltre il raddoppio dei tempi (da 2 a 4 anni) della concessione della cittadinanza per matrimonio e per residenza. Stesso termine per il riconoscimento della cittadinanza avviato dall’autorità diplomatica o consolare o dall’Ufficiale di stato civile.
La revoca della cittadinanza è adottata, entro tre anni dal passaggio in giudicato della sentenza di condanna per i reati di cui sopra, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’interno.
FONTE: TPI.IT


COSA PREVEDE IL DECRETO SICUREZZA E IMMIGRAZIONE 2018?


La Camera dei deputati ha approvato il decreto sicurezza con 396 sì. Il provvedimento, che contiene anche misure in tema di immigrazione, è ora legge. Il voto, su cui il Governo ha posto la questione di fiducia, è arrivato poco dopo le 20 di mercoledì 28 novembre 2018. Il 26 novembre il governo aveva posto la questione di fiducia sul decreto sicurezza e immigrazione, il decreto n.113/2018.
Secondo la legge attualmente in vigore questo tipo di permesso può essere concesso ai cittadini stranieri che presentano seri motivi, in particolare di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello stato italiano”.
In alternativa, hanno diritto al permesso di soggiorno per motivi umanitari coloro che fuggono da conflitti, disastri naturali o altri eventi di particolare gravità e che provengono da paesi al di fuori dell’Unione europea.
Anche i cittadini stranieri che non possono essere espulsi perché potrebbero essere oggetto di persecuzione o che sono vittime di sfruttamento lavorativo o di tratta hanno diritto a questa particolare tutela. Il loro permesso dura dai 6 mesi ai 2 anni a seconda del caso e può essere rinnovato.
Il decreto prevede l’abrogazione della protezione umanitaria.
Regole per la revoca della protezione internazionale e dello status di rifugiato
Il decreto ha identificato nuovi reati che comportano la revoca dello status di rifugiato o la protezione internazionale.
Tra questi sono stati inseriti la violenza sessuale, produzione, detenzione e traffico di sostanze stupefacenti, rapina ed estorsione, furto, furto in appartamento, minaccia, violenza o resistenza a pubblico ufficiale.
Il sistema di accoglienza
I titolari di protezione internazionale o ai minori stranieri non accompagnati saranno gli unici a poter usufruire del sistema Sprar dedicato all’accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati.
Tempi più lunghi per il trattenimento degli irregolari nei Cpr
L’articolo 2 del decreto prevede che gli irregolari possono essere trattenuti nei Centri per il rimpatrio, che hanno sostituito i Cie, e in altri luoghi fino a un massimo di 180 giorni. Ad oggi, il limite è di 90 giorni.
Per quanto riguarda i fondi usati dai comuni per la creazione di sportelli informativi per gli stranieri che vogliono sapere come accedere ai programmi di rimpatrio volontario, il decreto stabilisce che verranno spostati al Fondo per i rimpatri del ministero dell’interno.
Cittadinanza
La concessione della cittadinanza ai discendenti degli emigrati italiani all’estero sarà più difficile da ottenere e saranno estesi i requisiti di residenza necessari per chiederla sia in caso di matrimonio che sulla base della residenza.
L’articolo 13 del decreto prevede anche che la cittadinanza può essere revocata e negata al soggetto condannato per reati legati al terrorismo.
Sicurezza urbana
Il decreto stabilisce le modalità di ricognizione delle situazioni di occupazione e i piani provinciali per le esecuzioni dei provvedimenti di sgombero, a cui devono prendere parte i membri delle forze dell’ordine.
Per il 2018 è previsto lo stanziamento di 16 milioni diretti alla polizia di Stato e ai vigili del fuoco, cifra che raggiungerà i 50 milioni per gli anni successivi al 2019.
Inoltre, saranno inasprite le sanzioni contro coloro che promuovono o organizzano l’invasione di terreni o edifici e sarà incentivato l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche per coloro che commettono questo reato.
Tra i provvedimenti, anche la sperimentazione dei taser da parte della polizia municipale nei comuni con più di 100mila abitanti.
Lotta al terrorismo
La parte del decreto relativa al contrasto al terrorismo prevede che per noleggiare tir o furgoni sia obbligatorio comunicare anticipatamente al Centro elaborazione i propri dati identificativi, che verranno analizzati. Nel caso in cui dovessero emergere delle situazioni di potenziale pericolo, le forze dell’ordine riceveranno una segnalazione.
Salvini propone la creazione di un Daspo per chi è sospettato di star preparando un attentato oppure di essere affiliato a un’organizzazione terroristica.
Lotta alla Mafia
Per contrastare le infiltrazioni mafiose nella pubblica amministrazione, il decreto prevede la nomina di un Commissario straordinario in caso di segnalazioni di situazioni anomale o di condotte illecite da parte di un Prefetto.
Gli immobili confiscati alle organizzazioni criminali possono essere dati in affitto “sociale” alle famiglie in condizioni di disagio.

FONTE: TPI.IT

domenica 25 novembre 2018

LA PRINCIPESSA MAROCCHINA LALLA HASNAA VINCE IL PREMIO GOI PEACE A TOKYO


La principessa marocchina Lalla Hasnaa, Presidente della Fondazione Mohammed VI per la protezione ambientale, ha ricevuto venerdì scorso a Tokyo, il premio internazionale dalla Fondazione GOI Peace che si assegna ogni anno per premiare il lavoro o l'influenza di una persona lo sviluppo di un mondo sostenibile e pacifico. Questo prestigioso premio è il riconoscimento del ruolo guida e dell'impegno del Regno del Marocco per lo sviluppo sostenibile.
Il premio è stato consegnato alla principessa Lalla Hasnaa da Hiroo Saionji, presidente del consiglio della Fondazione Pace GOI, che è stata fondata nel 1999 e promuove il dialogo e le iniziative di pace e la cui filosofia e l'azione si basa sulla “Dichiarazione per tutta la vita sulla terra” del Monte Fuji, che stabilisce i principi della responsabilità globale per la costruzione di un mondo pacifico e sostenibile nel ventunesimo secolo. La cerimonia di premiazione si è svolta nel contesto del forum “Creare domani, oggi” come cornice per premiare i vincitori del Concorso Internazionale di Saggistica Giovani, che mette in competizione i candidati di 162 paesi sul tema: “Il cambiamento che voglio fare”. Questo concorso è stato vinto nella categoria dei bambini da un candidato indiano e nella categoria giovanile da un concorrente delle Filippine.
Il Premio Internazionale GOI Peace Foundation è stato assegnato ogni anno dal 2000 a personaggi di spicco come Mikhail Gorbaciov, Bill Gates, Oscar Arias Sánchez e l'ambientalista Lester Brown.
Nel 2018 è stato evidente l'impegno della principessa Lalla Hasnaa per la protezione dell'ambiente che la Fondazione per la Pace del GOI ha cercato di premiare. La principessa marocchina ha sottolineato che mentre questo lavoro è notevole sul campo, lei sa quanto sia insufficiente in termini di dimensioni della sfida. “Dobbiamo inventare un mondo diverso, solidale, in cui la responsabilità per la protezione dell'ambiente è una responsabilità condivisa da tutti, un uguale sforzo per tutti”, ha detto nel suo discorso. “In questa immensa sfida di proteggere l'ambiente, che si insinua in tutti gli aspetti della nostra attività umana, l'educazione è la via maestra su tutte le altre. (...) Educare per tirar fuori una nuova umanità, in armonia con lo spazio che ci accoglie, è il meglio che dobbiamo fare insieme”, ha insistito.
Le due fondazioni hanno avviato nel 2014 una cooperazione concretizzata da gemellaggi tra Giappone e Marocco e la condivisione di esperienze per la protezione dell'ambiente, come illustrato da quella che avvicina gli studenti al mondo.
A margine della presentazione di questa cerimonia di premiazione, che si è svolta alla presenza di funzionari marocchini e giapponesi e ambasciatori di 46 paesi stranieri accreditati a Tokyo, la principessa Lalla Hasnaa ha posato per una foto ricordo con i vincitori il Concorso Internazionale Saggistica per giovani per bambini e giovani, e il presidente e presidente del Consiglio della Fondazione per la pace del GOI.