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lunedì 11 giugno 2018

Nigeria, la gigante potenza africana


La Repubblica Federale della Nigeria di cui suo presidente Muhammadu Buhari si trova in Marocco per una visita ufficiale di amicizia e di lavoro è un paese dell'Africa occidentale situato nel golfo della Guinea.
Con una popolazione stimata nel 2018 di circa 195 milioni di abitanti, si presenta come il paese più popolato dell'Africa e conta il sesto della popolazione del continente.
Circa 51 per cento della popolazione vive nelle zone urbane ed almeno 24 città contano più di 1.000.000 abitanti.
L'economia della Nigeria si basa sul petrolio come principale risorsa di reddito del paese e partecipa di oltre 70 per cento nel PIL.
La varietà di costumi, lingue e tradizioni dei 250 etnie che compongono il paese gli conferisce una ricca diversità. La popolazione della Nigeria dovrebbe raggiungere, secondo un studio dell'ONU realizzato in 2012, 440 milioni di abitanti in 2050, posizionandosi così come il terzo paese più popolato al mondo dopo l'India e la Cina.
Paese anglofono legato ad uno spazio ovest-africano di maggioranza francofona, la Nigeria ha dato tradizionalmente prova di uno spirito d’apertura, mostrandosi attento alle poste in gioco dei suoi vicini francofoni.
La Repubblica Federale della Nigeria conta 36 Stati ai quali si aggiungono il territorio della capitale federale, Abuja per la quale la Costituzione nazionale prevede un statuto speciale. Il sistema politico nigeriano si articola intorno a tre poteri: L’esecutivo ed il legislativo separati uno dall’altro ma facendosi reciprocamente equilibro, ed un potere giudiziale indipendente.
Al livello federale, i poteri pubblici si organizzano intorno ad un presidente della Repubblica, eletto per un mandato di quattro anni rinnovabile una volta sola, fungendo allo stesso tempo dal capo di Stato e capo di Governo, un Parlamento bicamerale composto da una Camera dei Rappresentanti ed un Senato, rispettivamente composti da 360 e 109 membri, eletti a scrutino maggioritario uninominale diretto e di una Corte suprema, più alta istanza giudiziale del paese.
Al livello di ogni Stato federato, l'organizzazione politica è analoga, con un'assemblea legislativa monocamerale, detta “House of Assembly”, ed un governatore, tutti eletti per quattro anni a suffragio universale diretto.
Le due principali religioni sono l'Islam e il cristianesimo. Il Nord del paese è a maggioranza musulmana, mentre il Sud è a maggioranza cristiana.

Buhari in Marocco. L'asse Rabat - Abuja, una partenariato fruttuoso per una Africa nuova (Focus)


Il presidente della Repubblica Federale della Nigeria, Muhammadu Buhari, è in visita di amicizia e di lavoro ufficiale in Marocco da domenica 10 giugno, su invito del Re Mohammed VI, ha fatto sapere, sabato, un comunicato del Ministero della Casa reale, del Protocollo e della Cancelleria, aggiungendo che in questa visita, sono previsti colloqui ufficiali tra i due capi di Stato e la loro co-presidenza della cerimonia di firma di convenzioni di cooperazione bilaterale tra i due paesi.
Il comunicato evidenzia, inoltre, che “questa visita illustra la profondità e la qualità delle relazioni bilaterali fondate su una partenariato solido e costante, grazie alla volontà comune di consolidare le relazioni multidimensionali che esistono tra i due paesi”.
È molto noto che il Marocco e la Nigeria hanno aperto durante gli ultimi anni una nuova dinamica volta a rialzare le loro relazioni di cooperazione al livello di un partenariato privilegiato al servizio dei loro interessi strategici e quelli dell'integrazione regionale e continentale. Tutto ciò è reso possibile grazie alla diplomazia innovatrice ed attiva condotta dal Re Mohammed VI verso i paesi africani per rafforzare i legami africani per rispondere meglio allo sviluppo e alle inspirazioni dei loro cittadini.
Quanto all'alleanza strategica intrecciata tra Rabat ed Abuja è ben fondata su base forte: I due paesi conosciuti di progressi economici realizzati, sono considerati come locomotive per lo sviluppo desiderato da questa Africa che si cambia.
I fattori economici e geopolitici sostengono questa alleanza: La Nigeria è oggi la prima potenza economica africana con un Prodotto Interno Lordo di 415,08 miliardi di dollari, secondo le cifre del Fondo Monetario Internazionale.
Il Marocco riuscito a consolidare la sua posizione di primo investitore africano nel continente, secondo il rapporto 2017 pubblicato dal gruppo britannico Financial Times che assicura che “il Marocco resta un importante ricevitore di investimenti esteri a favore di nuovi progetti in Africa, ma diventa anche un investitore maggiore nel continente”.
Marocco e Nigeria partono, dunque, da questa forte base per consolidare una partenariato di cui i benefici saranno, per la forza delle cose, provate al di là delle loro frontiere.
I molteplici accordi e convenzioni di cooperazione conclusi tra i due paesi durante le visite del Re Mohammed VI in Nigeria nel dicembre 2016 costituiscono la piattaforma ideale per un spiegamento dell'asse Rabat - Abuja alla scala continentale.
Sul piano geopolitico, gli osservatori della scena africana riconoscono a Rabat ed Abuja la loro influenza militare e diplomatica positiva nel continente.
Le partecipazioni consecutive del Marocco e della Nigeria alle operazioni di mantenimento della pace, nel mondo ed in particolare in Africa, posizionano i due paesi in quanto potenze che progettano non solo un'influenza stabilizzatrice nella regione del Sahel ma attraverso tutto il continente.
I dati storici sono ben presenti per illustrare questo impegno di due paesi: Da oltre 50 anni, più di 60.000 caschi blu marocchini hanno partecipato a 5 missioni di mantenimento della pace dell'ONU in Africa in particolare in Congo, Somalia, Repubblica Democratica del Congo, Costa d'Avorio e Repubblica Centrafricana. 11 ospedali medico-chirurgici di campo sono stati spiegati in 10 paesi africani e hanno assicurato più di 530.000 prestazioni mediche a favore delle popolazioni locali, oltre l'assistenza umanitaria a diversi paesi africani.
Dalla sua parte, la Nigeria è stata dagli anni 60, un contributore maggiore con truppe alle operazioni di mantenimento della pace delle Nazione Unite in Liberia dal 2003 a 2018, contribuendo cosi a ripristinare la sicurezza in un paese lacerato da una guerra civile brutale.
Questa vocazione dei due paesi è consolidata dal loro attivismo e la loro capacità accertata a prendere delle iniziative cruciali in numerosi dossier che toccano direttamente all'avvenire del continente. Da ricordare in questo contesto un riconoscimento deciso dall'Unione Africana (UA) nel designare il Re Mohammed VI ed il Presidente Muhammadu Buhari quanto leader africani in due dossier di un'importanza strategica: risolvere il tema l'immigrazione e la lotta contro la corruzione.
Il ritorno marocchino all’UA ha favorito l’asse Rabat - Abuja nella trasformazione continentale in corso. Durante il 30imo Summit dell’UA di gennaio scorso a Addis-Abeba, Buhari ha dichiarato d’essere fiducioso del rafforzamento continuo delle relazioni nigeriane con Marocco in tutti settori.
Si tratta di un processo che i dirigenti dei due potenze africani si sforzeranno ad accelerare, coscienti che il loro peso politico costituisce una forza formidabile per mettere l'integrazione africana in moto e rappresentare gli interessi del continente sulla scena mondiale.
L'organizzazione panafricana ha bisogno del contributo prezioso del Marocco e della Nigeria per concretizzare i suoi obiettivi supremi di sviluppo e compensare il tempo perso nei dibattimenti delle questioni che hanno fatto solo aggravare le divisioni del continente.
L'alleanza tra Rabat ed Abuja si annuncia così sotto i migliori auspici con la visita che sta effettuando il Presidente Buhari nel Regno ed i colloqui che avrà con il Re Mohammed VI.


lunedì 3 aprile 2017

Avviata Noor Ouarzazate IV. Ultima tappa del primo complesso energetico solare al mondo



Il Re  Mohammed VI ha avviato, sabato 1 aprile 2017 al comune Ghessate in provincia di Ouarzazate, i lavori di realizzazione della centrale Noor Ouarzazate IV, ultima tappa del più grande complesso energetico solare al mondo di cui la capacità totale raggiungerà 582 MW. Sarà pronta nel primo trimestre 2018 e sarà irrobustita nel quadro di un partenariato che associa MASEN, attore centrale delle energie rinnovabili in Marocco, ed un consorzio di operatori privati condotto dal gruppo ACWA POWER e scelto dopo una gara di appalto internazionale.
Il nuovo progetto, che sarà sviluppato su una superficie di 137 ettari utilizzando la tecnologia fotovoltaica (PV), consolida la volontà reale di ottimizzare lo sfruttamento delle risorse naturali del Marocco, preservare il suo ambiente, perpetuare suo sviluppo economico e sociale, e garantire il futuro delle future generazioni.
Questi progetti energetici di Ouarzazate, Laayoune, Boujdour, Midelt e Tata determinate anche per soddisfare le necessità dell’Office Nazionale dell’Elettricità e dell’Acqua potabile (ONEE), dovrebbero generare investimenti di più di 9 miliardi di dollari da oggi al 2020 e permettere un'economia annuale delle emissioni di gas a effetto serra equivalente a 3,7 milioni di tonnellate di CO2.
Traduce l'interesse particolare che presta il Re ai progetti energetici, vero stimolo allo sviluppo, di lotta contro la povertà e di crescita inclusa vantaggiosa a tutti, e la sua volontà di promuovere maggiormente la competenza del Marocco in un settore di punta della tecnologia e portatore di un reale valore aggiunto, e ciò, nell'interesse allo stesso tempo del Regno e del Continente africano nell'insieme. L'ultimo esempio dato di quest'interesse è il progetto del gasdotto Nigeria - Marocco, il cui avviso è stato fatto durante l'ultima visita del sovrano in Repubblica Federale della Nigeria.
La realizzazione di Noor Ouarzazate IV è in sintonia degli impegni internazionali del Regno relativi al ribasso delle emissioni di gas a effetto serra e del suo obiettivo principale di portare la parte delle energie rinnovabili nel mix elettrico nazionale a 52 per cento all'orizzonte 2030.
La struttura giuridico - finanziaria dei progetti di Masen con il sostegno dello Stato, permette di garantire il migliore prezzo del chilowattora. Così, la tariffa d'uscita del chilowattora di Noor Ouarzazate IV si stabilirà a 0,44 dirham, un costo fra i più competitivi mai ottenuta sul mercato mondiale del fotovoltaico.
Il finanziamento di questa centrale è stato garantito dalla KFW Bankengruppe, Banca Tedesca di Sviluppo ad altezza di 659 milioni di dirham. Questo finanziamento si iscrive nella linea del costante sostegno portato dalla Kfw Bankengruppe e le autorità tedesche e che testimonia la fiducia che portano per i progetti sviluppati nel quadro del Piano solare marocchino.
Il tasso d'avanzamento dei lavori di Noor II e Noor III avviate il 4 febbraio 2016 ha raggiunto rispettivamente, 76 e 74 per cento.
Di una potenza di 200 MW, la Noor II è sviluppata su una superficie di 680 ettari, sulla base della tecnologia termo-solare, con captatori cilindro-parabolici. Per la sua realizzazione, più di 3.870 dipendenti sono stati mobilitati finora, e 53 imprese intervengono per la sua concretizzazione, di cui 43 imprese marocchine.
La Noor III avrà una potenza di 150 MW. Più di 2.520 dipendenti sono stati mobilitati finora per la sua realizzazione, e 53 imprese, di cui 40 marocchine, vi sono intervenute.
Le 4 centrali trasformeranno il complesso Noor Ouarzazate nel più grande sito di produzione solare multi - tecnologica al mondo con un investimento totale di 24 miliardi di dirham, senza contare le infrastrutture sviluppate da Masen e l’ONEE. Quest'infrastrutture rispondono alle necessità di collegamento elettrico, di trasporto stradale, d'adduzione in acque grezza e potabile, di telecomunicazione e di sicurezza.
Questi progetti sono anche l'occasione di attivare l’impulso allo sviluppo socioeconomico attraverso la predisposizione di azioni nella sanità, l'istruzione, l'agricoltura, l’imprenditoria  e l'animazione culturale e sportiva. Così, più di 20.000 persone hanno potuto beneficiare di questi meccanismi di solidarietà, più di 30 douar (località rurali) hanno potuto avere direttamente acqua potabile e 4 di loro collegati alla rete stradale nazionale.
infine, i progetti lanciati dal Sovrano aprono alla regione Draa-Tafilalet nuovi orizzonti economici per una migliore integrazione nella dinamica nazionale. Consolidano il Regno nella sua strategia delle energie rinnovabili. Una strategia che il Sovrano ha voluto globale, multidimensionale, coniugando la formazione, la ricerca e sviluppo tramite università politecnico Mohammed VI di Benguerir.